La Rivoluzione Francese e Napoleone

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Testo

LA RIVOLUZIONE FRANCESE.
L’ASSALTO ALLA BASTIGLIA.
Il popolo, esasperato dalle ingiustizie e dalla miseria, non vuole più
Intendere nessuna ragione. Nelle campagne la rivolta è già in atto:
i contadini, che costituiscono la classe più sacrificata della nazione,
si danno ad uccidere i feudatari e a distruggere i loro castelli.
Impressionato Luigi XVI ordina un concentramento di truppe a
Versailles e a Parigi. Quando però a Parigi si viene a sapere che alla
domanda dell’Assemblea Costituente di ritirare le truppe il re ha
risposto negativamente, i parigini decidono di reagire. Saccheggiano
le botteghe degli armaioli per procurarsi le armi, essi danno l’assalto alla bastiglia (la fortezza nella quale erano tenuti i prigionieri politici.)
Dopo un sanguinoso combattimento, la folla parigina riesce a penetrare nella fortezza e libera i prigionieri. Impaurito da questa
Insurrezione popolare e con la speranza di evitarne altre più gravi,
Luigi XVI dichiara di schierarsi dalla parte del popolo. Ma anche
questa volta è troppo tardi: la maggior parte della cittadinanza è
ormai convinta che solo per mezzo di una grande rivoluzione sia possibile cambiare radicalmente l’organizzazione sociale della Francia.
In questo modo, seguendo l’esempio dei parigini, in quasi tutte le altre
città della Francia le popolazioni fanno scoppiare tumulti e rivolte.
I DIRITTI DELL’ UOMO E DEL CITTADINO
Intanto l’Assemblea Costituente, nell’intento di far tornare la calma
Tra il popolo, decide di affrettare alcune riforme, prima ancora di elaborare la Nuova Costituzione. Il 2 agosto 1789, essa vota una dichiarazione che stabilisce i diritti dell’uomo e del cittadino, ossia
quei principi che sanciscono l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte
alla legge.
Ecco alcuni tra i principi più notevoli che vi sono enunciati:
Gli uomini nascono liberi e uguali nei diritti
Tutti i cittadini hanno il diritto di concorrere
alla formazione della legge personalmente
e per mezzo dei loro rappresentanti.
La legge deve essere uguale per tutti.
Le imposte devono essere ugualmente ripartite
fra tutti i cittadini in proporzione alle loro sostanze.
Dopo l’assalto alla bastiglia, il re aveva dichiarato di aderire alle richieste del popolo, ora non può fare a meno di sancire la dichiarazione dei diritti. Ma intanto incitato dai nobili, egli va tramando contro il popolo: si accorda con i monarchi assoluti d’Europa, perché mandino i loro eserciti ad abbattere il regime rivoluzionario.
Anzi, la sera del 20 giugno dell’anno 1791, Luigi XVI travestito, tenta di fuggire all’esterno per meglio preparare il suo piano. Ma il tentativo fallisce: riconosciuto presso Varennes, il sovrano è ricondotto a Parigi.

IL TERRORE
Comandato da abili generali, l’esercito dei rivoluzionari riesce però a respingere il nemico: il 20 settembre 1792 sconfigge i Prussiani presso Valmy, costringendoli ad abbandonare la Francia, e il 6 novembre varca la frontiera e invade il Belgio.
Nello stesso giorno in cui giunge a Parigi la notizia della grande vittoria di Valmy il governo rivoluzionario proclama la repubblica.
Un mese dopo, Luigi XVI
è condannato a morte come
“ reo di cospirazione contro
la libertà della nazione e di
attentato contro la sicurezza
dello stato”. Il 21 gennaio
del 1793, è ghigliottinato a
Parigi sulla piazza della
Rivoluzione (l’attuale Place
de la Concorde).
L’uccisione del re produce
però un’immediata reazione
da parte dei più potenti
monarchi europei. Spagna,
Olanda, Portogallo, Russia
e Inghilterra si alleano con
l’Austria e alla Prussia nella
guerra contro la Francia.
La situazione si fa, di colpo,
gravissima. Mentre la
Francia è minacciata dal
l’avanzata degli eserciti
nemici, una parte del popolo
comincia a dar segni di
ostilità verso i rivoluzionari: essi sono accusati di aver provocato l’attacco delle nazioni europee con l’uccisione del re.
A Lione, nella stessa Parigi e soprattutto nella Vandea il popolo insorge. Allora i più feroci rivoluzionari decidono di agore con estremo rigore: istituiscono il “ Comitato di salute pubblica”, agli ordini di Massimiliano Roberspierre, con il compito
di condannare a morte tutti quelli sospetti di non
aderire ai principi della Rivoluzione.
In un anno, cioè dal luglio 1793 allo stesso mese del
1794, Robespierre manda alla ghigliottina migliaia
e migliaia di persone, senza nemmeno un regolare
processo. Questo periodo fu detto “il Terrore”.

NAPOLEONE BONAPARTE
INTELLIGENTE, OSTINATO E AMBIZIOSO
Se fosse nato qualche mese prima, Napoleone sarebbe nato italiano; infatti, quando egli venne al mondo, il 15 agosto 1769, era appena cessata la lotta dei Corsi contro le truppe francesi di occupazione. Napoleone, quindi, nacque francese; ma, naturalmente, era figlio di italiani. Sia il padre, Carlo Maria Bonaparte, che la madre, Maria Letizia Ramorino, discendevano da antiche famiglie toscane. Nacque in una vecchia casa del centro di Ajaccio, e fu il secondo di otto figli. Sua madre era amorosissima verso i figli, ma non era indulgente. D’altra parte, il giovane Napoleone da ragazzo era una peste: prepotente e manesco; però era anche molto intelligente e sensibile; mostrò subito passione per la matematica e per la storia. Napoleone studiò ad Ajaccio, e nel maggio 1779 entrò alla scuola militare di Brienne, nella Champagne. Il padre aveva deciso che egli sarebbe stato soldato e il ragazzo (aveva dieci anni) lo desiderava ardentemente. A Brienne questo ragazzo corso, chiuso, ostinato, orgoglioso, rimase cinque anni, durante i quali egli formò il suo carattere ed ebbe modo di capire quale fosse la sua vita: egli sarebbe andato molto lontano, sarebbe arrivato molto in alto.
GIOVANE UFFICIALE
Nel settembre del 1784 Napoleone ottenne un posto presso la “ Scuola Militare” di Parigi; vi rimase un anno e finalmente, il 28 ottobre 1785, a sedici anni, fu promosso sottotenente di artiglieria. “E’ un ambizioso che aspira a tutto” , era scritto sul suo attestato di esame.
Cominciò così la monotona esistenza di guarnigione; egli seguì il reggimento in varie città della Francia, mentre la Rivoluzione francese si andava propagando nel paese come un incendio.

GENERALE A VENTIQUATTRO ANNI
“ A causa delle ferite riportate dal capitano Dammartin eravamo rimasti senza di nessuno che potesse comandare l’artiglieria, ma abbiamo avuto un meraviglioso colpo di fortuna. Abbiamo incontrato il cittadino Bonaparte (un abile capitano della stessa arma) e gli abbiamo chiesto di occupare il posto di Dammartin “.Così scriveva il 26 settembre 1793 un deputato mandato dal governo francese a organizzare l’assedio di Tolone, che si era ribellata alle truppe rivoluzionarie. Tolone, appoggiata dalla flotta inglese, sembrava imprendibile;ma il giovane capitano Napoleone progettò un piano ingegnoso e audace, grazie al quale Tolone capitolò. La fortuna di Napoleone era fatta; poche settimane dopo il giovane che si era così distinto fu promosso generale di brigata: aveva 24 anni. Con questo grado, Napoleone nel 1794 partecipò alla campagna d’Italia e si fece conoscere per quello che valeva. Ed ecco il 1795,l’anno in cui cominciò la grande ascesa di Napoleone . Nell’ottobre di quell’anno, una parte della popolazione parigina, aizzata dai seguaci della monarchia e scontenta di come andavano le cose in politica, insorse contro la Convenzione (cioè il governo rivoluzionario). La rivolta armata scoppiò il 4 ottobre e a sera le cose si misero male per le forze governative, assalite da una folla inferocita; fortunatamente per il Governo, Napoleone, a capo di una batteria di cannoni si batte con coraggio e riuscì a fermare e poi a ributtare la folla degli insorti. La sua straordinaria fortuna cominciò la notte del 5 ottobre; il 26 era nominato comandante in Capo dell’Armata dell’interno.
IL PRIMO MATRIMONIO
Nei giorni successivi alla rivolta di Parigi, Napoleone conobbe una giovane signora, Giuseppina Jeauharnais, vedova di un generale ghigliottinato durante la Rivoluzione. Cinque mesi dopo, il 9 marzo 1796, egli sposava Giuseppina. L’11 marzo, solo due giorni dopo, partiva per la Campagna d’Italia. A questo punto la vita di Napoleone si trasforma in un susseguirsi di imprese giustamente definite “europee”.Quando nel ’96 giunse in Italia per assumereil comando, era atteso da rudi generali piùanziani di lui con molta diffidenza. Un comandante supremo di 27 anni… dopo l’incontro,erano tutti
senza fiato.Augereau, il più ostile,confessò a un collega:-Questo piccolo generale corso mi ha fatto paura.
Sapeva far paura, sì,maanche farsi amare fino all’incredibile. Napoleone sapeva anche parlare: sapeva trovare parole
semplici per i suoi soldati, autorevoli e secche per i generali e i re.
IL PERIODO PIÙ’ GLORIOSO
E
LA NASCITA DEL RE DI ROMA
Alla Campagna d’Italia seguì l’impresa
d’Egitto. Poi ci fu il periodo più glorioso:
quello delle guerre in Europa, fra il 1799
e il 1804, che condussero Napoleone al
l’impero. Nel 1809 egli si separò dalla
moglie Giuseppina e sposò nel 1810 la
principessa Maria Luisa d’Austria figlia
di Francesco II. Il 20 marzo del 1811
nacque il figlio di Napoleone, Napoleone
Francesco, il quale ebbe il titolo di “Re
di Roma”ma non salì mai al trono; la sua
vita fu breve e sventurata.

IL CROLLO
Trascorse un anno di quiete relativa, durante il quale Napoleone fu un tenero padre. Egli credeva ormai, con la nascita dell’erede, di avere consolidato il suo potere: stava invece per iniziare il suo tramonto. Nel 1812 ci fu la tragica Campagna di Russia.
Napoleone, il 22 giugno 1815,
abdicò proclamando imperatore
il figlio, che aveva solo quattro anni.
Il 29 lasciò Parigi e si avviò in
carrozza verso Rochefort bloccata
dalle navi inglesi. Salì sulla fregata
Inglese e inviò al principe reggente
inglese una lettera in cui dichiarava
di venire a porsi sotto le leggi
dell’ospitalità.L’Inghilterra aveva
in mano finalmente il suo mortale
nemico. Decise di isolarlo dal mondo civile e lo fece trasportare nell’isoletta di Sant’Elena, in pieno oceano atlantico nella quale visse per sei anni.
LA MORTE
Nell’autunno del 1819 la salute di Napoleone,
anche per il clima dell’isola, cominciò a
respingere. Nel luglio del 1820 cominciarono
le crisi di fegato e di stomaco, causando una
grave ulcera d’origine tubolare allo stomaco.
Nell’aprile del 1821 le condizioni di Napoleone
si aggravarono; poi, nella notte fra il 3 e il 4
maggio la situazione precipitò: tutti rimasero
alzati. Il giorno cinque, di mattino, l’imperatore
era fuori conoscenze rimase tutta la giornata
immobile con l’occhio fisso, mentre attorno a
lui i presenti tacevano, attanagliati sull’angoscia. La tomba di Napoleone
Alle 5,50 Napoleone morì. nel palazzo degli invalidi
a Parigi.

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