Filosofia e cultura tra il Quattrocento e il Cinquecento

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia
Download:256
Data:10.06.2005
Numero di pagine:9
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
filosofia-cultura-quattrocento-cinquecento_1.zip (Dimensione: 9.85 Kb)
trucheck.it_filosofia-e-cultura-tra-il-quattrocento-e-il-cinquecento.doc     38 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Filosofia e cultura tra il Quattrocento e il Settecento

CULTURA ETICO POLITICA

Rinnovamento della cultura etico politica dell’400.
Dal quattrocento cambia radicalmente la concezione della figura umana, vi è infatti la scoperta e la valorizzazione dell’uomo in quanto tale che è posto al centro del mondo e che vive una vita attiva; questa nuova visione viene meglio definita come Antropocentrica.Uno dei massimi esponenti del rinnovamento etico politico è sicuramente Pico della Mirandola, con il suo pensiero pacifista infatti egli vedeva sotto ogni tradizione un unico messaggio divino; quindi vi era la possibilità di concepire una filosofia universale;questa linea uguale per tutti gli uomini avrebbe potuto portare verso una situazione pacifica.Il pensiero di Pico della Mirandola è meglio conosciuto come sincretismo.
Un altro importante filosofo del periodo rinascimentale, anche se con idee completamente opposte a quelle pacifiste del personaggio precedente, è Niccolò Machiavelli la cui visione politica è fredda e cinica.Egli infatti crede che lo Stato debba essere in mano al più forte; il suo Principe è un uomo senza alcuna remora ne legale ne morale senza alcun limite di carattere etico che agisce solo dall’utilità delle sue azioni per arrivare al componimento del suo progetto perché, come farà capire lo scrittore fiorentino nel suo trattato “ il fine giustifica il mezzo”.
Un’altra fondamentale questione che in questo secolo venne affrontata fu il rinnovamento spirituale e etico della religione in particolare quella cristiana, infatti venne portata avanti una seria critica da parte di uno stesso rappresentante di questa dottrina come Erasmo da Rotterdam che polemizza contro il bigottismo e la superstizione in nome di un cristianesimo vissuto con assoluta fede e serio impegno morale.

Cinquecento: i grandi riformatori.
Il 1517 è sicuramente un anno che segna una svolta non solamente in campo religioso ma bensì anche in quello politico e sociale. Questo infatti è l’anno in cui Martin Lutero espone le sue 95 tesi contro la Chiesa di Roma e riforma una propria ideologia contro la corruzione e la sovranità papale(libertà cristiana); nello stesso momento però Lutero era convinto che il principio di autorità dovesse rimanere intatto nell’ambito della politica e che nemmeno la tirannia giustificasse la ribellione(libertà carnale).
Un pensiero sicuramente più rivoluzionario in campo sociale ci viene esposto dagli Anabattisti, essi vogliono che i poveri e gli oppressi siano liberati dalla schiavitù millenaria(comunismo evangelico)essi sono quindi contro le diverse autorità: dai nobili al re fino a capo della chiesa romana.
Giovanni Calvino inserendo la religione nella società compone un’ idea di Etica del Lavoro; esso infatti è un fautore del sistema capitalistico e sostiene che l’uomo può solo sperare di ottenere la grazia di Dio ma può testimoniare questa speranza vivendo nella rigorosa moralità che si manifesta nella serietà del lavoro. Quindi quello di Calvino è un invito alla tenacia e all’azione contro il vivere passivamente.

Giordano Bruno.
Giordano Bruno(1548 – 1600)sostiene che la Mente, ossia Dio, coincide con la perfezione del cosmo per ciò che riguarda le cause seconde cioè ciò che si esplicita mentre non ci si può interessare della causa prima poiché non la conosciamo; per questa sua affermazione in parte panteista(tutto è Dio) Giordano viene condannato dalla Chiesa di Roma e messo al rogo poiché considerato eretico diventando così un eroe della filosofia.
Esso afferma che l’universo è una sostanza unica infinita nello spazio e nel tempo ma dice che non dobbiamo avere paura di questo bensì dobbiamo vivere con piacere in un mondo senza limiti espressivi dove la nostra potenza creativa può essere sbizzarrita e più noi siamo capaci di esprimere quello che sappiamo fare più siamo all’altezza di vivere nel mondo che ci sta intorno ed esprimendoci al massimo possiamo essere degni di essere chiamati uomini. Chi subisce passivamente la sua vita porta avanti male il suo rapporto con il mondo poiché è biasimevole. Quindi l’etica di Giordano Bruno si può riassumere nell’ideale di libertà del singolo individuo che non si deve più piegare alle autorità.

L’assolutismo di Thomas Hobbes.
Le diversità politiche che portarono alle due rivoluzioni nell’Inghilterra Seicentesca furono sostenute su basi razionalistiche da due importanti filosofi quali Thomas Hobbes che porta avanti la sua teoria assolutistica e John Locke che invece elabora una teoria completamente opposta: quella Liberalista.
Hobbes pensa che ci sia una legge naturale, quella che tutti possono impadronirsi di tutto questo però porta ad uno scontro poiché tutti vogliono tutto; ma essendo l’uomo per natura razionale ricerca la pace che si può ottenere solo rinunciando al diritto naturale mediante un contratto sociale. Questo patto però deve avere delle regole precise, in primis tutti devo rispettare l’accordo stipulato poiché se si violano i patti si torna in uno stato di guerra.
Solo il sovrano non partecipa al contratto sociale ed è libero da ogni limite; questo giova anche ai sudditi perché in questo modo non ci sono conflitti.Quindi lo stato assolutistico vive a condizione che i diritti naturali di tutti tranne quelli del sovrano siano eliminati.

L ’impostazione liberale di John Locke
John Locke parte invece dal presupposto che l’uomo è essenzialmente socievole (base aristotelica) infatti sarebbe stolto farsi la guerra poiché ogni individuo ha bisogno dell’altro per un rapporto di bene comune.
Ognuno, in seguito, può essere proprietario in condizioni pacifiche della vita, della libertà, dell’autodifesa e della proprietà dei beni materiali. In caso di lesione di uno di questi diritti vi sono due possibilità di giustizia: l’autodifesa che però non è una cosa giusta in quanto è una vendetta personale mentre dall’altra parte vi è la possibilità di cedere al sovrano il diritto di autodifesa che sicuramente è molto più efficace. Tutti gli altri diritti(libertà,proprietà, vita) rimangono del singolo individuo; lo Stato quindi non deve interferire con la libertà del cittadino e con i suoi beni materiali
Questo tipo di governo è basato,a differenza di quello assolutistico, sui diritti naturali dell’uomo..
Entrambi i filosofi ricercano, attraverso il loro pensiero, una situazione pacifica mediante la razionalità e il contratto sociale ma entrambi i sistemi non sono democratici in quanto, anche nel liberalismo, non tutto il popolo è al governo bensì solo le classi privilegiate.

CULTURA SCIENTIFICA

Leonardo e la scienza nel rinascimento.
Leonardo Da Vinci (1452 - 1519) è sicuramente il precursore dello scienziato moderno; infatti anche se visse nella seconda metà del quindicesimo secolo apportò delle novità sia in campo tecnico che puramente teorico che diedero il via allo sviluppo della nuova scienza. Leonardo spiega che non dobbiamo vedere il mondo come un insieme di componenti mirabili bensì dobbiamo stupirci della regola ossia delle leggi fisiche; quindi una serie di enti x; z; y sono uniti tra loro da un unico principio che li lega assieme. Esso quindi si può definire come uno scienziato tecnologo anche se non disponeva dei mezzi necessari affinché potesse sviluppare nel modo migliore i suoi studi.La sua attività scientifica è intimamente connessa a quella artistica che lo porterà a costruire e progettare delle invenzioni impensabili per quel periodo. Leonardo artista-scienziato rappresenta l’espressione più completa della personalità umana del Rinascimento e può considerarsi come la sintesi di questo periodo in cui divenne estremamente importante l’osservazione critica della natura e dell’’anatomia umana

Il naturalismo dell’500 e la Magia.
Nel sedicesimo secolo, nel mezzo del periodo rinascimentale, vi è la volontà di capire la natura secondo i suoi principi; uno dei massimi esponenti della filosofia naturalistica è senza dubbio Bernardino Telesio infatti la sua teoria si fonda sull’osservazione e l’esperienza ed il suo merito fu quello di aver elaborato un’interpretazione della natura fondata su delle leggi naturali(materia,caldo,freddo) non ricorrendo a entità soprannaturali. Questa tendenza naturalistica ispirò anche gli storiografi che iniziano a considerare solo gli aspetti umani e terreni del corso storico; “naturalistico” è anche il pensiero di Macchiavelli poiché egli non indaga su ciò che l’uomo dovrebbe essere ma cerca di descriverne la realtà effettuale .Spesso si è cercato di spiegare la natura e i suoi aspetti anche mediante pensieri che non fossero scientifici e che si opponevano alla dottrina della chiesa e a quella naturale; ne è un esempio la Magia che dopo la nascita di Cristo venne proibita e acquistò un connotato negativo.
Nell’500 vi sono due linee di pensiero riguardanti le arti magiche: vi sono quelli che credono che mediante queste si possa arrivare alla verità della natura mentre vi sono quelli che non credono in questa sua funzione, anzi, mentre i primi vedono nel mago un uomo di grande cultura che riesce ad unire gli aspetti del macrocosmo e quelli del microcosmo; i secondi vedono in esso una semplice pedina del diavolo stesso.

La nuova cultura scientifica dell’600: metodo e progresso.
La convinzione sempre più forte che la natura non fosse un insieme di componenti posti a caso bensì qualcosa che mantenesse delle proprie regole, fece si che l’uomo arrivasse a formulare dei principi che spiegassero l’entità dei fenomeni naturali.Uno dei primi scienziati ad esporre il suo Metodo Scientifico è Galileo Galilei, egli pensa che la scoperta della natura può avvenire solo mediante l’osservazione diretta dei vari fenomeni quindi la Bibbia e il pensiero aristotelico che fino a quel momento erano visti come la spiegazione della verità della natura non lo potevano più essere. Dopo l’osservazione si formulano delle ipotesi che devono essere espresse quantitativamente, infine la prova dell’ipotesi deve avvenire mediante l’esperimento e se la supposizione viene confermata con l’esperimento si forma una legge naturale. Dopo Galilei l’inglese Francis Bacon portò avanti la sua idea riguardante il metodo scientifico e quella che interessava il Progresso; secondo lui il metodo deve essere qualitativo( ciò che non si quantifica) poiché mediante la raccolta di dati qualitativi si ottiene una conoscenza più alta e si può svolgere un’indagine a tutto campo. Bacon nella sua opera “nuova Atlantide”da vita alla sua visione utopistica scientifico tecnologica poiché egli immagina un futuro migliore;infatti mediante le nuove scoperte scientifiche e la buona volontà si può costruire un mondo “superiore” a quello attuale migliorando le condizioni di vita degli uomini. Nell’700 Isaac Newton sviluppò la sua idea di metodo scientifico:il suo postulato indica la natura come qualcosa di semplice, in seguito riduce i dati dovuti all’osservazione dei fenomeni naturali alla massima concretezza formulando delle leggi che se riassumono tutti i fenomeni della natura possono essere definite Leggi Naturali.

Le nuove scoperte tecnico scientifiche dell’ 600 Nel diciassettesimo secolo tecniche sempre più precise resero possibili sia le fondamentali scoperte astronomiche sia le indagini nel campo dell’infinitamente piccolo. Tra la scienza che appartiene alla sfera del conoscere, e la tecnica che fa parte del campo dell’azione si formò uno stretto vincolo che fece crollare la barriera che separava l’indagine teorica dalle attività pratiche. Numerose furono le scoperte a cui famosi studiosi arrivarono in questo periodo: in campo della biologia e dell’anatomia hanno grande rilevanza William Harvey che espose un adeguata teoria circa la doppia circolazione del sangue , Anton van Leeuwenhoek che scoprì gli spermatozoi nell’uomo e i globuli rossi e Robert Hooke che intuì che la cellula fosse un elemento relativamente semplice costitutivo di tutti gli esseri viventi compreso l’uomo.
Per ciò che riguarda la fisica, la matematica e l’astronomia Christensen Roemer calcolò tramite il satellite di Giove Io la velocità della luce, Blaise Pascal prendendo in esame i giochi d’azzardo pose le basi del calcolo delle probabilità aprendo un nuovo capitolo della matematica; proprio come fece Wilhelm Leibniz che giunse ad una prima fondazione del calcolo infinitesimale insieme a Isaac Newton che però è certamente più conosciuto per la sua legge di gravitazione universale che riuscì a spiegare molti fenomeni incomprensibili fino a quel momento(caduta dei gravi sulla terra,moti corpi celesti).

Galilei e la ricerca astronomica.
L’universo è sempre stato fonte di interesse per tantissimi studiosi che volevano capire come questa complessa “macchina” potesse funzionare con tanta perfezione. La prima teoria che resistette per tutto il periodo antico fu quella Aristotelica- Tolemaica che vedeva la terra al centro e l’universo perfetto nella sua finitezza.
Dopo Tolomeo, Copernico aprì la strada ai nuovi pensieri , lui credeva che non fosse la terra ad essere al centro bensì il sole (eliocentrismo) .Un forte cambiamento arriva con Giordano Bruno che concepisce l’universo come qualcosa di perfetto nella sua infinità. La vera rivoluzione viene avviata quando nel 1609 Galileo Galilei viene alla “scoperta” del cannocchiale che gli permette di vedere quello che vi era al di fuori del mondo celeste e scoprire le fasi della Luna, la via lattea e i satelliti di Giove. Galilei è il primo vero scienziato che disponeva oltre le sue competenze, nuovi strumenti più tecnologici che gli permettevano di studiare meglio il mondo e l’universo. In seguito con l’età razionalistica fecero ingresso nuovi principi sempre più scientifici e accurati come la teoria di gravitazione universale di Isaac Newton che sostanzialmente enunciava che due corpi si attraggono tra loro con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato delle distanze tra i loro baricentri. Grazie a questo principio si trovano delle giustificazioni a dei fenomeni inspiegabili fino ad allora.

Età del razionalismo cartesiano.
Il periodo in cui Luigi xìv governa lo Stato francese, nonostante i disagi da parte dei ceti più bassi, può essere definito come il periodo d’oro poiché sull’intera Europa domina il fasto e la cultura di questa Nazione.
Proprio in Francia René Descartes, meglio conosciuto in Italia come Cartesio porta avanti il suo pensiero razionalistico che rivoluziona la filosofia mentre quello meccanicistico pone le basi della nuova scienza della biologia. Il clero e il re avversano il filosofo perché i suoi pensieri sono molto rivoluzionari ma ciò nonostante l’amministrazione centralizzata dello Stato Francese e della Chiesa è un congegno razionale e ordinato sostanzialmente cartesiano.
Egli crede che l’universo fisico non è mosso da un’artefice interno poiché esso per lui, pur nella sua straordinaria complessità, è solo un’immensa macchina retta dal principio della conservazione della quantità di moto quindi l’universo comprende solo regioni esplorabili dalla mente umana. Gli organismi viventi, prescindendo la capacità di pensare, sono degli automi poiché anche il corpo è visto come una macchina fatta da Dio che avendo a disposizione un’infinità di pezzi riesce a creare gli esseri viventi quindi attraverso il Meccanicismo è possibile fondare la Biologia ma la realizzazione è molto più complessa soprattutto quando bisogna spiegare dei fenomeni complessi come il funzionamento dei viventi.

Alessandra Quadrelli
Terza linguistico.

Esempio