Nati due volte, G. Pontiggia

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Data:22.05.2007
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Testo

NATI DUE VOLTE Giuseppe Pontiggia
Nati due volte, l’ultimo romanzo del celebre scrittore Giuseppe Pontiggia nato a Como il 25 settembre 1934, è un romanzo dedicato al tema dell’ handicap. E’ il racconto dei rapporti di un padre con il figlio spastico. Il padre, e tutti i personaggi del romanzo sono coinvolti in problemi legati all’ handicap. Lo scrittore vuole denunciare che l’ handicap non è un problema del singolo ma di tutta la società e di come questa non lo sappia affrontare correttamente. Il romanzo narra la storia di un bambino, Paolo. Fin dalla sua nascita , i genitori ma anche tutti i parenti, sono increduli, spaventati e impreparati all’ arrivo di un bambino diverso da tutti gli altri: handicappato. Dopo aver capito che è inutile scaricarsi le colpe a vicenda, cominciano i colloqui con medici e specialisti, cominciano le continue visite e i continui problemi che un bambino disabile deve affrontare ogni singolo giorno anche per le azioni che possono sembrare le più banali. I genitori cercano comunque di aiutarlo a crescere. Grazie all’amore e alla pazienza della madre e agli insegnamenti del padre, che aiutando il figlio ad uscire dalla minoranza, scopre un nuovo mondo, e all’aiuto della psicologa, della maestra elementare e di alcuni medici, Paolo compie notevoli progressi. Acquista la sua libertà (come quando va da solo a scuola in go-kart ), riesce a farsi rispettare ed amare da tutte le persone che lo circondano (come quando parla all’ assemblea della scuola). Così Paolo è nato due volte: la seconda è una rinascita affidata all’amore e alla cura degli altri. Pontiggia non ha scritto questo libro come un romanzo autobiografico ma ha scritto ugualmente un romanzo nuovo. Nei vari capitoli del libro si alternano dialoghi immediati a riflessioni profonde e introspettive in cui il padre, che narra la storia in prima persona, analizza la sua interiorità ed esprime la sua visione scettica del mondo. La lettura di questo libro è sicuramente molto impegnativa, oltre che per la serietà dei contenuti, anche per la struttura linguistica che è molto ricercata sia come termini che come costruzione del testo che risulta spesso difficile da interpretare (questo forse è dato anche dalla passione dell’ autore per la bibliofilia). La storia di Paolo non è raccontata con continuità, ma sono descritti episodi spezzettati della sua vita e, soprattutto, della vita del padre. Anche questo è uno dei fattori che rendono più difficile lo scorrimento della lettura, che richiede molta attenzione e concentrazione. Nel complesso è un libro forte di contenuti e ricco di emozioni, perché la triste storia di Paolo e la sua lotta per essere “più normale” non è solo la storia di Paolo, ma è la storia di tutti i bambini che come lui sono disabili e non possono nascere due volte da soli.

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