Guerre di succesione

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guerre di successione

Denominazione di tre guerre che ebbero luogo in Europa nella prima metà del XVIII sec., in seguito alla vacanza dei troni di Spagna, Polonia e Austria. Condotte col pretesto di impedire la rottura dell'equilibrio europeo, si conclusero col rafforzamento di fatto della potenza marittima e commerciale inglese.

Guerra di successione di Spagna.
La guerra seguì la successione a Carlo II di Filippo V, nipote di Luigi XIV re di Francia, che lo sostenne di fronte ad una coalizione formata da Austria, Inghilterra, Olanda e successivamente Savoia e Portogallo. Iniziata con l'occupazione della Lombardia a opera di Eugenio di Savoia, capo delle truppe imperiali, si estese nel 1702 a tutta l'Europa in seguito all'intervento inglese. A favore della Francia si schierarono i Wittelsbach, gli elettori di Baviera e di Colonia, il re del Portogallo Pietro II e Vittorio Amedeo II di Savoia; all'imperatore si unirono, oltre all'Inghilterra e alle Province Unite, la Prussia e la maggior parte dei prìncipi tedeschi. Nel 1703 Vittorio Amedeo di Savoia abbandonava però la Francia per schierarsi con gli imperiali, seguito poco dopo da Pietro II. Nell'anno successivo, gli eserciti della coalizione antifrancese, capeggiati da Eugenio di Savoia e dall'inglese John Churchill, duca di Marlborough, occuparono la Baviera, sconfiggendo gli avversari a Höchstädt (1704), mentre gli Inglesi conquistavano Gibilterra e la Spagna stessa veniva invasa dalle truppe dell'arciduca Carlo. Nel 1706 il Marlborough occupò i Paesi Bassi spagnoli, mentre Eugenio di Savoia sconfiggeva a Torino, a lungo assediata, i Francesi. Dopo l'occupazione da parte degli imperiali di Napoli, della Sicilia, Sardegna e Lombardia, l'insurrezione della Catalogna permise l'ascesa al trono spagnolo del candidato austriaco col nome di Carlo III, mentre Filippo V abbandonava Madrid. Nel 1710, quando la Francia sembrava destinata alla rovina dalla gravissima crisi economica e militare, l'ascesa al potere dei tories, nemici di Marlborough, portava l'Inghilterra ad aprire una trattativa. Alla pace di Utrecht (11 aprile 1713) rimase estranea la sola Austria, che dopo pochi mesi firmò però il trattato di Rastatt (7 marzo 1714). Filippo V, riconosciuto re di Spagna, dovette cedere all'imperatore Carlo VI Napoli, la Sardegna, lo Stato dei Presidi, il Milanese e i Paesi Bassi spagnoli; al duca di Savoia la Sicilia e il titolo regio; all'Inghilterra Gibilterra, Minorca e alcuni privilegi commerciali nei territori spagnoli d'oltreoceano.

Guerra di successione di Polonia.
La morte di Augusto II (1° febbraio 1733) riaprì in Polonia la tradizionale lotta fra francofili, sostenitori del suocero di Luigi XV, Stanislao Leszczynski, e austrofili, partigiani di Federico Augusto di Sassonia, figlio del defunto sovrano. Eletto il candidato francese, Austria e Russia aprirono le ostilità contro Francia, Spagna e Piemonte. Le operazioni militari ebbero però come teatro principale l'Italia, dove Carlo Emanuele di Savoia, alla testa di un esercito franco-piemontese, occupò nell'ottobre 1733 la Lombardia, fermandosi però davanti a Mantova, mentre gli Spagnoli conquistavano le Due Sicilie (1734). Un armistizio, firmato nel dicembre 1735, riconosceva il trono al candidato austriaco, ma la pace venne ratificata solo nel 1738: a Leszczynski vennero attribuiti il titolo regale, Nancy, il ducato di Lorena e la contea di Bar. L'Austria dovette cedere Napoli, la Sicilia e lo Stato dei Presidi ai Borboni di Spagna, ricevendo in cambio il ducato di Parma; Carlo Emanuele III ebbe le Langhe, Tortona e Novara; la Toscana del duca di Lorena andò in realtà all'Austria.

Guerra di successione d'Austria.
Alla morte di Carlo VI (20 ottobre 1740) la Francia impugnò la Prammatica Sanzione, atto con cui il defunto imperatore aveva nominato suo erede la figlia primogenita Maria Teresa. Alla Francia si allearono, oltre ai Borbone di Spagna e Napoli, interessati ai possessi austriaci in Italia, Carlo Emanuele III di Savoia, Federico II di Prussia, che rivendicava la Slesia, e Carlo di Baviera, che mirava al trono imperiale. Nel 1743 l'Inghilterra intervenne nella lotta a fianco di Maria Teresa, sconfiggendo i Francesi a Dettingen (27 giugno). Le forze imperiali subivano intanto gravi rovesci in Italia, ma la morte di Carlo VII di Baviera (che rappresentava il pretendente più pericoloso al trono di Maria Teresa) e la pace con Federico II (Dresda, 25 dicembre 1745) eliminavano la Germania dalla guerra. La guerra si concluse nel 1748 con la pace di Aquisgrana. Maria Teresa, riconosciuta imperatrice, dovette rinunciare alla Slesia, ceduta a Federico II. A Filippo di Borbone furono concesse Parma, Piacenza e Guastalla; Carlo Emanuele III ottenne alcuni territori della Lombardia, mentre la Francia non riportò alcun ingrandimento territoriale.

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