La caccia alle streghe

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Testo

La caccia alle streghe

Tra il XIV e il XVII secolo dilaga in Europa un fenomeno che domina l’immaginario collettivo di quei secoli: la caccia alle streghe.
Magia e stregoneria nell’alto medioevo sono fenomeni legati alla sopravvivenza di mentalità arcaiche e qualche volta pagane: fatti legati soprattutto al mondo della vita di campagna o in zone geograficamente e culturalmente marginali come i Pirenei Francesi e l’arco alpino italiano.
La situazione religiosa e l’insicurezza collettiva suscitata da carestie, dalla peste e dalle rivolte durante il trecento provocano una vera e propria lotta contro la stregoneria, che diviene il “capro espiatorio” a cui attribuire l’origine di ogni male.
Nel 1484 il Papa Innocenzo XIII promulga una bolla, incaricando Heinrich Kramer e Jacob Sprenger, due inquisitori, di condannare e punire i “peccatori”.A tal fine i due dominicani scrivono il “Malleus maleficarum”, un vero e proprio manuale dell’inquisitore in cui si spiegano i malefici operati dalle streghe, i mezzi per riconoscerli, i sistemi per interrogare e tutte le varie e crudeli torture per estorcere le confessioni. In questo testo si nota, con maggior rilievo, l’importanza del ruolo della donna che è la protagonista di questa realtà. Si crea infatti una psicosi legata al binomio donna-strega. La paura dalla strega nasce dal fatto che s’immagina un complotto tramato dal diavolo con la complicità di esseri umani.Si sviluppano poi da qui una serie di fantasie demoniache che vedono le donne legate sessualmente ai demoni che si impossessano dei loro corpi e delle loro anime attraverso il rapporto sessuale.
Contemporaneamente la donna viene respinta ai margini della società religiosa, non le è permesso addirittura partecipare a qualsiasi funzione in questo ambito.Contro questo allontanamento da Dio s’ipotizza che le donne instaurassero una mediazione con il demonio.Causa questa ipotesi incomincia un antifemminismo estremo, incomincia quindi la lotta e la caccia alle streghe.Si apre così un circolo vizioso tra gli inquisitori che credevano nella diabolicità delle streghe e le streghe che credevano nella propria diabolicità. Le presunte streghe non erano altro che donne comuni con qualche vaga nozione di erboristeria che nella comunità avevano il ruolo di guaritrici. Non a caso i malefici imputatigli riguardavano soprattutto la salute e la procreazione.Dai processi risulta inoltre, che si colpivano le frange più deboli della popolazione: vedove, donne sole, vecchi, mammane, malati, storpi vagabondi, senza famiglia, eretici di varia natura.
Questa situazione venne modellata molto bene dalla Chiesa cattolica, e poi sfruttata da tutte le autorità religiose e civili come strumento per schiacciare i diversi tipi di opposizione.
Ritornando al “Malleus maleficarum” possiamo capire il perché le donne erano considerate più propense all’instaurazione di un dialogo con il demonio. Innanzitutto le donne sono molto più credule degli uomini e poiché il demonio cerca di corrompere la fede ,egli attacca le prime. Le donne sono di natura più impressionabili e più pronte ad accettare gli influssi degli spiriti. Infine le donne hanno una lingua immonda.Secondo gli studiosi le donne, per quanto riguarda l’intelligenza e la comprensione delle cosa spirituali,appartengono ad una natura diversa da quella degli uomini.
In realtà la ragione naturale è che la donna è più carnale dell’uomo e questo si vede dalle sue molte perversioni. La creazione della prima donna, come è noto a tutti, è stata fatta con una costola ritorta e curva, opposta a quella dell’uomo: deriva quindi, secondo una concezione maschilista, che la donna è un “animale imperfetto” e quindi ingannevole.Lo si è visto con la moglie di Sansone o con la donna che accusa ingiustamente Giuseppe. Ci sono poi nel libro numerose citazioni di storici del passato come Crisostomo, Cicerone, Catone e Seneca, che descrivono la donna come qualcosa di diabolico, malvagio, dannata, nemica dell’amicizia, malanno di natura dipinto di colori buoni, rosa che però sotto la porpora nasconde molte spine. Dunque una donna che per natura è malvagia è portata più facilmente a dubitare nella fede. Il testo conclude assicurando che è appunto per tutti questi motivi che ci sono così tante streghe fra le donne. Vennero barbaramente torturate e uccise con i sistemi più atroci tra il 1560 e il 1630 circa ventimila persone, soprattutto donne, con la sola colpa di essere donne, che ignoravano talaltro ogni forma di stregoneria.

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