Dal Colonialismo all'Imperialismo

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DAL COLONIALISMO ALL’IMPERIALISMO

Fin dall’antichità gruppi di persone, chiamati coloni, abbandonavano il proprio luogo per andare a coltivare nuovi territori: le colonie.
Esse potevano essere. COLONIE DI POPOLAMENTO, quando un territorio era conquistato ed abitato da un nuovo popolo e; COLONIE DI SFRUTTAMENTO, quando un territorio era conquistato per sfruttare il popolo che vi abitava, facendolo lavorare nelle miniere e nelle piantagioni.
Il colonialismo, iniziato nel 1492 con la scoperta dell’America, per tutto l’800 non cessò mai di interessare i paesi europei ma, dal 1870 accade qualcosa di nuovo: il colonialismo divenne più aggressivo ed entrò in una nuova che duro fino al 1914 chiamata IMPERIALISMO. Si trattava di una forma esasperata di nazionalismo dove ogni nazione europea cercò di superare tutte le altre nella conquista di nuovi territori e lo fecero come se si dovesse trattare di una vera e propria gara perché volevano formare un proprio impero coloniale.
Non mancarono casi di colonie di popolamento ma l’obiettivo era quello di creare colonie di sfruttamento.
Diverse furono le cause di questo nuovo fase: politiche, economiche e culturali.
Per quanto riguarda le cause politiche, ci fu un ritorno al protezionismo che creò grandi conflitti politici.
Le cause economiche furono determinate dallo straordinario sviluppo determinato dalla rivoluzione industriale che fece crescere l’importanza delle materie prime come petrolio, ferro rame ecc…
I paesi europei erano poveri di materie prime mentre i paesi africani ed asiatici, ne erano ricchi.
Per le cause culturali si può esprimere che era opinione diffusa che l’uomo bianco dovesse dominare tutte le altre razze, cioè dovesse dominare il mondo.
Nei confronti di quei popoli che erano rimasti selvaggi il compito dell’uomo bianco era quello di portare loro la civiltà ma non tutti gli europei erano animati dal desiderio di sottomettere gli altri popoli specie se primitivi.
In quest’epoca, tre grandi stati asiatici (India, Cina, Giappone) vissero vicende storiche diverse, India e Cina subivano il peso del dominio coloniale mentre il Giappone iniziò uno sviluppo autonomo che lo avrebbe portato alla formazione di una grande potenza economica.
Nella prima metà dell’800, la Gran Bretagna estese il proprio dominio nel subcontinente indiano perché voleva il controllo della COMPAGNIA DELLE INDIE.
Il territorio indiano fu sfruttato in moda intensivo e fu trasformato in un vero e proprio mercato al servizio degli inglesi.
I prodotti industriali inglesi, come i tessuti, distrussero la produzione artigianale indiana: furono imposte quelle coltivazione, come il te, il cotone, la iuta, che erano convenienti per il commercio inglese. Per far posto alle piantagioni dei nuovi prodotti agricoli i contadini furono costretti ad abbandonare le coltivazioni tradizionali, con grave danno per l’alimentazione quotidiana.
La sostituzione delle coltivazioni favorì inoltre il diffondersi di gravi malattie e carestie.
L’Inghilterra introdusse in India una politica di OCCIDENTALIZZAZIONE dell’india, infatti, introdusse il sistema scolastico elementare e aveva l’obiettivo di modernizzare il paese con la costruzione di ponti strade, ospedali, scuole e una ferrovia che attraversava il paese.
Inseguito venne la schiavitù, sebbene il lavoro nelle piantagioni non fosse pio molto diverso e furono soppresse le tradizioni più crudeli come lo sfruttamento economico, la dipendenza politica e l’imposizione del modello culturale occidentale, provocando, così, nuove tensioni e rivolte: la più importante fu quella dei SEPOYS in seguito alla quale, la Compagnia delle Indie fu sciolta e divenne una COLONIA della CORONA
Nel 1876 la regina Vittoria venne proclamata Imperatrice delle Indie e venne riorganizzato l’esercito per evitare ulteriori ribellioni.
Nel frattempo il processo di modernizzazione si intensificava con opere pubbliche, ferrovie e un efficiente sistema scolastico. Questi interventi, furono però attuati a spese dell’India che divenne ancora più povera.
Il dominio inglese in India, che venne trasformata da “COLONIA PRIVATA a TERRITORIO IMPERIALE”, si può considerare il primo vero esempio di imperialismo che divenne un fenomeno sia economico che politico perché le colonie venivano conquistate con l’uso delle armi e l’intervento militare dove la popolazione veniva sottomesso.
Queste colonie rappresentavano mercati privilegiati per lo sblocco delle merci, fonti di risorse naturali e materie prime, luoghi in cui investire i capitali in eccesso.
Nell’Europa, non c’erano più scambi con l’estero perché tutti gli stati avevano adottato il PROTEZIONISMO che portò a vere e proprie guerre doganali, guerre combattute senza armi, a colpi di prezzi e tariffe che creavano aspri conflitti politici.
Le due principali mete dell’IMPERIALISMO furono Africa e Asia. Il territorio interno dell’Africa era quasi del tutto sconosciuto, si sapeva solo che era un popolo da numerose tribù diverse per usi e lingua, spesso molto in contrasto fra loro.
A Berlino vennero anche stabiliti i criteri di spartizione dell’Africa: i territori in mano agli indigeni vennero considerati di “nessuno” e lo stato che per prima li avesse effettivamente occupati ne diventava proprietario. (L’Italia entrò in possesso della Somalia, dell’Eritrea e della Libia).
I francesi, nel 1830,avevano conquistato l’Algeria, scontrandosi con una dura guerra di resistenza islamica.
La Francia fu interessata ad estendere il proprio dominio da ovest a est: dalla Cambogia all’Egitto.
La politica coloniale dell’Inghilterra ebbe invece come obbiettivo la creazione di un nuovo impero coloniale, da nord a sud, dall’Egitto alla colonia del capo.
Fu proprio l’Egitto che fece scoppiare il contrasto tra la Francia e l’Inghilterra, entrambe ne volevano il controllo perché la sua posizione era strategica per la presenza del CANALE DI SUEZ e per le sue ricchezze naturali.
Nel 1882 l’Inghilterra invase l’Egitto , in compenso, la Francia ottenne dall’Inghilterra l’autorizzazione ad occupare la Tunisia dando inizio alla sua espansione nell’africa Sahariana.
In questo momento ebbe inizio la vera e propria spartizione del continente, sancita dalla CONFERNZA DI BERLINO del 1884-85.
Molte furono le ideologie utilizzate per giustificare l’espansione coloniale che ogni nazione adottava. Già nel 500 una ideologia fu quella dell’evangelizzazione degli indigeni pagani, un’altra fu quella razzista che prevedeva che l’uomo bianco avrebbe dovuto sottomettere le altre razze perché superiore.
Contribuì inoltrala corrente culturale del POSITIVISMO che valutava il livello di sviluppo in base alla tecnica e alla scienza.

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