Il barone rampante (1957)

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

IL BARONE RAMPANTE
di Italo Calvino

Genere: Editore: Garzanti/Milano
Anno edizione letta: 1982 Anno di scrittura di testo: 1957
AUTORE:
Italo Calvino nasce a Cuba nel 1923 da genitori italiani. Due anni più tardi la famiglia si trasferisce in Italia dove Calvino trascorre la sua giovinezza. Tra i 16 e 20 anni scrive alcuni racconti e opere teatrali. Frequenta l’università di Torino dove il padre lavorava; in seguito si iscrive anche all’università di Firenze, partecipa anche alla guerra partigiana. Attraverso importanti amicizie, come quella con Cesare Pavese, amplia le sue conoscenze in diversi campi che gli permettono di iniziare a scrivere dei racconti per alcuni periodici. Nel 1951 compie un viaggio nell’Unione Sovietica e dalla sua realtà coglie soprattutto dettagli di vita quotidiana, da cui emerge un’immagine positiva e ottimistica.
Negli anni ‘50 pubblicò i suoi primi libri e allacciò contatti e strinse amicizie con i maggiori esponenti della cultura europea, in particolare quella francese. Tra il 1952 e il 1956 pubblica numerose opere, tra le quali Il visconte dimezzato. Nel novembre del 1959 parte per un viaggio negli Stati Uniti che racconterà in "Un ottimista in America". A partire dagli anni ‘60 visse tra la Francia e l’Italia, soggiornando a lungo anche in America dove insegnò e tenne conferenze in varie università.
Nel 1967 si trasferisce con tutta la famiglia a Parigi, dove abiterà fino al 1980. Nel 1974 comincia a scrivere sul "Corriere della Sera"; questa collaborazione dura fino al 1979. Nel 1978 muore la madre e più tardi si trasferisce a Roma. Il 6 Settembre 1985 è colto da un ictus a Castiglione della Pescaia, e muore in seguito ad un’emorragia cerebrale la notte tra il 18 e 19 Settembre.
INTRECCIO:
Questa è la storia del baroncino Cosimo Piovasco di Rondò ed ha inizio il 15 giugno del 1767. Infatti, a partire da quel preciso giorno, il protagonista decide di ribellarsi, dapprima alla sua famiglia, ed in seguito a tutto il mondo. Per porsi contro la sua famiglia, contro la quale portava del rancore, conseguenza dell’incompatibilità dei vari componenti della stessa, Cosimo stabilisce di accasarsi sui tantissimi alberi del territorio d’Ombrosa per tuta la vita. Da qui hanno inizio innumerevoli incontri con i più svariati personaggi. Il primo è con Viola, figlia dei rivali d’Ondariva, con la quale ha un particolare rapporto segnato, a volte, da incomprensioni, ed altre da complicità e voglia di non sentirsi soli. Tutto ciò fino alla partenza della bambina per andare in collegio. Ritornerà più tardi, quando sarà donna ed avrà una complicata relazione sentimentale con Cosimo. Un altro importante incontro è quello con Gian dei Bruti, temuto bandito della zona, al quale, Cosimo, cambierà l’esistenza fino al momento della sua cattura e conseguente condanna a morte. Inoltre diventerà un inseparabile amico di un simpatico cane bassotto che lo accompagnerà nelle sue tantissime battute di caccia, fino a quando Viola non se lo porterà con sé quando, dopo aver litigato con Cosimo, ed andrà a vivere a Parigi. Cosimo vivendo sugli alberi osserva attentamente l’umanità, percependone gli errori e le incomprensioni e, pertanto, scrive un testo dal titolo: “Progetto di Costituzione di uno Stato Ideale sopra gli Alberi”. Col passare degli anni il nostro protagonista diventa molto celebre fino ad incontrare Napoleone. Ormai vecchio e malato, ma ancora fermamente convinto della sua scelta, un giorno, passando sopra un albero una mongolfiera dell’aeronautica inglese cominciò a girare su se stessa perdendo l’ancora “da bordo”, mentre era diretta verso il mare, con un incredibile balzo Cosimo l’afferra, volando via con essa. Fu questa l’ultima volta che Biagio, il fratello di Cosimo, vide il quest’ultimo vivo. Cosimo è riuscito a non dare a nessuno la possibilità e la soddisfazione di vederlo tornare sulla terra, neppure da morto.
Rapporto tra fabula ed intreccio:
Il rapporto tra fabula ed intreccio corrisponde, non sono presenti prolessi o analessi.
Spazio, ambienti:
Le vicende si svolgono ad Ombrosa, una cittadina immaginaria nei pressi di Genova, sulla Riviera Ligure. Tuttavia il protagonista si sposta in diversi luoghi, quali ad esempio: la Spagna, Olivabassa (luogo immaginario) e la Francia. La descrizione degli ambienti è per lo più analitica ed è effettuata direttamente dal narratore. Nella vicenda ci sono molti indicatori di tempo impliciti e espliciti (Napoleone ecc.) inoltre l'autore ci fornisce una data precisa sull'inizio della vicenda: 1767. La durata della storia è di circa 55 anni, con la morte del protagonista.
Personaggi principali:
Cosimo: è il personaggio principale. La sua caratteristica principale è quella della coerenza. Infatti non cambierà mai idea sulla sua decisione di ribellione. Da un certo punto di vista la sua scelta può essere interpretata come una fuga, un modo di difendersi dalla vita “terrena” che lo contraria, e, dall’altra parte, come un modo per farsi notare e per far sentire la propria voce al mondo intero. Era esile, con le gambe arcuate e le braccia lunghe, molto agile ed ingegnoso. Sicuramente Testardo. Il giorno che ebbe inizio la sua avventura era vestito elegantemente, col tricorno sul capo, lo spadino e le leghette, ma in questa maniera si vestirà solamente nelle occasioni importanti cui partecipava sempre dagli alberi. Il suo abbigliamento abituale era composto da pelli di animali, da lui cacciati, e codeste sempre da lui cucite.
Viola: inizialmente era bambina con la quale Cosimo giocava e, spesso, veniva “preso in giro” e dopo
donna della quale si innamorerà e con la quale vivrà una complicata quanto intensa relazione,
minata da più incomprensioni.Viola è un personaggio estroverso e imprevedibile, in grado di mettere in imbarazzo chiunque, come ha fatto con Cosimo. Sotto sotto, in lei, si denota una certa solitudine.
Altri personaggi: i familiari: il fratello Biagio, la madre, il padre, la sorella, lo zio naturale, l’abate Fauchelafleur; la corte spagnola e Ursula; Gian dei Bruti, il bibliotecario, la Popolazione di Ombrosa in generale; Napoleone.
Narratore:
Il narratore è Biagio, il fratello del protagonista; la narrazione avviene in prima persona (“Al mio fischio mi parve di intendere il suo in risposta. -Cosimo.- Biagiooo!”). Il narratore partecipa alla vicenda essendo lui stesso un personaggio attivo in essa, (“vidi oscillare la cima della magnolia con il fiore bianco e Cosimo apparire di là del muro…”) ed esprime giudizi sui fatti. (… nostro padre era un uomo noioso, questo è certo, anche se non cattivo…”)
Focalizzazione della narrazione:
Il narratore adotta il punto di vista di un personaggio, quindi è interna (“…non sapevo cosa Cosimo stesse facendo…”) ed interviene a commentare direttamente i fatti (“…erano le uniche persone in qualche modo operose”).
Tecniche narrative:
I discorsi dei personaggi sono riportati col discorso diretto
Lessico:
Il libro è scritto in Italiano, ma con brevi parti in lingua straniera (Francese, Spagnolo e Russo);
Tema / i:
Il tema rappresentato è la ribellione ed il rifiuto, questo racconto è definito da alcuni storici: ”Una delle più indimenticabili immagini di ribellione, di rifiuto convinto, che esistano nella letteratura di questo secolo ribelle”.
Messaggio dell’autore:
L’autore ci vuole comunicare che non importa quello che pensi la gente, Cosimo ne è l’esempio, ha fatto una scelta e l’ha mantenuta fino alla morte. Ha vissuto sugli alberi tutta la sua vita e addirittura Biagio ha delle osservazioni di ammirazione verso il fratello.
Commento personale:
Questo libro non mi ha particolarmente entusiasmato; preferisco più conflitti, diverbi mentre qui la scorrevolezza dei vari discorsi fra i personaggi è rallentata dalle troppo numerose descrizioni del paesaggio. L’idea della storia è originale ed interessante. Infine vorrei aggiungere un aspetto di questa vicenda che secondo me è fondamentale: la coerenza che rappresenta la convinzione di Cosimo di restare sugli alberi dall’inizio alla fine.
Casadio Carlo Classe 4°A 09 – 11 - 2004

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