Tema su New York

Materie:Tema
Categoria:Attualita

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Testo

Dopo le tragiche vicende di questi giorni, esponi le tue riflessioni su di esse, sul fenomeno del terrorismo in generale, sulle sue cause e su quanto si potrebbe e dovrebbe fare, a tuo giudizio, per affrontare questo gravissimo problema mondiale.

È passata più di una settimana ma, ciò che è successo Martedì scorso rimane impresso nella nostra mente e certamente quel giorno, l’11 Settembre 2001, sarà ricordato per sempre dalle generazioni future come il giorno nel quale, la più grande potenza mondiale è stata costretta a prostrarsi di fronte ad un nemico invisibile. Quel nemico che, con una precisione quasi scientifica, ha attaccato, il cuore finanziario dell’Occidente. Neppure i più grandi scrittori e registi avrebbero potuto inventare una strategia simile. Tutto ciò è la dimostrazione che si può combattere non solo con la forza ma anche con l’intelligenza, in questo caso spietata. Sono infatti bastate pochissime persone, per far crollare il senso di stabilità degli Stati Uniti e per raggiungere uno dei più alti record di sangue che ci siano mai stati.
Certamente dietro queste persone, che sono pronte a morire per i propri ideali, c’è un “mandante”, un capo che, tuttora incerto, l’America promette di attaccare, per rivendicare la morte di migliaia di persone, di migliaia di innocenti. Ciò nonostante, in questi casi, è difficile attribuire la responsabilità ad una sola persona, poiché forse poche sono le persone che hanno escogitato il tutto, ma molte di più, forse Nazioni intere, sono quelle che volevano che accadesse ciò che in realtà è accaduto.
Quasi tutto il mondo, di fronte alle immagini che in questi ultimi giorni ci hanno accompagnato in continuazione, pensa ai morti della strage, alla demenza umana, al mondo in cui viviamo che si sta lentamente trasformando in un campo di battaglia; eppure c’è qualcuno a cui questa tragedia non interessa, la vede con distaccamento, non se ne preoccupa e anzi, è contento. Sono tremendamente allibito dalle immagini di giubilo in Palestina. È inammissibile che l’uomo possa festeggiare una carneficina. Io mi chiedo come si faccia ad essere contenti e a non pensare con tristezza e sgomento a quello che è successo. Lo scopo di colpire gli Usa è stato raggiunto, ma le migliaia di vittime sono ingiustificabili. Perché tutto questo? Per gelosia? Invidia di un mondo occidentale migliore, più forte, che può essere fermato solamente da un’azione squilibrata come questa? Forse la risposta a questa domanda mai ci sarà, ma sta di fatto che il terrorismo continua a esistere e, a mio avviso, sarà molto difficile sconfiggerlo.
Ora l’America è pronta a riattaccare per rivendicare, ma forse non è la cosa giusta. Rispondendo alla violenza con altra violenza alle uccisioni con altri massacri, pagherà sempre il popolo “innocente”, e insensata sarebbe un’altra carneficina.
Molti si aspettano che questa sia la volta buona per gli Stati Uniti di ricostituire la pace nel mondo, ma probabilmente non sarà così, l’odio giustamente presente nel popolo americano, mondiale, ma soprattutto in chi ha perso uno dei propri cari, è troppo grande per rimanere sopito e non esplodere.
Il terrorismo è sicuramente il più brutale e distruttivo modo per la difesa dei propri ideali politici e religiosi poiché, come abbiamo visto, non guarda in faccia a nessuno, agisce irrazionalmente colpendo spesso i più deboli o i più innocenti. Ed è proprio questo il loro obiettivo. Colpire l’innocenza per fermare “i potenti”. Tutto ciò perché, non avendo voce sufficiente per imporre le proprie idee, utilizza la forza in maniera smisurata, elaborando talvolta imprese a dir poco devastanti.
Credo che, l’unica soluzione per far sì che il terrorismo possa essere sconfitto, non è quella della vendetta, ma piuttosto l’Occidente dovrebbe mettersi a un tavolo di trattative con tutte le Nazioni Islamiche al fine di emarginare le frange che fanno capo alle sette estremiste del mondo islamico più pericolose. Ma forse neppure questo basterà a colmare la sete di potere presente in quelle persone, poiché la mia convinzione è che chi è pronto a morire per una propria idea politica o religiosa non si arrenderà mai così facilmente ma anzi continuerà a combattere a tutti i costi.
Tutta questa vicenda mi ha fatto riflettere molto riguardo al mondo in cui viviamo. A volte penso che in fondo quel “nemico invisibile” che ormai noi tutti temiamo non è altro che l’uomo, un essere come noi; pertanto questo mi porta a concludere che la responsabilità di questo atto tanto insensato quanto distruttivo è sì, in primo luogo, da attribuire a chi ha commesso tutto ciò, mai in fondo in fondo la responsabilità è pure di tutti noi. Di un mondo invaso dall’odio e dal desiderio di “essere più forti”, di “essere i migliori”, nel quale chi non riesce a farsi avanti sceglie la via della violenza, che purtroppo, com’è accaduto, ha gettato il Mondo intero in un lutto generale, un lutto che forse si poteva evitare se l’uomo non fosse quello che in realtà è.

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