Rivoluzioni inglesi (1500-1600)

Materie:Riassunto
Categoria:Storia

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Testo

LE RIVOLUZIONI INGLESI
Nella prima metà del 1600 l’aristocrazia dei pari (duchi, conti, marchesi) si collocava al vertice della società inglese, anche se fra 1500 e 1600 aveva attraversato un periodo di declino sociale.
Il ceto delle gentry aveva invece acquisito peso economico e politico dopo la modernizzazione delle campagne inglesi. Infatti a partire dal 500 la gentry aveva beneficiato della vendita dei beni dei monasteri e si era inserita all’interno del processo di recinzione e privatizzazione delle terre demaniali(enclousures).
La gentry apparteneva al rango nobiliare anche se al suo interno era molto differenziata dal punto di vista del titolo, del reddito del potere sociale e delle funzioni sociali esercitate: ne facevano parte sia i grandi latifondisti (che detenevano importanti cariche nelle contee), sia i piccoli e i medi proprietari terrieri (che esercitavano funzioni politiche,militari e giudiziarie).
Nel 1500, la crescita economica aveva determinato una forte differenza tra le classi non nobili, perché nelle campagne, con l’affermarsi della privatizzazione delle terre, si era consolidato il gruppo di contadini indipendenti e molti contadini poveri avevano dovuto cercare un impiego da salariati, mentre nelle città vi era un gruppo intermedio composto da professionisti, artigiani, piccoli e medi commercianti.
Dopo la morte di Elisabetta, salì al trono Giacomo I Stuart (re di Scozia), unificando la Scozia con l’Inghilterra. Giacomo cercò di migliorare i rapporti con i paesi cattolici e non appoggiò, per motivi economici, i principi protestanti e l’Olanda. Questa politica aveva incontrato insieme al programma assolutistico del sovrano forti resistenze nelle scelte istituzionali e religiose.
Molti puritani, dopo il divieto del re Giacomo I dei culti non anglicani, furono costretti ad emigrare. Alcuni puritani rivendicavano la piena libertà di culto, altri si ispiravano al modello presbiteriano, che si fondava sulla concezione ascendente delle cariche religiose. Ogni comunità eleggeva un pastore e un gruppo di anziani provvedeva a dirigerla a livello locale.
Le conseguenze della politica assolutistica di Giacomo I consistettero in un rafforzamento delle corti giudiziarie e nell’aumento degli scontri con il parlamento.
Il programma assolutistico di Giacomo venne ripreso dal figlio Carlo I, il quale voleva concentrare nelle sue mani il potere del paese: tutte le decisioni venivano prese da un consiglio composto da fedelissimi del re, mentre la camera della corona si occupava dei nemici del re. Il re incontrò forti resistenze da parte del parlamento, il quale nel 1628, votò una richiesta di diritti secondo i quali il re non avrebbe potuto imporre nuove tasse senza il consenso del parlamento e non poteva fare arrestare i cittadini dalle sue guardie senza il consenso del magistrato.
Carlo I cercò di rafforzare la flotta finanziandola con il denaro ricavato dalla ship money, una tassa dovuta al re solo dalle città portuali. In campo ecclesiastico Carlo I e William Laud cercarono di imporre l’unificazione delle chiese anglicana e scozzese, imponendo un nuovo libro di preghiere(1637). Dopo il rifiuto Carlo I decise di imporre con la forza le sue decisioni convocò il parlamento, perché gli stanziasse il denaro, ma si rifiutò e il sovrano lo sciolse dopo poco tempo(parlamento corto). Gli sviluppi della guerra costrinsero il re a convocarne uno nuovo (parlamento lungo).
Il parlamento, composto da un gruppo di oppositori, chiese l’abolizione della ship money, la chiusura dei tribunali regi, la rimozione dei consiglieri del re, il diritto di veto dei parlamentari sulle nomine dei consiglieri regi e la richiesta di escludere i vescovi anglicani dalla camera dei lord.
Il re guidò una incursione armata a Westminster per arrestare gli oppositori, che però fuggirono a Londra , dove furono protetti dai loro sostenitori, che costrinsero il re a fuggire dalla città. Il conflitto istituzionale si trasformò in una guerra civile tra i sostenitori di Carlo I e quelli del parlamento.
L’alta aristocrazia, la gentry maggiore e i grandi mercanti si schierarono in prevalenza dalla parte del re, mentre i ceti intermedi, la gentry minore e la parte centro meridionale intorno a Londra sostenevano il parlamento.
Molta gente della società non prese parte alla guerra perché era esclusa dalla vita politica, inoltre alcuni pensavano che la vittoria del re avrebbe rafforzato l’assolutismo, mentre la vittoria del parlamento sarebbe stata accompagnata dal collasso delle istituzioni politiche.
In un primo tempo prevalse l’esercito del re, e per questo motivo il ruolo di riorganizzare l’esercito fu affidato a Oliver Cromwell, che stabilì l’incompatibilità tra seggio parlamentare e ruoli militari, in modo da togliere a molti parlamentari il ruoli di comando, affidandoli a ufficiali di rango inferiore. Il nuovo esercito sconfisse il re a Naseby e Carlo I di arrese agli scozzesi. Dopo il conflitto i parlamentari cercarono un compromesso con il re per salvare la monarchia ma limitandone i poteri. In campo religioso abolirono l’episcopato, adottarono il modello presbiteriano.
Tra gli ufficiali inferiori si diffusero idee simili a quelle sostenute dai livellatori, che chiedevano l’abolizione della monarchia e della camera dei lord e combatteva le grandi compagnie economiche.
Dopo la rivoluzione si accesero discussioni su chi avesse diritto al voto: secondo alcuni il voto doveva essere limitato a chi godesse di un reddito stabile e durevole (suffragio ristretto), mentre secondo altri il diritto di voto spettava anche ai non nobili e non ricchi perché anch’essi hanno una vita da vivere.
Nel 1648 Carlo I tentò di riconquistare il potere ma venne sconfitto da Cromwell e Preston; venne giudicato dal parlamento moncone, privo cioè dei membri alla ricerca di un accordo con il re, e venne giustiziato per aver attentato alla libertà del popolo inglese. Il parlamento abolì la monarchia, la camera dei lord e la chiesa anglicana e proclamò la repubblica.
Tra il 1649 e il 1658 il paese fu governato da Oliver Cromwell, che nei primi anni della repubblica cercò di domare le ribellioni degli irlandesi e degli scozzesi. Inoltre si rivolse contro i partigiani del re, i cattolici e i movimenti politici radicali.
Cromwell, con il tempo, portò la propria direzione politica in senso personale e autoritario: egli sciolse il parlamento e venne eletta una assemblea composta da parlamentari politicamente vicini a lui.
Nel 1653 Cromwell assunse il titolo di Lord Protector e governò con l’appoggio di un consiglio molto ristretto e con il sostegno dei capi dell’esercito. Inoltre ottenne il consenso della società inglese, perché Cromwell eliminò molti privilegi nobiliari, i diritti feudali, ridistribuì le terre sequestrate ai partigiani di Carlo I, favorì lo sviluppo delle manifatture inglesi e stabilì, con l’Atto di navigazione, che il commercio per e da l’Inghilterra doveva essere riservata alle navi inglesi, provocando un grave danno agli interessi olandesi. Ne seguì una guerra che spezzò il monopolio olandese in alcuni prodotti.
Alla morte di Cromwell fu ricostituito il lungo parlamento, al quale diede un contributo decisivo il generale Monk, che prese possesso di Londra nel 1660. Il lungo parlamento ristabilì la camera dei lord e indisse nuove elezioni, dalle quali uscì un parlamento bicamerale.
Il nuovo parlamento restaurò la monarchia e richiamò il figlio del re giustiziato, Carlo II Stuart, che ricostruì l potere della monarchia ma tollerando e collaborando con le due camere del parlamento. Venne sciolto l’esercito rivoluzionario e molte terre confiscate ai monarchici vennero restituite ai vecchi proprietari e concesse in affitto ai proprietari ai tempi di Cromwell.
La chiesa anglicana fu restaurata e riottenne i beni confiscati. Inoltre nel 1679 venne stabilito che i cittadini che venivano arrestati dalle guardie del re dovevano essere portati di fronte al magistrato.
Negli ultimi anni del regno di Carlo II, i rapporti tra re e parlamento diventarono nuovamente tesi perché il re fu sospettato di imporre la sua volontà e di cercare la restaurazione del cattolicesimo per rafforzare i rapporti con il re di Francia. Il conflitto si inasprì quando la corona passò al fratello di Carlo II, Giacomo II, che sospese le leggi contro le sette indipendenti.
Nel parlamento inglese si erano costituiti due raggruppamenti politici: i tories e i wighs. Entrambi erano espressione di un gruppo sociale ristretto comprendente la grande e piccola nobiltà e i ceti più bassi delle città. I due partiti erano concordi al sistema istituzionale tripartito e riconoscevano la monarchia e il ruolo del re, ma i tories erano partigiani della corona, mentre i wighs propendevano per la superiorità e la sovranità del parlamento. Di fronte al pericolo del ritorno dell’assolutismo monarchico di Giacomo II, il parlamento chiese l’intervento del protestante Guglielmo III d’Orange, che sbarcò in Inghilterra nel 1688 e costrinse Giacomo II a fuggire in Francia. Guglielmo III e la moglie Maria Stuard furono proclamati sovrani d’Inghilterra.
Il parlamento poté giustificare l’incoronazione di Maria Stuard e Guglielmo III d’Orange perché Maria Stuard era figlia di Giacomo II. I due sovrani dovetterero sottoscrivere una dichiarazione dei diritti che conteneva un elenco di violazioni compiute dagli Stuard contro le leggi e le prerogative del parlamento.
Per la prima volta,con la rivoluzione inglese un monarca accettava che il suo potere fosse limitato da precise norme. Lo stato inglese si era trasformato in una monarchia costituzionale, che con il tempo sarebbe diventata parlamentare.
L’Inghilterra sotto la guida di Guglielmo III d’Orange si alleò con l’Olanda per combattere la Francia. Il suo regno fu caratterizzato da risultati economici buoni per i ceti attivi e fu fondata la Banca d’Inghiterra.
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