Le violenze sui minori

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Testo

Zambon Elisa Classe lV DL 30-gen-2007

Negli ultimi anni l’aumento della violenza tra i minori in Italia e in tutta Europa ha acceso un vivace dibattito sulle sue cause che sono state ricondotte all’influenza negativa di tv e cinema sul comportamento degli adolescenti per i possibili effetti imitativi scatenati.
Personalmente sono d’accordo: a mio avviso soprattutto i bambini sono naturalmente predisposti all’osservazione e alla riproduzione di ciò che li circonda perché per loro tutto è una fonte di concetti che gli permette di formarsi ed entrare a far parte di un particolare gruppo. A quell’età ogni oggetto posseduto o comportamento tenuto ha delle conseguenze che riguardano il campo delle amicizie e, soprattutto fra i maschi, si tende a voler dimostrare di essere i migliori, di poter essere un leader; di conseguenza per poterlo essere occorre seguire le mode del momento, avere ad esempio una data raccolta di figurine o seguire una precisa serie televisiva. Ovviamente tutto ciò che riguarda la sfera della lotta, della violenza e della trasgressione provoca in un qualsialsi bambino o ragazzo un’attrazione fatale tanto che si è portati a seguire e copiare le azioni dei propri eroi e a ben poco servono i bollini colorati o gli avvisi che segnalano l’inadeguatezza del programma.
Il mass media più pericoloso in questo campo è la tv perché è accessibile a tutti e contiene una gamma molto vasta di programmi; gli studenti dalla scuola dall’infanzia alla scuola secondaria tornano a casa dopo la scuola in un orario che si aggira attorno alle 14.00 e la prima cosa che fanno è accendere la tv: osservando a grandi linee i programmi di quell’orario ci si alterna fra Naruto, cartone animato di un ragazzo che vuole diventare in ninja più forte al mondo, Dragon Ball, altro cartone animato che concerne la lotta in continuazione, Hunter X Hunter, Shaman King e molti molti altri...tutti programmi per bambini che insegnano praticamente come essere violenti. E più si va avanti con il tempo più questo tipo di programmi si presenta nel mondo televisivo proprio per il grande successo ottenuto fra i tre quarti della popolazione.
Per quanto riguarda il cinema il discorso è differente: per recarvisi, nove volte su dieci si è accompagnati dai genitori che quindi hanno la responsabilità nei confronti dei loro figli nella scelta dei contenuti di ciò che si desidera guardare, e per quanto riguarda i ragazzi un pò più grandi si dovrebbe avere già acquisita la capacità di distinguere la finzione dalla realtà.
Qualcuno tuttavia potrebbe dire che gli atteggiamenti violenti sono incrementati invece dall’ambiente sociale che ci attornia e che ci accompagna sin dalla nascita.
Può anche essere in parte vero, molte cose ci vengono trasmesse da altri e soprattutto come già detto dagli amici, ma se si analizza meglio la situazione occorre prendere atto che comunque c’è un punto di partenza, qualcuno che diffonde per primo il nuovo messaggio, la nuova “moda” e che ha fra i suoi insegnanti sicuramente la suprema tv.
Certo oltre ad essa anche altre attività incitano alla violenza: in questo periodo soprattutto, in molte città ha preso avvio l’insegnamento di tecniche di judo, karatè, king box e altro ancora, attività aperte soprattutto ai giovani della scuola primaria per dare il prima possibile una formazione adatta. Queste attività fungono da aiuto per la difesa, la concentrazione e l’equilibrio interiore, ma messaggi simili il più delle volte non vengono recepiti perchè non sono presi sul serio e ci si ritrova a scuola, durante le ricreazioni, bambini che mettono in pratica le lezioni apprese con cause a volte per niente trascurabili.
In conclusione, l’aumento della violenza fra i minori vede fra le sue motivazioni principali il non-controllo dei programmi televisivi che sono trasmessi senza guardare agli effetti sul pubblico ma piuttosto ai guadagni; se veramente si vuole diminuire questo problema occorre iniziare subito, mettere da parte la propria brama di ricchezza e cominciare a dedicarsi di più alla propria salute e a quella degli altri.

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