Ermengarda e Lucia a confronto

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Testo

Nella sua lunga carriera di scrittore, Manzoni è riuscito a creare dei veri e propri “topoi” letterari, soprattutto riguardo il genere femminile. Le eroine manzoniane presentano una forte psicologia, un carattere particolare, e rappresentano degli stili di vita. Ermengarda (protagonista dell’ “Adelchi) e Lucia Mondella ( la famosa protagonista de “I Promessi Sposi”) sono sicuramente due tra le più emblematiche. Bisogna però obbligatoriamente dire che le vicende delle due protagoniste sono differenti tra loro: Ermengarda inizia il suo dramma interiore con il rifiuto ricevuto dal suo amato Carlo Magno per motivi politici, e arriva all’apice quando apprende la notizia delle nozze di Carlo con un’altra donna; a Lucia invece viene prima impedito il matrimonio con Renzo, poiché desiderata ardentemente da un altro, e solo dopo una lunga serie di peripezie i due “promessi sposi”riescono a celebrare le nozze. I temi trattati sono per lo più differenti, l’una viene rifiutata per motivi politici, l’altra soffre perché non riesce a sposare il suo amato. Vi è una lieve coincidenza tra le due personalità modo in cui amano. Entrambi gli amori sono intimi, profondi, ma anche qui trapelano delle disuguaglianze tra le due eroine: mentre Lucia è timida nell’esprimere i suoi sentimenti, non è sentimentale come Ermengarda (tant’è che diversi critici hanno spesso dipinto Lucia come personaggio freddo) tuttavia, secondo Enzo Noè Girardi, Lucia“ non è una sposa, ma la sposa, con quel di sacro, di puro, e anche un po’ di arcano che si connette con l’abito e la figura della vergine che va a nozze”; Ermengarda prova un amore molto più passionale di quello di Lucia, lo esprime e lo dimostra, è un personaggio molto più tragico ed emotivo, “è un amore che coinvolge i sensi oltre al cuore” su giudizio di Franco Fido. Ma è un amore inappagato, un “amor tremendo” ( A. Manzoni, Adelchi, atto IV, scena I, v. 148) che serba nella sua stessa matrice impulsiva la necessità di essere rimosso dal cuore puro di una morente in cerca di serenità e pace. Manzoni ha invece concesso a Lucia un legame amoroso con Renzo, un sentimento corrisposto e solenne. Ne “i Promessi Sposi” non vi è l’ “ amor tremendo”, ma lo stesso autore lo definisce come “sospiro segreto del cuore”, “amor comandato” e “santo”, cioè aspettava solo di essere legittimato dal sacramento del matrimonio. Infatti la differenza tra i due personaggi giace proprio nel fatto che, mentre Lucia è amata da Renzo e non soffre per un sentimento non ricambiato ma per l’impossibilità di legittimarlo, Ermengarda soffre per un amore non corrisposto, rifiutato per motivi politici, ed è infine sopraffatta dalla notizia delle nozze del suo amato Carlo Magno con un’altra donna, Ermengarda, ha commentato Salvatore Nigro, con il rifiuto “ ha perduto l’uomo scettro-e-corona, nel quale aveva riposto la propria sicurezza esistenziale alla periferia della quale non c’è che l’oblio della morte”, “fuor della vita è il termine del lungo tuo martir” afferma Manzoni nel celebre coro del IV atto dell’ “Adelchi”. Solo la morte può porre fine alle tue sofferenze, ma nello stesso coro, la sventura di Ermengarda viene detta “provvida” cioè benefica, perché solo con la sofferenza e la morte l’uomo si ricongiunge a Dio. Ermengarda prega e crede in Dio, ma all’arrivo della notizia fatale, ella si prepara alla morte e muore, perché solo così potrà porre fine alle sue sofferenze.
La religiosità pervade profondamente sia l’ “Adelchi” che, soprattutto, “i Promessi Sposi”, e di conseguenza anche i rispettivi personaggi, ma se Ermengarda rappresenta “ la dimensione tragica del conflitto tra la purezza della fede e la violenza della storia”, “Lucia impersona invece la religiosità tradotta nelle forme del viver quotidiano” che “ consente di attraversare positivamente il conflitto, e di raggiungere il fine lieto e giusto”, secondo l’opinione di Marina Zancan. Difatti le vicende hanno risvolti ben diversi tra loro: l’eroina dell’ “Adelchi” non riesce a trovare la forza di continuare a vivere pur affidandosi a Dio dopo il rifiuto, Lucia, invece, nei momenti di difficoltà si affida profondamente alla preghiera, che diviene l’unico appiglio sicuro e fidato cui aggrapparsi. Da qui la morte della prima, e il traguardo raggiunto, resistendo e perseverando nella fede in Dio, del matrimonio con il suo amato.

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