Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:06.10.2006
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Testo

TITOLO: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore
AUTORE: Luis Sepúlveda
EDIZIONE: Guanda
ANNO: 1997

TRAMA: Il romanzo si apre con l’arrivo di una canoa con a bordo degli shuar e il cadavere di un uomo.Era terribilmente deturpato da un lungo e profondo taglio che partiva dal mento e finiva alla spalla destra. Gli insetti gli avevano mangiato un occhio e le ferite erano state infettate da alcuni vermi albini.
Il sindaco, un uomo obeso e perennemente sudato, accusò gli indigeni di averlo ucciso, ma Antonio Josè Bolivar intervenne in loro aiuto, discolpandoli facendo notare alla Lumaca (il soprannome che gli abitanti di El Idilio avevano dato al primo cittadino) che la ferita era stata causata dalle unghie di un tigrillo femmina, che aveva poi orinato sul cadavere per marcarlo. Guardando tra gli averi del morto, il vecchio scopre le pelli di alcuni cuccioli e spiega che il gringo aveva probabilmente ucciso i piccoli e il maschio e che la femmina, pazza di dolore, sarebbe stata molto pericolosa e vendicativa verso tutti gli uomini.
Il sindaco non disse una parola e rientrò, mentre Antonio era molto preoccupato: temeva infatti che il sindaco potesse chiamalo per una battuta di caccia.
Una mattina fu avvistata una altra canoa, dove si scoprì che conteneva un altro cadavere, ridotto in condizioni pietose.
Era Salinas, un cercatore d’oro, una nuova vittima del tigrillo, che probabilmente ora era su quella stessa riva, minacciando il villaggio.
Il sindaco organizzò una spedizione e Antonio sapeva che sarebbe dovuto andare, o il sindaco gliel’avrebbe fatta pagare.
Alle prime luci dell’alba il gruppo partì dalla casa del sindaco e poco prima di sera si accamparono e stabilirono dei turni di guardia per difendersi dal tigrillo. Improvvisamente si sentì un rumore che arrivava dal folto della foresta.
La spedizione si trovò così costretta a doversene andare, fermandosi successivamente sulla riva del fiume. Il primo cittadino si acquattò dietro i cespugli per espletare un bisogno fisiologico, e in quel momento sentì un rumore provenire dalla bassa vegetazione e sparò. Quando i compagni lo raggiunsero, scoprirono che in realtà aveva ucciso un orso del miele.
Quando venne sera,ristabilirono i turni e, quando il vecchio si mise a leggere il suo romanzo d’amore, attirò l’attenzione degli altri che si avvicinarono ad ascoltarlo. Ci fu un dibattito su Venezia, fino all’intervento della Lumaca che però fu interrotto da un brusco gesto del vecchio: la bestia aveva sentito il loro odore e si avvicinava. In preda al panico, il sindaco scaricò il revolver sparando a vuoto. Tra la disapprovazione del gruppo, propose ad Antonio Josè Bolivar di rimanere nella foresta e di uccidere la bestia in cambio di Cinquemila sucres. Nel frattempo loro sarebbero tornati indietro per difendere il villaggio. Il vecchio accettò la proposta, e dal momento in cui rimase solo rifletté sulle sue sensazioni, emozioni e su ciò che provava e aveva provato quando aveva cacciato altri pericolosi animali.
La mattina seguente il vecchio si incamminò verso il cuore della foresta seguendo le impronte che aveva lasciato l’animale, si nascose dietro un albero e dopo parecchio tempo d’attesa, finalmente la vide. Con il cuore in gola la seguì con lo sguardo, nel tragitto che ripeteva instancabilmente. Improvvisamente Antonio si lanciò di corsa verso il fiume, ma il tigrillo lo colpì alle spalle, facendolo ruzzolare dalla scarpata. Quando si rialzò, vide la bestia accucciata sulla sommità e, più in basso, il maschio ferito, in fin di vita: Antonio capì che l’aveva condotto fin lì perché gli desse il colpo di grazia, e così fece interrompendo le sue sofferenze.
Era giunto il momento di scontrarsi con la bestia, che la mattina seguente lo attaccò sulla canoa dove si era rifugiato, urinando sopra il vecchio, come se fosse già morto. Antonio sparò un colpo, ferendo sia il tigrillo che se stesso, e ad armi pari si combatté lo scontro finale.
Fu vinto dal vecchio, che se ne tornò tristemente a El Idilio, a leggere i suoi romanzi d’amore.
La lettura del libro è molto scorrevole e parla di un tema di cui oggi si discute molto: la vecchiaia. Questo libro lo consiglio agli appassionati di avventura, ma anche a tutti perché Sepúlveda usa un linguaggio molto semplice.

GIUDIZIO: 4

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