Il giardino dei Finzi Contini, G. Bassani

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano
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Data:06.04.2007
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Testo

RELAZIONE DI UN LIBRO

TITOLO: Il giardino dei Finzi-Contini

AUTORE: Giorgio Bassani

RIASSUNTO:

Oltre che esserne l’autore Bassani è anche protagonista e narratore della storia contenuta nel libro.
L’opera inizia con una specie di introduzione dove l’autore dice che visitando un cimitero etrusco, si ricorda di molti anni prima, quando lui era ancora un ragazzo e andava al cimitero con il padre e vedevano la monumentale tomba di famiglia dei Finzi-Contini.
I Finzi-Contini erano una famiglia ebrea e ricca che vivevano a Ferrara proprio come Bassani, Alberto e Micol appartenevano alla famiglia ed erano all’incirca coetanei del protagonista, essi non frequentavano però la scuola pubblica, erano quindi considerati dei privilegiati e addirittura un po’ snob da tutti gli altri ragazzi con i quali non avevano nessun legame di amicizia.
L’unico che li conosceva un po’ meglio era appunto Bassani, ebreo anche lui, frequentavano la stessa sinagoga e la sua famiglia stava proprio nel banco davanti a quello dei Contini.
Bassani aveva sempre provato una forte simpatia nei confronti di tutta la famiglia di Alberto e Micol, infatti, durante la funzione religiosa stava sempre voltato verso di loro in modo da potere scambiare sorrisi o mezze frasi con qualcuno di loro.
Nonostante questo i ragazzi non si erano mai frequentati e, per molti anni, si erano scambiati la parola solo in quei rari momenti nella sinagoga.
Poi però, quando oramai sia Micol sia Alberto sia Giorgio frequentavano già l’università, iniziarono ad essere emanate le leggi razziali e le persone ebree Cominciarono ad essere escluse da club, associazioni, persino chi aveva preso la tessera fascista fu espulso dal partito.
Anche Bassani fu escluso da un club di tennis, gli arrivò quindi una telefonata un po’ strana, Alberto Finzi-Contini lo invitò a casa loro a giocare a tennis, il protagonista, dopo vari tentennamenti, accetta e si reca alla loro monumentale casa con un immenso parco.
Giorgio diventa molto amico di Micol e se ne innamora, questo lo capisce però solo alla fine dell’estate quando, Micol, va a Venezia per finire la tesi e laurearsi. Bassani continua a frequentare la casa dei Contini perché poteva così vedere una parte di lei, frequenta quindi Alberto e anche Malnate oramai, per quanto glielo permetteva il lavoro, era di casa lì dai Finzi-Contini. Giorgio ha la possibilità di conoscere meglio anche Ermanno il padre dei ragazzi il quale lo accoglie benissimo e gli permette di usare la sua biblioteca per completare la tesi.
Quando Micol torna da Venezia Bassani le confessa di essersi innamorato di lei, la ragazza lo respinge gentilmente e, per un po’, riesce a tenere a bada le sue sempre più insistenti pressioni; ma quando non ce la fa più è costretta a dirgli di non frequentare più la sua casa.
Il protagonista è costretto ad accettare e per non perdere i totalmente i contatti con quello che era stata la sua vita da due anni a quella parte, decise di cominciare a frequentare Malnate, il migliore amico di Alberto.
Per un po’ di tempo escono a cena quasi tutte le sere poi, un giorno il padre di Bassani gli dice che gli conveniva lasciar perdere qualsiasi relazione con il Malnate e i Finzi-Contini poiché non appartenevano alla sua classe sociale. Il giovane accetta pensando che in quel modo riuscirà a dimenticarsi Micol, che nel frattempo aveva iniziato una relazione clandestina proprio con Pietro Malnate. Nel 1943 però tutta la Famiglia Finzi-Contini è deportata in un campo di concentramento dove moriranno tutti.
IMPRESSIONI PERSONALI:

Questo libro mi è piaciuto molto per la sua lettura scorrevole e per l’argomento trattato.Ripercorre, infatti, il periodo del fascismo vissuto dai diretti interessati, due famiglie di ebrei a confronto, la famiglia di Bassani che appartiene alla medio-piccola borghesia e quella dei Finzi-Contini molto ricca e quasi isolata dal resto della gente.
A causa delle leggi razziali il protagonista riesce a inserirsi in quella ristretta cerchia di persone che possono frequentare il giardino dei Contini e scopre che in fondo sono persone come le altre e ne resta affascinato.
L’autore cerca inoltre di trattare il delicato tema del razzismo facendoci capire che non vorrebbe assolutamente che succedessero più fatti gravi come la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento, o solo la discriminazione razziale che esiste ancora oggi.
È bellissimo il modo in cui autore, protagonista e narratore si fondono in un tutt’uno, di loro non si sa nulla e questo aumenta l’interesse del lettore e lo spinge a proseguire nella lettura cercando di sapere di più. Questo fatto non vale però solo per il protagonista ma anche per tutti gli altri personaggi che non sono mai descritti direttamente ma solo attraverso a pezzi di frase parole o espressioni disperse tra le pagine del libro.
Quest’opera è molto bella.

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