Johan Sebastian Bach.

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Categoria:Storia

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Testo

Joan Sebastian Bach

La vita
L’opera di Bach si colloca nella prima metà del Settecento e nell’ambito dello stile barocco.
Bach nasce nel 1685 ad Eisenach, nella Turingia, da una famiglia di musicisti - nell’albero genealogico dei Bach se ne contano oltre 80 - e compie l’apprendistato sotto la guida del fratello maggiore.
Sino al 1708 ricopre incarichi di organista nelle cittadine di Arnstadt e Mühlhausen; intanto studia incessantemente opere del repertorio italiano, francese e tedesco e viaggia a scopo d’istruzione. Si reca persino, e a piedi, a Lubecca per ascoltarvi l’anziano organista Dietrich Buxtehude.
A 23 anni viene assunto alla corte di Weimar retta dal principe Guglielmo Ernesto; la sua produzione in quest’epoca è dominata soprattutto da opere per organo e clavicembalo. La nomina a direttore dell’orchestra di corte, avvenuta nel 1714, comporta per lui il nuovo obbligo di comporre con cadenza regolare anche cantate per il compleanno del principe e per il nuovo anno.
Nel 1717 passa alla corte di Köthen, dove nel 1721 sposa in seconde nozze Anna Magdalena Wilcke; dai due matrimoni Bach avrà in tutto 20 figli, alcuni dei quali eccellenti musicisti. La splendida orchestra attiva presso la corte gli offre la possibilità di scrivere gran parte della sua produzione per orchestra e per strumenti solisti, cui si devono aggiungere i numerosi brani concepiti a scopo didattico per l’istruzione musicale dei figli e di Anna Magdalena.
Dal 1723 alla morte Bach vive a Lipsia, dove è chiamato a dirigere il coro della chiesa di San Tommaso. Lipsia è in questi anni una città intellettualmente e musicalmente assai vivace, con una prestigiosa università, case editrici e numerose associazioni culturali. Tra queste il Collegium Musicum, che promuove esecuzioni musicali nei locali pubblici; Bach ne diviene direttore nel 1729 e vi rimane sino ai primi anni ’40. Risalgono al periodo di Lipsia la gran parte delle cantate sacre di Bach - se ne sono conservate oltre 200 - e le grandi opere liturgiche: la Passione secondo Matteo, la Passione secondo Giovanni, l’Oratorio di Natale, la Messa in Si minore.
Gli ultimi anni sono segnati dalla disillusione e da un senso crescente di isolamento: gli ideali artistici di Bach entrano col clima illuministico che si va diffondendo e che abbandona le tradizioni religiose per una cultura musicale, sostanzialmente laica e aperta al mercato.
Nel 1747 Bach diviene membro della Società delle scienze musicali fondata a Lipsia da Lorenz Mizler per promuovere ricerche scientifiche sulla musica. Emblema di questa fase estrema, e insieme vertice della creatività bachiana, sono l’Offerta musicale e l’Arte della fuga. La prima, dedicata a re Federico II di Prussia, è una raccolta di tredici brani basati su un tema proposto a Bach dal re in persona durante un incontro avvenuto a Potsdam nel 1747. La seconda, rimasta incompiuta, tratta delle varie tecniche del contrappunto elaborate nel corso di una tradizione di tre secoli.

Le caratteristiche dell’opera di Bach.

Straordinaria fu la varietà della produzione di Bach per i suoi incarichi professionali: in luoghi come Köthen prevale la produzione strumentale, a Lipsia viceversa il compositore si trova a dover scrivere per la chiesa di San Tommaso una nuova cantata sacra ogni settimana.
Inoltre Bach seppe adoperare tecniche compositive diverse. L’opera di Bach è una sintesi ideale dei generi e degli stili del suo tempo classificati per nazioni (stile italiano, francese, tedesco).
Spinto da una inesausta curiosità Bach già da ragazzo si familiarizza con lo stile italiano - basato sulla cantabilità ariosa - trascrivendo per organo i concerti di Vivaldi e utilizzandone l’idioma in composizioni proprie (Concerto italiano per clavicembalo); oppure modella sullo stile francese - caratterizzato dal tono solenne, dall’inserimento di danze tipiche come la bourrée, la sarabanda, la giga, il minuetto.
La terza caratteristica è l’abilità tecnica della musica di Bach.
Bach è un virtuoso eccezionale e nel corso della sua attività di direttore di gruppi vocali e strumentali esige dai suoi collaboratori il massimo impegno. La sua musica, non solo quella per gli strumenti di cui è maestro, appare sin dall’inizio estremamente difficile sul piano tecnico.
Esempi di quest’arte sono le Suites per violoncello, le Sonate e partite per violino, i sei Concerti brandeburghesi, dedicati al margravio del Brandeburgo.
In queste opere Bach esplora le possibilità degli strumenti e spinge la scrittura sino ai limiti estremi delle possibilità esecutive.

Bach e il sacro
Il cuore spirituale dell’opera bachiana è rappresentato però dal rapporto del compositore con il protestantesimo. Bach nasce e viene educato nell’orizzonte del luteranesimo e sviluppa una concezione della vita dominata dalla centralità dell’esperienza religiosa.
L’attenzione per il corale luterano, introdotto dallo stesso padre della Riforma nella nuova liturgia e arricchitosi nei secoli in una ininterrotta catena, è costante in tutta la carriera di Bach.
Ma la centralità della dimensione religiosa si riverbera anche sulla concezione bachiana della musica, profondamente influenzata da una visione simbolistica in cui la musica è quasi una interpretazione sonora del testo sacro, la Bibbia ed è una vera e propria religione tradotta in musica.

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