In una notte limpida contemplo il cielo... Tema svolto

Materie:Tema
Categoria:Italiano

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Testo

“In una notte limpida contemplo il cielo palpitante di stelle e penso...”

Alzando lo sguardo alla volta celeste, osservo come la notte avvolga tutto quello che sta intorno a me e lo ricopra di una contemplativa aria di mistero.
Serenamente, sembra che ogni forma di vita lasci che l’invisibile oscurità imprima nel proprio lato più vulnerabile, le tracce della sua presenza; i silenzi sono ascoltati nella più completa attenzione per lasciare spazio pian piano, al più assoluto riposo.
E’ ora tarda e tutti, nei dintorni, sono chiusi nelle proprie case a godersi la pace della nottata, uno stacco dalla vita quotidiana, la morte del giorno; solo io sono qui, sul davanzale della mia finestra a godermi la disponibilità del buio a farsi ammirare.
Vedo che la notte ha inghiottito la città portando calma e lieta serenità; le luci delle piccole stelle che in cielo brillano donano quel minimo scintillio per far capire che ogni cosa sta solamente riposando, non ha ceduto il passo alla morte. Morte, primo pensiero che mi risale nella mente osservando le tenebre: il “sonno eterno” è un fatto singolare nella vita di ogni persona, e può essere vissuto in due modi: il primo in cui si soffre perdendo una persona cara, e nel secondo quando si perde la propria vita. In entrambi i casi, dona tristezza e solitudine, come la buia oscurità senza stelle. E’ una cosa naturale e va accettata come quando, al calare del sole, la giornata finisce, e tutto diventa un ricordo, seppur bellissimo.
Vedendo una stella cadente, esprimo un desiderio e capisco che la vita è come il susseguirsi della luce e delle tenebre: il giorno può essere visto come il susseguirsi dei momenti più belli della propria esistenza, in cui il sole riscalda e da voglia di vivere, la notte appare, invece, come quei periodi in cui sembra che tutto
-prenda pieghe sbagliate, periodi in cui non si vede via di uscita, ma che in fondo donano delle piccole speranze, delle piccole stelle cadenti, proprio come la notte.
Questa nottata mi trasmette un po’ di tristezza per il fatto che sono solo, qui, a contemplarla; accendo la radio e le note di qualche canzone ispirata alla notte mi donano sollievo e mi fanno capire quanto il buio delle ore notturne sia un gioiello da gustare per la calma e la pace che regalano, come i ritornelli di canzoni che ispirano pace e sentimenti positivi.
Io vivo le ore di buio come un periodo di fuga dalla realtà, un mondo in cui mi rifugio dopo un giorno difficile, come tutti quelli che sono costretto a vivere per gli impegni che la scuola, gli amici e la mia stessa vita di adolescente mi impongono. Per una decina di ore circa posso rifocillarmi a una fonte di velata misteriosità, alla fonte dei sogni e del riposo, che mi ricaricano sia fisicamente che psicologicamente e che mi danno le forze necessarie per la vita che corre, scappa e non aspetta nessuno.
L’azione che la notte mi ispira oltre al riposo, è il pensare: durante quello stato detto di “dormiveglia”, la mia mente spazia ai pensieri più nascosti che escono con il minimo sforzo dalla mia mente; il ragionare parte da piccole cose, per poi spostarsi, senza che io possa accorgermene, a problemi difficili e può arrivare anche a stupidaggini per poi condurmi e cedere il passo al meritato e aspettato riposo durante una notte limpida dopo aver contemplato il cielo palpitante di stelle. Io, inetto lascio che il sonno mi porti con se; capisco, dopo un’osservazione così, che il buio non deve spaventare come succede a molti bambini, ma deve incuriosire e attrarre in un mondo di mistero, dove lo scoprire diventa gioire per poi lasciare la strada al riposo e allo stacco da tutti i ritmi che ci fanno correre troppo e non ci lasciano liberi di godere di usufruire di ciò che il mondo ci da. Quindi riposiamo in questa notte di vita e aspettiamo che il domani ci doni quello che è stato scritto per noi, prendendo, quando serve una pausa per poi partire con una notte di stelle in una limpida via.

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