Aristotele

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Filosofia- ARISTOTELE
Appunti vari su tutte le lezioni su Aristotele
2° Lezione: mercoledi 18-04-2001
Le scienze per Aristotele.
Aristotele è quel filosofo che divide le scienze in tre diversi tipi.
Aristotele è profondamente diverso da Platone, è lo scienziato, colui che osserva, il modello che lui rappresenta è molto diverso da quello di Platone.
Platone sosteneva l’esistenza di un mondo trascendente, dove esistevano le idee, chiamato Iperuranio. Aristotele si oppone a questa visione di Platone descrivendo Iperuranio come un inutile doppione; Aristotele sostiene che è inutile pensare alle idee come modelli, lui dice di guardare la realtà che ci circonda, quello che contiene l’essenza della realtà in modo immanente.
Platone Mondo trascendente(Idee).
Aristotele mondo immanente.
Secondo Aristotele l’essenziale delle cose è la descrizione dell’essere. Per Aristotele ciò che caratterizza l’essere è al suo interno, all’interno della cosa stessa. Se l’essenza delle cose sta nell’osservarle, Aristotele si pone l’obbiettivo di osservare il mondo che secondo lui è regolare, esiste una certa costanza che va assolutamente notata.
Aristotele è inoltre il fondatore di un’enciclopedia del sapere, che riesca a raccogliere la verità delle cose, perché per conoscere la verità bisogna raccogliere tutto quello che gli uomini fino ad adesso hanno conosciuto( pensiero opposto a quello platonico, che sosteneva invece che la scrittura è in mezzo negativo per il sapere).
Ogni arte secondo Aristotele, possiede dei presupposti di base, ogni conoscenza può essere capita in base ai suoi principi, il sapere per Aristotele è diviso in vari settori. Se per Platone la conoscenza si poteva raggiungere tramite un percorso in ascesa, e quindi rappresentabile tramite una conoscenza in verticale, per Aristotele c’è una visione della conoscenza in orizzontale.
Divisione delle scienze per Aristotele:
Scienze poiettiche: sono quelle scienze che riguardano la costruzione di oggetti, soprattutto la tecnica. La tecnica è un supporto alla natura e viene data in mano agli schiavi. Quindi per soddisfare o suoi bisogni primari l’uomo costruisce oggetti. La tecnica viene però in qualche modo squalificata perché era lavoro degli schiavi.
L’obbiettivo principale( cioè la pragmatica) delle scienze poiettiche è nella costruzione di oggetti( il sapere è empirico = produzione di oggetti).
Discipline pratiche: Politica e Etica. Queste scienze vengono dette pratiche perché si occupano di dare delle norme su come l’uomo si deve comportare sia individualmente e anche all’interno della società. Queste discipline sono dette del possibile perché hanno delle ripercussioni sull’agire umano, non sono sapere certo perché il loro sapere dipende dalla persona che le applica.
L’obbiettivo principale di queste scienze è quindi quello della formulazione di norme, una ricerca del Bene dell’uomo. Questo Bene è sia individuale, cioè dell’individuo che per l’individuo all’interno della collettività.
Scienze teoretiche: questo tipo di discipline si rifanno all’attività razionale, sono rivolte alla contemplazione. Queste scienze sono:
-Matematiche
-Fisiche
-Filosofia 1° (Metafisica)
Le prime due rappresentano dei saperi certi. Tutte queste scienze garantiscono un sapere certo, sono scienze che non hanno utilità al di fuori di se stessi, secondo Aristotele, hanno solo il fine contemplativo.
La filosofia prima rappresenta le scienze per eccellenza o teologia, ed è la più importante perché è quella che dà la felicità.
Non hanno una finalità utile, servono per la contemplazione.
Solo e soltanto l’uomo libero può dedicarsi alle scienze teoretiche, lo schiavo non ha tempo di dedicarsi alla contemplazione, non ha la mente in grado di affrontare questo tipo di discipline ed è preoccupato da altre situazioni. Una domanda molto importante che si pone Aristotele è la seguente:> Secondo il filosofo è la meraviglia, quell’atteggiamento tipico del bambino che di fronte a cose sconosciute prova entusiasmo. Secondo Aristotele è il nuovo che riesce ad incuriosire l’uomo. Infatti i primi filosofi si sono posti delle domande sul cosmo e sulle costellazioni, qualcosa di meraviglioso per loro. E’ una molla basata su una “curiosità piacevole”, non negativa o che in qualche modo costringe duramente l’uomo ad interessarsi.
3° Lezione: 2-05-2001
L’uomo che si affida al senso comune, non riesce a scoprire a fondo le cose, ne fa solo un uso superfluo. Lo scienziato e il filosofo vanno invece alla ricerca del perché delle cose, delle cause della realtà. Il vero sapere secondo Aristotele non è quello del che cosa ma del perché. Solo quando siamo consapevoli delle cause della realtà possiamo affermare di riuscire a comprendere quest’ultima, nella sua integrità più assoluta. La filosofia 1° si interessa della realtà come essere; è quella scienza dell’essere in quanto essere. Aristotele designa la filosofia 1° come teologia. Inoltre, Aristotele fa un discorso sull’essere, che cos’è l’essere e la realtà.
1- L’essere è sostanza: se noi ci guardiamo attorno possiamo dire che ci sono diverse sostanze che compongono il mondo. La sostanza è formata da un’unione indissolubile di materia e forma.
Esempio: La sfera di bronzo. Quest’oggetto possiede una forma sferica ed è composta da bronzo(materiale). Forma e materiale sono strettamente vincolati tra loro, perché l’oggetto non sarebbe più tale se non fosse sferico o se non fosse di bronzo.
La materia è la struttura di base che consente la forma a determinate sostanze.
Divisione dell’essere in potenza e atto.
Esempi:
Marmo Statua di marmo
(potenza) (atto realizzato)
Seme Fiore
(potenza) (atto realizzato)
Può succedere alcune volte che potenza non possa diventare atto a causa di qualche impedimento esterno:
per esempio un seme non potrebbe essere più potenzialmente fiore se venisse mangiato da un uccello, quindi la potenza e l’atto sono legati tra loro ma non è detto che la potenza possa sempre diventare atto.
Il divenire per Aristotele non è fermo e stabile, bensì lui spiega il cambiamento, la trasformazione del divenire di tutta la realtà e anche del mondo come un continuo cambiamento da potenza a atto.
Aristotele inoltre fa una ricerca delle cause che secondo lui principalmente sono quattro, ed ogni essere è tale perché esistono queste quattro cause:
materiale.(il marmo della statua)
formale.(cioè l’essere statua di marmo)
efficiente o motrice.(l’azione dello scultore sul marmo per tradurlo in statua)
finale.(l’obbiettivo che è di decorazione)
Negli esseri viventi le ultime tre cause si riducono ad una sola: il genitore di un bambino è nello stesso tempo causa efficiente( in quanto è l’agente che l’ ha generato), appartiene alla sua stessa specie( causa formale) ed è il modello adulto( o causa finale) verso cui il bambino tende nel suo sviluppo.
Concetto di Dio per Aristotele:
Secondo Aristotele quindi il mondo è in continuo cambiamento, si trasforma è sottoposto ad una continua trasformazione. Quindi la realtà è sottoposta a un continuo cambiamento da potenza a atto, che a sua volta può diventare potenza di un altro atto).
Se questo ragionamento viene applicato a ritroso, si può arrivare al punto primo, al punto iniziale chiamato atto puro.
All’inizio, quindi al principio secondo Aristotele non c’era qualcosa in potenza bensì vi era un atto che si presentava immateriale. Questo atto iniziale immateriale è puro pensiero che non pensa al mondo che diviene, ma pensa a se stesso e si trova in una situazione di Beatitudine.
Tutto l’universo si muove verso questo atto puro che diventa quindi causa finale verso cui tutto il mondo tende ad andare. Attraverso questo ragionamento Aristotele quindi cerca di spiegare razionalmente Dio.
Secondo Aristotele il divenire si può spiegare attraverso il punto primo.
5° Lezione: 5-05-2001
La logica di Aristotele:
Aristotele fa uno studio molto approfondito sul discorso che spiega la realtà che ci circonda. Secondo il filosofo i discorsi devono essere logici, cioè devono seguire delle regole ben precise. Quindi Aristotele esegue un’indagine molto accurata sul discorso, la sua logica( che non è una scienza bensì lo studio sui discorsi) andrà avanti nel tempo. Oggi noi la chiamiamo logica, ma lui la definiva come analitica; quello studio approfondito che analizza il discorso e che rintraccia le regole e i procedimenti per creare dei discorsi logici. Ina cosa molto importante è che secondo Aristotele il linguaggio non è affatto separato dalla realtà, anzi vi è una forte corrispondenza tra pensiero e realtà, e questo tema è ancora oggi in discussione. Quindi, secondo Aristotele il pensiero è corretto quando rispecchia bene la realtà.
Aristotele inoltre osserva anche la funzione della dialettica; il modo che secondo Platone portava ad un sapere certo. Aristotele ha un’idea totalmente diversa della Dialettica che secondo lui non ha un valore per arrivare al sapere. Secondo lui, la dialettica non coglie la realtà veramente ma può essere definita come un positivo confronto di idee con un altro individuo.
Oltre ad osservare la Dialettica, Aristotele analizza anche la retorica, l’arte dei sofisti, cioè quella di saper convincere le persone tramite dei discorsi ben strutturati e studiati. secondo Aristotele la retorica non porta affatto alla conoscenza della realtà, ma a solo lo scopo di convincere e di stupire le persone, e tutto questo non è di certo finalizzato alla conoscenza.
Secondo Aristotele è la dimostrazione argomentata che permette di arrivare alla realtà, e quindi ad un sapere certo. Il sapere non è pensiero (DOXA) bensì è la verità.
Le Argomentazioni:
Aristotele distingue i giudizi. Infatti, quando noi parliamo formuliamo dei giudizi ( con soggetto e predicato) in cui il predicato dice qualcosa del soggetto, che può essere individuale o universale(cioè che comprende più individui).
Quando lo scienziato parla dell’essere, lo descrive e lo analizza, qualsiasi discorso predica qualcosa dell’essere. Tutte le volte che noi diciamo qualcosa dell’essere possiamo predicarlo in 10 modi differenti:
Sostanza, Quantità, Qualità, Relazione, Luogo, Tempo, Situazione, Avere, Fare e Potere.
Nel discorso i predicati dell’essere sono 10 e vengono chiamate categorie. Fondamentale è la sostanza gli altri posso fare anche a meno di metterli.
A sua volta queste categorie possono presentarsi in vari modi: cioè possono essere affermativi o negativi, quindi in questo caso cambio la qualità. Può cambiare anche la quantità, quindi si parla di individuale o particolare.
Aristotele pensa che i casi della scienza si riferiscono solo al particolare, all’universale ma non si parla dell’individuo singolo. Le proposizioni fatte dalla scienza servono a definire la realtà.
Aristotele fonda la logica che studia la verità delle preposizioni e le possibili contraddizioni che si possono trovare, e si utilizzano quindi quelle vere per spiegare e per descrivere la realtà.
Il sillogismo è un metodo molto valido per spiegare la scienza e consiste in un ragionamento concatenato formato da tre preposizioni. Il problema che si affronta nei sillogismi deve sempre partire da premesse vere, altrimenti se si parte da premesse false è logico che si arriverà a una conclusione falsa.
metodo scientifico di Aristotele è un metodo deduttivo.
La matematica e le varie scienze per Aristotele:
Seconda Aristotele ola matematica analizza solamente l’aspetto quantitativo e quindi per Aristotele è limitata. Guardando la natura non si nota solo l’aspetto quantitativo, bensì vi è soprattutto l’aspetto qualitativo, e la scienza che analizza questo aspetto è la fisica. Infatti, la fisica che secondo Aristotele è una scienza concreta, analizza il movimento.
La fisica quindi studia gli esseri soggetti al movimento, questo aspetto fa notare come sia forte in Aristotele l’idea quindi del divenire, proprio a causa di un intenso ragionamento sul movimento.
Secondo Aristotele ci sono tre tipi differenti di movimento:
Movimento locale: è il movimento più evidente ed anche quello più importante, e consiste proprio nello spostamento fisico da un posto ad un altro, quindi si attua una traslazione.
Movimento qualitativo:
rappresenta un cambiamento qualitativo, è una trasformazione, si altera la persona cioè si modificano le sue qualità.
Movimento quantitativo:
in questo caso vi è una variazione della quantità, cioè per esempio un uomo diventa più grasso.
Movimento sostanziale.
Il movimento che più interessa a Aristotele è il movimento locale, infatti la filosofia aristotelica è finalistica, ritiene che ci sia un fine immanente verso il quale gli oggetti si spostano.
Il fine immanente assumerà il ruolo più avanti della divina provvidenza.
Secondo Aristotele c’è quindi qualcosa che muove la realtà, e l’obbiettivo principale del filosofo è proprio quello di ricercare questo fine, lo scopo ultimo.
Teoria dei cieli:
Aristotele esegue anche uno studio e un ragionamento sulla cosmologia, infatti lui propone un modello cosmologico, che poi più avanti verrà ripreso da Tolomeo.
Aristotele ha questa visione del cosmo:
COSMO: mondo celeste che rappresenta la struttura perfetta ed è compreso dall’ultimo dei cieli fino alla sfera della Luna.
Mondo terrestre che rappresenta il corruttibile formato dai quattro elementi che compongono la materia( terra, aria, acqua, fuoco), si trova al di qua della sfera della Luna ed è anche definito come mondo sublunare.
Nel mondo celeste si trova un quinto elemento, una quinta entità, L’ETERE.
Nel mondo celeste ci sono come dei satelliti che si muovono, delle sfere, dei cerchi che compiono un moto rotatorio( che quindi da’ l’idea della perfezione) con i pianeti.
I pianeti e gli atri contengono un’anima divina.
Alla fine c’è una calotta dove sono attaccati tutti gli astri che si muovono di moto circolare con distanze uguali fra loro e con perfezione.
Nella terra c’è un moto diverso, ci sono i quattro elementi che hanno il loro luogo naturale di conseguenza al loro peso, alla loro leggerezza. Ogni elemento, per Aristotele, va verso il suo luogo naturale.
La terra si trova al centro di questo meccanismo perfetto ideato da Aristotele, al di fuori di questo secondo lui non c’è nulla.
Concetto di infinito e finito:
Il mondo, secondo Aristotele è finito e concluso, una sfera, unico è il cosmo che ha dei limiti.
Tempo:
secondo Aristotele il tempo lo si può notare quando si trasformano le cose, la trasformazione quindi è sempre legata ad un soggetto che la pensa, lui dice che il tempo è soggettivo perché dipende dall’uomo che lo interpreta.
Infinito:
Potenzialmente, Aristotele ammette l’esistenza dell’infinito, infatti la divisione del mondo è infinita però solo potenzialmente.
Biologia per Aristotele:
Aristotele è quel filosofo che osserva la realtà, il mondo in continuo movimento e soprattutto la vita animale. Per Aristotele lo studio della biologia è fondamentale, importante in Aristotele è la catalogazione della specie viventi( Aristotele ne individua 500 diverse), questa rimarrà valida fino al periodo di Linneo che completerà questa classificazione.
Aristotele in questo lavoro è molto attento alle funzioni organiche( respirazione, riproduzione…), descrive gli organismi viventi in base alla loro funzione, gli esseri viventi sono considerati in base al loro fine, allo scopo, tutto il pensiero aristotelico è caratterizzato dal fine, obbiettivo per cui ogni funzione esiste. Secondo Aristotele le specie sono eterne, sempre rimaste identiche, questo pensiero rimarrà impresse fino al periodo di Darwin,si pensa quindi che le specie sono stabili, e tutto ciò va contro il pensiero di Democrito che invece aveva stilato una vera e propria teoria di creazione dove invece era molto vivo il concetto di cambiamento delle specie, una sorta di evoluzione degli organismi.
secondo Aristotele ogni specie ha un suo posto ben definito nella scala naturale.
Filosofia pratica:
Le scienze si distinguono in base alle funzioni e agli obbiettivi.
Scienze pratiche: Politica e Etica CHE RAPPRESENTANO LE SCIENZE DEL PROPABILE.
Per Aristotele per natura l’uomo è considerato un animale politico, l’uomo per soddisfare i suoi bisogni primari ha bisogno dell’altro, quindi prima forma una piccola comunità per poi formare la polis, la collettività in cui l’essere umano trova il modo di vivere migliore.
Aristotele sostiene la vita contemplativa, e anche sostiene il fatto che certi beni alcune volte non vanno rifiutati, la soddisfazione dei desideri e della ricchezza fanno vivere bene, basta che sia una cosa moderata.
Secondo Aristotele l’obbiettivo finale non è tanto arrivare alla ricchezza, bensì alla felicità.
Aristotele inoltre si pone anche la domanda: Come si fa a raggiungere la felicità?
Secondo lui ognuno di noi ha delle potenzialità:
il cavallo porta la merce
l’uomo ha la ragione che deve utilizzare al meglio, deve rendere meglio la propria virtù, che secondo Aristotele assume due forme differenti:
Dianoetiche: sono quelle virtù che richiedono l’utilizzo della ragione( sono 5).
Etiche: sono quelle che hanno a che fare con l’agire, che però deve essere sempre filtrato dalla ragione e dal pensiero.
Come si deve comportare l’uomo?
Secondo Aristotele l’uomo deve sempre trovare il giusto mezzo tra l’eccesso e il difetto.
Per esempio quando bisogna mangiare, non si deve ne mangiare poco ne mangiare tanto, bensì bisogna trovare un giusto equilibrio tra l’eccesso(mangiare troppo) e il difetto(mangiare poco).
Due tipi di persona:
temerario è colui che agisce senza pensare, e rappresenta l’eccesso, mentre il vile rappresenta il difetto. La situazione intermedia di equilibrio non è mai definitiva perché dipende dalla situazione in cui ci si trova.
I principi fondamentali per Aristotele:
Secondo Aristotele tutte le scienze hanno dei principi ben precisi e specifici di quella scienza. Però per Aristotele esistono dei principi che sono comuni tra tutte le scienze e che sono fondamentali, solidi e necessari.
Con questi principi vengono formulate tutte le argomentazioni logiche:
principio di identità cioè che tutti sono uguali a se stessi.
principio di non contraddizione.
principio del terzo escluso.
questi principi rappresentano il fondamento di tutte le discipline.
Per esempio per fare un discorso logico bisogna assolutamente affermare che ogni individuo è uguale a se stesso. Solo nell’inconscio possiamo andare al di la di questi principi base, ma nella realtà questi principi devono essere seguiti molto seriamente, secondo Aristotele.
Metodo di Aristotele è un metodo di concatenazione di sillogismi che diventano come un ciclo, principi per nuovi sillogismi.
Concetto di amicizia e piacere per Aristotele:
Secondo Aristotele l’amicizia è uno dei legami fondamentali dell’uomo. E’ rivolta anche come rapporto erotico con l’altro sesso, e anche il rapporto che esiste tra genitori e figli.
Ci sono vari tipi di amicizia, dice Aristotele che dipendono dall’età dell’individuo:
Amicizia d’utile: è quell’amicizia tipica degli anziani, si sentono persone sole e quindi hanno bisogna di qualcuno che gli faccia compagnia.
L’amicizia per i giovani invece è diversa ed è rivolta al piacere e al diletto:
quando decade il diletto, l’amicizia cessa di esistere. Aristotele ammette il fatto che è molto più solida l’amicizia tra due persone uguali, e anche dice che se l’amicizia non viene coltivata nel tempo decade.
Per Aristotele è molto difficile che si instauri un rapporto di amicizia duraturo tra due uomini virtuosi.
Per i giovani il diletto può cambiare molto in fretta, anche nell’arco di una giornata, quindi non si mantiene l’amicizia che quindi è molto precaria.
Aristotele dice che l’amicizia va coltivata, cioè che bisognerebbe condividere tempo insieme al proprio amico. Questo passare tempo insieme e affrontare insieme esperienze porta al consolidamento dell’amicizia, ad un’amicizia forte e duratura.

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