Biennio rosso: rivoluzione e controrivoluzione

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IL BIENNIO ROSSO : RIVOLUZIONE E CONTRORIVOLUZIONE

LA LUNGA RICOSTRUZIONE EUROPEA, SCONTRO E RIORGANIZZAZIONE SOCIALE

Il dopoguerra non si può considerare concluso prima del 1925-26 quando un ciclo di espansione economica permette l’affievolirsi del conflitto sociale permise la stabilizzazione interna delle nazioni europee. La riorganizzazione interna delle nazioni raggiunse l’apice nel 1919-20 quando in seguito alla crisi postbellica aumenta la divaricazione tra le istituzioni politiche liberali del 19°secolo e i nuovi movimenti reazionari associati alle mobilitazioni sociali di operai e contadini.

L’IMPATTO DELLA GUERRA E LA CRISI POSTBELLICA: LA DEMOCRAZIA ALLA PROVA

All’interno delle potenze vincitrici di più lunga tradizione democratica gli effetti della crisi sono contenuti da un saldo sistema politico e dalle istituzioni rappresentative. In Germania e in Italia invece le cose non andarono allo stesso modo. Il loro sistema politico liberale non resse l’impatto e ciò permise una serie di sussulti rivoluzionari che portarono all’estrema conseguenza dell’instaurarsi di regimi politici autoritari e reazionari. Nel caso tedesco il radicalizzarsi dello scontro mina alle base la giovane repubblica tedesca formatasi alla fine del conflitto. In Italia invece la classe dirigente liberale non fu in grado ne di proporre ne di imporre alcuna soluzione riformistica.

CRISI ECONOMICA, CONFLITTI SOCIALI E STABILITA’ POLITICA IN GRAN BRETAGNA

La Gran Bretagna nonostante i vantaggi ottenuti con i trattati di pace entra in una profonda crisi economica e sociale. La sua egemonia economica è venuta meno in favore degli Stati Uniti. L’avvento dell’energia elettrica ha fatto venir meno il monopolio inglese sul carbone. Si giunge ad una forte disoccupazione (2 milioni di persone). Tra il ’21 e il ’22 perde il controllo sull’Egitto e sempre nel 1922 la guerra irlandese porta all’indipendenza dell’isola salvo l’Ulster. In pochi anni la corona viene ridimensionata anche in India con l’affermarsi del movimento di Gandhi. Il paese è scosso internamente da agitazioni sindacali e politiche. Nel 1924 il partito laburista ottiene la maggioranza parlamentare e quando nel 1926 uno sciopero dei minatori mette in ginocchio l’economia inglese riesce grazie al suo indirizzo riformistico (aiutato dalla Trade Unions – sindacati operai) ad evitare la guerra civile. Dopo il ’26 la tensione va allentandosi e il partito dei lavoratori viene sconfitto con conseguente diminuzione delle ore di sciopero e degli iscritti alle Unions. Il ridimensionamento iniziato nel ’24 del partito liberale permette di giungere ad un sistema politico bipolare e bipartitico (laburisti e conservatori) su cui si sarebbe fondata la stabilità inglese.

L’ALTERNARSI DI GOVERNI MODERATI E RADICALSOCIALISTI IN FRANCIA

In Francia la crisi che alimentò inflazione e disoccupazione viene arginata delle autorità politiche, ancora influenzate da Clemenceau, usando il gigantesco risarcimento danni delle Germania. Aumentano le iscrizioni ai sindacati che riescono ad ottenere la giornata lavorativa di 8 ore. Nel 1920 le lotte sociali si radicalizzarono attraversando la società ed il movimento operaio stesso. Sempre nel ’20 si forma il Partito comunista francese che aderì alla Terza internazionale di Lenin. I conflitti sopra citati ebbero l’esito di dare una forte instabilità politica al paese che vide alternarsi al governo schieramenti moderati e radicalsocialisti. Entrambe le fazioni avevano un programma di politica estera comune: annientare la Germania ed impedire la sua ripresa economica. Nel 1926 la situazione di crisi è ampiamente superata.

LE TENDENZE CONSERVATRICI E ISOLAZIONISTE DEGLI STATI UNITI

Gli Stati Uniti forti della supremazia economica risolvono i disagi postbellici molto rapidamente. A livello politico prevalsero le tendenze conservatrici e isolazionistiche e Wilson fu messo in minoranza al senato. I repubblicani vogliono restare fuori dalle controversie europee e riescono ad impedire alla nazione di aderire alla società delle nazioni voluta da Wilson stesso. Il timore del bolscevismo, inoltre, provocò l’adozione di misure restrittive nei confronti delle immigrazioni per paura di infiltrazioni comuniste. Il clima di intolleranza politica e religiosa sfocia in provvedimenti repressivi in diversi settori sociali. Il mito degli Stati Uniti e della trionfante ascesa della sua potenza diventano un affare di massa che raggiunge l’apice con l’elezione di Hoover nel 1929, fermo assertore delle nuove tendenze.

LE AGITAZIONI OPERAIE IN GERMANIA E LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR

In Germania, fortemente colpita dalla crisi anche in seguito ai gravosi risarcimenti per danni di guerra, si assiste ad un’ondata di lotte operaie che si diffondono rapidamente in tutto il paese fino a giungere alla formazione di “consigli di operai e di soldati” che prendono spunto dai soviet russi. La stessa Berlino vive scioperi e insubordinazioni di massa.
Il 9 novembre 1918 viene proclamata, dopo la fuga di Guglielmo II, la repubblica federale di Weimar. Il 31 luglio 1919 viene promulgata la costituzione e viene eletto cancelliere Friedrich Ebert. I programmi politici dei vari partiti restano tuttavia diversi. Da una parte i più influenti socialdemocratici volevano un regime parlamentare e si opponevano alla soluzione di tipo bolscevica; dall’altra parte i socialisti indipendenti volevano riforme radicali quali la nazionalizzazione delle fabbriche. All’estrema sinistra si agita la lega di Spartaco.

LA RIVOLUZIONE SPARTACHISTA E LA REPRESSIONE DEL NUCLEO DIRIGENTE COMUNISTA

Nel gennaio 1919 a Berlino una manifestazione convocata dall’estrema sinistra per opporsi al trasferimento del perfetto socialista messo in atto da Ebert, si trasforma in un bagno di sangue. Il ministro della difesa Noske schiera squadre d’assalto composte da socialdemocratici che danno vita ad una repressione sistematica del nucleo dirigente comunista prima e dell’opposizione operaia poi. Tra il 1919 e il 1922 massacri e assassinii politici sono all’ordine del giorno.

LE RAGIONI DI UNA SPIRALE INFLATTIVA SENZA PRECEDENTI

In questa situazione politica si aggiunge il precipitare della crisi economica con l’inflazione che divenne incontenibile.
Causa di questa spirale inflativa sono senza dubbio gli interventi dello stato per far fronte alle spese di guerra. Lo stato dilatò il debito pubblico con l’emissione eccessiva di carta moneta, dichiarò inconvertibile l’oro in moneta e introdusse il costo forzoso ovvero l’obbligo di accettare la moneta come pagamento. Su una situazione disastrosa arrivano anche i risarcimenti per i danni di guerra.

L’OCCUPAZIONE FRANCESE DELLA RURH E LA FONDAZIONE DEL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA

In una situazione del genere la Germania dichiarò di non essere in grado di pagare i propri debiti e la Francia nel gennaio 1923 invade la Ruhr prendendosi le miniere di carbone tedesche. La Germania è a terra, il marco crolla mentre i rapporti europei si fanno tesi: soprattutto tra Francia e Inghilterra. Questi avvenimenti indussero molti tedeschi ad aderire alle associazioni di destra che fornivano programmi politici confusi: nazionalismo, risentimento verso le potenze vincitrici, esasperazione razzista (antiebraica). Programmi che rischiavano di far crollare gli equilibri su cui si basava la Repubblica di Weimar. Nel 1920 si forma e va via via imponendosi il Partito nazionalsocialista tedesco dei collaboratori ed appare per la prima volta la figura di Adolf Hitler.

LA DESTRA EVERSIVA CONTRO LA REPUBBLICA DI WEIMAR: IL PUTSCH DI MONACO

A Monaco nel 1923 Hitler aiutato dal maresciallo Erich Ludendorff tenta un colpo di mano per trasformare la città in una base di potere per sfidare Berlino. L’insuccesso di questo tentativo portò Hitler in carcere dove elaborò un programma politico che lo avrebbe portato a diventare prima cancelliere e poi dittatore della Germania. La Repubblica di Weimar esce indebolita e la nazione entra in un periodo di ingovernabilità che si conclude nel 1933 con l’affermazione del nazismo.

IL MITO DI WEIMAR: UN’EPOCA FELICE PRIMA DELLA CATASTROFE

Agli occhi dell’opinione pubblica mondiale la Repubblica di Weimar appare come un mito. Tale mito è sostanzialmente legato alla straordinaria fioritura culturale e artistica che si impose in Germani negli anni ’20.

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  1. loredana

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