Breve relazione su Pascal e Hobbes

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia
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Testo

Pascal è scienziato e apprezza i progressi determinati dallo sviluppo scientifico sulle condizioni dell’umanità. Apprezza quindi il valore della razionalità. Ma afferma, al contrario del razionalismo cartesiano, che la ragione ha dei limiti insuperabili. Vi sono 2 forme di conoscenza, fornite dallo spirito di geometria e dallo spirito di finezza. La ragione geometrica è in grado di svolgere deduzione rigorose da principi astratti, ma nn di cogliere ciò che richiede intuito. Ciò che richiede intuito è conoscibile con la “finezza”, con l’intervento delle “ragioni del cuore”. Anche i principi originari delle dimostrazioni, nn dimostrabili razionalmente, vengono colti con immediatezza dall’intuito. Lo spirito di finezza consente di descrivere la condizione umana nella sua precarietà, incertezza, problematicità e contraddittorietà. La condizione umana è come sospesa fra due infiniti, dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, che sfuggono entrambi alla conoscenza umana. L’uomo è un intreccio di “angelo” e “bestia”. I sensi e la ragione lo ingannano. L’uomo è sempre in movimento, impegnato in qualcosa per nn sentire il nulla, la noia. Cerca di dimenticarsi la sua condizione con il divertissement, la distrazione e l’oblio di se. Ma prima o poi torna ad assalirlo la disperazione. Chiudendo gli occhi di fronte alla propria condizione l’uomo rinuncia all’unica cosa su cui si fonda la sua dignità: il pensiero. Solo x il pensiero egli è al di sopra dell’universo. La miseria dell’uomo è di essere senza Dio. La salvezza è possibile con l’intervento della grazia divina. Di fronte alla propria miseria, all’uomo nn resta che “ascoltare” Dio. Ma Dio nn può essere dimostrato ne “visto”. Bisogna scommettere sulla Sua esistenza. Poiché la ragione nn ci aiuta a decidere, occorre usare il calcolo delle probabilità. Essendo in gioco da un lato la possibile perdita di un bene finito e dall’altro la possibilità di guadagnare un bene infinito, nn si può che scommettere a favore dell’esistenza di Dio. Il Dio di Pascal è il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe, Dio di amore e consolazione x gli uomini.
Hobbes estende l’approccio scientifico dell’indagine alla politica e all’etica. X lui la filosofia è scienza sia dei corpi naturali che dei corpi artificiali. Hobbes separa nettamente ragione e fede ed esclude che la filosofia si debba occupare di Dio, la cui realtà è incomprensibile. La conoscenza si fonda sull’esperienza. Le idee derivano da corpi esterni e nn sono innate. Sono designate da nomi, attributi x convenzione. È sui nomi che opera il pensiero, mediante un calcolo razionale, sommandoli e sottraendoli tra di loro. L’uomo nn è un “animale politico”. È l’egoismo a costituirne la natura e a caratterizzarne l’operato. La condotta umana si basa sull’istinto di conservazione e, di conseguenza, l’etica è la ricerca di ciò che è utile x se. All’uomo è inoltre possibile nn la libertà di volere, ma solo la libertà di agire. Necessità geometrica e istinto di conservazione determinano anche l’agire sociale e politico. Dalla naturale tendenza all’egoismo derivano caratteri dello stato di natura che è caratterizzato dalla guerra di tutti contro tutti, dovuta al fatto che tutti hanno diritto a tutto e combattono x averlo. Ciò determina uno stato di insicurezza assoluta. Qui soccorre una tendenza dell’uomo, la ratio naturalis, un calcolo razionale con cui si comprende che lo stato civile è più conveniente di uno stato di natura. Quel calcolo ha favorito la stipula di un contratto, con cui ciascuno a rinunciato al proprio diritto di natura e si è passati e si è passati allo stato civile, che ha, come fine primario, la sicurezza e l’ordine. X garantire l’osservanza del patto, gli uomini hanno dovuto trasferire definitivamente a un soggetto la sovranità. Il sovrano nn è intervenuto nella stipulazione del patto e, quindi, nn ne è vincolato. Dell’obbligo di garantire la vita e la sicurezza dei sudditi egli rende conto a Dio e nn a qst stessi. Il potere è assoluto e uno, nn vi è autonomia o divisione dei poteri. Lo stato è simile a un Levitano, mostro biblico. Ma il fondamento del potere è naturale, nn di origine divina.

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