Tema sul rapporto uomo ambiente

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Testo

"L'uomo e l'ambiente" Es.7

“Il rapporto uomo-ambiente; quali sono secondo te i principali problemi connessi alla questione ambientale; quali i principali pericoli, quali le eventuali soluzioni prospettate da scienziati e da uomini di cultura. Quale è la tua posizione al riguardo? Cerca di motivare la tua risposta.”

Svolgimento
Il problema ambientale è ormai cosa nota a tutti; ognuno di noi conosce, almeno per sentito dire, che cosa siano l’inquinamento, l’effetto serra, la progressiva diminuzione delle acque dolci e la minaccia delle invasioni da parte di specie esotiche; infatti essi sono attualmente i principali rompicapi per gli ecologisti.
Lester R. Brown, un ricercatore delle Nazioni Unite, ha parlato in generale sulla questione ambientale affermando che la crescente domanda umana di risorse comincia a superare la capacità di carico dei sistemi naturali del nostro pianeta. Infatti, l’economia mondiale sta danneggiando le sue stesse fondamenta; ciò è evidente nell’impoverimento delle zone di pesca e delle falde freatiche, nella riduzione delle foreste, nell’erosione del suolo, nella morte dei laghi e nella scomparsa delle specie. Queste difficoltà sono emerse solo nell’ultimo decennio perchè l’economia mondiale è cresciuta troppo rapidamente. Dai 4000 miliardi di dollari di produzione del 1950, infatti si è passati ai 16000 miliardi di dollari del 1985, ai 20000 miliardi di dollari dei 1995; cioè, in soli dieci anni vi è stato un incremento della produzione pari a 4000 miliardi di dollari.
Certamente, la questione più discussa e pubblicizzata è quella della contaminazione dell’atmosfera. Su questo tema si sono proferiti Patrick Michaels della University of Virginia e Richard Lindzen del Massachusetts Institute of Technology i quali sostengono che i modelli di computer utilizzati per effettuare le previsioni climatiche sono troppo superficiali e che “retroazioni negative” ci difenderanno dai cambiamenti del clima. Negli ultimi anni i modelli di elaboratori usati per simulare gli andamenti del clima sono diventati sempre più raffinati fino a poter considerare anche gli effetti degli aerosol di zolfo, cioè le emissioni nell’atmosfera di zolfo, che permettono di alleviare considerevolmente gli effetti del monossido di carbonio. L’utilizzo di un radar orbitante ha rivelato, oltre all’altissima concentrazione di gas nocivi, un aumento del livello dei mari pari a tre millimetri in tre anni. Esiste inoltre una probabilità che varia intorno al 95% che la causa dell’innalzamento del clima sia l’effetto serra e non sia quindi imputabile a fenomeni naturali.
Sandra Postel, un’altra ricercatrice delle Nazioni Unite, si occupa della questione idrica, i suoi studi hanno confermato che i livelli delle falde sono in declino ed i fiumi stanno andando in secca. Nell’arco di cinquanta anni le dighe sono quasi ottuplicate e molti fiumi non arrivano più al mare, come il caso del Colorado.
Una grave minaccia alla sicurezza umana deriva dalla crescente competizione per l’acqua che si crea tra paesi ogni volta che che le scorte si rivelano sempre più inadeguate al sopperimento delle necessità. Le tre forze che inducono questi conflitti sono: in primo luogo l’impoverimento o il degrado della risorsa idrica; in secondo luogo la crescita demografica; infine la disuguaglianza nella distribuzione o nell’accessibilità. Sul totale dell’acqua utilizzata nel Pianeta, l’85% è destinato all’agricoltura, attività molto dispendiosa sotto l’aspetto idrico; il fatto è che i terreni ben irrigati sono solamente il 16% del suolo agricolo mondiale, ma forniscono circa il 40% degli alimenti mondiali, perciò vi sono molti terreni irrigati che non vengono fatti fruttare al massimo delle loro possibilità. Inoltre la popolazione del pianeta aumenta ogni anno di circa 90 milioni di persone e per dissetarli si utilizzano circa 27 miliardi di metri cubi di acqua: una quantità pari a 1,3 volte il flusso annuo medio del Colorado o la metà di quello dello Huang He (Fiume Giallo). Se l’aumento della popolazione mondiale rimarrà tale anche in futuro, nel 2025 per dissetare il mondo necessiterà un volume d’acqua pari a nove volte il flusso annuale del fiume Nilo. La distribuzione diseguale dell’acqua porta a gravi danni sia alle falde sia alle persone umane in quanto dove vi è sovrabbondanza viene sprecata più acqua di quanta è utilizzata correttamente ed invece, nelle zone più aride, bambini ed adulti muoiono di sete. Si è calcolato che tutta l’acqua che si spreca in Europa basterebbe a dissetare due interi paesi come Mali e Mauritania.
Edward Wilson, biologo ad Harvard ed autorità nel campo della biodiversità, sostiene che le specie esotiche sono uno degli “inconsapevoli cavalieri dell’apoca-lisse ambientale”. Questi animali che l’uomo trasporta da un paese all’altro non incontrano i nemici naturali nel Paese ospitante, e così uccidono fino ad estinguere le specie più indifese e non fanno altro che proliferare e peggiorare una situazione diventata critica. Si stanno smantellando le barriere ed i modelli che formavano le catene alimentari.
Tutto sommato, l’uomo sta vivendo o vivrà un periodo inconsciamente difficile, dove basterà poco per causare danni irreparabili. La vita sulla terra in futuro sarebbe più semplice se adesso si provasse a risolvere alcuni problemi e non parlare solamente, comunque manca ancora istruzione su questi argomenti su cui sono competenti solamente coloro che dedicano la loro vita a studiarli.
Per evitare il peggio si potrebbe iniziare con una politica di informazione riguardo ai problemi ambientali molto più consistente rispetto a quella attuale, magari nelle scuole, dove si potrebbero attuare progetti di protezione dell'ambiente per sensibilizzare il futuro della società. Le prime cose da fare sarebbero discussioni in classe dove sicuramente emergerebbero idee giuste, in un secondo momento si potrebbe passare ad un insegnamento su come non scialacquare risorse importanti e soprattutto su come non inquinare ed infine un'informazione su quali sono i migliori mezzi per combattere i nemici dell'ambiente. Infatti al giorno di oggi esistono operazioni di boicottaggio delle maggiori multina-zionali, coloro a cui è imputata la distruzione dell'ambiente, che consistono nell'organizzarsi a non consumare i prodotti di una determinata casa nell'arco di tempo stabilito. Ultimamente questo tipo di protesta è stato rivolto alla Nestlè, la quale ha riscontrando gravi perdite.
Allora possiamo concludere che il destino della Terra non è ancora del tutto segnato, ma c'è la necessità di un grande impegno da parte di tutta la popolazione mondiale, soprattutto di quella dei paesi industria-lizzati, a salvaguardare l'ambiente e quindi il futuro.

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