Aristotele

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Testo

ARISTOTELE
Le opere
Si distinguono in essoterici (destinati al pubblico) ed esoterici (destinati alla scuola); questi ultimi sono il corpus aristotelicum cioè il complesso delle opere aristoteliche a noi pervenute.
Il corpus si divide in:
- opere di logica (organon, ovvero lo strumento del sapere).
- scritti di fisica, che comprendono la Fisica, gli scritti di argomento astronomico, quelli di scienza naturale e quelli di psicologia.
- opere di filosofia prima: Metafisica (14 libri che trattano la teoria della sostanza, la scienza di Dio, la teologia).
- opere morali e politiche.
- opere di retorica e poetica.
Posizione di Aristotele rispetto a Platone
Aristotele fece il suo discepolato presso Platone per circa venti anni. Progressivamente però il suo pensiero prese posizioni diverse.
Criticò soprattutto la teoria delle idee: secondo lui le idee non spiegano l’esistenza delle cose, ma la raddoppiano. Le idee non possono essere causa degli individui perché non producono nessun movimento o cambiamento, essendo immobili e separate. L’individuo poi non può essere simile alle idee, visto che non possiede la loro universalità; quindi l’individuo e l’idea dovrebbero essere simili ad un terzo uomo, che per essere simile da un lato all’idea e dall’altro all’uomo, ha bisogno di un quarto uomo, e così all’infinito.
Cosmologia aristotelica
Oltre i 4 elementi che costituiscono il mondo, c’è un quinto elemento, l’etere, che costituisce i cieli.
Il moto dei 4 elementi è rettilineo (ha un inizio e una fine) ed è imperfetto, quindi proprio dei corpi corruttibili. Il moto dei corpi celesti è circolare ed è perfetto ed eterno; le sfere celesti sono 55.
Divide così il mondo in due zone governate da leggi diverse. La zona celeste va dal cielo delle stelle fisse al cielo della Luna; sotto il cielo della Luna inizia la zona degli elementi (a secondo della loro pesantezza); l’elemento più pesante è la terra, che costituisce il centro dell’universo fisico, al quale tendono sia il moto circolare che quello rettilineo.
Il mondo è quindi eterno e finito, il suo limite ultimo è il cielo delle stelle fisse, al di là del quale non si può andare.
Ai moti naturali si contrappongono i moti violenti (es: una pietra lanciata verso l’alto; il moto della pietra è provocato dall’aria mossa dalla mano – finita l’azione dell’aria, la pietra cade). Aristotele nega l’esistenza del vuoto perché comporterebbe l’esistenza di uno spazio senza un corpo, mentre per Aristotele lo spazio è ciò che circoscrive un corpo.
La fisica
La fisica è lo studio dei corpi e dei fenomeni naturali aventi in sé movimeto e riposo. Alla base della scienza fisica c’è l’esperienza sensibile, quindi la sperimentazione; una volta sperimentata, la legge fisica ha la stessa validità del principio matematico. Tipi di moto:
- la generazione e la corruzione, per cui le cose nascono e muoiono (movimento sostanziale)
- il mutamento, passaggio da una qualità all’altra (movimento qualitativo)
- l’accrescimento e diminuzione, passaggio da piccolo a grande e viceversa (moto quantitativo)
- la traslazione
E’ il movimento rispetto al luogo e può essere verso l’alto, verso il basso e circolare. A questi movimenti corrispondono gli elementi: il fuoco e l’aria, la terra e l’acqua, l’etere.
Affinchè ci sia movimento devono esserci tre principi: la forma, la materia e la privazione, ovvero il principio del mutamento poiché indica la mancanza di una forma in un oggetto che aveva già una forma. Ma per spiegare il movimento occorre:
• CAUSA PRIMA (Dio) Essendo il fine verso il quale l’universo tende, Dio è il motore immobile, ovvero ciò che muove tutto l’universo senza essere mosso da altro.
• PRINCIPIO DEL DIVENIRE (passaggio da una cosa all’altra) che origina 4 cause:
causa materiale c. formale c. efficiente c. finale (ciò verso cui tende il mov.)
(principio del movimento)

materia forma
sostanza (sinolo)
Nel caso degli individui naturali le cause si riducono a due: la materia che è aspirazione alla forma e la forma che è ciò che attira la materia.
Reali sono solo gli individui, che posseggono molteplici aspetti, che non sono però sostanze, ma qualità o modi di essere delle sotanze.
La realtà non stà nelle forme separate né nella materia, ma è reale solo l’unione (sinolo). La forma infatti esiste (si dimostra per ciò che è) solo in quanto si determina come forma di una materia; così come la materia presa di per sé è inesistente, perché esiste solo in quanto materia di una forma. La realtà quindi è sempre sinolo di materia e forma.
Il mutamento implica un passaggio dalla materia alla forma e significa quindi che la materia può avere diverse forme.
In corrispondenza della coppia materia-forma si definisce la coppia potenza-atto in cui la materia, che ha in sé la possibilità di assumere una forma, è l’ente in potenza; mentre la forma, essendo il principio che realizza la materia, è l’ente in atto.
Il movimento nella metafisica è quindi il passaggio da potenza in atto.
L’atto primo è pura potenza priva di qualsiasi forma di atto, è immobile, immateriale, ed è motore: è Dio, ciò di più eccellente e perfetto da cui tutto dipende. Dio è quindi il principio formale e finale di tutto, e mostra come la concezione aristotelica della realtà si basava sul fatto che ogni essere determinato realizza la propria potenzialità attuando la sua forma e la sua fine.
La logica
E’ considerata una scienza perché è valida anche per tutte le altre scienze.
Alla base della logica ci sono i concetti che costituiscono il giudizio; si ha il giudizio quando un temine è posto in relazione con un altro, che nella sua espressione verbale è costituito da soggetto, predicato e copula.
Il problema della struttura del discorso nasce dall’impostazione delle premesse, che devono essere colte intutitivamente dall’intelletto; il ragionamento scientifico si basa sui concetti e i su i termini e si serve quindi di un linguaggio scientifico.
Dottrina dei principi logici:
- principio di contraddizione (è falso il giudizio in cui soggetto e predicato si contraddicono)
- principio di identità (è vero il giudizio in cui il soggetto rientra nel predicato)
- principio del terzo escluso (se due giudizi sono contraddittori, non c’è via di mezzo)
Dato che le premesse derivano da altre premesse, per evitare un sillogismo all’infinito, Aristotele distingue la deduzione (processo opposto all’induzione, che da una premessa passa ad una proposizione che è la necessaria conseguenza) dall’intuizione (strumento conoscitivo che permette il possesso immediato e totale dell’oggetto).
Dottrina delle categorie:
Le categorie esprimono le determinazioni ultime della realtà, ovvero ciò che può essere predicato dalla realtà.. La prima categoria fondamentale è la sostanza: ovvero l’essere dell’individuo come tale, ed è il punto di riferimento per tutte le altre categorie. Mentre l’essenza permane, gli accidenti sono i caratteri non necessari di un essere e che non appartengono alla sua essenza. Le altre nove categorie che, mediante la sostanza indicano tutte le possibilità secondo cui è lecito formulare i giudizi, sono: la qualità, la quantità, la relazione, il luogo, il tempo, la posizione, l’azione, la passione, la condizione.
Dottrina della definizione:
La definizione è una proposizione affermativa che mira alla comprensione di un concetto; per essere valida deve essere reciproca, conveniente a ciò che si definisce, chiara e il più breve possibile.
Il sillogismo
E’ un ragionamento composto da tre proposizioni: due sono le premesse e una è la necessaria conclusione. Le due proposizioni devono avere un termine comune, detto medio rispetto agli altri due che si dicono estremi. La premessa maggiore è quella in cui il termine medio compare con il suo significato più esteso, l’altra è la premessa minore.
La verità del sillogismo deriva dalla verità delle premesse; solo quando si prendono premesse vere e non confutabili e si arriva quindi a conclusioni vere, si ha il sillogismo scientifico (ragionamento analitico o apodittico). Il sillogismo dialettico è quello in cui le premesse sono opinioni e quindi la conclusione è solo probabile (dialettica: la discussione su opinioni probabili). C’è inoltre un sillogismo eristico ed è quello costituito da elementi che sembrano fondati sull’opinione, pur non essendolo, ma anche quello che all’apparenza deriva da elementi veri, ma che non lo sono.
Aristotele inventa la logica formale, ovvero lo studio delle strutture generali del ragionamento, indipendentemente dalla verità o dalla falsità.
Viene rivalutata la conoscenza sensibile. La sensazione imprime le immaggini nell’intelletto, e associandosi nel corso delle esperienze danno vita ad una memoria interiore. A questo punto l’intelletto ha il compito di cogliere in un’immagine particolare la sua forma universale, traducendola in concetto (induzione). L’intelletto dell’uomo è passivo ed è soggetto all’intervento dell’intelleto attivo di natura divina.
Il sillogismo è un grado maggiore di universalità, mentre la dimostrazione è solo un particolare sillogismo. La conoscenza dimostrativa non si può raggiungere attraverso la sensazione, perché la sensazione si rivolge all’oggetto singolo, mentre la scienza alla sua universalità; è impossibile percepire l’universale che si trova in tutti gli oggetti, e quindi neppure avere una conoscenza dimostrativa che si basa sulla sensazione.
La filosofia si manifesta nella società umana attraverso l’esperienza e l’arte. L’esperienza deriva dalla memoria ed è la conoscenza dei particolari, mentre l’arte è conoscenza degli universali. Sono più sapienti coloro che posseggono l’arte perché conoscono le cause e sono capaci di insegnarle ad altri.
L’anima
L’anima è il principio di vita, ed è quindi l’atto primo di un corpo fisico che in potenza ha la vita.
Nelle piante c’è l’anima vegetativa; negli animali quella sensitiva e nell’uomo si aggiunge l’anima intellettiva, che dà luogo alla conoscenza concettuale e al linguaggio.
Ma in ogni essere l’anima è unica e non è separabile dal corpo, perché le sue attività sono strettamente legate agli organi del corpo mediante i quali essa si esplica: solo la parte intellettiva è separabile perché non ha bisogno di nessun organo corporeo.
Concetto di scienza: La scienza consiste nella ricerca delle cause e dei principi primi, che coglie le essenze da cui dipendono le qualità. Questa è detta TEORETICA, che si divide in tre filosofie:
• Filosofia prima (metafisica): ha come oggetto la causa prima delle cose, la loro essenza (ciò che permane al di là del mutare della cosa stessa e ne è quindi il principio), quindi ciò che è separato dalla materia e dal divenire, e immobile. Si pone così al vertice del sapere.
• Fisica: è la scienza dei corpi naturali che hanno in sé il principio di movimento e quello di quiete.
• Matematica: è la scienza di ciò che è immutabile, ma che non ha un’esistenza propria. Studia l’essenza di cose che, anche se non sono soggette al movimento e al divenire, sono unite alle cose materiali (numero, figura).
Ci sono poi le scienze pratiche, quelle che riguardano l’agire umano rivolto a realizzare uno scopo (la realizzazione del bene e quindi la felicità). Mentre le scienze pratiche riguardano l’azione in se stessa, un terzo tipo di scienze, poietiche, che riguardano le azioni rivolte alla produzione di qualcosa.
SCIENZE PRATICHE
Sono quelle che riguardano l’agire umano rivolto a realizzare uno scopo (la realizzazione del bene e quindi la felicità, che si realizza con la morale, che sfocia nell’etica):
- etica E’ lo studio del comportamento umano, e determina il fine e i modi attraverso i quali l’uomo realizza se stesso. Per l’uomo la virtù coincide con la felicità, ovvero la piena attuazione della propria natura: Aristotele delinea due tipi di vita: attiva, che attraverso le azioni realizza le condizioni che permettono la convivenza umana, il cui fine ultimo è la vita sociale (politica); contemplativa, ovvero la vita che realizza il saggio.
Ci sono due tipi di virtù: etiche e dianoetiche. Le prime sono le virtù proprie del comportamento umano e costituiscono un giusto mezzo fra gli eccessi (es: paura – “coraggio”- temerarietà); non sono insegnabili perché non si collocano in ambito intellettuale. La virtù perfetta è la giustizia, cioè la capacità di determinare in ogni situazione il giusto mezzo.
Le seconde riguardano il proprio desiderio di conoscere, tra cui l’intelligenza, la ragionevolezza, l’arte.
- politica E’ la scienza direttrice delle opere. L’analisi politica di Aristotele è mirata a delineare i modi in cui lo Stato si organizza. Lo stato è la forma più perfetta di organizzazione, comprende più villaggi, e alla base c’è la famiglia. L’uomo è un animale politico, o socievole, ed è l’unico che percepisce il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, perché è l’unico tra gli animali ad avere la parola.
Lo stato è anteriore all’uomo ed esiste per rendere possibile una vita felice; è fondato sulla giustizia ed ha come principio ordinatore il DIRITTO.
Modelli di Stato:
monarchia (governo di uno solo), può degenerare in tirannide
aristocrazia (governo dei migliori), può degenerare in oligarchia
politeia (governo dei molti), può degenerare in democrazia.
Lo Stato però riguarda solo gli uomini veri, quelli che per natura sono capaci di realizzare la vita intellettuale dell’uomo ed essere utili alla vita civile. Gli schiavi invece non sono uomini perché non sono capaci di attuare la forma dell’uomo, ovvero la vita intellettuale; ci si può quindi servire di loro come strumenti animati.
Aristotele riprisitina la proprietà privata ed è favorevole alla separazione dell’uomo e della donna.
E’ per un’istruzione peivata, perché solo quelli più capaci per governare devono studiare.
Non ci sono quindi lotte di classe perché ognuno svolge la propria attività secondo le proprie capacità.
- retorica Consiste nello studio critico dei tipi di discorsi capaci di persuadere, come ad esempio quelli oratori, politici e giudiziari.
- poetica La poesia è importante perché mostra verosimilmente caratteri, emozioni, azioni dell’uomo che sono universali ed hanno una propria esistenza.
Distingue la poesia dalla storia: la prima tende a rappresentare l’universale, mentre la seconda è ciò che è effettivamente accaduto, quindi il particolare.
Per Aristotele la tragedia è l’imitazione di un’azione che non viene narrata, ma rappresentata, ed ha una funzione di purificazione (catarsi) delle passioni dell’uomo.

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