L'olivo

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Categoria:Agraria
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Olivo
(olea europaea)

Le regioni maggiori coltivatrici di ulivo sono la Puglia, la Sicilia, la Calabria, l’Abruzzo, la Campania, il Lazio e la Toscana. Oltre che in Italia questa pianta viene coltivata anche in Spagna, Grecia, Turchia, Tunisia, Portogallo e Marocco.
Le rese sono di 15-30 Kg di drupe. La resa media di olio per oliva è di circa il 20%. L’ulivo è una pianta che molto longeva ed entra in piena produzione verso il 12esimo anno, la sua durata economica è di 40-50 anni. Una caratteristica dell’ulivo è che sia nelle piante giovani sia in quelle adulte ci può essere la formazione di iperplasie nella zona del colletto. Queste formazioni neo plasiche sono ricche di radici avvenzie e di iniziali radicali. Le radici sono fascicolate superficiali e molto espanse. Il fusto si presenta cilindrico, molto contorto, di colore giallo chiaro. L’olivo è una pianta sempre verde la cui attività vegetativa è pressoché continua. Le foglie sono opposte, semplici, intere, lanciolate, con picciolo corto; la pagina inferiore è di colore argentato e ricoperta di peli, mentre quella superiore è di colore verde scuro. Le gemme sono ascellari e il fiore è piccolo ed ermafrodito. I fiori sono raccolti in infiorescenze dette mignole che sono composte da 10-15 fiori. Il frutto è una drupa ovoidale dal peso 2-3 grammi nelle cultivar da olio, mentre quelle da tavola sono più grandi. Il colore varia secondo le cultivar e va dal verde al nero. La fioritura inizia di solito entro la prima decade di giugno e si protrae per 5-6 giorni. L’ulivo presenta un’alternanza di produzioni; ciò vuol dire che un anno la pianta produce tanto e un anno produce poco.
Le cultivar da olio sono molto numerose, in Italia sono circa 500. Le cultivar da olio si classificano principalmente secondo l’utilizzazione ( da olio, da tavola o a duplice attitudine), in base alla fertilità ( autofertili o parzialmente autofertili); in base alla produttività (buona, media o scarsa) e secondo la resa di olio ( alta media scarsa).
Quando si decide di impiantare dei nuovi ulivi bisogna privilegiare le cultivar già acclimatate in quel posto. Le cultivar da olio sono caratterizzate da frutti piccoli con un’elevato contenuto di lipidi e con la resa in olio di circa 25%. Le cultivar da tavola sono, invece, di solito non si prestano all’oleficazione a causa dello scarso contenuto d’olio. Vengono così utilizzate fresche oppure vengono inviate alle industrie dove diventeranno olive in salamoia. Queste olive si possono raccogliere in olive verdi, olive cangianti e olive nere. Le cultivar a doppia attitudine sono normalmente impiegate per produrre olio, ma grazie alla loro grandezza possono essere utilizzate come frutto da tavola. La propagazione può avvenire per seme, per innesto, per talea, tramite piante innestate o tramite piante autoradicate (consentono una notevole semplificazione delle operazioni del vivaio) Il franco è il portainnesto normalmente usato. L’olivo predilige i climi temperato umidi con inverni miti e senza eccessivi o duraturi abbassamenti di temperatura, con precipitazioni non abbondanti ed umidità moderata. I freddi invernali ( -7 gradi) danneggiano la pianta. Resiste bene alla siccità anche se ha bisogno di circa 1400mm di pioggia in primavera per poter produrre. L’ulivo si adatta bene a tutti i tipi di terreno, tuttavia predilige i terreni sciolti o di medio impasto, freschi e ben drenati, anche calcarei. L’olivo, assieme al mandorlo e al fico, viene coltivato anche nelle zone collinari meno fertili (soprattutto al meridione) per rendere meno soggette all’erosione queste zone. I sesti di impianto più usati per questa pianta sono 5 x 6 o 6x6 al centro nord e 7x7 o 7x6 al nord. Le concimazioni sono 80 Kg di fosforo 80-100 Kg di potassio e 50-70 kg di azoto. Le olive da olio si possono considerare mature quando il colore è tendente al violaceo. In questo stadio la polpa è ricchissima di olio. Le olive da tavola vengono raccolte prima o dopo la vaiolatura a seconda del loro utilizzo. La raccolta va da settembre a dicembre. I metodi di raccolta sono principalmente tre la brucatura: i frutti vengono staccati manualmente e posti in un cestino; pettinatura: I rami fruttiferi vengono “pettinai” con attrezzi chiamati pettini, mansalva, manrapida e le drupe vengono fatte cadere su dei teloni stesi sotto la chioma; Raccattatura è una pratica diffusa in Liguria, Calabria e Sicilia soprattutto in ulivi che hanno un’ampia chioma. Si attende che le drupe completamente mature, cadano dalla pianta sopra teli di plastica stesi nel terreno sulla protezione della chioma e quindi si raccolgono facendo uso anche di macchine raccattatrici.
La raccolta meccanica è sconsigliata per le cultivar da tavola, ma è ampiamente utilizzata per quella da olio. In questo caso abbiamo dei vantaggi: Risparmio nel tempo e possibilità di raccogliere più precocemente o tempestivamente il prodotto. In questo caso utilizziamo macchine chiamate ganci o pettini oscillanti e con scuotitori.
Le avversità che ricordiamo sono Occhio di pavone e Fumaggine (vegetali) Mosca dell’ulivo, tignola dell’ulivo e cocciniglia mezzo grano di pepe (animali).
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