Il microscopio elettronico

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Categoria:Biologia

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Testo

Il microscopio elettronico è così denominato perché sfrutta come energia un fascio di elettroni invece del fascio di luce.
Per procurarsi gli elettroni il microscopio elettronico è dotato di un filamento di tungsteno che riscaldato ad alte temperature rilascia elettroni, i quali si dirigono nel vuoto verso il retino portaoggetti, gli elettroni poi vanno a impressionare una lastra fotografica, per ingrandire l’immagine non vengono più utilizzate le lenti, ma dei magneti.
Oggi al posto della lastra fotografica vi sono dei sensori che colpiti mandano l’immagine direttamente al computer. Il computer colora l’immagine, vi sono specializzati programmi che in base all’opacità dell’immagine attribuisce alle varie parti diverse colorazioni. Ovviamente questi colori sono falsi e non corrispondono al vero. I preparati per il microscopio elettronico devono essere tagliati a fette sottilissime all’ordine di centesimi di micron. La ricerca diventa molto costosa, servono diverse stanze per contenere i macchinari, molti specialisti devono lavorare insieme.
Il microscopio a scansione è un microscopio per guardare la superficie dei preparati, gli elettroni che rimbalzano sulla superficie vengono captati da un sensore che poi trasmette l’immagine al computer. I microscopio elettronico è detto a trasmissione perché guarda all’interno del preparato.
Il microscopio a effetto tunnel è il microscopio più all’avanguardia, gli elettroni vengono captati in modo molto preciso e l’immagine viene molto nitida.
Esistono due tipi di cellula:
le cellule PROCARIOTE, da carion = nucleo e pro = nuovo, non visibile, sono le cellule dei batteri, le cellule più primitive e semplici;
le cellule EUCARIOTE, da eu = visibile ben evidenziato, sono più grandi e complesse, sono divise in cellule vegetali e animali.
Le cellule procariote sono state scoperte nel secolo scorso, sono cellule più piccole della norma e più primitive delle altre, sono proprie dei batteri, organismi invisibili all’occhio umano, i più primitivi, ma anche i primi a essere comparsi sulla Terra; hanno una PARETE esterna che serve a contenere e a proteggere la cellula, le sostanze possono entrare dentro e fuori liberamente, la selezione riguarda solamente le dimensioni e non la qualità o la quantità. Sotto alla parete c’è la MEMBRANA CELLULARE, spessa 5-6 nm, che selezione la qualità e la quantità delle sostanze che entrano nella cellula. All’interno della cellula abbiamo il citoplasma, nel citoplasma troviamo il DNA, un lungo filamento disposto casualmente, lungo generalmente qualche millimetro, molto in rapporto alle dimensioni microscopiche di una cellula. Il DNA organizza il programma di lavoro e la trasmissione dei caratteri.
Il DNA e il RNA sono gli acidi nucleici, perché normalmente posti nel nucleo o al centro della cellula.
Poi nella cellula vi sono i RIBOSOMI che producono le proteine, le sostanze chimiche che eseguono tutti i lavori cellulari programmati dal DNA.
IL REGNO DELLE MONERE
Secondo Linneo (XVIII secolo) gli organismi viventi potevano essere classificati in due regni fondamentali: il regno animale e quello vegetale. Con il progredire degli studi, e soprattutto con la scoperta dei microrganismi, il numero dei regni si è amplificato. Oggi ne contempliamo cinque: LE MONERE, I PROTISTI, I FUNGHI, GLI ANIMALI, LE PIANTE.
Le monere contemplano organismi UNICELLULARI con CELLULA PROCARIOTA. Questo regno è costituito da due grossi gruppi di organismi e cioè dai BATTERI e dalle ALGHE AZZURRE o CIANOFICEE.
I BATTERI
Questi microrganismi, dalle dimensioni prossime ai limiti del microscopio ottico, cominciano ad essere caratterizzati nella seconda metà del secolo scorso attraverso l’opera di due insigni studiosi: PASTEUR e KOCK.
Ben presto ci si accorge che il mondo è interamente popolato da questi organismi: batteri su ogni tipo di superficie, batteri sulla superficie corporea e nelle cavità interne, batteri nelle acque, batteri nell’aria.
Si percepisce allora la loro enorme importanza nell’ecologia dell’intero pianeta, ma anche il loro ruolo in molte malattie, soprattutto in quelle infettive.
Per il ruolo che svolgono nell’ambiente possiamo classificargli in molte maniere diverse.
Alcuni di essi traggono l’energia dalla luce e, in un certo senso si comportano come le piante: BATTERI FOTOSINTETICI.
Altri invece traggono materia ed energia dalla trasformazione dei soli minerali presenti nel terreno e sono quindi importanti per la fertilizzazione del suolo agricolo: BATTERI CHENIOSINTETICI. I residui delle loro trasformazioni possono costituire interi banchi di roccia o addirittura montagne (calcari, selci, etc…).
Molti batteri trasformano gli organismi morti, animali e piante in materia organica e in sali minerali che vengono restituiti al terreno. Svolgono quindi un ruolo essenziale nel ciclo della materia vivente consentendo una costante ed armonica trasformazione di materiali in modo che gli ambienti naturali si conservino tali. Questo gruppo di batteri, cioè quelli che si nutrono e decompongono la materia vivente ormai morta sono detti SAPROFITI.
La natura ha un sistema per riciclare e rielaborare tutti i materiali, i batteri fanno parte di questo ciclo.
Altri batteri ancora, infine, utilizzano altri organismi di maggiore estensione sia come abitazione sia come sorgente alimentare e per questo sono detti PARASSITI.
Numerose malattie di piante, animali e quindi anche della nostra specie sono causate da batteri . In questa seconda metà di secolo l’uomo ha trovato per esse rimedi molto efficaci che si basano sull’uso degli ANTIBIOTICI, il primo dei quali è stata la penicillina.
I BATTERI PATOGENI, ( che causano le malattie), dal punto di vista morfologico possono essere ricondotta 4 forme fondamentali:
A. FORME A BASTONCELLO o BACILLI:
sono molto diffusi e a volte si riconoscono per avere sulla superficie dei FLAGELLI, corte espansioni per il movimento. Un esempio è il BACILLUS SUPTILIS o DIKOCK, che causa

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