DON CHISCIOTTE DI CERVANTES

Materie:Appunti
Categoria:Italiano

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1.5 (2)
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Data:03.01.2007
Numero di pagine:4
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Testo

DON CHISCIOTTE DI CERVANTES
IL PRIMO ROMANZO DELLA MODERNITÁ
Un’ opera in due parti:
Don Chisciotte è un romanzo tragico e comico allo stesso tempo, è un capolavoro della narrativa secentesca ed il primo romanzo della modernitá per l’incredibile ricchezza di temi e motivi che lo diversifica dagli altri sia per il senso dell’umorismo che si trova all’interno.
L’opera si divide in due parti: la prima è formata da 52 capitoli, la seconda da 74. Le due parti sono state scritte a distanza di 10 anni. La prima parte riscuote immediatamente successo tra il pubblico e viene descritto il protagonista a prototipo di un cavaliere errante(che viaggia senza una meta), sfortunato ma deciso a continuare la ricerca di avventure.
Tra illusione e inganno:
Il romanzo narra le avventure di un anziano signorotto di provincia che stufatosi di leggere e imparare a memoria romanzi cavallereschi, decide di vivere come il personaggio di un romanzo.
Il protagonista non sa distinguere la realtà dalla finzione , vive ció che legge , vuole immedesimarsi nel vecchio, la realtà non è cosí come pensava, viveva affiancato da utopie che poi non si verificavano; non si curava delle dolorose smentite tipiche del mondo reale. Deriso, derubato Chisciotte non abbandona la speranza di cimentarsi in grandi imprese per conquistare Dulcinea del Toboso8donna immaginaria ma oggetto di un amore sincero e appassionato)
Una parodia dei romanzi cavallereschi:
Il romanzo si presenta inizialmente come una parodia(imitazione,presa in giro) della visione eroica del mondo che era stata proposta nel passato dai poemi cavallereschi e che adesso era fuori luogo perché superata. Il punto di forza del romanzo deriva dalla moltiplicazione dei punti di vista sulla realtà, nascono piú interpretazioni del mondo cui partecipa anche il lettore.
Un catalogo critico:
Studiosi hanno evidenziato che don Chisciotte è una dorta di catalogo critico delle forme letterarie utilizzate nell’Europa del Medioevo e del Rinascimento: l’intreccio è formato da continue divagazioni e da una serie di racconti indipendenti dalla trama principale. Non c’è una linearità. Cervantes sa utilizzare tutti i generi letterali sia quelli rinascimentali che quelli tardomedievali e anche quelli piú recenti.
LA CRISI DEL MODELLO RINASCIMENTALE
La scomposizione della realtà:
Per Cervantes le avventure del suo folle cavaliere sono utilizzate per indagare il significato della realtà: nel romanzo gli avvenimenti infatti non si limitano ad avere un’unica interpretazione ma ci sono tanti punti di vista quanti sono i personaggi. Avendo questa pluralitá di interpretazioni la follia di Chisciotte pone in crisi la visione rinascimentale della realtà centrata sull’uomo e sull’eroe. Al contrario l’anziano cavaliere non ha nessun controllo sul mondo che lo circonda anzi è lui che si adatta a questa realtà che cambia.Il Don Chisciotte rispecchia una società in cui oramai non agisce piú un unico principio.
Due strategie compositive:
I vari aspetti della realtà che si trovano all’interno dell’opera non sono soggetti a giudizi dell’autore ma è la realtà a disfarsi di fronte agli sguardi dei personaggi. Per far ció vengono utilizzate due strategie compositive.
In primo luogo Cervantes ricorre all’espediente del manoscritto ritrivato per cui la storia perduta dall’autore sarebbe stata tradotta oltre che in arabo anche in spagnolo da un moro ispanizzato e poi riscritta dal narratore. È chiaro che una simile moltiplicazione di fonti permette di introdurre la frammentazione dei punti di vista: tre autori sono tre veritá.
In secondo luogo Cervantes sfrutta le possibilitá offerte dall’edizione in due temoi delle due parti del romanzo per cui il don Chisciotte della seconda parte parla di sé anche come personaggio del libro edito 10 anni prima
Una follia senza ripercussioni reali:
Immersa in questa moltitudine di sguardi, la realtà assume l’evidenza vivissima della quotidianità e dell’esperienza. L’autore opera un analisi dei ruoli, dei meccanismi sociali e guarda la realtà dall’esterno.

DON CHISCIOTTE ALL’OSTERIA
È LA PRIMA USCITA DI D.C DAL SUO PAESE. DOPO AVER PRESO LA DECISIONE DI FARSI CAVALIERE ERRANTE, IL CAVALIERE(DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA) ARRIVA IN UN OSTERIA CHE SCAMBIA PER UN CASTELLO.

Una volta preparato tutto quanto il necessario per partire come cavaliere errante, partí senza avvisare nessuno e senza essere visto. Era alba di luglioquando una volta pronto salí su un cavallo Ronzinante era il suo nome, con la testa coperta dall’elmo che usava durante la battaglia. Prese la lancia, lo scudo e uscí in aperta campagna fiero di aver dato inizio all’attuazione del suo nobile desiderio. Appena fu in campagnia lo assalí un atroce pensiero che rischió di fargli abbandonare l’impresa appena incominciata..gli venne in mente che non era stato ufficialmente consacrato cavalieree secondo la legge della cavalleria non avrebbe dovuto usare armi contro altri cavalieri. Avrebbe potuto solo far uso di armi bianche senza insegna. Decise cosí di farsi armare cavaliere dal primo che avrebbe incontrato. Continuó il suo cammino scelto dal cavallo. Durante il suo cammino pensava a Dulcinea in onore della quale egli porterá a termine le sue imprese cavalleresche. All’imbrunire essendo entrambi stanchi e morti di fame scrutavano l’orizzonte per vedere se ci fosse un posto ove sostare..qualche castello o qualche rifugio per pastori..vide poi un osteria e la sorpresa fu cosí enorme che sembrava avesse visto una stella che lo guidasse alla rocca della salvezza. Alla porta c’erano due ragazze che in realtà erano prostitute ma che lui scambió per donzelle. Queste vedendo arrivare un uomo armato fecero per entrare nell’osteria quando il cavaliere disse loro di non temere perché le armi non avrebbe potuto usarle. Sentendosi chiamare donzelle, il ché stonava con la loro vera occupazione, iniziarono a ridere..arrivó poi l’oste che a lui sembrava il governatore della fortezza che disse che se lui avesse avuto bisogno di qualcosa, di tutto avrebbe trovato abbondanza..tranne che di un letto…lo aiutó poi a smontare da cavallo raccomandando all’oste di averne cura in quanto era il migliore che si potesse trovare…dopodiché trascorse tutta la notte con l’elmo in capo e fu la piú buffa figura che si potesse immaginare..le donzelle gli portarono del pesce e lo imboccarono perché non riusciva autonomamente per via della corazza…per bere i problemi sembravano moltiplicarsi…l’oste dovette forargli una canna dalla quale avrebbe introdotto il vino.

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