Dalla Rivoluzione francese a Napoleone

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Testo

LA RIVOLUZIONE FRANCESE
I valori che si affermano con la rivoluzione Francese segnano l’inizio dell’età contemporanea: 14 Luglio 1789; dal 1880 il 14 Luglio è la festa nazionale francese.
Godechot ha scritto nel 1956 “La grande nazione”. Parla del concetto di Rivoluzione Occidentale che si estende dall’area Americana a quella europea. La Rivoluzione occidentale si conclude nel 1848 con la primavera dei popoli, che è una rivoluzione in tutta Europa.
STOREOGRAFIA CLASSICA MARXISTA
Soboul e Lefebvre parlano di Rivoluzione borghese dicendo che la classe sociale che portò avanti la rivoluzione fu quella dei borghesi.
Lefebvre scrisse “La grande paura del 1789”
STOREOGRAFIA REVISIONISTA
Cobban (filosofo inglese) Furet e Richet (filosofi francesi) danno un’interpretazione dicendo che la Rivoluzione Francese fu guidata, oltre che dai borghesi, dai NOBILI ILLUMINATI i quali erano favorevoli alle riforme.
- Loro volevano una monarchia costituzionale come in Inghilterra.
La Rivoluzione Francese è considerata anche come un paradigma, cioè un modello da seguire per le successive rivoluzioni.
LE FASI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
1) La fase monarchico-costituzionale che va da 1789 al 1792 ed è a prevalenza borghese.
2) La fase repubblicano-democratica che è la fase della repubblica dei Giacobini che va dal 1792 al 1794. Il club dei Giacobini era guidato da Robespierre, il quale instaurò una vera e propria dittatura.
Essa era fondata dall’alleanza della borghesia avanzata (Giacobini) e le forze popolari (Sans Culottes)
3) La fase repubblicano-moderata che va dal 1794 al 1799. In questa fase c’è il trionfo della grande borghesia.

- La rivoluzione Francese trasformò il sistema di potere, i contenuti e i metodi della politica non solo in Francia ma in tutta Europa.
Con la presa della Bastiglia appaiono due fattori caratteristici della storia francese:
• il ruolo politico decisivo del popolo
• la dimostrazione che ciò che accade a Parigi, nonostante il potere fosse a Versailles, condiziona tutta la Francia.
La rivoluzione è scoppiata nel 1789; fra i tanti problemi del governo il più importante era l’incapacità di risolvere la crisi finanziaria. Vi erano così tanti debiti che si esigeva la tassazione dei ceti più alti, clero e nobiltà, i quali erano esenti; clero e nobiltà non accettavano di cominciar a far parte del Terzo Stato.
Nell’ Agosto del 1788 il re fu costretto alla convocazione degli Stati generali per il Maggio del 1789. L’obbiettivo era di restaurare l’antica rappresentanza dei ceti quindi si verificò una coincidenza degli interessi fra nobiltà e Terzo Stato; negli ultimi decenni infatti la nobiltà, sia di toga sia di spada, fu protagonista di un grande dinamismo politico.
• Il Terzo Stato rappresentava il 98% della popolazione francese. Su 24-25 milioni di abitanti i nobili costituivano solo l’1,5% e la chiesa lo 0,5%. Dunque il Terzo Stato accoglieva tutti coloro che non erano ne nobili ne ecclesiastici.
• Si formò il partito nazionale, che era formato da intellettuali del terzo Stato, da nobili illuminati e da alcuni esponenti del clero. Questo partito voleva una diversa procedura di voto, cioè non più per ordine ma per testa, e mirava all’eguaglianza politica e al benessere del popolo.
Il raccolto agricolo del 1788 fu pessimo quindi ci fu un aumento dei prezzi; ciò portò alla riduzione della capacità d’acquisto delle classi popolari e determinò una crisi produttiva e una diminuizione del numero degli occupati. Nel Marzo 1789 ci fu l’elezione a suffragio maschile dei deputati agli Stati Generali; i deputati del Terzo Stato erano tutti borghesi. Furono eletti nel Terzo Stato anche Sieyes e Mirabeau.
- L’abate Sieyes scrisse un opuscolo e lo intitolò “Che cos’è il Terzo Stato? Tutto!” “Ce cos’è stato fin ora nell’ordinamento politico? Nulla!”
Su quasi 300 rappresentanti del clero molti aderivano ai programmi del Terzo Stato ma vi erano anche i fautori del mutamento come Talleyrand. I difensori della società d’ordini invece erano i nobili fra i quali La fayette.
_ Dunque nella seduta inaugurale degli Stati Generali a Versailles del 5 Maggio, la maggioranza dei deputati era favorevole ad un rinnovamento delle strutture politiche e amministrative, ma non valeva niente finchè non venisse riconosciuto il voto per testa.
Il 17 Giugno il Terzo Stato si autoproclamò Assemblea nazionale.
Il 20 Giugno ci fu il giuramento della Pallacorda, col quale fu deciso dai deputati di non sciogliersi prima di aver dato alla Francia una costituzione; a questi deputati si aggiunse la maggioranza del clero dunque il re fu costretto a ordinare alla nobiltà e alla minoranza del clero di unirsi al terzo Stato.
Il 9 Luglio nacque dunque l’Assemblea nazionale costituente, cioè incaricata di preparare una Costituzione.
Il 13 Luglio cominciò a formarsi una Milizia borghese, chiamata “Guardia Nazionale” con a capo La Fayette; essa aveva lo scopo di tenere sotto controllo le iniziative popolari.
Il 14 Luglio un corteo popolare giunse sotto le mura del castello della Bastiglia, che era simbolo di assolutismo. Nella presa di Bastiglia irrompeva prepotentemente il popolo parigino, il quale era composto da piccoli commercianti, artigiani e poi da lavoranti, impiegati e qualche professionista.
Dunque vi è un progressivo sgretolamento dell’Ancien Regime e una nascita dei nuovi poteri; ciò fu favorito anche dalla sollevazione delle campagne.
Questo è il periodo della “grande paura”; furono assaliti castelli e incendiati gli archivi signorili dove c’era la documentazione dello sfruttamento feudale.
Dunque il 4 Agosto ci fu l’abolizione del feudalesimo.
Il 26 Agosto fu approvata la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, il quale si puo considerare come l’atto di morte dell’Ancien Regime.
La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
Nella Dichiarazione c’erano i principi fondamentali della LIBERTA’, dell’UGUAGLIANZA e della FRATELLANZA destinati all’umanità intera. Lo storico coevo Tocqueville e il contemporaneo Godechot ne sottolineano il carattere universalistico. Secondo lo storico Furet si ebbe una rottura spettacolare con il passato e l’inizio di un nuovo modo di pensare la società come “insieme di individui liberi e uguali sottomessi ciascuno all’autorità universale della legge”. La Dichiarazione si inspira al principio della separazione dei poteri e al principio della sovranità popolare (Rousseau).
_Vi era scarsità di generi alimentari quindi il 5 Ottobre un corteo di donne si diresse a Versailles per reclamare pane e per riportare a Parigi il re; il giorno successivo il re si spostò a Parigi.
Nel Novembre ci fu la requisizione dei beni ecclesiastici quindi fu l’ultima spinta per la decadenza dell’Ancien Regime.
Ci fu l’emissione di nuovi titoli di Stato, gli assegnati, ovvero cartamoneta garantiti dal valore delle terre espropriate; essi provocano la svalutazione della moneta e il rialzo dei prezzi.
Finirono le discriminazioni nei confronti dei protestanti, ai quali furono riconosciuti i diritti civili nel Dicembre 1789.
- Il 14 Luglio 1790 fu celebrato a Parigi l’anniversario della Presa della Bastiglia, la grandiosa “Festa della federazione”. La Fayette giurò l’unione tra loro francesi e tra i francesi e il re per la libertà, la costituzione e la legge. Il re giurò fedeltà alla nazione.
La libertà di stampa (art.11 della Dichiarazione dei diritti) aveva fatto si che si formassero diversi CLUB: ad esempio la Società dell’89 di tendenze moderate, la Società dei cordiglieri formata nel Luglio 1790 con posizioni radicali e infine quello dei Giacobini.
I Giacobini volevano esercitare un controllo sull’attività delle istituzioni; i personaggi più illustri fra i giacobini furono Robespierre e Brissot.
_Si parla di Rivoluzione borghese dato che la rivoluzione politica del Terzo Stato si stava organizzando come un regime politico di borghesi benestanti e proprietari terrieri, chiamati in genere notabili.
I cittadini furono divisi in ATTIVI e PASSIVI: quelli attivi dovevano avere un reddito di 24 lire e avevano i diritti civili e politici e quindi il diritto di voto, non tutti erano eleggibili; quelli passivi erano i più poveri, i civili ed erano esclusi dal diritto di voto.
- La Francia fu suddivisa in 83 dipartimenti; Parigi fu divisa in 48 sezioni o circoscrizioni, che corrispondevano ad altrettante assemblee elettorali.
Il regime politico che si stava definendo con le norme elettorali era un regime liberale, fondato sulla separazione dei poteri.
Fu previsto un Parlamento bicamerale composto da una sola camera, l’Assemblea legislativa della durata di 2 anni.
La Costituzione del ’91, approvata il 3 Settembre, sanciva la separazione dei poteri: potere esecutivo l’aveva il re ma sotto il controllo dell’Assemblea, il potere giudiziario era in mano ai giudici elettivi e quindi all’alta corte e alla Cassazione, il potere legislativo l’aveva l’Assemblea legislativa.
Il 20-21 Giugno 1791 ci fu la fuga del re; gesto che mostrò l’adesione ai programmi degli emigrati e della controrivoluzione. Quindi l’intento del re era quello di guidare dall’estero una restaurazione armata della vecchia Francia. Il re fu riconosciuto e fermato a Varennes e fu ricondotto a Parigi; da questo momento c’è la rottura fra il popolo francese e il proprio re.
_ Il 17 Luglio 1791 ci fu una grande manifestazione popolare a Parigi dispersa poi nel sangue.
_Nell’Agosto 1791 ci fu la famosa Dichiarazione di Pillnitz, città della Sassonia. L’imperatore d’Austria Leopoldo II e il re di Prussia dichiararono che erano pronti per l’intervento armato nel caso in cui la rivoluzione lasciasse i binari moderati.
“La dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” fu scritta dalla donna Olympe De Gouges nel 1791. Questo documento afferma i diritti della donna; Olympe fu ghigliottinata per aver dimenticato le virtù che convergono al proprio sesso.

Il 30 Settembre 1791 si sciolse l’Assemblea Nazionale costituente e il 1° Ottobre si riunì il nuovo parlamento, l’Assemblea legislativa, costituita da 250 deuputati moderati, 350 costituzionali e 136 giacobini. Nessuno di questi gruppi aveva un egemonia politica.
Dal Marzo 1792 il nuovo imperatore dell’Austria è Francesco II; lui era a favore della guerra. Il 20 Aprile 1792 fu dichiarata guerra dalla Francia all’Austria, soprattutto per volere dei girondini, per portare all’estero i problemi interni. Robespierre era contrario.
Allora il comandante dell’esercito austriaco minacciava una vendetta esemplare nel caso fosse recato oltraggio al re, ma l’iniziativa fu repressa dal popolo parigino, dai sanculotti, chiamati cosi perché non portavano i calzoni al ginocchio degli aristocratici e dei ricchi borghesi, ma calzoni lunghi. A essi poi si aggiunsero i FEDERATI.
Nel 1792 fu composta la Marsigliese, chiamata canto della libertà; essa diventò in seguito inno nazionale nel 1793 e sostituisce i vecchi inni reali.
Il 3 Agosto 1792, 47 sezioni parigine chiesero la deposizione del re. La mattina del 10 Agosto, sanculotti e patrioti federati giunsero fino al palazzo della Tuileries. Un primo assalto fu respinto da una scarica di fucileria, ma dopo il re fece ordinare il cessate al fuoco. Il re si rigufiò presso l’Assemblea legislativa la quale decretò la sospensione del sovrano dalle proprie funzioni e decise nuove elezioni a suffragio universale maschile (21 anni). Quindi è il trionfo della rivoluzione popolare e la rivincita dei cittadini passivi.
La nuova assemblea fu la Convenzione nazionale (Settembre 1792), ma il potere esecutivo fu esercitato fino al 1795 da organismi rilevanti come il Comune insurrezionale di Parigi, il quale tenne prigioniero Luigi XVI e organizzò un’armata di volontari contro i prussiani i quali si avvicinavano sempre più alla capitale.
Il 20 Settembre 1792, i Francesi sconfissero i prussiani a Valmy: vittoria molto importante perché per la prima volta un popolo in armi sconfiggeva una grande potenza.
Il giorno dopo Valmy ci fu l’abolizionedella monarchia da parte della Convenzione e fu proclamata la Repubblica. La Convenzione era stata eletta dalla Francia rivoluzionaria e nonostante il suffragio universale, aveva votato solo un decimo di 7 milioni di elettori. Inoltre i cittadini passivi, nonostante avessero diritto di voto, non parteciparono all’elezioni.
W. Goethe, scrittore tedesco disse:
“Da questo luogo e da questo giorno comincia una nuova era nella storia del mondo”
_I tedeschi erano stati sconfitti dai francese quindi riconosce il carattere universale della rivoluzione; è una rivoluzione fatta per il mondo.
L’assemblea fu egemonizzata agli inizi dai:
1. Girondini, partito della borghesia provinciale; essi avevano una posizione di destra dunque erano conservatori.
2. Montagnardi i quali avevano una posizione di sinistra, dunque progressisti.
3. Pianura e in modo dispregiativo chiamata palude, è il centro. Quelli della Pianura sono la maggioranza e determinano la vittoria o della destra o della sinistra.
I Girondini, cioè la destra, volevano evitare la condanna a morte del re, mentre i Giacobini, ovvero la sinistra, volevano la ghigliottina del re. I Giacobini volevano fare un’alleanza coi Sanculotti mentre i Girondini no; alla fine hanno ragione i Giacobini perché il re fu condannato a morte con 387 voti favorevoli e 334 contrari. Fu decapitato il 21 gennaio 1793. Luigi XVI era chiamato il re taumaturgo poiché si credeva curasse le malattie.
_La Francia era in guerra con tutti: Prussia, Inghilterra, Olanda, Spagna, Savoia, Regno di Napoli, Gran Ducato di Toscana e il papa.
Nel Marzo 1793 ci fu la rivolta contadina in Vandea (motto dei refrattari era “Dio e il re”).
Viste le tante difficoltà la Convenzione creò un Tribunale Rivoluzionario contro i sospetti e stabilì un maximum dipartimentale, ovvero un prezzo massimo dei cereali e della farina (provvedimento per il popolo).
Per rafforzare il potere esecutivo venne istituito il Comitato di salute pubblica. I girondini considerarono queste misure come un cedimento ai sanculotti e cercarono di indebolire il movimento popolare. Il 2 Giugno fu imposto alla Convenzione l’arresto di 29 deputati e di due ministri girondini. Dunque prendono il potere i Giacobini e la conseguenza è la rivoluzione federalista fatta dai dipartimenti.
Capo dei Giacobini è Robespierre, leader del Comitato di salute, formato da 9 persone e che aveva il potere esecutivo.
L’ideologia politica dei Giacobini discendeva dalle teorie democratiche degli illuministi, soprattutto di Rousseau (volontà generale).
Dal punto di vista economico Giacobini e Sanculotti volevano una società di piccoli produttori, contadini, artigiani e proprietari dei mezzi di produzione.
Quindi vi è un modello di democrazia totalitaria ovvero una specie di dittatura.
_Gli strumenti dell’egemonia giacobina furono il governo rivoluzionario e il Terrore, ovvero l’eliminazione fisica degli avversari politici o sospetti tali.
Fu emanata la Costituzione democratica del ’93; nell’Agosto fu decretata la leva di massa e giovani generali, ad esempio Napoleone, assunsero il comando. D’ora in avanti l’esercito è importante per la Francia.
Costituzione democratica del ’93: proclamata il 24 Giugno del 1793 e fu ratificata da un plebiscito popolare. E’ conosciuta come la Costituzione dell’anno primo. Questa Costituzione non fu mai applicata; stabiliva il suffragio universale maschile con un minimo di età di 21 anni.
I provvedimenti dei Giacobini:
• Soppressione del riscatto dei diritti feudali
• Viene stabilita la pena di morte per gli accaparratori e per gli speculatori
• La vendita in piccoli pezzi dei beni degli emigrati, i quali erano i nobili che erano scappati
_Rispetto alla dichiarazione del 26 Agosto 1789, la Dichiarazione del 1793 ha un più accentuato carattere democratico e sociale.
Vengono aggiunti il diritto all’istruzione, all’assistenza, al lavoro e alla ribellione, che viene chiamata sacro dovere. Il POTERE LEGISLATIVO viene affidato ad un’assemblea eletta ogni anno con il suffragio universale maschile. (SISTEMA MONOCAMERALE)
La legge del 17 Settembre sui sospetti segna l’inizio del Terrore: bastava essere sospettati per essere condannati a morte. Dunque i carceri si riempirono e i tribunali e la ghigliottina lavoravano senza tregua. A Parigi fu decapitato anche Brissot.
I Cordiglieri promossero un’ opera di scristianizzazione: furono distribuiti simboli religosi, si diffuse il culto dei martiri rivoluzionari, vennero celebrate feste alla dea Ragione e fu introdotto il calendario repubblicano o rivoluzionario. La scristianizzazione non ebbe l’appoggio di Robespierre poiché era un deista; egli nel Maggio del ’94 impose il culto dell’Essere supremo.
Danton, ex giacobino che non era d’accordo con Robespierre, pagò con la testa.
La legge del 22 pratile (10 Giugno ’94) inaugurò il cosiddetto Grande Terrore.
Il 9 termidoro Robespierre e altri suoi seguaci furono messi sotto accusa dalla Convenzione e furono arrestati.Il 10 termidoro furono giustiziati senza processo e il giorno successivo molti robespieristi salirono al patibolo.
- Il 1° Vendemmiano, 22 Settembre 1792 è l’equinozio di autunno ovvero la stessa durata del di e della notte; è simbolo dell’uguaglianza di tutti gli uomini.
Dopo la caduta di Robespierre fu smantellata la struttura di potere giacobina e fu attenuato l’accentramento del potere esecutivo.
Vi fu l’elaborazione della Costituzione del ’95 ovvero Costituzione dell’anno III, la quale riprese in molti punti quella del ’91. Con essa si ritorna al decentramento amministrativo e al suffragio censitario, ovvero basato sul reddito. Si parla di divisione dei poteri: il potere esecutivo al DIRETTORIO che è composto da 5 membri che nominava i ministri, il potere legislativo è affidato a 2 camere (bicameralismo) che sono il Consiglio degli Anziani e il Consiglio del 500. I membri della Costituzione decisero che la Francia doveva essere governata dai migliori ovvero dai proprietari e dai più istruiti e quindi dai più interessati al mantenimento delle leggi. La Costituzione del ’95 fu ANTIDEMOCRATICA.
- La congiura degli eguali: l’obbiettivo era quello di instaurare una dittatura temporanea e costruire una società caratterizzata dalla proprietà comune dei beni (comunismo agrario).
Secondo i capi Babeuf, chiamato gracco, e Buonarroti, la Rivoluzione doveva essere attuata da un’elitè di intellettuali rivoluzionari di professione ( questa idea sarà poi ripresa da Lienin e portò il potere comunista in Russia).
Un’altra idea che fu poi ripresa da Marx è quella della dittatura del proletariato.
Nasce un nuovo concetto, il concetto di patria. I patrioti sono gli intellettuali appartenenti alla media borghesia che sono a favore dei principi (uguaglianza, libertà, fratellanza). Essi erano divisi in moderati, i quali avevano come modello la Costituzione del ’95, e democratici, i quali avevano come modello la Costituzione del ’93 voluta dai Giacobini e Robespierre; i democratici vogliono il suffragio universale ma i moderati no, poiché vogliono il suffragio più o meno allargato ma sempre censitario.
I patrioti erano chiamati dai conservatori giacobini, ovvero individui socialmente pericolosi.
Le conseguenze: Il Terrore divise i fautori della rivoluzione in liberali, i quali erano inspirati dalla Costituzione del ’95, e democratici che erano inspirati dalla Costituzione del ’93.
Edmund Burke è un liberale che nel 1790 ha pubblicato “riflessioni sulla rivoluzione in Francia” e ha dato un giudizio negativo dicendo: la Rivoluzione inglese è migliore perché non ci fu spargimento di sangue, i francesi hanno esagerato e hanno ucciso il re.
_ La Rivoluzione determinò un nuovo dinamismo nei rapporti politici in tutta Europa e influenzò molto anche i paesi vicini: ad esempio il Belgio fu annesso alla Francia, l’Olanda si trasformò in Repubblica batava, in Italia il centro più attivo di organizzazione rivoluzionaria si costituì in Liguria sotto l’influenza dell’occupazione francese e la guida di Buonarroti.
_ Lo storico inglese John Stuart Woolf e l’italiano Giorgio Candeloro dicono che nel triennio giacobino si possono individuare le origini del Risorgimento Italiano. Appunto “Il risorgimento italiano” è l’opera del 1981 di Woolf. I Francesi con le loro idee hanno reso più veloce questo processo.
Il direttorio rafforzò la politica d’espansione francese in Europa.
Nel 1796 il comando dell’armata d’Italia fu affidata al generale Napoleone Bonaparte. Nacque nel 1796 ad Ajaccio, in Corsica, da una famiglia della piccola nobiltà che si era schierata con Paoli nella lotta contro Genova per l’indipendenza dell’isola; la Corsica passò nelle mani della Francia nel 1768, infatti è nato francese per un solo anno.
Fra il ’91 e il ’93 Napoleone si impegnò politicamente in Corsica, prima come alleato e poi come nemico di Paoli. Divenne GENERALE nel 1793.
I suoi superiori dicevano che Napoleone voleva comandare e che non sopportava essere secondo a nessuno!
La campagna d’Italia mise in luce le sue qualità di comandante militare: riuscì a tenere unite le sue forze e a dividere quelle nemiche.
Il 15 Maggio, sconfitti i piemontesi e gli austriaci entrò trionfalmente a Milano. Con il trattato di Campoformio del 17 Ottobre 1797 la Francia ottenne la Lombardia e l’Emilia e la riva sinistra del Reno, invece fu ceduta la repubblica veneta all’Austria; la repubblica di Venezia smise di esistere.
Nel Dicembre 1796 fu creata in Emilia e Romagna la Repubblica cispadana, ovvero al di la delle alpi , la cui capitale era Milano; essa aveva un esercito, un governo e una bandiera cioè il tricolore.
Nel 1797 si formarono le Repubbliche ligure e la Repubblica cisalpina, con la quale a Luglio si fuse la cispadana.
_ Nel 1798 i francesi intervennero a Roma e proclamarono la Repubblica romana la quale era costituita da Lazio, Umbria e Marche. Alla fine del 1798 il Regno di Napoli attaccò la Repubblica romana, ma successivamente Napoli fu occupata da Championnet il quale vi proclamò la Repubblica partenopea nel Gennaio 1799.
_ I francese per la prima volta fecero i censimenti.
Quando il controllo francese sull’Italia cominciò a vacillare ci furono numerosi episodi di sollevazioni popolari tra il ’98 e il ’99 , la cosiddetta insorgenza. Nel 1799 vi è la fine della Repubblica partenopea.
Interpretazioni storeografiche della fine della repubblica partenopea
L’interpretazione più importante è quella del coevo Vincenzo Cuoco, scrittore molisano che fu poi esiliato per avere aderito alla repubblica napoletana. Cuoco interpreta la rivoluzione napoletana come una rivoluzione passiva: infatti secondo lui si tratta di una rivoluzione importata dall’estero che non aveva trovato l’appoggio e suscitato il coinvolgimento delle masse popolari. Fu una rivoluzione passiva perché subita dal popolo e caratterizzata dalla profonda frattura sociale e culturale fra quest’ultimo (la grande maggioranza) e il ristretto gruppo dei patrioti.
I patrioti italiani infatti non erano riusciti a coinvolgere i contadini, i quali identificavano i giacobini con i proprietari. I contadini infatti volevano la terra e invece il messaggio dei patrioti erano astratti.
Questa difficoltà della borghesia progressista a realizzare una politica capace di attrarre il popolo peserà su tutto il Risorgimento e sulla storia dell’Unità Italiana.
Contro l’interpretazione del Cuoco si scaglia lo storico contemporaneo Renzo De felice con (L’Italia giacobina ne 1965). Secondo De Felice la passività dei contadini è un risultato e non un punto di partenza. Quando arrivarono i francesi, il popolo era a favore delle riforme ma, quando i francesi si trasformarono da liberatori in conquistatori, il popolo si ribellò.
_ Nella primavera dell’86 fu concesso dal Direttorio a Napoleone di organizzare una spedizione contro l’Egitto. Forse l’obbiettivo era allontanare da Parigi un personaggio ormai diventato troppo ingombrante. Bonaparte sconfisse i Mamelucchi (setta militare dominante in Egitto) nella battaglia delle Piramidi (21 Luglio); ciò diede ancor più fama a Bonaparte.
Pochi giorni dopo l’ammiraglio inglese Nelson sorprese la flotta francese di fronte ad Abukir e la distrusse; quindi si isolarono i francesi.
Quindi c’è un’alleanza generale contro la Francia da parte di Inghilterra, Russia e Impero turco. Dunque mentre Bonaparte si dedicava all’amministrazione del paese occupato, in Italia e in Germania i francesi cominciarono a ripiegare sotto l’attacco degli austro-russi.
Le difficoltà militari aprirono a Parigi ancora una crisi politica e i giacobini ripresero slancio.
_ A metà Ottobre Bonaparte tornò a Parigi; Napoleone divenne l’elemento indispensabile a un nuovo colpo di Stato.
Il 18 Brumaio (9 Novembre) 1799 i deputati vennero trasferiti a Saint-Cloud nei pressi della capitale, sotto protezione militare. Il 19 Napoleone impose con le armi una riforma costituzionale; i deputati volevano una commissione esecutiva con pieni poteri composta dai tre consoli della Repubblica francese, Sieyes, Ducos e Bonaparte.

NAPOLEONE
Il 2 Dicembre del 1804 napoleone incoronò la nuova imperatrice, sua moglie Giuseppina. Vi erano due elementi di grande novità: l’autoincoronazione poiché lui stesso incorona la moglie, e la formula “imperatore dei francesi” che è un vincolo tra l’imperatore e il suo popolo.
L’ascesa al potere di Bonaparte venne sancita dalla nuova Costituzione dell’anno VIII, che entrò in vigore alla fine del 1799.
Bonaparte si fece nominare 1° console, infatti il potere esecutivo fu attribuito a quest’ultimo. Il potere legislativo venne affidato ad un Consiglio di Stato, ad un tribunato il quale discuteva le leggi ma non poteva votarle, a un corpo legislativo il quale votava ma non poteva discuterle, e a un senato conservatore che controllava la costituzionalità delle leggi. I membri di queste camere erano scelti dai consoli, quindi da Napoleone, ed erano tutti notabili. Anche i magistrati che avevano il potere giudiziario erano designati dal primo console ovvero Napoleone. Il primo console inoltre nominava i sindaci e i prefetti, ovvero i capi dei dipartimenti.
I mutamenti avvenuti furono poi sanzionati da un plebiscito popolare.
_ La Costituzione dell’anno VIII ricevette 3 milioni di “si” e poco piu di 1500 “no”; al voto però non parteciparono più di 4 milioni di cittadini.
E.J. Hobsbawm, storico inglese, ha detto che la fonte del suo potere era il potere militare. Ha scritto “Le rivoluzioni generali”.
Napoleone cercava il consenso di tutti, quindi sceglieva borghesi ma anche persone dell’antico regime, ad esempio i PREFETTI i quali furono il principale strumento della centralizzazione burocratica e amministrativa.
_ Fu prestata attenzione all’ISTRUZIONE PUBBLICA, media e universitaria. Venne potenziata l’Ecole polytechnique ma la struttura fondamentale dell’insegnamento pubblico furono i licei i quali avevano un compito di diffondere una cultura generale, soprattutto classica e letteraria, al nuovo ceto dirigente.
Lo stato ebbe compiti di assistenza sociale e sanitaria e anche del controllo dei mendicanti.
Napoleone fece fuori l’opposizione e inoltre in questo periodo furono deportati i giacobini più accesi alle Seychelles.
_ Nella primavera del 1800 Napoleone riuscì a prevalere sugli austriaci a marengo (Giugno 1800). Dopo ulteriori sconfitte l’Austria firmò la pace di Lunéville nel febbraio 1801, che riconosceva la ricostituzione della Repubblica cisalpina e la cessione definitiva alla Francia della riva sinistra del Reno.
Dopo il ritiro della Russia dalla coalizione antifrancese, il conflitto rimaneva aperto con la sola Inghilterra.
Con la pace di Amiens del 1802 si stabilì che la Francia restituisse l’Egitto all’impero ottomano, che l’Inghilterra riconoscesse le conquiste francesi in Europa. Con Amiens dunque ebbe inizio l’unico periodo di pace tra Francia e Inghilterra.
_ Per garantire un equilibrio politico, Napoleone riteneva che si dovesse eliminare la frattura con la Chiesa di Roma. Con il concordato del Luglio 1801 il nuovo pontefice Pio VII riconosceva la Repubblica francese e la vendita dei beni nazionali. Tutti i vescovi furono sostituiti da altri nominati dal Primo console; essi dovevano giurare fedeltà alla repubblica ma fu concesso loro di nominare direttamente i parroci. Quindi si capisce che la religione rafforza il potere; la chiesa in cambio guadagnava qualcosa.
Bonaparte propose un plebiscito sulla trasformazione della sua carica in consolato a vita. Contemporaneamente furono estesi i poteri al Primo console, il quale poteva anche designare il proprio successore.
_ Nel 1804 ci fu la promulgazione del Codice civile napoleonico. E’ chiamato napoleonico perché lo stesso Napoleone affermò: “la mia vera gloria non è nelle vittorie ma nel codice”; quindi segna un avanzamento rispetto alla legislazione prerivoluzionaria. Fu chiamato la Bibbia della nuova società e stabilì la proprietà privata, la laicità dello stato, la certezza del diritto, la libertà di coscienza e di religione, l’abolizione del feudalesimo, la libertà di lavoro e l’uguaglianza giuridica. Inoltre venne mantenuto il divorzio poiché Napoleone non aveva avuto ancora figli con la moglie, e quindi meditava già il divorzio.
Lo storico Godechot sottolinea però, oltre gli elementi positivi, quelli negativi e soprattutto l’ineguaglianza della donna rispetto all’uomo: ad esempio il delitto d’onore, il quale è scusabile se lo commette l’uomo, e invece senza scuse se lo commette la donna.
La donna è considerata inferiore e sotto la tutela del padre e del marito. La famiglia è concepita da Napoleone ad immagine dell’Impero ed è fondata sul principio di AUTORITA’: la moglie deve obbedire al marito, e i figli devono obbedire al padre (FAMIGLIA PATRIARCALE).
_ Napoleone eliminò gli uomini politici che gli davano fastidio. La minaccia più consistente veniva dai sostenitori della monarchia appoggiati dall’Inghiltera.
Due mesi dopo Napoleone si fece nominare imperatore dei francesi, dando cosi inizio a una nuova dinastia.
Fu approvata la Costituzione dell’anno XII e il papa Pio VII fu costretto a partecipare alla cerimonia dell’incoronazione, il 2 Dicembre 1804, nella cattedrale di Notre Dame. Napoleone prese la corona dalle mani del papa e se la pose sul capo, quindi poi incoronò la moglie Giuseppina.
Occorrono 5 anni per fare accettare il nuovo Impero a tutta l’Europa, ma non all’Inghilterra. Furono 5 anni di guerre, la vittoria più grande fu quella di Austerlitz sugli austro-russi il 2 Dicembre 1805.
All’Austria Napoleone impose la soppressione del Sacro romano impero (962-1806); al posto dell’Impero fu creata nel 1806 la Confederazione del Reno, ovvero una confederazione degli stati tedeschi.
_ In Italia la Repubblica italiana fu trasformata in Regno d’Italia (1805): Bonaparte venne a Milano per prendere la corona ferrea dei Longobardi, poi andò via e nominò vicere Eugenio Beauharnais. La Toscana, una parte dello Stato pontificio con Roma, il Lazio e l’Umbria furono annessi alla Francia. Venne restituito il Veneto con Venezia, quindi vi è il riscatto di Campoformio. Il Regno di Napoli fu concesso prima al fratello di Napoleone, Giuseppe, poi al cognato Gioacchino Murat. Nel regno di Napoli venne fatta la Legge di eversione della feudalità.
In tutti i paesi del continente sottomessi, alleati o controllati, Napoleone aveva imposto (1806) il divieto di mantenere relazioni commerciali con l’Inghilterra. Il blocco continentale mirava dunque alla distruzione della potenza inglese, che sembrava impossibile raggiungere sul piano navale dopo la sconfitta di Trafalgar il 21 Ottobre 1805; il blocco continentale alla fine si rivelò un fallimento perché colpì la stessa Francia.
Nel 1809 Napoleone dichiarò decaduto il potere temporale dei papi.
Tra il 1810 e il 1812 Il Grande Impero, ovvero Francia e Stati vassalli, raggiunse la sua massima estensione.
_ L’Impero napoleonico era fondato sulla supremazia e sul dominio militare. Napoleone vinceva ovunque andasse perché aveva una personalità forte e perché i soldati che combattevano erano convinti di lottare per la libertà.
Il sistema francese, secondo il quale ogni cittadino era anche un soldato, dimostrò buone capacità di funzionamento; erano esclusi dall’arruolamento gli uomini sposati, mentre i più agiati potevano pagarsi un sostituto. Quindi venivano favoriti i ceti borghesi.
Tutti gli stati vassalli adottarono il modello francese dello stato accentrato che comporta l’abolizione dei privilegi delle aristocrazie, della Chiesa cattolica e delle antiche corporazioni. Questo modello si differenzia da quello inglese, basato invece sull’autogoverno delle comunità locali.
_ Nel 1806 ci fu l’umiliante disfatta a Jena.
Johann Gottlieb Fichte nei “Discorsi alla nazione tedesca” spronava il popolo tedesco a trovare le sue tradizioni. Dice vi è una superiorità dello stato tedesco di tipo culturale e religioso ma non militare.
_ Nel 1811 Napoleone cominciò a preparare la guerra contro la Russia senza presentire le difficoltà e i rischi dell’impresa.
I russi furono sconfitti a Borondino (12 Settembre) e pochi giorni dopo ci fu la conquista di Mosca; essa però non fu uno scontro decisivo infatti Napoleone fu costretto a ordinare la ritirata a Ottobre.
Nel 1813 tutta l’Europa era contro la Francia. Si costituì una coalizione fra Inghilterra, Russia, Prussia e Austria in seguito.
La guerra culminò a Lipsia nella battaglia delle nazioni (16-18 Ottobre 1813). Parigi fu occupata alla fine del Marzo 1814.
Il 6 Aprile Napoleone abdicò e i vincitori gli assegnarono il possesso dell’Isola d’Elba. Sul trono di Francia quindi ci andò Luigi XVIII, il quale concesse una Costituzione a suffragio universale molto ristretto. Contemporaneamente il congresso di Vienna ridefiniva i confini d’Europa.
_ Successivamente il malcontento degli strati popolari nei confronti del nuovo re, convinsero Napoleone a ritornare in Francia. Infatti ci fu una marcia imperiali verso Parigi e venne costituita di nuovo la Costituzione imperiale dell’anno XII.
A Waterloo in Belgio il 18 Giugno, la resistenza degli inglesi del duca di Wellington consentì ai prussiani di intervenire e sconfiggere i francesi. Fu l’ultima battaglia di Napoleone. Egli fu deportato sull’Isola si Sant’Elena dove morì il 5 Maggio 1821. L’illusione quindi era durata solo 100 giorni.
INTERPRETAZIONI STOREOGRAFICHE DELLA FIGURA DI NAPOLEONE
Valutando complessivamente la figura di Napoleone, gli storici affermano che Napoleone introdusse la legislazione francese nei paesi conquistati che avevano delle leggi molto arretrate: la sua opera era dunque modernizzatrice, anche se si comportò da dominatore.
Il suo intervento mise comunque in moto un processo di rinnovamento irreversibile.
Secondo lo storico Lefebvre, Napoleone ha favorito l’ascesa della borghesia. Antonio Gramsci parla di “Cesarismo progressivo” perché Napoleone si inspira all’Impero romano ma vuole anche il progresso.
Lo storico francese Godechot nella sua opera “le due faccie della grande nazione” parla dei principi dell’89 come di un ideale da raggiungere.
Lo storico russo Tarle definisce Napoleone come colui che liquidò la rivoluzione perché determinò la sconfitta definitiva delle forze popolari.
Letture pag:
• 364-367 (Dichiarazione dei diritti dal 1789 al 1793)
• 368-369 (Dichiarazione dei diritti e dei doveri del 1795)
• 414-415 (Matrimonio e divorzio del codice civile)
• 420-421(Emmanuel de Las Cases)

Esempio



  


  1. Giuseppe

    Codice napoleonico


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