Il feudalesimo

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Categoria:Storia

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il feudalesimo

In Europa il feudalesimo appare nel periodo barbarico e forma, secondo una vecchia teoria, l'originale espressione degli apporti delle tre componenti della civiltа altomedievale: la romanitа, la germanicitа e la Chiesa. Ad ognuna di esse infatti и possibile collegare almeno uno degli elementi del feudo. Il regime feudale nacque nei territori tra la Loira e la Mosa fra l'VIII e il IX sec. e iniziт la sua espansione verso la Germania, la Spagna, l'Italia settentrionale, la Francia del Nord, giungendo nell'ltalia meridionale con i Normanni, verso il 1030, e in Inghilterra, sempre a opera dei Normanni, dopo il 1066. Con le crociate pervenne pure negli Stati latini d'Oriente, tutti istituiti in forma feudale. L'eccezionale fortuna di questo regime и in gran parte da ascriversi a motivi militari, non solo nel senso comunemente accolto secondo il quale il regime feudale avrebbe consentito la riorganizzazione delle forze armate necessaria a sostenere l'urto della potente cavalleria araba, ma in quanto la prestazione di un giuramento di vassallaggio e di fedeltа consentiva a capi nazionali non franchi di mantenere anche nell'ambito del regno franco i propri antichi poteri.
La feudalizzazione italiana consistette essenzialmente nell'inserimento di pochi vassalli franchi nei punti nevralgici e nella richiesta di un giuramento di fedeltа ai duchi longobardi che divennero conti o mantennero l'antico titolo ducale. Pipino, re d'Italia, in un capitolare del 782, invitando tutti a porsi alle dipendenze di un conte, parla di "Comites Langobardisci" e di "Comites Francisci", segno questo della permanenza al potere di parte almeno dell'aristocrazia longobarda. L'esigenza di conservare il piщ possibile immutate le gerarchie era sentita, oltre che da coloro che avrebbero ricavato danni dalle variazioni e sostituzioni di persone, anche dal potere regio, sia perchй consentiva di evitare guerre e ribellioni di chi non era disposto ad abbandonare le proprie posizioni di potere, sia per il mantenimento dell'ordine pubblico, meglio garantito da coloro cui per lunga tradizione la popolazione ubbidiva. Il regime feudale consisteva nella creazione di una serie piramidale di relazioni di fedeltа che attraverso una lunga catena univano il sovrano all'ultimo dei vassalli periferici. Il sovrano conferiva, mediante una cerimonia formale detta investitura, un feudo a uno dei suoi dignitari e aiutanti militari; costoro concedevano feudi a minori capi militari e civili i quali a loro volta trasmettevano parte dei poteri a propri vassalli. L'operazione era possibile, anzi necessaria per la stessa esistenza dello Stato. Nй il sovrano nй i conti e i marchesi che da lui direttamente dipendevano erano in grado di assicurare i servizi pubblici, la sicurezza generale, la buona conduzione dell'agricoltura su vastissime estensioni di territorio variamente popolate e in condizioni spesso dissimili di sviluppo economico e culturale. Il potere si frazionava dall'alto al basso, e il frazionamento garantiva che ognuno conoscesse almeno coloro che da lui direttamente derivavano i propri poteri. Era in questo modo contemperata l'esigenza di accentramento propria degli Stati altomedievali con la contraria tendenza di creare organizzazioni periferiche in qualche modo autonome, conseguenza dell'enorme disparitа etnica, civile, economica delle popolazioni rientranti nell'orbita franca. Fra le condizioni necessarie per il buon funzionamento del sistema, c'era la conservazione da parte di ogni signore feudale, a cominciare dal re, di una parte almeno di territori e diritti sui quali si esercitasse direttamente la propria autoritа, ne seguiva la divisione del regno e di ogni signoria feudale in due sfere ben distinte: una feudalizzata e affidata alle cure dei vassalli, l'altra direttamente controllata dal sovrano mediante propri giudici, funzionari e amministratori. Sinchй tale divisione vi fu, cioи sino all'830 circa, rimase possibile l'esistenza di parti del territorio sulle quali si esercitava direttamente la sovranitа. Rimase in tal modo un diretto controllo e allo stesso tempo un freno da parte del sovrano nei riguardi dei conti e dei marchesi. Verso l'830, essendo ormai stati tutti infeudati i domini della Corona e quelli demaniali, il dominio dei signori feudali sui territori loro affidati divenne totale, non attenuandosi neppure per effetto del nuovo corso di investiture provocato dalla secolarizzazione dei benefici ecclesiastici. Il sistema inoltre richiedeva per funzionare la presenza di forti personalitа alla guida dello Stato, il che non si verificт con i successori di Carlo Magno, incapaci di frenare le velleitа autonomistiche dei grandi signori feudali.

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