Blaise Pascal

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

PASCAL

Pascal fu uno scienziato, filosofo e uomo di profonda fede. In piena epoca cartesiana, egli si interroga sul senso e sui limiti dell’indagine scientifica contestando la pretesa che tutto possa essere ridotto alla razionalità della scienza e pensato geometricamente.
Nasce a Clermont-Ferrand, da una nobile famiglia. La madre muore quando Pascal ha 3anni; il padre è un uomo di grande cultura; trasferitosi a Parigi, frequenta le riunioni di Mersenne dove vi porta anche il figlio, che mostrerà ben presto delle straordinarie capacità nel campo della matematica e della fisica. A 17anni scrive un saggio sulle coniche e più tardi scrive un trattato sul vuoto e due saggi sull’equilibrio dei liquidi e sulla pesantezza dell’aria. Egli conduce una vita di meditazione e preghiera e partecipa alla difesa del Giansenismo dagli attacchi delle autorità ecclesiastiche. Suo, infatti è un o scritto polemico contro i Gesuiti, le lettere provinciali. Pascal, inoltre, raccogli materiali per scrivere un’ Apologia del cristianesimo contro i libertini, ma non riuscirà a portare a termine l’impresa a causa della sua prematura scomparsa. Anche se una raccolta degli appunti venne pubblicata dai suo amici di Port Royal (con il titolo di pensieri) e suscitò molte riflessioni per la sua straordinaria profondità.
Per Pascal ci sono due possibili forme di conoscenza. Oltre allo spirito di geometria esiste anche uno spirito di finezza. Lo spirito di finezza è in grado di intendere i problemi della condizione umana. L’esistenza umana è segnata dal continuo interrogarsi sul suo senso; essa pertanto sfugge alle possibilità della ragione geometrica e si apre alla comprensione che ne ha il cuore, poiché il cuore ha le sue ragioni che la ragione non è capace di comprendere. La verità non si conosce solo con la ragione ma anche con il cuore.
L’uomo appare a Pascal come sospeso in uno stato di perenne incertezza e precarietà. Egli vive perennemente nell’illusione e nell’errore: niente gli mostra la verità. Lo ingannano i sensi e la ragione, ma soprattutto è l’immaginazione che crea la bellezza, la giustizia e la felicità e rende la vita umana un illusione continua.
L’uomo, secondo Pascal, non ama che se stesso, tuttavia avverte che il sé da lui amato è pieno di difetti e miserie. Egli è sempre in movimento ma se si ferma sente il nulla, la sua impotenza, il suo vuoto. Egli deve in ogni caso cercare una via d’uscita. Cerca di uscire dalla propria condizione con il divertissement cioè con la distrazione o divertimento. Tenta di distrarsi con il che lo distoglie dal pensiero della propria condizione, immaginando una realtà di comodo. Ma primo o poi torna ad assalirlo il senso del limite, della sua condizione esistenziale. Chiudendo gli occhi di fronte alla propria condizione, rinunciando a pensare, l’uomo rinuncia all’unica cosa su cui si fonda la propria dignità e cioè il pensiero. Solo per il pensiero egli è al di sopra dell’universo.
Dio, viene sentito nel cuore, cioè intuitivamente e non dimostrato attraverso la geometria cartesiana. Pascal invita a scommettere su Dio, sulla sua esistenza. Noi uomini siamo chiamati a decidere: vivere come se Dio ci fosse oppure conme se non ci fosse. Di fronte a tale dilemma Pascal si pone come un giocatore che cerchi di vedere quale sia la migliore scelta.

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