il secondo quattrocento fiorentino

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Testo

La seconda metà del Quattrocento a Fiorenze
Introduzione
Nella seconda metà del quattrocento Firenze era ancora la capitale incontrastata
della cultura italiana e il e il mecenatismo dei Medici toccò il suo punto più alto alla corte di Lorenzo il Magnifico (Vedi figura).
Ma già prima della sua morte, l'asse delle esperienze artistiche italiane più vitali cominciò a spostarsi in altri centri,sia perché le novità proposte dagli artisti fiorentini del primo Quattrocento avevano fatto scuola al di fuori di Firenze, sia per la tendenza dell'arte fiorentina a chiudersi in se stessa.
Le figure più rappresentative di questa seconda fase fiorentina furono Antonio Pollaiolo e Andrea Verrocchio. La figura più emblematica di questo periodo fu il Botticelli che a dapprima interprete delle idee neoplatoniche, alla corte di Lorenzo dei
Medici,poi con la morte di quest'ultimo e con la crisi alla condanna della cultura neoplatonica da parte del Savonarola, realizzò infine opere sempre più drammatiche.

Pollaiolo
Antonio Benci, detto il Pollaiolo (Firenze 1431-Roma 1498), condusse una ricerca spaziale basata sul libero e dinamico sviluppo della linea, che ondulandosi e articolandosi definisce i volumi.
Questa scelta viene identificata subito nelle sue prime opere, come nella tavola de“L'as-
sunzione di Santa Maria Egiziaca” (figura sotto) della pieve di Staggia,fino alla “Danza dei nudi”(pagina seguente)
Nel clima classicistico della corte dei Medici, egli rivolse il suo interesse nella mitologia e e allo studio della anatomia, praticato per accertareil potenziale dinamico dei corpi.
Poco dopo il 1470 il Pollaiolo dipinse tre grandi tele dedicate alle Fatiche di Ercole:
di cui resta il ricordo in questa tavoletta.
Dopo il 1475 lo stili lineare dinamico del Pollaiolo sembra irrigidirsi, nella ricerca di forme concluse, mentre acquistano importanza i valori luministici del colore, come nel “Martirio
di San Sebastiano”
Un'altra importante opera è Apollo e Dafne:
Verrocchio
Andrea di Michele di Cione .detto il Verrocchio, fu a capo di una fiorente bottega,dove passò anche Leonardo da Vinci.
L'opera più vecchia conosciuta dal Verrocchio è il Monumento funerario di Piero e
Giovanni dei Medici in S. Lorenzo a Firenze, unico nel suo genere per il carattere astratto
della composizione, dove non compare alcuna figura sacra .
Il monumento Equestre a Bartolomeo Colleoni è considerato il suo capolavoro per la sua forza eroica trasmessa nel volto del grande condiottiero
Altre opere di rilievo sono:
Il David
La dama delle primule
e l'incredulità di S. Tommaso
Luca Signorelli
Luca Signorelli fu allievo di Piero della Francesca ed ebbe grande influenza nell'evoluzione stilistica del Quattrocento fiorentino .
Subì l'influenza del Verrocchio e del Pollaiolo a Firenze.
Terminò a Roma , nella Cappella Sistina,,un affresco del Perugino, e ne seguì due,di cui resta la “Morte di Mosè”.Tra il 1499 e il 1502 realizzò quello che si ritiene essere il suo capolavoro , ovvero il ciclo di affreschi nella cappella di S. Brizio nel Duomo di Orvieto e il Giudizio Universale.
In queste opere si notano i segni della crisi aperta dal Savonarola, che sono soprattutto evidenti nelle scene del Giudizio Universale , dove la drammaticità di una massa brulicante di figure, abilmente disegnate e potentemente modellate, mostra la padronanza stilistica conquistata dal pittore nell'anatomia , nel movimento, nella luce, e nello spazio, in un monumentale e insieme compositivo.
Particolare del Giudizio Universale
Il Giudizio universale

Il Duomo di Orvieto
L'altra sua importante opera è “la flagellazione”
Botticelli:
La Primavera
Questo è uno dei dipinti più famosi del Botticelli.
I critici più antichi sostenevano che la tematica di questa opera fosse quella politica, e il suo destinatario fosse Lorenzo il Magnifico.
I personaggi del quadro rappresenterebbero le varie città e la primavera la pace che avverrebbe con l'avvento di Lorenzo il Magnifico.
La critica moderna sostiene invece che il vero destinatario del dipinto sia Giuliano dei Medici. Questo sarebbe stato un dono per la nozze fra Giuliano e Simonetta (Ricorda “le stanze per la giostra” del Poliziano).
Le tematiche classiche del quadro sono l'amore carnale, l'amore spirituale e l'amore per la conoscenza.
I personaggi (Lettura del quadro da destra verso sinistra)
Zefiro e Flora rappresentano l'amore carnale. Venere, al centro, rappresenta l'amore per la conoscenza.
Alla destra di Venere, ci sono le tre Grazie, che stanno ballando la “carola” dell' amore. L'ultimo personaggio, Cupido, con il suo caduceo cerca di allontanare le nuvole da questa scena allegorica.
Venere è rappresentata con una iconografia cristiana ,cioè quella della vergine.
Dietro alla Venere,gli alberi si piegano a formare un arco come una nicchia.
Botticelli, attraverso le figure mitologiche, vuole rappresentare l'iconografia cristiana.
Questo lo possiamo notare anche nella Nascita di Venere:
In questo quadro possiamo osservare l'iconografia cristiana del battesimo di Cristo.
Il dipinto di Piero della Francesca ha infatti molti elementi in comune :entrambi sono costituiti da una figura centrale con accanto un'altra figura (Battista e Zefiro) e altre figure umane.
Le differenze, in ambito pittorico, sono: 1) Il Battista tiene i piedi per terra in modo naturale, mentre Zefiro, e gli altri personaggi, sembra volare senza poggiare i piedi per terra.
2)Anche il paesaggio del Botticelli vuole essere decorativo , attraverso l'attenzione verso i particolari, come le foglie o le onde.
Nella tecnica di Piero della Francesca, il volume e la profondità, sono più importanti rispetto alla “favola pittorica” del Botticelli.
L'eleganza formale delle linee del Botticelli permettono di delineare meglio i contorni delle figure nel quadro, senza però considerare il rispetto per le proporzioni geometriche.
I temi del Botticelli , nei quadri successivi, sono di tema religioso e dell'importanza delle orazioni del Savonarola.
Nell' Adorazione dei Magi, si rappresenta l'adorazione dei Magi verso Cristo.
In questo dipinto però,possiamo identificare nelle facce dei Magi i committenti del quadro.
Questo quadro oltre all'aspetto religioso acquista anche la tematica politica.

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