Catasto terreni e fabbricati

Materie:Riassunto
Categoria:Estimo
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Testo

CATASTO TERRENI
Il catasto è l’inventario dei beni immobili esistenti sul territorio e nasce soprattutto per scopi fiscali, è sempre a livello comunale. Servono a determinare i redditi imponibili di terreni. I terreni sono individuati tramite rilievo topografico o geometrico. Nel catasto figura il possessore o l’usufruttuario e non il proprietario, quindi non è probatorio perché non dice chi è il proprietario. È seguito dal ministero delle finanze, è geometrico, particellare perché ha come oggetto la particella. Le particelle sono porzioni omogenee di terreno, è divisa o continua dev’essere nello stesso comune e dello stesso possessore e della stessa qualità e classe è segnata con una linea nera continua le servitù con una linea nera tratteggiata. Gli estimi catastali sono le rendite dei terreni. La particella è in scala 1:2000.
Operazioni estimative
La qualificazione distingue i terreni secondo la qualità di cultura, si dividono in seminativi, seminativi irrigui…
La classificazione suddivide ogni qualità in tante classi in base alla produttività del terreno che possono essere al max 5.
Il classamento permette di attribuire ad ogni particella la qualità e classe.
Il reddito dominicale è il reddito imponibile al proprietario mentre quello agrario è il reddito che spetta all’imprenditore. Il territorio nazionale è suddiviso in 21 zone che sono suddivise in zone censuarie nel quale poi si sceglierà il comune tipo poi un azienda studio. L’azienda studio è un’azienda che rappresenta tutto il territorio su cui viene eseguito un bilancio estimativo per determinare le tariffe di reddito dominicale e agricolo. Le scale merito esprimono con un punteggio il merito alle qualità e classi nel comune studio, le scale di collegamento lo attribuiscono alle zone censuarie.

I primi documenti catastali, provvisori, furono esposti al pubblico per 60 giorni per eventuali sbagli, i documenti erano: mappa particellare, tavola censuaria (foglio di mappa), quadro qualità, classi e tariffe. La fase di attuazione corrisponde alle correzioni apportate.
La mappa particellare comprende i fogli di mappa che rappresentano il comune suddiviso in particelle. Su questi fogli vengono riportati rete idrica, rete stradale, confini, servitù… sono fogli numerati con numeri romani di dimensione 70 x 100 e la scala è di 1:2000. Tutti i fogli di mappa formano il quadro d’unione in scala 1:25000.

CATASTO FABBRICATI
Il catasto fabbricati nasce in Italia nel 1870. Questo catasto non funzionava perché non si denunciava il reddito effettivo e non c’era una rilevazione geometrica. Questo catasto è a estimo diretto e indiretto. Col nuovo catasto si accerta l’ubicazione e i nominativi dei proprietari e delle persone che godono di diritti reali. Nel catasto fabbricati l’unità immobiliare corrisponde alla particella, e ogni fabbricato è composto da una o più unità immobiliare. Non sono unità immobiliari i manufatti minori di 8 m2, le serre, tettoie, porcili, strutture non infissi sul terreno…
Le unità immobiliari urbane sono suddivise in gruppi che sono suddivisi a loro volta in categorie. In base a questi parametri vengono considerate le tariffe. Con la tariffa e la consistenza si calcola il reddito imponibile catastale. Per formare il catasto edilizio sono necessarie due operazioni: il calcolo delle tariffe per ogni categoria e classe e il rilievo della consistenza per ogni unità immobiliare. I fabbricati rurali compaiono nel catasto terreni considerate come particelle prive di reddito, sono iscritti in ogni modo al catasto edilizio urbano, la categoria sarà Z2.
Con il rilievo geometrico si determina l’ubicazione (nella mappa urbana) e la consistenza del fabbricato (nelle planimetrie). La mappa urbana rappresenta il territorio del comune in fogli numerati, la scala è di 1:1000, tutti i fogli sono riuniti in un quadro di unione. Nella mappa sono rappresentate le particelle edilizie con una linea nera continua chiusa, l’area coperta del fabbricato viene tratteggiata, le parti interrate con line punteggiata. Le parti aperte del fabbricato come i portici sono rappresentativa linea tratteggiata. Ogni particella è differenziata da un munsero di mappa o una lettera maiuscola se si tratta di edificio pubblico. La particella rappresenta solo la superficie in cui sorge il fabbricato, la mappa quindi è accompagnata dalle planimetrie delle unità immobiliari e dagli elaborati grafici che divide l’edificio in unità immobiliari, nelle parti comuni. Le unità immobiliari hanno due numeri: quello della particella e quello dell’unità immobiliare.
Il territorio è suddiviso in zone censuarie corrispondenti ai comuni censuari. Col nuovo catasto si è stabilito che queste zone censuarie devono comprendere porzioni omogenee di territorio, di uno stesso comune o di parte di esso o anche più comuni con simili caratteristiche ambientali e socioeconomiche. La microzona è una porzione di territorio con caratteristiche uguali sotto ogni aspetto tra cui la destinazione delle unità immobiliari, oltre all’epoca di costruzione, poi dotazione di servizi omogenei ecc.
Con la qualificazione possiamo distinguere i fabbricati in categorie assegnate in base alla normale destinazione funzionale. Il vecchio regolamento suddivide i fabbricati in cinque gruppi (A, B, C, D, E) su tre tipologie. I gruppi A, B, C, sono immobili a destinazione ordinaria (abitazioni, uffici, negozi); il gruppo D comprende immobili a destinazione speciale (ospizi, alberghi, scuole private) e il gruppo D per destinazione particolare.
Con la classificazione ogni categoria viene suddivisa in tante classi che rappresentano il livello di reddito detraibile dall’unità immobiliare.
Il classamento attribuisce ad ogni unità immobiliare la categoria e la classe.

Esempio



  



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