Figure Retoriche

Materie:Appunti
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Testo

Figure Retoriche

Anacoluto, costrutto irregolare per mancanza di nessi sintattici; può essere usato consapevolmente per dare maggiore immediatezza al discorso: "Quelli che muoiono bisogna pregare Iddio per loro" (Alessandro Manzoni).
Anticlimax, disposizione di concetti o parole in ordine decrescente per intensità o valore: "E mi dicono, Dormi! | mi cantano, Dormi! sussurrano, | Dormi! bisbigliano, Dormi!" (Giovanni Pascoli).
Antitesi, contrapposizione fra termini o frasi di senso opposto: "La fuga e la vittoria, | la reggia e il tristo esiglio" (Alessandro Manzoni).
Antonomasia, uso di un'espressione o nome comune in luogo del nome proprio, per indicare una persona dotata di tali caratteristiche, o viceversa: Dante allude a Virgilio con l'espressione "cantor de' buccolici carmi"; oppure, si può far riferimento alla bellezza di una persona dicendo "è un Adone".
Apostrofe, espressione energica, affettuosa o solenne con cui l'autore si rivolge a persona o cosa personificata: "E tu onore di pianti, Ettore, avrai | ove fia santo e lagrimato il sangue | per la patria versato " (Ugo Foscolo).
Asindeto, accostamento di termini di un'enumerazione senza l'uso delle congiunzioni: "Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori" (Ludovico Ariosto).
Chiasmo, disposizione incrociata di termini che esprimono concetti paralleli: "Io solo | combatterò, procomberò sol io" (Giacomo Leopardi).
Climax, disposizione di parole o concetti in ordine crescente per intensità o valore. È l'opposto dell'anticlimax.
Domanda retorica, locuzione o frase espressa in forma interrogativa per darle maggiore forza, ma che non presuppone una effettiva risposta: "Sei impazzito?".
Ellissi, omissione di uno o più termini strutturalmente necessari, ma che possono essere dedotti dal contesto: "A buon intenditor poche parole".
Enallage, uso di un termine in funzione di un altro che abbia valore diverso, come l'aggettivo per l'avverbio ("E cominciommi a dir soave e piana", Dante Alighieri), il presente per il futuro ecc., o anche l'attribuzione a un termine di un aggettivo che spetterebbe a un altro.
Endiadi, esposizione di un concetto attraverso due termini coordinati, generalmente due sostantivi, al posto del nesso nome-aggettivo, nome-complemento, nome-frase relativa: "Eletti di Dio, li cui soffriri | giustizia e speranza fan men duri" (Dante Alighieri; il senso è "speranza di giustizia").
Epifonema, esclamazione enfatica posta in conclusione di un discorso: "Ecco il giudicio uman come spesso erra!" (Ludovico Ariosto).
Eufemismo, sostituzione di termine o locuzione di uso proprio con altro avente valore figurato; è solitamente motivato dal desiderio di attenuare espressioni considerate troppo crude o realistiche: "Fatal quiete" (Ugo Foscolo), invece di "morte".
Iperbato, spostamento di un termine rispetto alla successione logica delle parole nella frase: "O belle a gli occhi miei tende latine!" (Torquato Tasso).
Ipotiposi, descrizione vivida e immediata di un oggetto o evento, al fine di rappresentarli visivamente agli occhi del lettore: "Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra, | e 'l ventre largo, e unghiate le mani" (Dante Alighieri).
Ironia, dissimulazione dagli intenti derisori o polemici, consistente nell'esprimere il proprio pensiero attraverso espressioni di opposto significato letterale: "Vieni a veder la gente quanto s'ama!" (Dante Alighieri).
Litote, espressione con cui si afferma un concetto negando il suo contrario: "Don Abbondio non era nato con un cuor di leone" (Alessandro Manzoni).
Metafora, una delle più importanti e diffuse figure retoriche. È di uso frequentissimo, e spesso anche inconsapevole, nel linguaggio quotidiano. Consiste nel mettere direttamente in rapporto due termini o concetti appartenenti a campi di significato diverso, sostituendo l'uno all'altro; per la mancanza di elementi che introducano il raffronto (ad esempio, l'avverbio "come") si può considerare una forma di similitudine abbreviata: "Antonio è un pezzo di pane" per dire che è "buono come un pezzo di pane".
Metonimia, sostituzione di un termine con un altro che abbia col primo rapporti di affinità logica. Può essere di diversi tipi: sostituzione del contenente al contenuto ("Dal ribollir de' tini", Giosue Carducci); della materia all'oggetto ("ori" per "gioielli"); l'autore per l'opera ("Ti piace Mozart?"); la causa per l'effetto ("soffre il mare"); il concreto per l'astratto ("avere fegato") ecc.
Onomatopea, riproduzione di suoni o rumori, attraverso parole, anche inventate, dal suono simile: "Intanto sopravveniva davvero il feffe feffe, a tutta faffa" (Carlo Emilio Gadda).
Ossimoro, accostamento di termini o concetti grammaticalmente compatibili ma discordanti dal punto di vista semantico: "Con le braccia colme di nulla" (Giuseppe Ungaretti); "Gli uomini cercano riposo | al loro ozio laborioso" (Carlo Michelstaedter).
Parallelismo, successione all'interno della frase o del periodo di elementi disposti secondo lo stesso ordine: "occhi verdi, capelli biondi". È l'opposto del chiasmo.
Polisindeto, impiego costante e ripetuto della congiunzione fra due o più termini o proposizioni. È l'opposto dell'asindeto.
Similitudine, accostamento di due o più termini o concetti mediante un rapporto di somiglianza: "La memoria, | amica come l'edera alle tombe" (Umberto Saba).
Sineddoche, sostituzione di un termine con un altro che abbia col primo rapporti di quantità o di appartenenza. Consiste nell'indicare il tutto per la parte, ("quando il freddo anno oltre l'ondoso mare | caccia gli augelli", Francesco Petrarca), il plurale per il singolare, la specie per il genere ecc. È una varietà della metonimia.
Sinestesia, è un particolare tipo di metafora. Consiste nel mettere in relazione fra loro due o più elementi appartenenti a sfere sensoriali differenti: "Voci di tenebra azzurra" (Giovanni Pascoli). Fu molto usata dai poeti simbolisti.
Zeugma, procedimento mediante il quale due o più termini sono messi in relazione con un elemento della frase che fa da riferimento unico per entrambi: "La qual cosa la donna vedendo e udendo" (Giovanni Boccaccio).

Esempio



  


  1. Martina Della Torre

    analisi della poesia mio fratello aviatore di Brecht.In essa che figure retoriche di suono o di significato compaiono?


Come usare