Riordino dei cicli

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Testo

Riordino dei cicli.

Il riordino dei cicli rivoluzionerà la scuola pubblica in Italia.
Infatti a 75 anni dalla Riforma Gentile, il riordino cambierà completamente il volto della scuola italiana a cominciare dall'anno scolastico 2001-2002.
In base alla riforma si avranno al posto delle attuali elementari, medie e superiori soltanto due cicli: scuola di base (che dura 7 anni) e scuola superiore con indirizzo classico, scientifico, tecnico e artistico (5 anni). Due le ipotesi prospettate dal governo per la fase di avvio: dal primo settembre partiranno contemporaneamente le prime due classi della scuola di base e la prima classe della scuola secondaria. Oppure, in alternativa, soltanto le prime due classi del primo ciclo, mentre la prima classe del secondo ciclo slitterà al 2002. Ciò permetterebbe la migliore organizzazione delle scuole superiori. Con questa riforma si abbrevia l’intero corso di studio per uniformarsi così ad un eventuale innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni.
Con questa riforma si è voluto dare una risposta concreta alla rapida evoluzione della società di oggi. Infatti, se la realtà umana nei suoi vari aspetti (scientifici, tecnici, economici), è in continua evoluzione, la scuola non può essere da meno.
La scuola di oggi prepara il cittadino perché sappia associarsi e inserirsi adeguatamente in una società che richiede sempre di più competenze specifiche. Preparazione culturale, orientamento professionale, spirito di ricerca e di adattamento sono quindi tutte mete che la scuola deve raggiungere con una metodologia appropriata. La scuola e il suo progetto quindi devono sicuramente essere culturalmente permeabili a ciò che proviene dalla società e dal mondo del lavoro e dell'economia, ma i suoi fini e obiettivi non devono coincidere punto per punto con i programmi di una data società e dell'economia. Il progetto culturale e formativo della scuola dovrà essere capace quindi di evitare sia la logica della separatezza, sia quella della subalternità, caratterizzando la propria identità in termini di autonomia. La formazione dell'uomo e del cittadino deve collocarsi in questa prospettiva ed è questa, appunto, l’ottica con cui nasce la riforma del riordino dei cicli.
Questa riforma è importante anche perché un riordino della scuola per cicli parte dal presupposto e dalla volontà di rispettare le fasi dello sviluppo del fanciullo. Il rispetto consiste nell’adeguazione ai periodi dello sviluppo, ai ritmi dello sviluppo individuale, al modo di apprendere proprio di ogni età. E’ ormai matura la convinzione che la crescita dell’individuo avviene per gradi, per periodi, per cicli: tutti raggiungiamo gli stessi traguardi, ma con un ritmo diverso. E’ quindi la singolarità del ritmo a fare di ogni bambino un alunno precoce oppure tardivo. E’ per questo che nell’ambito della riforma si parla di strategie individualizzate. In quanto ci può essere lo scolaro che, magari per le condizioni in cui vive, accusa di più il disagio della crescita, e, perciò, matura con maggiore difficoltà, perché la sua intelligenza è distratta, la sua volontà non è sempre efficace. La soluzione è una sola, e cioè, adeguare l’attività didattica sulla misura di ogni alunno, trattandolo secondo il suo stato, i suoi interessi, le sue esigenze. Secondo me è proprio questa l’anima della riforma dei cicli l’insegnamento individualizzato, in assenza del quale essa si svuota.

Antonella Cappellino V L.P.A

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