Giorgio Napolitano

Materie:Riassunto
Categoria:Storia

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Testo

Giorgio Napolitano

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XI Presidente della Repubblica Italiana
Mandato Presidenziale:
dal 15 maggio 2006
Scadenza del mandato:
15 maggio 2013
Elezione:
il 10 maggio 2006 al quarto scrutinio con 543 voti su 990
Predecessore:
Carlo Azeglio Ciampi
Data di Nascita:
29 giugno 1925
Luogo di Nascita:
Napoli
Professione:
Politico
Partito politico:
Democratici di Sinistra
Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è l'undicesimo Presidente della Repubblica Italiana (eletto il 10 maggio 2006). In precedenza era stato Presidente della Camera dei deputati (sostituendo Oscar Luigi Scalfaro che era salito al Quirinale) e Ministro dell'Interno nel Governo Prodi, nonché deputato e senatore a vita dal 2005.

Biografia
La giovinezza e la militanza nel PCI
Nel 1942 Napolitano si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza all'Università di Napoli. Durante gli studi, fa parte del GUF, il gruppo universitario fascista. Durante l'occupazione tedesca prese parte alle azioni della Resistenza in Campania. Nel 1945 Napolitano aderì al Partito Comunista Italiano, di cui fu segretario federale. Due anni dopo si laureava. Eletto deputato divenne responsabile della commissione meridionale del Comitato Centrale del PCI.
Tra il 1960 e il 1962 fu responsabile della sezione lavoro di massa poi divenne segretario della federazione comunista di Napoli.
Napolitano fu uno degli esponenti moderati di maggior peso.
Dopo essere entrato nella direzione nazionale del partito divenne coordinatore dell'ufficio di segreteria e dell'ufficio politico del PCI. Nel 1966 rivestì l'incarico di vicesegretario del partito. Tra il 1969 e il 1975, si occupò principalmente dei problemi della vita culturale del Paese, come responsabile della politica culturale del PCI. Negli anni '70 gestì i finanziamenti da Mosca al Pci.
Fu portavoce del PCI nei rapporti con il governo Andreotti, sui temi dell'economia e del sindacato. Negli anni '70 svolse una grande attività all'estero.
Fu poi responsabile della politica economica del partito, mentre dal 1986 ne diresse la commissione per la politica estera e le relazioni internazionali.
Dal 1981 al 1986 fu presidente del gruppo dei deputati del PCI alla Camera dei Deputati, successivamente fu anche parlamentare europeo.
Alla morte di Berlinguer, Napolitano si trovò ad essere tra i possibili successori alla segreteria del partito; non venne eletto.
La transizione verso la socialdemocrazia europea
Napolitano fu uno degli esponenti della corrente moderata e socialdemocratica del PCI. Nel 1989 fu Ministro degli Esteri nel governo-ombra del PCI, da cui si dimise all'indomani del congresso di Rimini, in cui si dichiarò favorevole alla trasformazione in Partito Democratico della Sinistra. In piena guerra del Golfo, fece un viaggio in Israele, riportando le posizioni del partito comunista verso una maggiore attenzione alle istanze della comunità ebraica.

Da Montecitorio al Quirinale
Nel 1992 venne eletto Presidente della Camera dei Deputati sostituendo Oscar Luigi Scalfaro che era stato eletto Presidente della Repubblica Italiana.
Successivamente, Romano Prodi lo sceglierà come Ministro dell'Interno del suo governo nel 1996. In questa veste propone la Legge Turco-Napolitano, che istituisce i Centri di permanenza temporanea per gli immigrati clandestini.
Dopo la caduta dell'esecutivo guidato da Prodi, fu nuovamente europarlamentare fino al 2004 tra le fila dei Democratici di Sinistra, e ricoprì la carica di Presidente della Commissione Affari Costituzionali.
Il 23 settembre 2005 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Il 10 maggio 2006 è stato eletto undicesimo Presidente della Repubblica Italiana alla quarta votazione con 543 voti su 990 votanti dei 1009 aventi diritto.
È la prima volta che un ex iscritto al Partito Comunista Italiano è eletto al Quirinale.
Curiosità
• Prima di entrare in politica fu attore teatrale.
• Fu soprannominato "Re Umberto" per la somiglianza fisica con Umberto di Savoia, l'ultimo re d'Italia, e per i modi misurati;
• Verso la metà degli anni Settanta, l'università americana del MIT lo invitò a dare una conferenza ma l'allora ambasciatore americano a Roma, John Volpe, gli rifiutò il visto di ingresso negli Stati Uniti, essendo Napolitano comunista.
• È il terzo napoletano a salire al colle più alto.

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