Galileo Galilei

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Testo

INTRODUZIONE: Nel seicento la vita culturale, artistica e letteraria fu profondamente segnata dal controllo esercitato dalla chiesa cattolica attraverso il tribunale dell’inquisizione. Esso compilava un elenco di libri messi all’indice, ossia considerati eretici, dunque proibiti, processandone i numerosi autori. Alcuni rinnegarono le proprie teorie, altri furono condannati al carcere, come successe al filosofo Tommaso Campanella, altri furono condannati a morte e arsi sul rogo, fu il destino di un altro filosofo, Giordano Bruno. Nel seicento entrò in crisi il modello culturale umanistico - rinascimentale. La teoria copernicana fece cadere la certezza di un universo centrato sulla terra, e quindi sull’uomo, e introdusse l’idea di uno spazio infinito. Si fece strada un senso di smarrimento e di precarietà delle cose umane ed entrarono in crisi i valori classici d’equilibrio e armonia. In letteratura il seicento è sinonimo di barocco, il termine “barocco” ha origini incerte, ma molto probabilmente significava “strano”, “complicato”, “bizzarro”. Il concetto principale della poetica barocca è la meraviglia: lo scopo principale degli artisti e dei letterati era quello di stupire e meravigliare a tutti i costi, facendo ricorso all’eccesso e all’effetto teatrale. Il nuovo movimento abbracciò tutti i campi della cultura, trovando piena espressione soprattutto in campo scientifico dando vita alla rivoluzione scientifica.
LA PAURA DELLA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA: Questo nuovo modo di intendere la scienza fu combattuta principalmente da tre forze: dalla cultura ufficiale che si sentiva minacciata in quanto si mettevano in dubbio cose finora sembrate certe e si contrapponeva al dogmatismo della chiesa unica istituzione sacra, dalla chiesa che si sentiva minacciata in quanto veniva messa in dubbio la parola di Dio e poteva costituire una minaccia poiché esso affermava la libera ricerca e i protestanti la libera ricerca della Bibbia, dal gruppo dei maghi in quanto la scienza era a accessibile a tutti (cosa che invece loro ritenevano accessibile a pochi). Di fronte alle scoperte infatti ci furono molte resistenze conservatrici che andarono dal puro e semplice rifiuto dello strumento per partito preso, all'obiezione filosofica secondo cui i sensi essendo già perfetti non possono essere potenziati da nessuno strumento umano. Ciò è comprensibile in un'epoca poco abituata alle innovazioni tecnologiche. Tutte queste opposizioni finirono per spronare gli scienziati e non a fermarli.
GALILEO IN GENERALE: Il massimo esponente della rivoluzione scientifica è senz’altro Galileo Galilei, pisano divenuto docente di matematica che dedicò per tutta la vita alla ricerca, dalla matematica all’astrofisica affiancando alla elaborazione di teoremi alle continue ricerche di conferme sperimentali. Galilei è considerato il fondatore della scienza moderna, oltre che per i singoli risultati delle sue ricerche e per la diffusione delle nuove teorie astronomiche, per la sua definizione di un metodo basato sulla ragione e sull’esperienza. È il primo scienziato a rivendicare l’autonomia della scienza, cioè a salvaguarda l’indipendenza del nuovo sapere da ogni ingerenza esterna.
LA SCRITTURA: Lo strumento letterario e l’uso del volgare potevano consentirgli un’operazione di politica culturale varia e complessa; infatti perseguiva un’alternativa al latino della Chiesa e delle chiuse accademie dei dotti: un’alternativa linguistica, letteraria, culturale. Egli si rivolge sia agli ambienti dei letterati e degli intellettuali, sia al mondo dei tecnici per creare un consenso alla sua proposta, anche se sa bene che è decisivo conquistare soprattutto i nobili e trovare un punto accordo con le autorità ecclesiastiche.
NATURA E BIBBIA: Per la sua ricerca la Chiesa rappresentò un grande ostacolo per l’affermarsi della concezione scientifica perché la nuova teoria copernicana eliocentrica andava contro quello che veniva affermato nelle scritture e siccome allora si riteneva che le Sacre Scritture fossero un documento a carattere storico tutto quello che c’era scritto era vero. Ma Galilei si pose il problema dell’interpretazione delle Bibbia; secondo la Chiesa, in questo modo natura e Bibbia andavano in contraddizione, ma Galilei dice che natura e Sacre Scritture sono tutte e due opere di Dio e per questo non possono essere in contraddizione. Però dice che le Sacre Scritture non vanno intese in modo letterale, ma vanno interpretate, perché sono state scritte molti anni fa per dei popoli rozzi e incivili invece il libro della natura va letto in caratteri matematici validi universalmente, per cui sono le Sacre Scritture che devono essere continuamente interpretate alla luce delle scoperte scientifiche.
IL SIDEREUS NUNCIUS: Nel 1610 Galileo, prendendo spunto dai cannocchiali olandesi, fece costruire primo telescopio, grazie al quale scoprì che la superficie della Luna è uguale a quella della Terra, e che il numero delle stelle era infinito. Mentre di notte osservava il cielo di giorno trascriveva le proprie scoperte lavorando al Sidereus nuncius. Quest’opera dedicata a Cosimo de Medici, era scritta in latino, in modo essenziale e limitandosi a una rigorosa esposizione scientifica. L’opera di Galileo ebbe una fortuna immensa, rivoluzionando l’immaginario dell’uomo; egli cessava di essere il centro del mondo. Inoltre l’universo era infinito e popolato da infiniti mondi, come già aveva sostenuto Giordano Bruno. Il successo che ebbe Galileo grazie alla sua opera lo espose alle critiche dei pensatori ortodossi e tradizionalisti, che avevano condannato al rogo Giordano Bruno. Da qui incominciò il tentativo da parte di Galileo di rassicurare la Chiesa e addirittura di ricercarne l’alleanza, e poiché non voleva rinunciare alle proprie idee egli decide di sviluppare una politica culturale egemonica nei confronti della Chiesa, convincendola che le proprie posizioni non mettono a repentaglio né la fede cattolica, né l’autorità religiosa. La Chiesa, dall’altra parte, non condannava le teorie copernicane ma concedeva la loro circolazione solo sottoforma di ipotesi matematiche. Ma Galileo non sta a questo compromesso, egli vuole convincere la Chiesa che le sue teorie non sono un’ipotesi ma una rappresentazione vera, scientificamente esatta, dell’universo.
CONDANNA: Tuttavia nel 1633 le opere di Galileo furono proibite. Le motivazioni della condanna si ricollegavano al decreto con cui nel 1616 la Chiesa aveva messo sotto accusa la teoria copernicana. Conseguentemente nella sua abiura Galileo è costretto a respingere come falsa la teoria che il Sole sia il centro del mondo e che la Terra si muova. Tuttavia , a conclusione del processo Galilei , costretto a riconoscere la propria colpevolezza per salvarsi la vita , fu condannato all'abiura respingendo la teoria che il sole fosse il centro del mondo e che la terra si muovesse; pare che uscendo dal tribunale abbia detto " eppur si muove ! " , riferito alla Terra. In un certo senso è come dire: " io ho firmato il documento , sono salvo e posso proseguire i miei studi , però la verità da me sostenuta continua ad essere vera : la Terra continua a muoversi anche se io ho effettuato questa scelta ! "
FINO AD OGGI: Dopo la sua morte gli allievi ebbero vita difficile nel cercare di diffonderne il messaggio. Il clima cambia nella seconda metà del Settecento, con gli illuministi che si considerano i veri eredi della libertà di pensiero sostenuta da Galileo. Ma è nel Novecento che la lezione di Galileo diventa oggetto di un dibattito appassionante, che riguarda la religione, la filosofia, il rapporto fra scienza e potere e la letteratura. In campo religioso a partire dall’Illuminismo sino al razionalismo critico novecentesco Galileo appare maestro di libero pensiero in contrapposizione al carattere chiuso e dogmatico della teologia ufficiale della Chiesa. La stessa cancellazione della condanna di Galileo è avvenuta nel 1992 dopo tredici anni di studi effettuati da una commissione di nomina pontificia con le scuse pubbliche di papa Giovanni Paolo II.
POLEMICA CONTRO ARISTOTELICI: Galileo stima molto Aristotele e tutti gli scienziati antichi ritenendoli uomini amanti della verità e della ricerca. Il suo disprezzo colpisce i loro infedeli discepoli,soprattutto gli aristotelici contemporanei, che anziché osservare direttamente la natura si limitano a consultare i testi nelle biblioteche, vivendo in un “astratto mondo di carta”.

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