La pena di morte: tema svolto

Materie:Tema
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Testo

La pena di morte

La pena di morte rappresenta una delle questioni che preoccupa il mondo e che al tempo stesso, divide l’opinione pubblica in favorevoli e contrari.
Spesso si pensa che con una tale punizione, si riesca dissuadere le persone dal compiere omicidi ed altri reati molto gravi e di conseguenza si crede di poter riuscire ad abbassare i tassi della criminalità. Inoltre è considerata un metodo efficace per proteggere la società dai criminali; infatti con la condanna a morte sarà impedito loro di agire pericolosamente per sempre.
I sostenitori di questa pena sono più che convinti della validità delle proprie motivazioni soprattutto perché credono nel potere deterrente di tale punizione, però, forse non hanno riflettuto sul fatto che i gravi reati come gli omicidi, nella maggior parte dei casi, o sono commessi in momenti di particolare ira, o sotto effetto di droghe o alchool o nel caso in cui siano premeditati, il movente acceca l’assassino al punto tale da non renderlo nemmeno cosciente né di ciò che sta per fare, né delle possibili conseguenze della sua azione.
Secondo me, infliggere qualcuno la pena di morte è un atto terribile: nessuno ha il diritto di fermare la di un qualunque altro essere umano, nemmeno se il colpevole è accusato di omicidio. L’ assassino, essendo punito in questo modo, non avrebbe il tempo di rendersi conto della gravità del suo atto, non potrebbe pentirsi, potrebbe solo essere giustiziato ed essere un presunto esempio per la società.
Io fatico molto a comprendere il significato di questa condanna e soprattutto il messaggio che ci vuole trasmettere: secondo i favorevoli è il metodo più giusto per eliminare il crimine ed evitare gli omicidi ed è grazie ad esso che le persone possono riflettere e convincersi a non commettere reati. Ma se per un assassinio, la soluzione degli Stati per porre rimedio alla situazione è proprio quella di compiere un altro crimine uccidendo il colpevole, quale esempio si vuole dare al mondo e cosa si vuole dimostrare?
Non è certo questo il modo per insegnare e far rispettare la giustizia, altrimenti il diritto di vivere non potrebbe più essere considerato valido.
E’ incredibile come al giorno d’ oggi, un’ era molto avanzata tecnologicamente e presuntuosamente anche civilmente, sia così arretrata umanamente: in Italia si è creato un clima di contrasto ed avversità riguardo all’ approvazione del parto assistito con infiniti dibattiti, quando in alcuni Paesi, tra i quali alcuni dei rinomati Stati Uniti di America esiste ancora la pena di morte. Ma se la legge è uguale per tutti così come lo sono i diritti dell’ uomo, perché si insiste tanto per difendere la nascita di alcuni embrioni e non si lotta ugualmente per impedire l’ uccisione dei criminali dove vige la pena capitale?
La vita oltre alla libertà naturalmente, è il bene più prezioso che ognuno di noi possiede e non è un bene materiale che si può comprare, la vita non ha prezzo perché è qualcosa di unico, qualcosa che una volta persa non può esserci restituita da niente e nessuno. Per cui, quale motivo autorizza un essere umano a privare un altro del suo dono più importante? Come nessun uomo ha il diritto di uccidere un suo simile, così lo Stato, che dovrebbe agire razionalmente, non spinto dall’ emozione del momento, in quanto garante della giustizia, non deve mettersi sullo stesso piano di chi si macchia del più orribile dei crimini: l’ omicidio. Altrimenti si fornirebbe tutti un esempio di atrocità compiuto dalla legge stessa, mentre essa è stata creata proprio per la tutela dei diritti umani e quindi per quello della vita.

Stefania Ciacco

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