don abbondio nei promessi sposi

Materie:Appunti
Categoria:Italiano

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Testo

Don Abbondio è uno dei personaggi protagonisti dei promessi sposi nei primi due capitoli. È un parroco di campagna, di circa 60 anni, è colto (sa il latino) ed agiato, infatti può permettersi quotidianamente una serva, Perpetua e un buon bicchiere di vino. Non è una persona molto coraggiosa, infatti “non era certo nato con un cuor di leone, era come un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti altri vasi di ferro”. La sua filosofia è quella di scansare tutti i contrasti, di vivere più tranquillamente possibile e, nei casi in cui proprio non può evitare lo scontro, cerca sempre di allearsi col più forte. Ma così facendo, “inghiottendo in silenzio tanti bocconi amari”, dando così spesso ragione agli altri, facendosi vedere così disponibile e paziente, accumula dentro di sé una gran rabbia; la sfoga con le persone più deboli, quelle che sa che non se la prenderebbero con lui, facendo così vedere un altro aspetto di sé.. quello prepotente e arrogante.
Il personaggio ci viene presentato nel primo capitolo,mentre tornava “bel bello, col breviario in mano, dicendo tranquillamente il suo ufizio” in un incontro con i Bravi, dei malviventi, che minacciandolo in nome di don Rodrigo,un signorotto del paese, lo obbligano a non celebrare il matrimonio fissato per il giorno dopo tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella: “.. questo matrimonio non s’ha da fare..”. Trascorre così la notte seguente tra angosce e paure, cercando un modo per raggirare Renzo, finché non gli viene in mente un’idea: gli serve solo prender del tempo, e, “in due mesi può nascer di gran cose”. Non cerca quindi una soluzione per far si che le nozze si svolgano lo stesso. Pensa solo a salvare se stesso dalle mani di don Rodrigo. non si preoccupa minimamente della condizione di Renzo, quel pover’uomo che non riesce a sposare la donna che ama. Cosi il mattino seguente riceve Renzo e gli dice che il matrimonio non si può più fare per delle complicazioni e che verrà quindi posticipato. Usa la sua autorità per farsi gioco del ragazzo, parlandogli addirittura in latino, sapendo benissimo che Renzo è analfabeta e quindi non lo capisce. Solo alla fine, dopo esser stato minacciato, racconta al giovane tutta la verità. è una persona bugiarda, egoista, che pensa solo a sè e ai suoi interessi, a non venir coinvolto in situazioni pericolose, senza quindi preoccuparsi della sua vera missione di curato.
In questi capitoli dunque il clero non viene rappresentato in modo molto positivo, infatti don Abbondio si rivela una persona debole, paurosa. Egli è un personaggio piatto nella sua staticità morale e rappresenta un tipo di chiesa, un tipo di umanità, quella codarda.

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