Cartesio

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

Voto:

1 (2)
Download:386
Data:16.09.2009
Numero di pagine:3
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
cartesio_34.zip (Dimensione: 6.58 Kb)
trucheck.it_cartesio.doc     31.5 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

FILOSOFIA – CARTESIO
Il pensiero di Cartesio si sviluppa dalle considerazioni tratte da Galileo,ossia il prendere in considerazione i dati qualitativi della realtà per fare scienza,essendo dati oggettivi e universali.Da qui la volontà di voler conoscere ogni cosa con certezza,non solo la scienza ma l’intero sapere,tralasciando completamente i dati qualitativi non essendo quantizzabili secondo la scienza matematica.
Da qui la necessità di utilizzare un metodo che permetta di scomporre i problemi complessi in componenti semplici e ultimi,come avviene per l’appunto in un problema matematico,poiché come tratta nel Discorso sul metodo,le verità più radicate nell’uomo sono quelle dovute a pregiudizi infantili,che si scontrano fra loro e non giungono mai al conseguimento di un’ verità. Il suo intento consiste nel ricostruire un’unica scienza generale della verità,basato sui procedimenti matematici,per arrivare alla ricostruzione dell’intero sapere,basato su certezze incontrovertibili.
Questo metodo è basato su quattro passaggi:evidenza,analisi,sintesi ed enumerazione:
• Evidenza:atto in cui la verità appare allo spirito in modo immediato,l’intelletto la riconosce e la sottrae da ogni dubbio (intuito)
• Analisi: semplificazione del problema in parti minori,rendendolo ben determinato
• Sintesi: consiste nel procedere dagli elementi più semplici a quelli più complessi
• Enumerazione: consente di rivedere l’intero percorso in entrambi in sensi.
Secondo questo metodo:
• Cartesio sospende il giudizio su tutte le certezze umane,quindi ha il DUBBIO,facoltà del pensiero.
Il metodo si basa principalmente sull’evidenza. Tuttavia Cartesio si chiede su dove si basa tale evidenza,se essa non sia un illusione,e quindi come giungere ad essa senza ricadere in tale dubbio.Utilizza quindi il dubbio per sottoporre a verifica l’evidenza;se tale evidenza non viene scalfita dal dubbio si riuscirà a perdere ogni incertezza.
Due tipi di dubbio:
- DUBBIO METODICO:Incentrato sulla ricerca della verità,mette in discussione la veridicità del pensiero,quindi sanabile.
- DUBBIO IPERBOLICO: Dubbio che si estende alla stessa capacità del conoscere,esercitato da un genio maligno,che mette in discussione le stesse scienze matematiche
• Da qui l’unica verità incontrovertibile: IO PENSO
• Il pensiero è una forma dell’esistenza,quindi ESISTO
Cogito ergo sum conosco quindi sono
Essendo il pensiero che ha rivelato la mia esistenza sono una cosa pensante,RES COGITANS. Cartesio arriva appunto a determinarsi come una cosa pensante,e non come una cosa che pensa,non avendo la certezza dell’esistenza del proprio corpo,non avendo dimostrato ancora l’esistenza di un mondo fisico.Tuttavia distingue separatamente dalla res cogitans la RES EXTENSA,ossia la materia intesa come estensione,costituita da consistenza e movimento.Le due nature sono incomunicabili e opposte,costituiscono una sorta di dualismo.

• Da cosa è costituito il pensiero?Dalle IDEE
L’idea è l’oggetto del pensiero.Le idee sono classificabili in:
- INNATE: idee presenti nell’uomo fin dalla nascita,come quella dell’infinito,o della perfezione,di cui nonostante non se ne abbia esperienza.
- AVVENTIZIE: idee provenienti dall’esterno,idee di oggetti naturali.
- FITTIZIE: idee formate o trovate dallo stesso oggetto pensante,come le idee di cose inventate.
PROVE DELL’ESISTENZA DI DIO
1^PROVA:L’infinito e la perfezione,essendo idee innate,sono certezze poiché posta dall’origine.Non essendo noi gli artefici delle idee innate,tali idee devono essere state poste da qualcuno.Questo essere deve essere necessariamente PARI se non SUPERIORE a ciò che ha conferito.
2^PROVA:Poiché io sono un essere imperfetto ne deriva che non mi sono creato da solo,altrimenti mi sarei fatto perfetto.Dunque qualcun altro mi ha creato,cioè Dio.
3^PROVA: Dalla perfezione di Dio deve derivare anche l’esistenza,poiché altrimenti mancherebbe in Lui una perfezione,quella dell’esistere.
Tale esistenza porta alla consapevolezza di non essere soggetti ad un inganno divino,essendo la menzogna ripugnata dalla perfezione,e porta a riconoscere la realtà del mondo esterno per il tramite di Dio che ne fa da garante.
Questo ente è detto DEUS EX MACHINA,una sorta di grande motore che controlla la realtà;Cartesio arriva quindi a perdere Dio come esperienza,lo concepisce solo come idea.
L’uomo,consapevole di non poter vivere di sole idee,utilizza la VOLONTA’,una sorta di salto nel vuoto proteso a trovare la realtà corrispondente all’idea.Rappresenta il ponte tra intelletto e realtà.
Tuttavia è anche origine dell’ERRORE,lo scostamento tra le idee e l’agire umano,poiché è la volontà che si prende la responsabilità di esso e non l’intelletto,il quale rimane fermo sulle proprie convinzioni,si ferma alle certezze.
Cartesio,per non rimanere irresoluto nelle sue azioni per via del dubbio,si affida ad una MORALE PROVVISORIA,ossia una sorta di mettersi d’accorso in una data situazione secondo ciò che apparirà più ragionevole in quel momento,attenendosi agli usi e costumi del proprio paese,rimanere fermo e costante su tutto ciò che la ragione gli consiglierà (viaggiatore – bosco) e capacitarsi che ogni ogni bene che non si possiede sia impossibile da ottenere,in modo da abituarsi a non desiderarlo.

Esempio