"Io non ho paura" di N. Ammaniti

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:25.10.2001
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Testo

IO NON HO PAURA di N. Ammaniti

Genere del libro: il libro espone principalmente le diverse mentalità e paure degli adolescenti e narra la storia di un sequestro.

Sintesi: un giorno in un paese inventato di nome Acquatraverse un bambino di nome Michele scopre in una fossa altro bambino di 8 anni, di nome Filippo e scopre che è stato sequestrato tempo prima dal babbo.
A sapere della storia sono Michele e il suo migliore amico, Salvatore, che però lo tradisce raccontando tutto ai suoi genitori.
Mentre proseguono i giorni e il babbo di Michele aspetta i soldi dalla famiglia ricca di Filippo, tra Filippo e Michele nasce una forte amicizia e Michele impara a difenderlo e a insegnargli a non avere paura e insieme crescono psicologicamente.
Quando ormai la storia si avvia verso la fine i carabinieri sono ormai a conoscenza dell'accaduto e si dirigono nella fossa dove vive Filippo, sopraggiunge per primo Michele perché vuole salvarlo ma arriva anche il babbo di quest'ultimo dicendo che soltanto uno dei due poteva salvarsi. I ragazzi tirano allora a sorte, ma Michele fa in modo di perdere per proteggere Filippo e muore ucciso dal babbo.
Il libro termina così "nel buio" come scrive l'autore.

Luogo: la vicenda si svolge in un ipotetico paese del meridione chiamato Acquatraverse, quindi tra i suoi boschi, le sue strade e le case dei suoi abitanti protagonisti del libro.

Tempo: la vicenda inizia nel 1978 (l'anno della lunga estate caldissima).

Personaggi: Filippo: il bambino sequestrato, apparteneva a una importante famiglia ricca.
Michele: il protagonista della storia, lui è il narratore e a soli 9 anni, impara cosa vuol dire l'amicizia e a vincere la paura, diventa amico di Filippo.
Salvatore: il miglior amico di Michele finché non lo tradisce raccontando tutto al babbo giudice.
"il Teschio": l'alias di Antonio Natale, capo della banda di Michele.
Barbara: l'unica ragazza del gruppo, è innamorata di Michele è odia invece Antonio.

Narratore: il narratore è interno alla vicenda e il suo punto di focalizzazione è interno poiché a raccontare la storia è il protagonista stesso del libro, Michele.

Stile e linguaggio: il linguaggio è semplice da capire e si adatta alla figura adolescenziale di un bambino, con le sue paure, angosce e i suoi sentimenti.

Temi: in questo libro viene messo in risalto il comportamento psicologico di alcuni ragazzi in età adolescenziale a seconda delle varie situazioni.
Quindi si alternano le situazioni dove un ragazzo, come Filippo, il sequestrato, risponde positivamente e prende coraggio quando riesce a vedere la luce del giorno, che gli da sicurezza e coraggio; e dall'opposto si vede la sua reazione davanti al buio della notte che gli impedisce di focalizzare figure e idee e gli fa perdere sicurezza in se stesso e lo riempie di paura e disagio.
L'autore ci descrive anche l'amicizia che nasce tra il protagonista e il sequestrato, forse nata dal fatto che Michele, compresa la situazione, assume un comportamento quasi paterno e protettivo nei confronti di Filippo, che inconsciamente non capisce in che situazione si trova e il pericolo a cui va incontro.
Gli adulti rappresentano un po’ il mondo al negativo, un mondo che Michele e i bambini,
vogliono cambiare, perché essendo ancora adolescenti intuiscono soltanto il bene e Michele è pronto a sacrificare la sua di vita per salvarne un'altra e per dimostrare che il suo coraggio e la sua voglia di lottare per una vita migliore possono in effetti cambiare qualcosa in questo mondo, farci capire gli errori della nostra epoca, anche se tristemente Michele deve morire, sotto gli occhi del padre, colpevole e marcio, a cui forse importavano di più i soldi che la vita di suo figlio.
La madre di Michele è invece la rappresentazione dell'individuo che cerca di uscire da ogni situazione losca, perché ha paura di mettere a repentaglio la sua vita e quella dei suoi cari, e quindi preferisce darsi all'omertà che denunciare i fatti alla giustizia, come lei, nel mondo ci sono migliaia di persone che hanno paura di mettersi contro la criminalità per lo stesso motivo.
Salvatore, rappresenta un po’ il modello di giustizia e intelligenza, anche se purtroppo deve andare incontro alla sua amicizia con Michele, preferisce raccontare l'accaduto al padre giudice.
Il "teschio" è invece la figura autoritaria e di potere, capo della banda, la figura forte del libro.
Filippo invece rappresenta la vittima innocente, che ha la fortuna di trovare Michele, onesto e leale sino all'ultimo, cerca di proteggere la famiglia e Filippo sino alla fine, fin dove non può fare oltre, decide allora che i suoi ultimi sforzi per preservare almeno Filippo dalla morte e da una punizione ingiusta per lui che non centrava niente siano indirizzati verso il suo ultimo sacrificio, salvando Filippo e facendo trionfare il bene sopra ogni altra cosa.

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  1. alessandro

    ho visto il film che mi era piaciuto molto


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