Il nuoto e il salvamento: tesina di ed. Fisica

Materie:Tesina
Categoria:Educazione Fisica
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Data:18.07.2005
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Testo

Il nuoto è un insieme di movimenti tramite i quali un corpo si sposta più o meno velocemente, scivolando sulla superficie dell’acqua, è uno sport antichissimo; in tempi molto lontani esso era praticato solo come arte militare. Solo al tempo dell’impero Romano esso fu diffuso come abitudine e costume igienico ricreativo. Il nuoto è uno degli sport più completi, esso richiede una partecipazione simultanea dei vari distretti muscolari, coordinata con gli atti respiratori. Nell’epoca attuale sono state fissate le prime regole e stili di nuoto , infatti una piscina per agonismo è di 50 metri di lunghezza per 21 metri di larghezza e 1,80 m di profondità , ma variano spesso . I diversi stili del nuoto sono principalmente 4 : stile o crawl .dorso, rana e delfino .
Stile Libero o Crawl
lo stile più diffuso, perché è il più redditizio ai fini della velocità di traslocazione nell’acqua . Il corpo è adagiato sull’acqua disteso con viso rivolto sul fondo, lo spostamento avviene per mezzo di un movimento a ritmo alternato delle braccia, che viene eseguito con scioltezza e potenza; esso è coordinato con un veloce movimento degli arti inferiori .

Rana
La nuotata a rana è uno stile che si svolge anch’esso con il viso sul fondo , In questo stile, arti superiori ed inferiori si muovono simmetricamente e sincronicamente,le braccia sono in alto tese, con i palmi delle mani uniti, si esegue una raccolta delle gambe con ginocchia divaricate, piedi ruotati all’esterno; successivamente, con un movimento di calcio - spinta, si estendono le gambe che si uniranno per iniziare un nuovo movimento, Le braccia si allargano per fuori-basso, compiendo una trazione nell’acqua, ed arrivano quasi all’altezza delle spalle, le mani convergono all’interno prima della successiva estensione delle braccia che ritorneranno nella posizione iniziale.

Dorso
La nuotata sul dorso è l’unica che avviene dalla posizione supina, Gli arti inferiori compiono movimenti alternati dall’alto in basso e viceversa. Le gambe devono essere tese ma non rigide, ed il movimento parte dall’anca. Gli arti superiori si muovono alternati , hanno la funzione di fare avanzare il nuotatore, partendo da sott’acqua fa compiere la circonduzione per avanti-alto.

Delfino
Questo stile ha le caratteristiche del delfino per quanto riguarda il movimento delle braccia, ma si differenzia per il movimento delle gambe, che sono a rana.
Si avanza nell’acqua soprattutto per l’azione delle braccia che, da distese avanti si portano contemporaneamente indietro , finché arrivano all’altezza del petto ed uno di spinta dal petto alle cosce, che serve ad elevare ve spalle e il capo per inspirare; quindi le braccia compiono la fase di recupero passando per dietro mentre il capo si immerge di nuovo. La battuta delle gambe avviene quando si alza la testa perché gli arti inferiori, affondano, mentre emergono mentre si abbassa il capo. Il delfino consente una maggiore velocità, ma richiede anche maggior forza .
Il nuoto È uno sport che ha valore agonistico, ricreativo ed etico sociale: esso ci consente di salvare la propria vita e quella di chi dovesse trovarsi in difficoltà nell’acqua, infatti trai i tanti rami del nuoto si estende quello del . L’origine del salvamento in Italia risale ad un periodo lontano nel passato , nasceva in Liguria da un gruppo di persone di nobili , e divenne infine, nel 1976, S.N.S. (Società Nazionale di Salvamento), e nel 1889 Arturo Passerini fondava ad Ancona la S.I.S. (Società Italiana di Salvamento).Con la nascita del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale italiano), e con l’ingresso dell’attuale Federazione Italiana Nuoto, la S.I.S. confluiva nel C.O.N.I. e precisamente all’interno della F.I.N. assumendo l’attuale denominazione di Federazione Italiana Nuoto Sezione Salvamento.
Le spiagge italiane sono state sotto giurisdizione del Demanio Marittimo, quindi soggette alle leggi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’anno 2001 la novità riguarda il demanio marittimo; esso infatti è passato alle Regioni Italiane, mentre il mare rimane sotto il controllo delle Capitanerie di Porto.
Svolgere l’attività dell’Assistente Bagnati è un impegno morale , prima che operativo e professionale.
La figura dell’assistente bagnanti ha grandi responsabilità in sede Penale e Civile al quale viene chiamato ogni giorno un bagnino di salvataggio o assistente bagnanti nell’esercizio della sua mansione. Il soccorritore cosciente evita ogni tipo di abuso alimentare ,evita alcool e sostanze eccitanti , per aver sempre le condizioni ottimali per fronteggiare le situazioni di pericolo. L’Assistente bagnanti deve dimostrare :
- Fiducia e essere affidabile
- Maturità e competenza
- Mostrarsi con cortesia e fermezza
- Mantenersi in forma e in stato di buona salute.
L'ASSISTENTE BAGNANTI è l'addetto alla sicurezza di chi frequenta piscine e stabilimenti balneari. Le Sue funzioni specifiche sono: regolare le attività di balneazione vegliando sul comportamento degli utentiapplicare e far rispettare le odinanze della Capitaneria o il regolamento della piscina verificare periodicamente la chimica delle acque nelle piscine e le condizioni igieniche dell'ambiente prevenire gli incidenti in acqua con una sorveglianza attenta e intelligente; farvi fronte quando avvenuti, mettendo in atto quelle tecniche di salvataggio e di primo soccorso acquisite nel corso di formazione e periodicamente aggiornate. Le competenze acquisite nel corso di formazione gli consentono di intervenire in modo adeguato per praticare il primo soccorso, anche in caso di asfissia e arresto cardiaco. Il suo lavoro richiede disponibilità per trattare con il pubblico, capacità di rimanere vigile anche quando (grazie alla sua azione preventiva) "non succede nulla", ma anche di dar prova di tutta la sua determinazione e competenza nelle situazioni di emergenza. Ha la gravosa responsabillità della sicurezza dei bagnanti: ne risponde in prima persona sia sotto l'aspetto civile che penale; ha il dovere di mantenere al meglio la forma fisica e l'abilità tecnica con costanti allenamenti e periodici corsi di aggiornamento tecnico. E' una figura spesso sottovalutata: ai più infatti sembra non far nulla tutto il giorno, ma la sua utilità e professionalità si evidenziano a tutti nell'emergenza: anche la ruota di scorta il più del tempo "non serve a nulla", ma guai allorchè, dovendo far fronte a una foratura, la trovassimoinefficiente!In realtà, aldilà delle ovvie capacità di far fronte a un salvataggio, è sulla abilità di prevenire che si distingue un buon Assistente bagnanti: convincere, cioè, con l'esempio e l'autorevolezza, con simpatia e disponibilità a rispettare accorgimenti utili alla sicurezza ed evitare comportamenti potenzialmente pericolosi! Per essere riconosciuti come tali , si consegue il brevetto al superamento si un esame;che comprende si a una parte teorica che una pratica.
In Italia la sicurezza dei bagnanti è affidata a personale appositamente formato da due organizzazioni nazionali:
• la Sezione SALVAMENTO della FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO affiliata al C.O.N.I.
• la SOCIETA' NAZIONALE di SALVAMENTO di Genova
Come fiduciario della Sez. SALVAMENTO della FIN, tratterò l'aspetto che mi compete.
Chi, buon nuotatore, desideri acquisire il brevetto di Assistente Bagnanti (questa denominazione è specifica della FIN), dovrà per prima cosa prendere contatto con il Fiduciario FIN Salvamento di zona (ce ne sono in quasi ogni provincia d'Italia). Ci si potrà informare tramite il CONI provinciale o presso il Comitato FIN SALVAMENTO della propria regione o, direttamente presso il sito ufficiale FEDERNUOTO.
Il primo passo richiede il superamento di una prova di idoneità (sono esonerati solo gli istruttori con brevetto FIN di 1° livello). Per sottoporsi alla prova si deve presentare:
• la domanda di iscrizione alla prova (firma del genitore per minorenni)
• un certificato, di buona salute, del medico di famiglia
• età compresa tra 16 e 65 anni
Con la prova di idoneità si intende verificare il grado di acquaticità e di abilità sulla tecnica delle nuotate: l'aspirante deve sapersi destreggiare con efficacia ed economia sull'acqua e nell'acqua; deve possedere una tecnica corretta ed efficace, almeno, nello stile libero e nella rana (particolarmente in questa nuotata deve possedere una valida spinta di sole gambe) Superata la prova, si dovrà completare la documentazione:domanda di partecipazione al corso (prestampata, con le autorizzazioni previste) ricevute di pagamento delle quote previste
• foto-tessera
• dichiarazione di buona condotta
• autorizzazione al trattamento dei dati
• se cittadino non italiano, regolarità del permesso di soggiorno Il corso ha una durata di circa 40 ore, di cui circa 26 ore a secco per le conoscenze di Primo Soccorso, leggi e regolamenti, anatomia e fisiologia della respirazione e della circolazione ecc. e circa 14 in acqua, per le tecniche del salvataggio.
Nelle prime sedute viene consegnato il kit didattico consistente in due volumetti e una videocassetta di 30' sulle competenze da acquisire.
A conclusione del corso si dovrà sostenere un esame di verifica sia per la parte teorica, mediante colloquio e/o questionario, sia per quella pratica.
La verifica pratica dovrà accertare le competenze sia per le tecniche di salvataggio in acqua, sia per le manovre di rianimazione.

• Una volta effettuate le prove di esame, il relativo verbale compilato e firmato dai membri della commissione, sarà recapitato alla FIN Salvamento di Roma che provvederà alla ratifica e stamperà i brevetti rimandandoli al Fiduciario, presso cui potranno essere ritirati.
I corsi generalmente si svolgono da gennaio a giugno e da ottobre a dicembre durano da due a tre mesi, a seconda del tipo di organizzazione (una/due/tre sedute a settimana, della durata di una o più ore), in orario pomeridiano o serale. Il Fiduciario e il Maestro di Salvamento, sono affiancati da un medico (che assiste anche agli esami) e, talvolta, da altri esperti (legislazione, sicurezza, chimica delle acque, metereologia).
Le competenze minime da somministrare sono quelle previste dal programma ufficiale della FIN sez. Salvamento, i mezzi e le strategie sono a discrezione del Fiduciario: si potranno avere corsi più o meno organizzati e attrezzati, relatori più o meno abili, ma i contenuti e i protocolli sono gli stessi in tutto il territorio nazionale!

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