Il siglo de oro e Las meninas di Diego Velàzquez

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Categoria:Arte

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Testo

Il Siglo de oro dell’ arte spagnola
Allo scadere del 500 ebbe inizio il tramonto della potenza spagnola. Essa perse il monopolio commerciale con le terre americane a causa della concorrenze portoghese e inglese; fallì inoltre il disegno di una restaurazione cattolica in Europa, in seguito alla nascente autonomia delle fedi protestanti.
A questo declino non corrispose un ristagno culturale: la Spagna visse anzi, nel secolo del barocco la stagione più produttiva in ambito artistico e letterario.
Diego Velàzquez (1599-1660) raccolse la migliore tradizione locale ma anche, un intuito prodigioso, il filo più sottile del realismo caravaggesco, come si osserva nel celebre dipinto L’acquaiolo di Siviglia. Giunto precocemente a una pittura sciolta, dagli effetti moderni, Velàzquez abbandonò quasi da subito i sogetti di genere e pur mentendo una forte carica realista, si concentrò verso una riflessione sulla pittura e sul pittore come creatore di una nuova e differente realtà. Nel celebre dipinto “Las meninas” (damigelle d’onore), l’artista raffigura la scena da un punto di vista molto insolito da qui ne nasce un gioco di inganni e visioni che pare coinvolgere la percezione stessa della realtà.

PERSONAGGI
Nel quadro è ormai certa l’identificazione dei personaggi:
lo stesso Velàzquez che si ritrae a figura intera con pennelli e tavolozza vicino ad una tela parzialmente visibile sulla sinistra . La croce rossa dell’Ordine di Santiago che decora il suo abito fu aggiunta 3 anni dopo l’esecuzione, ovvero quando fu insignito di tale onorificenza.
Il gruppo è studiato e disposto con cura e ogni personaggio occupa secondo il suo rango un posto preciso.
L’infanta Margherita al centro è tra le due damigelle d’onore, dona Maria Augustina a sinistra le offre dell’acqua, a destra dona Isabel de Velasco le porge un inchino. Sul lato destro in posizione più avanzata ci sono i nani Mari Bàrbola e Nicolasito Pertusato intento a stuzzicare il nano, l’addetta al servizio delle dame dona Marcela de Ulloa e don Diego Ruiz de Azcona, un funzionario della corte.Nel vano della porta il maresciallo di palazzo Josè Nieto Velàzquez forse parente del pittore. Nello specchio si vedono riflesse le immagini della regina Marianna D’Austria e del re Filippo IV.
DISTRIBUZIONE GRADUALE DELLA LUCE.
Un elemento importante nel quadro è il graduale smorzamento della luce verso il fondo.
Le figure sono modellate secondo una diversa incidenza della luce. La luce entra dal vano scorciato a destra scorre sui personaggi e cade sulla bambina facendone brilla re il vestitino di raso. Le tre file di quadri della parete destra contribuiscono a scandire lo spazio del fondo cosi come la tela appena visibile che rafforza il primo piano prospettico. Lo spazio vuoto immerso in una luce crepuscolare domina la metà superiore della tela sottolinea il rapporto tra l’altezza delle figure e quella della stanza.
Personaggi allo specchio
Ciò che ha sempre affascinato li studiosi è la complessità spaziale dell’opera e il gioco di specchi che si viene a creare. Il suo sguardo che sembra diretto allo spettatore in realtà è rivolto alla coppia reale. La coppia reale è posta fuori dal quadro, di loro si vede solo il riflesso nello specchio della parete di fondo che inserisce nella scena una sorta di primo piano apparentemente invisibile.
Dunque la coppia reale e l’osservatore si trovano accomunati da una medesima presenza la testimonianza del riflesso di un dipinto la resa dell’atto della visione. Ma la visione è inganno e transitorietà raccontato appunto da questo gioco di specchi fatto da Velàzquez.
Altro elemento straordinario è la stesura pittorica in particolare le mani del pittore e del nano che sembrano non finite ma che invece rendono il movimento della mano. Ciò da il senso di una visione istantanea non fissata con precisione ma colta in un attimo fuggente come da effetto fotografico.

Esempio



  



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