Relazione sulla conferenza riguardante le cooperative

Materie:Appunti
Categoria:Economia

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Testo

Relazione sulla conferenza riguardante le cooperative
Il giorno 12 di Aprile nell’aula degli audiovisivi è stata tenuta una conferenza sulle aziende cooperative che si è protratta al 20 aprile. Ci è stata presentata dal Sig. Fabio Brani, associazione per la difesa dei consumatori, dal Sig. Paolo Martucci, responsabile della “Coop” del reparto Ortofrutticolo, e dal Sig. Gabassi, responsabile del magazzino di Arriccia e dal Sig. Tardiani che ci hanno spiegato il funzionamento della Coop Italia. La Coop è una cooperativa di commercio che unisce vari supermercati soprattutto nel Lazio e nella Toscana. Essa ci ha aiutato a raggiungere una conoscenza più approfondita delle aziende cooperative che avevamo studiato in precedenza.
Le sedi della Coop sono presenti su tutta la costa tirrenica, ha due sedi a Vignale, una ad Arriccia, una a Roma, e alcune in Campania.
La centrale di acquisto della cooperativa si occupa della vendita dei prodotti per il 95% delle cooperative associate e a seconda della loro importanza vengono dislocati i punti di acquisto.
La politica vincente della Coop è l’agricoltura biologica. Infatti questa cooperativa ha creato un reparto nel quale si vendono solo prodotti biologici. Essi devono rispondere a criteri molti rigidi: Innanzitutto devono avere una percentuale di residui nocivi inferiori del 70% rispetto a quelli consentiti dalla legge e devono essere coltivati in terreni distanti di almeno 1 Km da campi coltivati tradizionalmente. Solo in questo caso posso ottenere il marchio “Coop”. La Coop fanno dei controlli a campione su questo tipo di merce. I produttori devono firmare un capitolato dove si impegnano a ad effettuare dei controlli a campione presso laboratori scelti da loro e inoltre la Coop si impegna a fare dei sistematici a campione della merce (due prima della vendita) e dei controlli a sorpresa sulla merce. Prima si fa un controllo qualitativo dove si stabilisce la prezzatura, l’origine, il centro di condizionamento; Per le verdure e per la frutta si misura anche il grado di maturazione, al grado di maturazione, al grado zuccherino Se il prodotto non risponde a queste caratteristiche viene venduto come prodotto normale. In questo momento i prodotti a marchio “Coop” corrisponde a circa il 75% della merce presente nel reparto orto – frutta. In questo reparto c’è l’ 11 % di prodotti locali (come le fragole di Terracina). Questa Cooperativa si impegna anche a dare lavoro ad alcune aziende in alcune regioni. Il prezzo deve essere in rapporto con la qualità e il servizio dato. Dopo il ricevimento la merce viene controllata e smistata nei negozi. Dopo di che la merce viene sistemata e controllati dagli addetti alla sistemazioni.
La merce viene spostata da un posto all’altro in base a dove sono necessari e quando sono necessarie. Tutto questo deve avvenire a un prezzo accettabile, a buone condizioni e in modo regolare per consentire la consegna nei tempi e nelle modalità richieste dai punti vendita. Come risultati dobbiamo avere: la presenza di merci nei punti vendita, una qualità e quantità della merce coerente alle attese dei punti vendita e la possibilità per il cliente di acquistare.
La logistica è composta da magazzini, camion e persone. Gli obiettivi prefissi con la logistica sono: un servizio rapido e puntuale in quantità e qualità attese dai punti vendita, una rotazione veloce della merce, una flessibilità delle quantità da consegnare, un costo che ripaga il servizio offerto che contribuisce al prezzo finale che pagherà il consumatore. La rotazione per essere buona deve essere veloce, cioè di circa 14 giorni, e deve garantire abbastanza merce da soddisfare i bisogni del negozio. Ciò comporta un costo minore per il consumatore. La logistica è efficace se realizza il miglior servizio a un costo minore. I negozi oggigiorno devono coprire sempre più mercati e perciò devono essere aiutati dalle aziende produttrici. Perciò le i produttori devono migliorare l’efficienza e devono ridurre i costi ottimizzando le filiera logistica o le singole fasi operative. La filiera è una catena di attività che parte dalla produzione alla vendita. Ottimizzarla vuol dire ridurre i tempi e i costi della produzione alle vendite, diminuire le scorte e aumentare la velocità di smaltimento. Se le fabbriche sapessero quanto prodotto si vende in tempo reale si potrebbe calibrare al meglio la produzione e così facendo si diminuirebbe il tempo di rotazione. Questo è un metodo che si usa in Inghilterra e avviene solo quando la tensione concorrenziale è piatta.
Il cedi è una struttura che permette di raccogliere merce e consegnarla ai fornitori e ai punti vendita:

I vantaggi con cedi sono numerosi: c’è un passaggio in meno e quindi comporta una diminuzione di prezzo, inoltre da la possibilità di poter stoccare un quantità più alta di merce ottenendo sconti dai fornitori. I negozi, con questo sistema, possono ridurre le riserve e perciò possono aumentare lo spazio di vendita. Si economizza sul trasporto perché si trasportano più merci insieme. Si ottimizzano le operazioni di carico scarico, maggior flessibilità nel riassortimento dei prodotti, maggior controllo delle scorte. La centralizzazione delle scorte rende possibile una più efficace ed efficiente dimensionamento delle stesse. Io fattori critici del cedi sono il numero di referenze gestibili o dal numero di ubicazioni “piking”; capacità volumetrica delle scorte con coerenza tra rotazione e volumi movimentati; la zona di ricevimento, il numero di bocche di scarico e la superficie; la zona di spedizione; l’indice di riutilizzo e dalla quantità. Le principali voci di costo sono, invece, la movimentazione del cedi; i trasporti a monte e a valle; l’immobilizzo delle scorte (in funzione alla rendita del denaro) e agli ammortamenti. L’indice di rotazione è uguale al rapporto tra venduto annuo e giacenza media e i giorni di copertura sono uguali alla giacenza media diviso il venduto annuo diviso la durata dell’anno economico ( cioè 360 giorni) e al crescere dei giorni di rotazione il volume delle vendite cala a differenza del numero di articoli totali che sale come il numero di articoli di classe C (cioè quegli articoli che si vendono poco) e al livello di servizio.

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