Siria

Materie:Appunti
Categoria:Geografia

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Testo

Economia siria
L'economia della Siria è tradizionalmente basata sull'agricoltura, settore che impiega un quarto della popolazione attiva. Il territorio è per circa 5 milioni di ettari coltivabile e per più di 8 milioni destinato al pascolo; l'arativo è per lo più irrigato, benché i grandi appezzamenti soffrano della prolungata mancanza di acqua. Un progetto per il miglioramento dell'irrigazione nella valle dell'Eufrate porterà in breve tempo a un aumento di circa 640.000 ettari di terreno coltivato. Oltre al clima arido, le coltivazioni del paese soffrono per lo scarso uso di fertilizzanti e per il limitato ricorso alla pratica della rotazione delle colture. Tra i raccolti principali si ricordano cereali (frumento e orzo), cotone, tabacco, uva, olive, agrumi e ortaggi; anche l'allevamento – principalmente di pecore, capre, bovini, asini, cavalli e pollame – rappresenta un'attività molto diffusa nel paese.
L'industria manifatturiera è considerevolmente cresciuta durante gli anni Sessanta, anche grazie agli interventi governativi che imposero l'aumento dei prezzi sui beni importati e garantirono esenzioni fiscali e crediti agevolati alle imprese locali. Nel periodo in cui la Siria faceva parte, insieme all'Egitto, della Repubbica araba unita (febbraio 1958 - settembre 1961), si allargò notevolmente la partecipazione diretta del governo nel settore, attraverso la nazionalizzazione della maggior parte delle industrie; in seguito alla secessione, tale indirizzo mutò, con il ritorno alla gestione privata. L'industria tessile costituisce il comparto maggiormente produttivo, seguito dai settori della produzione di sapone, vetro, farina, tabacco, tannino, olio vegetale e alimenti. Una tradizionale fonte di ricchezza è inoltre costituita dall'artigianato, rinomato per la squisita fattura di tessuti di seta, tappeti e oggetti in ottone, rame, argento e acciaio.
Il prodotto nazionale lordo, della Siria, paese in parte dipendente dagli aiuti economici degli stati arabi grandi produttori di petrolio, era nel 1990 di 12,4 miliardi di dollari USA, pari a 1020 dollari pro capite (stima della Banca mondiale).
Le riserve minerarie della Siria sono costituite da petrolio, gas naturale, fosfati, salgemma e amianto, estratti in quantità sufficienti anche per l'esportazione; nelle regioni montuose sono inoltre presenti giacimenti di carbone, ferro, rame, piombo e oro. Circa il 20% dell'elettricità è prodotto da impianti idroelettrici e il rimanente da centrali termiche.
L'unità monetaria siriana è la sterlina siriana, suddivisa in 100 piaster. Dal 1956 la Banca centrale di Siria ha sostituito nell'emissione del denaro il più grande istituto bancario precedentemente esistente nel paese, di proprietà francese.
Le principali importazioni del paese, notevolmente superiori rispetto alle esportazioni, comprendono macchinari, attrezzature per i trasporti, ferro e acciaio, petrolio raffinato, tessuti e prodotti chimici; i prodotti esportati sono invece petrolio (dal 1974 la principale voce della bilancia commerciale), cotone e altri filati, cibi conservati, bevande, tabacco, fosfati, frutta e ortaggi. I principali partner commerciali sono Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna, Libano e Iran. I numerosi turisti che ogni anno raggiungono il paese apportano valuta estera in considerevole quantità, a cui si aggiungono i proventi delle tasse imposte ai paesi stranieri per il trasporto del petrolio attraverso il territorio siriano.
Trasporti
Più di 2000 km di rete ferroviaria si estendono sul territorio, collegando tra loro le maggiori città e le frontiere degli stati confinanti, fatta eccezione per Israele; tre linee di recente realizzazione mettono in collegamento Homs e Damasco, Damasco e Aleppo, Tartous e Latakia. La Siria è inoltre dotata di una rete stradale di circa 36.200 km, quasi totalmente asfaltata. I principali porti sul mare sono Latakia e Tartous, recentemente fornito di moderne attrezzature e impianti. La compagnia aerea di bandiera è la Syrian Arab Airlines, che effettua collegamenti nazionali e internazionali, questi ultimi dall'aeroporto di Damasco.

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