IL TINTORETTO

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Categoria:Arte

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Testo

IL TINTORETTO (1518-1594)
DAL COLORE ALLA LUCE
La sua prima formaz è vicina al tonalismo tizianesco. Cntatto cn la scuola del disegno fiorentino-romana(in ambito veneziano). X quel k riguarda il sogg e la tecnica disegnativi Michelangelo resta il suo punto d riferim. I NUDI del Tintoretto sn fatti cn tratti nervosi cn linee nn continue:sembrano + dei manichini.

Studio di un arciere: abbiamo un disegno eseguito con il carboncino su carta quadrettata. I tratti sn schematizzati.

Il colore serve x accendere il disegno di luce(→ la sua invenzione). La luce del Tintoretto evidenzia in modo particolare i personaggi rappresentati in modo da distoglierli dalla realtà(ciò delinea già il barocco).

RITRATTI DAL VERO : riesce a mostrare le psicologie dei suoi xsonaggi dando loro quel senso di alta dignità tutto grazie all’uso della luce(come nelRitratto di senatore veneziano1580,olio su tela ).

Miracolo dello schiavo (o Miracolo di San Marco) 1548, olio su tela. San Marco grazie ad un miracolo,riesce a rendere invulnerabile 1 schiavo. Il padrone(pagano)d qst’ultimo lo voleva martirizzare xk lo aveva sorpreso nel mentre in cui stava venerando le reliquie del santo. Il tutto s svolge tra delle colonne e delle rovine. Sullo sfondo poxiamo notare 1 piazza cn 1 portale d gusto classico e dietro d qst è rappresent 1 giardino.Tornando in primo piano notiamo tt un movimento d luci. Il servo è sdraiato a terra d traverso tra i vari strumenti x la tortura k s sn spezzati x miracolo. In cielo,con la testa volta verso il giardino(quindi volto dall’altra parte dello schiavo) c’è San Marco. A dx invece v è seduto un vecchio(probabilmente il padrone)ed è stupito x il fatto k gli strumenti di tortura s siano tutti spezzati (un carnefice glieli sta mostrando). Lo schiavo,San Marco e il padrone formano un triangolo immaginario! La gente k assiste è posta quasi cm i complessi serpentinati d Michelangelo; infatti qlli a sx s sporgono a dx, mentre qlli d dx s ritirano xk meravigliati da ciò che succede. Il colore dà credibilità al tutto. Di fatto cambia a seconda dell’effetto k s desidera: in primo piano è pastoso x evidenziare meglio i volumi dei corpi; sullo sfondo è + pallido x dare l’illusione dlla prospettiva. Ma la vera protagonista è la Luce: naturale sulla piazza, “tragica” dv s svolge la scena, e divina qlla emanata dal santo k s riflette sul servo.
Pietro Aretino scisse a Tintoretto k la scena pare vera ank se deve imparare a ridurre la fretta d finire l’opera.

Susanna e i Vecchioni , 1557, olio su tela. A dx v è seduta scompostamente una giovane donna nuda k crede d essere sola. La sua postura è un’innovazione proprio cm lo è anke la siepe, la quale taglia prospetticamente la composizione, dietro cui due vecchi sono nascosti x spiare Susanna. La luce illumina in modo particolare il corpo d Susanna,la sua pettinatura,le pieghe dell’asciugamano,gli oggetti da bagno,facendoci credere k brillino d luce propria e immergendo la composizione quasi in una favola grazie al modo in cui accende i colori. Il tutto s volge in un giardino k pare l’Eden. La prospettiva sprofonda tra gli alberi e le statue e la sua luce tiepida s contrappone ai colori freddi dell’acqua in cui sta x immergersi la fanciulla. Il vecchio k s affaccia da dietro la siepe nel centro del dipinto è eseguito cn pennellate veloci proprio cm se fosse fatto della stessa materia degli alberi.

Tintoretto nn vuole tanto rappresent la realtà,ma + k altro suscitare le emozioni d k osserva le sue opere,tramite la luce.

Crocifissione del 1565, grande telero. L’opera pare caotica cm se la morte d Gesù s propagasse anke in mezzo a noi k osserviamo il dipinto. La croce s trova proprio al centro e intorno ad essa notiamo i personaggi posti a blocchi. Sotto la croce d Cristo illuminato da una luce dorata notiamo un gruppo compatto k è evidenziato dalla sua drammaticità. Tintoretto cerca d mostrare i sentimenti dei suoi xsonaggi . In generale la sensazione k s ottiene è qlla d una tragedia imminente, data soprattutto dal cielo minaccioso. La luce evidenzia ogni figura staccandola così dallo sfondo scuro(ciò sta bene cn la Sala dell’Albergo, dv sta qst tela). Tintoretto studiava bn il luogo dv sarebbero state poste le sue opere prima d eseguirle in modo da dare la giusta atmosfera. Inoltre s costruiva delle statuine k poi illuminava cn candele x capire bene dv sbattesse la luce.

Ultima Cena 1592-1594,olio su tela. C troviamo in un’osteria e il tavolo è posto in diagonale (innovazioni). Notiamo un profondo realismo, proprio cm se c trovassimo in un’osteria veneziana dell’epoca. La luce viene soprattutto da una lampada sul soffitto. Ma a qst luce se ne sovrappone un’altra,quasi fluorescente:quella k emanano gli Apostoli e in quantità maggiore Gesù. Qst aureola(o x meglio dire una fonte autonoma d luce) contrastando con la penombra della taverna, dà a Cristo un senso d certa soprannaturalità. Infine v sn rappresent anke degli angeli,ma nn sn figure corporee cm qlle degli Apostoli o d Gesù: s tratta d semplici filamenti color oro. Qst le fa sembrare veramente degli spiriti formati da luce pura. Ogni luce rappresentata entra in rapporto cn le altre o x staccare i xsonaggi dalla penombra o x farceli sprofondare.

Esempio



  



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