io non ho paura: scheda libro

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:08.08.2005
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Testo

SCHEDA-LIBRO: “IO NON HO PAURA”
AUTORE:
Niccolò Ammaniti
TITOLO:
Io non ho paura
BREVI NOTIZIE SULL’AUTORE:
Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha esordito con il romanzo Branchie (Ediesse 1994; Einaudi Stile Libero 1997). Nel 1996 ha pubblicato la raccolta di racconti Fango (Mondatori) e nel 1999 il romanzo Ti prende e ti porto via (Mondatori). I suoi libri sono tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco, russo e polacco.
DOVE È AMBIENTATA LA STORIA:
Ad Acqua Traverse, un paesino nella campagna di un sud dell’Italia non identificato.
QUANDO:
Nell’estate torrida del 1978.
DESCRIZIONE PERSONAGGI:
PERSONAGGI PRINCIPALI:
Michele Amitrano (narratore protagonista)ha 9 anni, è un bambino solare e vivace tanto che passa intere giornate con i suoi amici.E’ riservato, generoso e anche un po’ diffidente. Cosa che lo spaventa terribilmente sono i mostri immaginari che vivono nella sua testa.
Filippo Carducci ha 9 anni, è un bambino la cui personalità non affiora molto ma si può dire che è coraggioso, anche se spesso si arrende facilmente, ha bisogno di un sostegno morale per andare avanti ed è figlio di una nobile famiglia di Pavia. Emerge molto la sua religiosità, crede negli angeli, in dio, nel paradiso…
PERSONAGGI SECONDARI:
Antonio Natale, detto il Teschio, ha 12 anni, è un ragazzino molto egocentrico, vuole rispetto dagli altri bambini ed essendo il più grande si sente autorizzato ad avere sempre la meglio o comunque a sottomettere gli altri, infatti, è definito il “capo” della banda.
Felice Natale (fratello di Antonio) ha 20 anni, è sempre infuriato e nervoso, soprattutto nei confronti dei più piccoli. È sempre di cattivo umore, forse perché non è mai riuscito ad andarsene definitivamente da quel minuscolo paesino che è Acqua Traverse e forse perché non ha mai avuto né amici né una fidanzata.
Salvatore Scardaccione, ha 9 anni ed è il più intelligente della compagnia. E’ un bambino tranquillo e vivace, che però è capace di svelare un segreto molto importante per un’insignificante lezione di guida.
Pino Amitrano (il padre di Michele) è un uomo che si fa rispettare, è intelligente, coraggioso, ma un po’ sfortunato.
Teresa Amitrano (la madre di Michele) ha 33 anni, capelli neri, occhi grandi e scuri, bocca larga, denti forti e bianchi, mento a punta, petto grande e vita stretta. È una donna fragile, sentimentale e anch’essa coraggiosa.
Sergio Matera (amico di famiglia) ha 67 anni ed è un uomo magro con pochi capelli biondi lunghi raccolti in una coda, naso lungo, occhi infossati e barba bianca. È un uomo che mette paura, s’impone sugli altri come se fosse un imperatore, ma in fondo ha un cuore tenero spezzato dalla morte di un figlio e dalla solitudine.
TRAMA:
In una delle escursioni a bordo dell’inseparabile “scassona”, la sua bicicletta, Michele Amitrano (9 anni) arriva a una collina, dalla forma insolita, che mai, prima di allora, era stata notata dal gruppo di bambini. Ed è proprio qui che Michele scoprirà un segreto più grande di lui, atroce, inconfessabile, fonte di dolore e sofferenza. Inizialmente ha paura di rivelare la verità: lo avrebbero certamente preso per pazzo se avesse raccontato di aver trovato un bambino mezzo morto in un buco coperto da un materasso. Così, per qualche giorno tiene il segreto per se e quasi tutti i giorni va a trovare Filippo (così si chiama il bambino nascosto in quel buco): ci parla, gli da mangiare, lo conforta, cerca di sapere perché si trova lì, chi può essere stato a fare una cosa tanto atroce. E una sera, scopre la tanto attesa verità: gli adulti sono davanti alla tv e discutono furiosamente, sono arrabbiati, ce l’ hanno con una signora che piange disperata la scomparsa di suo figlio, Filippo Carducci. Michele si affeziona e diventa amico di Filippo; i grandi però, scoprono il suo segreto: non vogliono che Michele si immischi, vogliono solo farlo fuori(Filippo), ed infatti trasferiscono il bambino in un altro nascondiglio. Michele corre a salvarlo: rischia quasi la vita, ma lo trova, riesce a far scappare Filippo,tanto insicuro e impaurito, invece lui, essendo ferito, non riesce a scappare e il padre, arrivato fin lì per compiere l’atroce crudeltà, spara e colpisce suo figlio.
COMMENTO:
È un libro bello, attuale e appassionante in cui il grande segreto, che Michele tiene gelosamente per sé, lo porta, nel giro di pochi giorni, a crescere, a conoscere se stesso attraverso il pericolo e la paura e, infine, a dargli la forza e il coraggio di saper affrontare le scelte che la vita a volte ci impone.
Michele crede pienamente nel valore dell’amicizia, forse anche troppo, perché è fidandosi di un suo amico che i grandi gli impediscono di vedere Filippo, un bambino così insicuro, impaurito, forse anche timido a cui è stata violata l’infanzia, che ha bisogno di amicizia vera che Michele è pronto a dare.
Cosa che mi ha colpito particolarmente è la crudeltà, la cupidigia degli adulti: come possono degli esseri che sembrano persone, perché hanno la fattezza degli umani, assomigliare così tanto a mamma e papà. Dietro il loro sguardo dolce, dietro i loro gesti affettuosi, come possono nascondere un anima nera come quel buco scavato nella terra. Non sono uomini…sono orchi, esseri veramente crudeli che non si sa per quale motivo sacrificano la vita di un bambino indifeso.
Ammaniti riesce ad attraversare due universi: l’infanzia e l’età adulta. Sono due mondi spesso in contrasto tra loro, ma legati in modo permanente, perché solo attraverso gli occhi del bambino che è in ognuno di noi, percepiamo la realtà di cui abbiamo paura e riusciamo a superarla.

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