Breve storia dell'integrazione europea e del bilancio comunitario

Materie:Riassunto
Categoria:Scienze Delle Finanze
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Breve storia dell'integrazione europea e del bilancio comunitario
Dalla Comunità europea all’Unione europea
Gli stati europei, usciti molto indeboliti dalla seconda guerra mondiale manifestarono la volontà di creare una comunità economica e politica per prevenire eventuali conflitti e per realizzare un programma di sviluppo economico e sociale.
Venne istituita così nel 1948 l’Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica (OECE), la quale aveva il compito di suddividere fra gli Stati europei gli aiuti provenienti dagli Stati Uniti con il Piano Marshall. Questo però non si verificò a causa della forte differenza fra le situazioni economiche dei diversi stati.
Solo nel 1951 quando fu firmato il Trattato di Parigi in cui si instituì la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) e l’esito positivo di questa collaborazione portò alla firma del Trattato di Roma nel 1957 che portò all’Istituzione della Comunità Economica Europea (CEE) che comprendeva Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.
Ai 6 paesi originari si sono aggiunti la Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Svezia e Finlandia. Dopo il crollo del comunismo e la disgregazione dell'Unione Sovietica sono entrati nell'Unione quei paesi che erano di tipo democratico quali Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Malta e Cipro. Recentemente sono entrati la Romania e la Bulgaria e a breve si prospetta l'entrata della Turchia, e Croazia.
Oltre ad allargarsi ha stretto ulteriormente i rapporti all'interno dell'Unione attraverso dei trattati:
- Trattato di Lussemburgo: nel 1986 con la creazione del mercato unico a partire dal 1° gennaio 1993.
- Trattato di Maastrich: 1992 in cui vengono fissate le tappe per l'adozione di una moneta unica.
- Trattato di Amsterdam: 1997 che ha ampliato le competenze dell'UE e modificato l'organizzazione.
- Trattato di Nizza: 2001 che ha impostato le modifiche per l'allargamento dell'UE.
Le finalità della Comunità Europee sono:
- creazione di un mercato unico con la soppressione delle barriere doganali;
- salvaguardia della pace e della libertà;

Le istituzioni comunitarie
Le istituzioni dell’Unione Europea sono:
- Parlamento europeo: la cui sede è a Strasburgo, è formato da 785 membri eletti a suffragio universale diretto in ogni stato membro e restano in carica 5 anni. A questo organo spettano i:
o potere legislativo
o potere deliberativo: che riguardano la formazione degli atti comunitari attraverso la collaborazione con il Consiglio e il Parlamento
o potere di controllo: che viene esercitato sugli atti di consiglio, sull’approvazione del bilancio redatto dalla Corte dei Conti, della Commissione che deve presentare al Parlamento una relazione generale sulla propria attività, sul comportamento delle istituzioni che devono agire sulla base della volontà del popolo, sul bilancio e sull’apparato amministrativo per accettare la corretta applicazione del diritto comunitario.
- Consiglio dell’Unione Europea: è formato dai capi di stato o di governo degli stati membri e dal presidente della commissione, si riuniscono ordinariamente due volte all'anno con lo scopo di orientare le questioni politiche generali e l'attività di tutti gli altri organi dell'UE, sull’adozione delle leggi europee, sul coordinamento delle politiche economiche, sull’approvazione del bilancio, sulla politica estera e sulla sicurezza comune, sulla coordinazione e la cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale.
- Commissione: formula le proposte di legge e dirige gli apparati amministrativi, ha quindi il potere esecutivo. E' un organismo permanente, formato da 25 commissari, ognuno dei quali deve avere il gradimento del parlamento. Il presidente deve essere eletto a maggioranza.
Una volta costituita, la commissione resta in carica 5 anni e deve ottenere l'approvazione del parlamento europeo da cui viene controllata e, nel caso, può anche darle la sfiducia e costringerla alle dimissioni.
Le 4 funzioni principali della commissione sono:
o iniziativa legislativa: da sottoporre al consiglio dei ministri e al parlamento.
o attivazione delle politiche: cura la loro attuazione.
o rispetto del trattamento: da parte degli stati membri e può ricorrere alla corte di giustizia al verificarsi di qualunque mancanza.
o portavoce: dell'UE con degli accordi per conto di essa con gli altri paesi del mondo.
- Corte di Giustizia: controlla che tutti gli stati membri osservano i trattati e gli atti dell'UE; è formata da 25 membri designati dai governi, per 6 anni, con sede in Lussemburgo. Le principali funzioni di quest'organo sono:
o giudicare gli stati membri: nel caso non applicano i trattati, gli atti e le normative.
o pronunciarsi sulla corretta interpretazione del diritto comunitario nel caso ci siano dubbi sull'interpretazione, ha comunque l'ultima parola.
Gli atti normativi degli organi comunitari vendono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea e sono:
- regolamenti: sono atti normativi che si applicano automaticamente in tutti gli stati membri con efficacia diretta e immediata, prevalendo sulle leggi interne dei singoli stati membri;
- direttive: sono vincolanti riguardi all’obiettivo da perseguire, ma lasciano ad ogni stato la scelta delle modalità e dei mezzi con cui applicarle;
- decisioni: vincolanti per coloro a cui sono indirizzate;
- raccomandazioni e raccomandazioni: che non sono vincolanti.

L’euro, una moneta per l’Europa
Il Trattato di Roma aveva previsto un sistema monetario comune e nel 1979 entrò in vigore il Sistema monetario europeo e come moneta fu adottata l’ECU, il cui valore era determinato da tutte le monete europee. Nel 1999 questa fu sostituita dall’Euro che prima fu affiancata dalle monete degli Stati della comunità e successivamente, da marzo del 2002 entrò in circolazione come unica moneta che ha portato alla nascita di un nuovo organismo, la Banca Centrale Europea, la quale opera in collaborazione con le banche degli stati comunitari.

Il bilancio dell’Unione Europea
Il bilancio comunitario è il documento con cui ogni anno si autorizza il finanziamento dell’insieme delle attività e degli interventi comunitari. Ogni bilancio annuale fa parte di un piano a lungo termine, ovvero il piano finanziario che ha durata di 7 anni che consente di pianificare i programmi di spesa dei vari anni.
La struttura generale del bilancio deve rispettare determinati principi, come unità, veridicità, annualità, pareggio, universalità, specializzazione, trasparenza e deve essere stabilito in base alla prospettiva finanziaria, ovvero deve rappresentare una programmazione finanziaria pluriennale.
Un altro obiettivo molto importante è la prevedibilità della spesa europea a medio termine che segue un iter molto complesso:
- ciascuna istituzione deve presentare alla Commissione una previsione della spese per l’esercizio successivo entro il 1 luglio;
- la Commissione sottopone al Consiglio dell’UE il progetto formato da tutti i preventivi di cassa entro il 1 settembre;
- il Consiglio entro il 5 ottobre approva il bilancio e lo trasmette al Parlamento;
- se il Parlamento lo accetta il bilancio è approvato, altrimenti nel caso di modifica o rifiuto il progetto ritorna al Consiglio. In questo caso se il Consiglio:
o accetta gli emendamenti proposti il bilancio è definitivamente approvato;
o apporta ulteriori modifiche al progetto questo deve tornare al Parlamento per una nuova approvazione;
o presenta un nuovo progetto.

La struttura del bilancio
Il bilancio è formato da uno stato riassuntivo delle entrate e delle spese da sezioni divise in stati delle entrate e delle spese per ciascuna istituzione, che a loro volta sono classificati in titoli, capitoli, articoli e voci in relazione alla loro natura e destinazione.
Questo documento viene sottoposto alla Corte dei conti europea che esamina la sua regolarità delle entrate e delle spese rispetto ai trattati, al bilancio. Questo controllo viene effettuato attraverso una relazione che racchiude i controlli effettuati ed è composta da due parti una relativa all’esecuzione del bilancio e l’altra relativa ai fondi europei di sviluppo.

Le entrate comunitarie
Il bilancio comunitario è finanziato dalle risorse proprie che sono formate da:
- dazi doganali: gravano sulle merci provenienti dai paesi extracomunitari e vengono versati al bilancio della Comunità;
- compartecipazioni al gettito IVA degli Stati membri: sul valore dell’imponibile che i singoli Stati devono versare al bilancio comunitario in una percentuale variabile a seconda delle necessità finanziarie del bilancio;
- risorse RNL: consiste nei contributi versati dagli Stati membri nel caso le altre risorse non siano sufficienti a coprire a coprire il bilancio e vengono calcolati in percentuale sul PIL dei singoli stati;
- risorse agricole: sono i diritto agricoli che vengono prelevati dai prodotti agricoli provenienti dai paesi non appartenenti alla comunità e la loro entità varia in base ai prezzi, all’importazione, al volume.
Il bilancio è finanziato anche altre entrate come imposte, prelievi, interessi bancari e contributi dei paesi extraeuropei.

Le spese comunitarie
Le spese comunitarie sono aggruppate in categorie, che sono:
- spese agricole: sostengono la politica agricola comune anche se ultimamente hanno un’incidenza sempre più minima sul bilancio in quanto si sono sviluppate molto le altre politiche;
- spese per le azioni strutturali: relative all’insieme delle misure riducono le differenze di livello di sviluppo tra le varie regioni europee;
- spese per le altre politiche interne: per la realizzazione di un mercato interno;
- spese per le azioni esterne: riguardano i paesi extracomunitari e ha come obiettivo principale lo sviluppo sociale ed economico, come aiuti umanitari;
- spese amministrative: riguardano il funzionamento di tutte istituzioni e variano in base all’acquisto e alla manutenzione degli immobili e delle attrezzature e alle retribuzioni del personale;
- riserve: rappresentano la riserva monetaria dei vari fondi.

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