Cartesio

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

CARTESIO
Il metodo, per Cartesio, è un criterio unico di orientamento che serve all’uomo in ogni campo teoretico e pratico che ha come fine il vantaggio dell’uomo nel mondo.
La prima regola della giustificazione del metodo afferma che per cercare l’evidenza, cioè accogliere come vero solo tutto ciò che risulta evidente.
La seconda regola dice di analizzare ogni problema scomponendolo in tutte le componenti più semplici
La terza regola dice di passare in esame prima le conoscenze più semplici passando gradualmente all’analisi di quelle più complesse.
La quarta regola dice di enumerare tutti gli elementi dell’analisi e rivedere i passaggi della sintesi.
Per trovare il fondamento del metodo bisogna dubitare di tutto giungendo così a un principio dove il dubbio non è possibile ed è l’esistenza di ogni singola persona, che esiste se non come cosa che dubita, cioè che pensa.
Il principio del cogito lascia aperta la questione secondo cui le idee per il soggetto esistono, ma c’è il dubbio che queste non esistano al di fuori dall’essere. Il principio del cogito lascia aperta la questione secondo cui le idee per il soggetto esistono, ma c’è il dubbio che queste non esistano al di fuori dall’essere.
La causa dell’idea di una sostanza infinita non può essere prodotta da esseri finiti, ma deve essere una sostanza infinita e non può che essere Dio. Questa è la prima prova dell’esistenza di Dio.
La seconda prova dell’esistenza di Dio si basa sul fatto che la causa dell’idea di una sostanza infinita non può essere l’uomo essendo sostanza finita, perchè se fosse la causa di se stesso si sarebbe dato percezioni contenute nell’idea di Dio. E’ quindi Dio che ha creato l’uomo finito per dargli l’idea di infinito.
L’ultima prova sull’esistenza di Dio si basa sul fatto che Dio esiste in quanto l’esistenza è una delle sue perfezioni necessarie. La veridicità divina è garanzia della validità del metodo in quanto Dio esiste e non può necessariamente ingannare l’uomo.
Per essere in grado di determinare le qualità soggettive e oggettive delle sostanze, Cartesio ha fatto due grandi distinzioni di queste sostanze. La res cogitans è consapevole, inestesa e libera. La res extensa è spaziale, inconsapevole e determinata. Queste due sostanze sono percepite dall’uomo e sono riunite nell’unica parte del corpo umano che non è suddiviso a coppie: la ghiandola pineale corrispondente all’epifisi.
La fisica Cartesiana è improntata da un profondo meccanicismo perché i fenomeni si verificano secondo un principio di oggettività causale che spinge a pensare che la casualità della natura non è ammissibile. La necessità oggettiva si traduce in una logica matematica che ha fondamento nelle leggi nel pensiero.
Per Cartesio l’universo è dominato da due sole leggi: il principio di inerzia e il principio di conservazione della quantità di moto.
Il corpo umano è concepito come una macchina spinta solo dall’inerzia e dalla conservazione del principio di inerzia. Tale corpo umano è asservito dalla res extensa.
La prima regola della moralità provvisoria sono tre: la prima dice di obbedire alle leggi e ai costumi del paese, la seconda dice di essere il più fermo e risoluto possibile nell’azione, la terza dice di cercare di vincere piuttosto se stessi che la fortuna.
Con il metodo Cartesio offre un criterio che deve condurre semplicemente alla distinzione del vero dal falso, fungendo da guida per l’orientamento dell’uomo nel mondo. Il metodo quindi è un criterio unico e semplice di orientamento che serve all’uomo sia in campo teoretico sia in campo pratico e ha come scopo il vantaggio dell’uomo nel mondo.
Si deve quindi giustificare il metodo e la possibilità della sua universalità di applicazione riportandolo come fine ultimo all’uomo come soggetto pensante. In tal modo Cartesio evidenzia quattro regole basilari del metodo: la prima regola sottolinea la necessità di mettere in evidenza solo tutto ciò che risulta vero e distinto, la seconda regola è dell’analisi per cui un problema viene risolto nei suoi particolari partendo dal più complesso al più semplice. La terza regola consiste in una sintesi delle conoscenze risalendo dal più semplice andando ad analizzare i problemi più complessi. La quarta regola consiste nell’enumerare tutti gli elementi dell’analisi e revisionare tutti i passaggi della sintesi.
Queste regole non contengono la giustificazione in se, ma è possibile farlo solo risalendo alla loro radice, l’uomo come soggettività o ragione. Per fare questo l’uomo deve quindi sospendere ogni sua convinzione cognitiva e porre in dubbio tutto ciò che si può dubitare. Così facendo si giungerà ad un principio in cui non è possibile dubitare e che dovrà essere tenuto saldamente in maniera tale da essere posta come fondamento delle altre conoscenze.
Tutte le conoscenze che circondano l’uomo devono essere poste in dubbio in quanto le conoscenze sensibili possono essere ingannate dai sensi e perché ci sono conoscenze che nell’uomo possono essere ritenute vere sia nel sonno sia nella veglia tali per cui può essere ingannato, rendendo tutto illusorio.

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