la pentecoste

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Testo

24/10/2005

Tema: Presenta la Pentecoste soffermandoti sui temi in essa presenti.
La Pentecoste è un opera che fa parte degli “Inni Sacri” composti dal Manzoni dal 1812 al 1822 dopo la sua conversione al cristianesimo avvenuta nel 1810. Proprio questo fatto ha condizionato sia la vita dell’autore sia le sue opere perché prima egli aveva una visione pessimistica della vita, secondo la quale nelle vicende umane prevale sempre l’ingiustizia e la legge del più forte, e dopo la sua conversione capì che l’unica soluzione per i più deboli ed i più umili era sperare nella Grazia Divina e quindi nell’intervento della Provvidenza. Manzoni attraverso i suoi componimenti voleva comunicare la grande carica innovatrice del cristianesimo a tutto il popolo, perché per lui essere cristiano significava guardare gli umili, i più deboli, quelli che soffrono e non solo i potenti come avveniva in passato. Grazie a Manzoni per la prima volta si parla di cristianesimo democratico, perché lui crede che tutti gli uomini sono uguali, ma solo sulla base della religione, cioè nel regno dei cieli e non sulla terra.
Così iniziò a comporre gli “Inni Sacri” di cui fa parte anche la Pentecoste che è una delle festività principali dell’anno, e che celebra la discesa dello Spirito Santo, cinquanta giorni dopo la resurrezione di Cristo, su Maria e sugli Apostoli e coincide con la nascita della Chiesa. Manzoni nei primi versi si rivolge alla chiesa militante cioè alla chiesa attiva e combattiva che ha dimostrato la sua fragilità abbandonando Cristo morente sulla croce, fino al giorno della discesa dello Spirito Santo, che con impeto ha aperto gli occhi ai discepoli e li ha fatti parlare in molte lingue. Questo è il miracolo della poliallia narrato negli “Atti degli apostoli” e che Manzoni ha ripreso come ha paragonare, a mio avviso, l’impeto con cui il cristianesimo è entrato nella sua vita facendo in modo che iniziasse a narrare a tutte le persone la benevolenza di Cristo. Nella seconda parte viene descritto l’effetto dello Spirito Santo sugli apostoli con il richiamo: ai pagani, alle spose che portano in grembo il frutto di Dio e alle serve. I pagani si devono voltare verso Gerusalemme ascoltando la parola santa, le spose non devono più pregare la falsa Giunone protettrice del parto ma Dio perché è a lui che è consacrato il frutto che portano in grembo, mentre le serve che guardano con invidia i volti dei bambini liberi che vengono allattati, sono avvertite che il cielo accoglie anche gli umili.
In queste strofe per la prima volta si parla di cristianesimo democratico perché il regno di Dio è anche per gli infelici e non solo per coloro che hanno avuto gloria nella vita, perché Cristo è morto in croce per salvare tutti. Il bene trionfa sempre sul male e la salvezza è eterna, non come le vittorie terrene che non durano. Nella parte finale si ha l’invocazione del Manzoni alla Spirito Santo per unire tutti gli uomini in un'unica fede, per sollevare lo sguardo del povero verso il cielo, per manifestarsi nel sorriso di tutti i bambini e per moderare il carattere dei giovani troppo confidenti in se stessi e per dare speranza di raggiungere il regno dei cieli a chi muore. Lo Spirito Santo è amore e aiuta i più deboli come il sole fa dischiudere i fiori, il sole che è Dio aiuta i fiori che sono gli uomini attraverso lo Spirito Santo a fare del bene. Dio è descritto come giusto e partecipe alle vicende umane, in cui interviene infondendo coraggio e comportamenti saggi e sereni, ma anche come un buon padre che sta fermo ad osservare il figlio nell’attesa che questi venga a chiedergli aiuto.
Manzoni riteneva che la libertà e l’uguaglianza sociale siano un diritto di ogni uomo, e nella Pentecoste riconosce tali diritti come patrimonio della fede cristiana.

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