"I dolori del giovane Werther" di J. W. Goethe

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

BOZZOLA ANGELO 5 A 16/07/2004
SCHEDA BIBLIOGRAFICA DEL LIBRO “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang Goethe

1) PRESENTAZIONE BIBLIOGRAFICA
➢ Autore: Johann Wolfgang Goethe.
Goehte (1749-1832), scrittore tedesco proveniente da una famiglia dell’alta borghesia, iniziò a studiare giurisprudenza all’università di Lipsia, mentre cresceva il suo interesse per la letteratura.
Gli scritti di J. J. Winckelmann gli fecero conoscere l’antichità e l’arte classica.
A Strasburgo, dove si recò per finire gli studi (1770-71), strinse amicizia con J. G. Herder, dal quale imparò ad apprezzare il medioevo germanico, la poesia popolare, l’opera di Ossian e di Shakespeare, tutti elementi che confluiranno nella corrente letteraria dello “Sturm und Drang”, da G. iniziata. Conseguita la laurea, tornò a Francoforte e scrisse il suo primo dramma, “Gotz von Berlichingen”, romantica e appassionata storia d’amore e morte. Allo stesso periodo agitato e commosso appartengono raccolte di poesie ed inni, la prima redazione del “Faust” ed il romanzo “I dolori del giovane Werther”.
Nel 1775 si trasferì a Weimar, dove ricoprì diversi incarichi di corte, lasciando in ognuna delle attività intraprese l’impronta del suo spirito ricchissimo; in questo periodo mise mano ai drammi “Egmont”, “Torquato Tasso”, ed “Ifigenia in Tauride” nonché al romanzo “Gli anni di apprendistato di Wilhem Meister”
Molto importante per la sua vita fu il viaggio in Italia del 1786-88; qui placò il suo animo inquieto di fronte ai paesaggi e alla natura mediterranea, dedicandosi al disegno e allo studio dell’arte italiana. Tornato a Weimar compose le “Elegie romane” in stile catulliano. Grande importanza ebbe per lui l’intima e fraterna amicizia con il poeta F. Schiller; collaborò alla rivista “Almanacco delle Muse” assieme all’amico, terminò il “Wilhelm Meister” e compose il poemetto “Arminio e Dorotea”, che, sullo sfondo della situazione creata dalla Rivoluzione francese, si distende con omerica semplicità in festose immagini di vita borghese. La morte di Schiller, dell’amante C. Vulpius e del figlio Augusto segnarono la vecchiaia dello scrittore, che si ritirò a vita privata durante la quale terminò il “Faust”, l’autobiografia “Dalla mia vita. Poesia e verità” e le poesie raccolte in “Divano orientale-occidentale”.
Ricordiamo ancora “Le affinità elettive” e, tra gli scritti scientifici, la “Metamorfosi delle piante” e la “Teoria dei colori”.

➢ Titolo:”I dolori del giovane Werther”
➢ Prima edizione: 1 febbraio 1774
➢ Casa editrice e data dell’ edizione considerata: Arnoldo Mondatori Milano S.p.a., 12° ristampa, 1999

2) GENERE DELL’ OPERA:romanzo epistolare con spunti di analisi dei personaggi
3) RIASSUNTO BREVE DELL’ INTRECCIO:
Il romanzo è ambientato nella Germania della seconda metà del ‘700, un ambiente sicuramento florido dal punto di vista commerciale, culturale e della vita sociale, ma ancora ingabbiato da antichi mores feudali; il personaggio principale, Werther, allora, viene qui descritto nella sua opposizione ad essi, un’ opposizione che risulterà fallimentare e che, alla fine, lo vedrà perdente.
Werther si era appena trasferito da un’ importante città tedesca (di cui Goethe non fa nome, giudicando il dato irrilevante), in un piccolo borgo di campagna, che diviene il microcosmo del romanzo.
Werther è un giovane colto, infatti legge i classici (tra cui Omero, Shakespeare, Ossian), non ha però, all’ inizio della narrazione un impiego vero e proprio e si dedica quindi all’ otium.
Il giovane, per la sua cultura, la sua affabilità, il suo buon gusto è generalmente ben accettato da tutti, senza però riuscire, come egli stesso narra nelle lettere all’ amico Guglielmo (sono proprio queste lettere che costituiscono il romanzo, che narrano la storia del giovane),a costituirsi una “compagnia” vera e propria.
Il punto di svolta della narrazione, e anche l’ inizio della fine per Werther, è la conoscenza di Carlotta.
Una sera egli si deve recare ad un ballo presso una famiglia di nobili del posto: gli viene annunciato che farà conoscenza con una giovane e bella ragazza, tuttavia già promessa ad un altro uomo, Alberto.
La notizia non sembra scuoterlo più di tanto (Werther, tra l’ altro non era particolarmente amante dei raduni di società perché in primo luogo non era nobile di nascita e poi per inclinazione personale), tuttavia la presentazione della ragazza gli fa sciogliere il cuore: Carlotta era orfana di madre, quindi si occupava lei, essendo la sorella maggiore, del suo nutrito gruppo di fratellini: la scena è molto lirica, Carlotta deve dare il pane a tutti loro, e lo fa in maniera perfetta, da vera madre, riscotendo i baci d’ affetto e riconoscenza di tutti loro.
Questa scena colpisce molto Werther, che quasi rivede in lei la figura della donna tipica dell’ antichità.
Al ballo poi nasce un vero e proprio feeling tra i due: essi si cercano, Carlotta e Werther rinunciano ai propri compagni e scelgono di ballare insieme: sono veramente abili e la ragazza sembra gradire molto la piacevole compagnia del giovane.
Da quella sera, come si evince dalle lettere a Guglielmo, Werther comincia a provare un sentimento nuovo per la ragazza, un sentimento mai provato, che però cozzerà inevitabilmente con le consuetudini sociali allora vigenti.
Il giovane finisce per farle visita quasi ogni giorno (e il fatto non sfugge ai compaesani, dato che, tra l’ altro, Alberto era lontano dal paese per affari) e nasce un amore vero e proprio, fatto di sguardi, intese, sospiri e speranze da parte di Werther che questo suo sentimento venga corrisposto dall’ altra parte.
Tuttavia, mentre Werther finisce col vedere in Carlotta la sua donna ideale, Carlotta non vede altro che un ottimo amico in lui, non nasce assolutamente un amore.
Inoltre Werther ha anche modo di conoscere Alberto: egli è un diplomatico, è un uomo colto, raffinato, intelligente: i due hanno non pochi punti in comune sotto questi punti di vista; tuttavia il promesso sposo è una personalità più razionale e logica, e nei discorsi tra i due questo scontro di personalità emerge poco a poco.
Verso la fine del primo libro Werther stesso descrive il suo amore per Carlotta come una malattia incurabile, una passione irrefrenabile che va contro ogni regole stabilita da secoli di consuetudini sociali: per tentare una guarigione interiore il giovane decide allora per l’ allontanamento; volendo contentare la madre, che voleva per lui una carriera diplomatica, decide di prendere servizio presso un ambasciatore (date le sue indiscusse capacità).
Tuttavia è un tentativo inutile: l’ inverno lungo e gelido, le angherie dell’ ambasciatore (cervello finissimo, ma animo capriccioso, costantemente insoddisfatto) e la lontananza da Carlotta lo fanno spegnere poco a poco, fino a che, all’ inizio del secondo libro, non decide di ritornare, scusandosi con la madre per avere abbandonato la carriera, spinto dall’ irrefrenabile amore per Carlotta.
Ma in quei mesi le cose sono cambiate: i due si sono sposati e vivono già felicemente: il ritorno di Werther non può che turbare quell’ unione.
Carlotta lo gradisce ancora, e molto, ma soltanto come amico; anche Alberto lo tollererebbe molto volentieri, ma la sua costante presenza, il suo comportamento strano, le sue scene isteriche, i primi segni di squilibrio, turbano molto Carlotta e finiscono per minacciare il matrimonio.
La gente se ne accorge, i due quasi neanche si parlano più: Alberto allora, sapendo che ciò non sarà facile per Carlotta, le intima di dire a Werther di farle visita meno spesso, di lasciarla un po’ in pace.
La mentalità ribelle di Werther non può che opporsi a questo ordina: le fa visita comunque, quando gli pare: addirittura una sera, durante la la lettura di una sua traduzione in tedesco dei canti di Ossian, i due si commuovono e Werther non resiste più all’ impulso di baciare follemente Carlotta.
E’ la fin e: la ragazza fugge in un’ altra stanza, terrorizzata e non lo vuole più vedere; il giovane capisce che ormai non c’è più nulla da fare e che il suo amore è destinato alla fine.
L’ anima ribelle ma eroica di Werther percepisce che l’ amore per Carlotta è il solo filo per la sopravvivenza; mancando questo è inutile andare aventi, cosicché a poco a poco liquida tutti i suoi affari, regola i conti in sospeso, avvisa Guglielmo della sua volontà di suicidarsi, rifiuta il suo aiuto, e una notte, dopo essersi fatto prestare due pistole da Alberto dicendogli che doveva affrontare un lungo viaggio, decide di togliersi la vita; morirà qualche ora dopo, a seguito di una straziante agonia.

4)TEMATICHE PRINCIPALI
➢ L’ amore: è per Werther la vita. Anche altre cose hanno per lui una grande importanza (la cultura, l’ amicizia, l’ intelligenza, la soddisfazione dei familiari, l’ onore), ma senza questa sorgente di gioia manca tutto.
Inoltre non è il solito amore di fine ‘700, che poteva anche essere sincero e profondo, ma che rischiava in molti casi di risolversi in un matrimonio – contratto, secondo norme ancora feudali.
L’ amore di Werther è invece lirico, sentimentale, erotico, totale, trascinante, irresistibile e irrefrenabile: opporsi ad esso sarebbe un crimine, sarebbe la cosa, pur nell’ irrazionalità dell’ amore, più illogica e stupida per una grande mente come Werther (e come Goethe del resto).
Carlotta non lo corrisponde all’ amore di Werther: è la fine per lui, non ha più senso vivere, dunque.

➢ L’ intelligenza, l’ onore, la morte:sono tre tematiche che, secondo me, vanno legate tra loro in questo ordine e poi anche con la tematica precedente.
Werther è un vero uomo perché le possiede tutte e tre.
Prima di tutto il giovane ha indiscusse capacità: lo stimano tutti: Guglielmo, Carlotta, Alberto, tutti gli abitanti del villaggio, i familiari e i colleghi di lavoro; è colto, raffinato, ha buon gusto, è alla moda.
Soprattutto, però, Werther, sa ciò che vuole, e cioè vivere veramente: non si accontenta di essere legato dai vincoli di una società e di una mentalità che gli vanno stretti, non può farlo.
Ecco dunque il suo onore, riconosce che la società e il sistema non fanno per lui, ma non si piega a ad essi: molte volte l’ uomo, quando falliscono i propri ideali si piega ad abbracciarne altri, più semplici e che gli garantiscono di condurre una vita che può regalargli comunque soddisfazioni, ma non la sua vita.
La conclusione del romanzo è quindi il rifiuto, la ribellione totale, la morte, che seppur tristemente è l’ unica via di vittoria per Werther.

➢ L’ incompatibilità con la società tedesca di fine ‘700: Werther è un personaggio colto, alla mano, affabile, con spiccate tendenze a legare con gli altri; la società tedesca è senza dubbio progredita e colta, una delle più avanzate, ma il giovane non ne tollera alcune caratteristiche ancora feudali.
Ad esempio le difficoltà che Werther incontra nel lavoro, dove una mentalità aristocratica e chiusa non gli permette di esprimere tutto il suo genio, oppure con il matrimonio, ancora considerato da molti come un contratto feudale e non come la libera espressione dell’ amore, oppure quando Werther viene cacciato da una riunione di società, in quanto non nobile e quindi fuori posto.

5) PERSONAGGI PRINCIPALI
➢ Werther: è il personaggio principale del romanzo, la cui struttura portante è costituita dai resoconti delle lettere del giovane all’ amico Guglielmo.
Werther ha circa 30 anni, è affabile, colto, ha grandi capacità (la sua fama è conosciuta da molti diplomatici, che lo vorrebbero a lavorare con loro).
Il suo genio ricalca quello di Goethe, infatti ama esprimersi in vari campi: oltre che scrivere, traduce, dipinge e disegna, e legge testi antichi e contemporanei; stessa cosa aveva fatto Goethe, che amava esprimere in vari campi il suo genio, universalmente noto come uno dei più fervidi della storia.

➢ Carlotta: ha circa 20 anni, da quanto si può dedurre dalla narrazione.
E’ la maggiore di una numerosa serie di fratelli e sorelle, che lei accudisce in prima persona data la recente perdita della madre; proprio una scena toccante in cui lei accudisce i suoi numerosi fratelli fa innamorare Werther e segnerà una svolta nella vita del ragazzo.
E’ però promessa ad Alberto, un giovane esteriormente simile a Werther, ma molto diverso da lui.

➢ Alberto: è il promesso sposo di Carlotta, ha circa l’ età di Werther, ma è meno estroso, meno “incisivo” dell’ amico.
Al contrario di Werther, lui ha da subito un’ occupazione fissa (dovendosi sposare) e lavora come diplomatico.
Il suo rapporto con Werther, all’ inizio, è molto calmo e sereno, da veri amici; tuttavia, quando Werther comincia a dare i primi segni di crisi d’ amore, Alberto, molto più razionale ed inquadrato, opta subito per allontanarlo, in quanto la sua presenza rischia solo di destabilizzare l’ animo fragile di Carlotta.

6) SPAZIO
Lo spazio in cui è ambientato il romanzo è la Germania di fine ‘700.
Goethe non ci tiene a dare indicazioni precise precise, in quanto non sono gli ambienti nello specifico a fare la differenza, ma è la relazione che i vari personaggi hanno con questi ambienti.
Lo spazio ha quindi una funzione simbolica, e a volte trova molto spazio nelle descrizioni, non solo quelle fatte direttamente da Goethe attraverso gli occhi di Werther, ma anche quelle che si possono desumere dai suoi disegni; quindi lo spazio non è solo un ambiente, ma è formato, più in generale dall’ interazione dei vari personaggi, anche semplici comparse, con esso.
Il rapporto con la natura e l’ ambiente da parte di Werther cambia durante la narrazione.
All’ inizio il giovane mostra di essere perfettamente a suo agio con la natura (ad es. legge Omero mentre raccoglie piselli nel suo orto) e prevalgono comunque descrizioni di ambienti primaverili e ameni; invece nella seconda parte del romanzo il rapporto del giovane con la natura è più teso:prevalgono le descrizioni di ambienti foschi ed invernali, chiusi e bui; Werther non riesce in sostanza a ristabilire il suo buon rapporto con la natura che aveva all’ inizio.

7) TEMPO
Il romanzo di Goethe fu pubblicato nel 1774, ed è relativo a quegli anni, la Germania di fine ‘700, alla prese con il primo Illuminismo, ma ancora “schiava” in qualche modo di una mentalità e di modi feudali.

8) STRUTTURA NARRATIVA
➢ Organizzazione della trama: l’ esordio del romanzo si ha con una lettera di Werther all’ amico Guglielmo, nella quale il giovane spiega di essersi appena trasferito dalla città; da li comincia lo svolgersi delle azioni, sempre narrate attraverso la corrispondenza tra i due amici.
Il punto di svolta nella narrazione si ha quando Werther conosce Carlotta: da li quelle che dapprima erano solo supposizioni diventano ansie incontrollabili, spasmi d’ amore fortissimi e Werther perde il senno.
Il primo libro si conclude con la volontà del giovane di rinsavire, ma anch’ essa, come viene narrato all’ inizio del secondo libro, risulta fallimentare.
I turbamenti d’ amore, per Werther, continuano, e il giovane arriva a minare la tranquilla unione familiare tra Carlotta e Alberto.
Il punto di massima tensione, lo spannung, si ha quando Werther, infervorato dalla lettura, bacia pazzamente un’ instabile Carlotta, dibattuta tra la volontà di non trasformare Werther nel suo amante ma al contempo di mantenerlo come amico: in questo punto cruciale Carlotta fugge e condanna Werther alla morte, che è lo scioglimento delle vicende narrate nel romanzo.

➢ Scarto fabula – intreccio: lo scarto fabula – intreccio è nullo, in quanto il romanzo riporta in ordine cronologico le lettere e gli stralci della vita di Werther, senza però raccoglierli tutti a posteriori.

➢ Narratore e punto di vista: per la maggior parte del romanzo il narratore è Werther, che è il personaggio delle sue stesse lettere scritte all’ amico, altrimenti il narratore diventa estraneo alle vicende, non è un personaggio, ma sembra narrare a posteriori fatti per lui già avvenuti, è un narratore onnisciente.

➢ Durata narrativa dei fatti raccontati: la durata narrativa dei fatti è generalmente abbreviata: infatti, pur essendovi nel romanzo numerosi dialoghi descrizioni, sequenze di analisi, flash – back, le lettere non possono raccontare ogni cosa e sono presenti numerose ellissi, dato che (soprattutto all’ inizio del secondo libro) la corrispondenza epistolare non è così omogenea nel tempo.

9) STILEMI
Nel complesso, lo stile utilizzato in questa sua traduzione da Antonio Borghese è elevato, ma non incomprensibile; sono presenti termini aulici e lo stile è anche ampolloso in certi tratti (es. quando vengono riportate le traduzioni di Werther), ma il testo è comunque comprensibile.
Dal testo sono esclusi termini dialettali o stranieri, così come sottocodici particolari.
Dato che è un linguaggio di pregevole qualità, sono però presenti svariate figure retoriche, come metafore o iperboli.

Esempio