Il Portogallo

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Testo

ASPETTO FISICO
Posizione geografica
Il Portogallo si trova nella parte occidentale della Penisola Iberica. Confina a nord ed a est con la Spagna; è bagnata a sud ed a ovest dall'oceano Atlantico, dove si trovano le isole Azzorre e Madeira, parte dello stato.
La superficie del Portogallo, comprese le isole, è di 91.985 km2; il paese possiede inoltre un territorio d'oltremare, Macao, a ovest di Hong Kong.
Morfologia
confini del Portogallo sono segnati da corsi d'acqua e da rilievi montuosi che occupano anche gran parte del territorio interno. A ovest e a sud i rilievi digradano fino a un'ampia pianura costiera intensamente coltivata. La catena montuosa più elevata è la Serra da Estrela, nel Portogallo centrale, che raggiunge quasi 2000 m di altitudine. Il paese è solcato da tre grandi fiumi, che nascono in Spagna e sfociano nell'oceano Atlantico; il principale è il Tago (portoghese Tejo), alla cui foce si trova Lisbona, seguito dal Douro, presso la cui foce sorge Porto, e dal Guadiana, che segna in parte il confine orientale; un quarto fiume, il Minho, scorre lungo il confine settentrionale del paese.
Idrografia
Il Portogallo è attraversato da tre grandi corsi d'acqua che nascono in Spagna e sfociano nell'Oceano Atlantico: il fiume Tajo, alla foce del quale sorge Lisbona, è il più lungo, seguito dal Duero e dal Río Guadiana, che costeggia parte del confine orientale. Un quarto fiume, il Río Minho, segna un tratto del confine settentrionale.
Il clima
Il clima risente delle influenze oceaniche e dell’anticiclone delle Azzorre. Le prime, nel periodo autunnale, portano abbondanti precipitazioni nelle regioni montuose settentrionali, dove gli inverni sono freddi. Le regioni interne e meridionali sono invece caratterizzate da un tipico clima mediterraneo, mentre l’anticiclone delle Azzorre determina in tutto il paese estati secche, spesso con temperature molto elevate. La temperatura media annua a nord del fiume Duero è di 10°C circa, mentre nella regione tra i fiumi Tajo e Duero tocca i 16°C circa e nella valle del Río Guadiana i 18°C.
Le precipitazioni sono particolarmente abbondanti a nord, con medie annue intorno ai 1400 mm in alcune zone interne settentrionali, mentre lungo la costa meridionale non cadono più di 500 mm di pioggia all'anno.
Flora e fauna
La vegetazione del paese è caratterizzata da estesi boschi di querce e pini diffusi nelle umide regioni montuose; sui terreni più aridi delle regioni meridionali crescono invece viti e ulivi. Fra gli animali selvatici si trovano il lupo, la lince, il gatto, la capra, la volpe, il cinghiale, il cervo e la lepre. Inoltre nel paese vivono numerose varietà di uccelli e insetti.
ASPETTO STORICO-ATTUALE
Le antiche dominazioni hanno lasciato tracce nei numerosi reperti archeologici, alcuni dei quali risalgono a epoche preistoriche: tra questi i dolmen – antiche pietre tombali ritrovate lungo la costa atlantica e nella regione dell'Algarve – e alcune tombe risalenti all'età del Ferro. Durante l’Impero Romano il Portogallo, dal II secolo a.C., faceva parte della provincia di Lusitania; nel V secolo d.C. il controllo della regione passò in mano ai Visigoti.
L’ETÀ MEDIOEVALE
Nell'VIII secolo agli arabi conquistarono il Portogallo. Intorno al IX secolo il territorio tra i fiumi Douro e Minho fu conteso agli arabi da Alfonso III re delle Asturie e, in seguito, nel 1064, riconquistato ed esteso fino all'attuale Coimbra, da Ferdinando I, re di Castiglia.
La lotta contro i saraceni
Nel 1094 Alfonso VI di Castiglia conferì a Enrico di Borgogna il titolo di conte del Portogallo, il quale ne proclamò l'indipendenza (1109), anche se osteggiata dal regno castigliano. Solo con Alfonso I il paese vide riconosciuta, prima dal papa e in seguito dal sovrano di Castiglia, la propria indipendenza.
Alfonso I combatté il dominio saraceno e riuscì a estendere i confini del nuovo regno a sud; il figlio Sancho I (1185-1211) consentì in quelle zone forme di autogoverno. Alla fine del XII secolo gli Almohadi bloccarono temporaneamente l'espansione dei cristiani verso sud, ma in seguito furono respinti e sconfitti a Las Navas de Tolosa in Castiglia (1212). Alfonso III elesse quale capitale Lisbona anziché Coimbra; egli affiancò inoltre al governo centrale la Corte, un'assemblea rappresentativa di nobili, ecclesiastici e popolo, e rafforzò il potere della monarchia a spese della Chiesa.
L’inizio dell’espansione
Suo figlio Dionigi fondò la prima università della nazione a Coimbra e fu il fautore dello sviluppo della marina portoghese; inoltre nel 1294 firmò un trattato commerciale con l'Inghilterra. In seguito Alfonso IV e Pietro I incrementarono la politica di espansione marittima.
Dopo la morte di Ferdinando I il paese cadde in un violento disordine dovuto alle lotte intestine tra i fautori dell'indipendenza portoghese e i sostenitori della monarchia castigliana; in seguito a due anni di guerra civile, Giovanni I ascese al trono portoghese fondando così la dinastia degli Aviz. Quello di Giovanni I fu uno dei regni più importanti e fiorenti della storia portoghese: egli difese il paese dagli attacchi castigliani e 1385 sconfisse definitivamente la Castiglia; inoltre sotto la guida del figlio, Enrico il Navigatore, fu inaugurata l'esplorazione delle coste africane alla ricerca di una rotta orientale verso le Indie.
Negli anni 1418-19 i navigatori portoghesi esplorarono Madeira e nel 1427 scoprirono le isole Azzorre che divennero importanti centri di produzione dello zucchero.
Il regno di Giovanni II
Nel 1481 la corona passò a Giovanni II, che ridiede prestigio alla monarchia, continuarono inoltre le esplorazioni in Africa e verso l’oriente. Dopo il viaggio di Cristoforo Colombo in America (1492), Spagna e Portogallo conclusero il trattato di Tordesillas (1494), che fissava la ripartizione del mondo ignoto tra i due paesi.
L’ETÀ MODERNA
Manuele I il grande
Con Manuele I il Portogallo raggiunse l'apice della potenza cercando di unificare le corone di Spagna e Portogallo e inoltre stabilendo relazioni commerciali con l’Europa e l’Asia (primo viaggio in India di Vasco de Gama nel 1499).
Suo figlio Giovanni III favorì gli insediamenti coloniali nel Brasile e, nel 1536, introdusse in Portogallo l'Inquisizione. Dopo la sua morte iniziò un periodo di declino politico e commerciale del che proseguì fino all’estensione della famiglia.
Gli Asburgo
In seguito alla morte di Enrico, sette pretendenti si disputarono la successione; tra questi Filippo II, re di Spagna, nel 1580 riuscì a ottenere il regno e ascese al trono col nome di Filippo I. L'annessione del Portogallo alla monarchia spagnola degli Asburgo, nel periodo conosciuto come la "schiavitù dei sessant'anni", costrinse il paese a farsi carico di parte delle pesanti spese militari spagnole.
Dopo il 1600 il dominio commerciale portoghese nelle Indie Orientali venne contrastato dall'espansione olandese e inglese. Il Portogallo riconquistò l'indipendenza nel 1640, con l'aiuto della Francia. Giovanni IV, della famiglia dei Braganza, fu proclamato primo sovrano di quella dinastia che regnò in Portogallo fino alla caduta della monarchia.
I Braganza
Per quanto indebolito dagli scontri con la Spagna nella seconda metà del XVII secolo, nel secolo successivo il Portogallo riuscì a riconquistare una certa prosperità, in seguito alla scoperta di giacimenti di diamanti e d'oro in territorio brasiliano. Il regno di Giuseppe I (1750-1777) fu caratterizzato dall'azione politica del grande statista storico, il marchese di Pombal; il quale riuscì a ridurre il potere dei nobili e del clero e a dare un forte impulso all'industria e all'istruzione.
Con l'ascesa al trono di Maria I Pombal fu destituito dal suo incarico. Durante la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, il Portogallo si alleò con la Gran Bretagna contro la Francia. Nel 1807, quando le armate di Napoleone minacciarono i confini portoghesi, la famiglia reale si rifugiò in Brasile e dichiarò sede del governo la città di Rio de Janeiro. I francesi occuparono quindi il Portogallo, ma furono sconfitti nel 1808 da un'armata britannica comandata da Arthur Wellesley, divenuto in seguito primo duca di Wellington. Dopo la convenzione di Sintra (30 agosto 1808) la Francia abbandonò il paese per invaderlo di nuovo l'anno seguente; nel 1811 Wellington liberò definitivamente il Portogallo dai francesi. La famiglia reale decise tuttavia di restare in Brasile, dove nel 1815 fondò un altro regno cosicché, nel 1816, Giovanni VI salì contemporaneamente su due troni, governando il Portogallo attraverso un consiglio di reggenza.
L’ETÀ CONTEMPORANEA
La monarchia costituzionale
Nel 1820 l'esercito portoghese guidò una rivolta tesa a ottenere la formazione di un governo costituzionale. Nel 1826 Pietro I succedette al trono del Portogallo come Pietro IV e promulgò una carta costituzionale che prevedeva un regime parlamentare, basato sull'autorità della monarchia e non sulla volontà popolare, quindi abdicò in favore della figlia, Maria II, una bambina di 7 anni. Seguì un periodo di lotte civili e di conflitti politici che terminò con il ritorno al trono di Maria II.
La repubblica
Durante il regno di Carlo I i movimenti repubblicani e radicali andarono aumentando. Nel 1908 Carlo I e il suo primogenito furono assassinati e ascese al trono il secondogenito, con il nome di Manuele II; tuttavia, il grado di corruzione raggiunto durante il nuovo regno fu tale da provocare, nell'ottobre del 1910, una rivoluzione guidata dall'esercito, che depose il sovrano e instaurò la repubblica.
Nel 1911 venne promulgata la Costituzione, che stabiliva peraltro la separazione tra Chiesa e Stato. Manuel José de Arriaga venne eletto primo presidente della Repubblica portoghese. Nei seguenti quindici anni il Portogallo visse un periodo di instabilità politica, con governi che rimanevano in carica per periodi assai brevi.
Nel corso della prima guerra mondiale, in seguito all'occupazione tedesca di alcune colonie, il Portogallo sequestrò le navi tedesche nella baia di Lisbona, provocando così la dichiarazione di guerra della Germania (9 marzo 1916). Nel maggio del 1926 un colpo militare depose il quarantesimo governo dalla proclamazione della repubblica. Pochi giorni dopo la loro vittoria, i leader militari scelsero, per presiedere il nuovo governo, il generale António de Fragoso Carmona, che nel 1928 venne nominato presidente attraverso elezioni in cui era l'unico candidato. Nello stesso anno egli nominò ministro delle finanze Antonio de Oliveira.
Il regime di Salazar
Nel 1930 Salazar fondò l’Unione nazionale, un'organizzazione politica filofascista, assumendo la carica di primo ministro e instaurando nel Portogallo una dittatura centralista chiamata Stato nuovo.
Nel 1936, all'inizio della guerra civile spagnola, Salazar si schierò con i falangisti guidati dal generale Francisco Franco. Nel 1939 il Portogallo firmò con la Spagna un patto di amicizia e di non aggressione al quale, il 29 luglio 1940, si aggiunse un protocollo che garantiva la neutralità di entrambi i paesi durante la seconda guerra mondiale. Nell'ottobre 1943 tuttavia, quando le potenze dell'Asse si stavano ormai indebolendo, il Portogallo consentì agli Alleati di disporre di basi militari nelle Azzorre.
Durante gli anni del conflitto fu quasi impossibile attuare il programma di economia pianificata: l'industria della pesca declinò, le esportazioni diminuirono e i profughi affollarono il paese; inoltre l'avanzata dei giapponesi nelle Indie Orientali costituì una minaccia per i territori portoghesi d'oltremare in Asia. Alla fine della guerra il paese era afflitto dalla disoccupazione e dalla povertà, che crearono un diffuso malcontento; l'opposizione politica a Salazar venne soffocata e i candidati dell'Unione nazionale monopolizzarono le elezioni del novembre 1945. Nel maggio del 1947, dopo aver represso un tentativo di rivolta, il governo deportò molti leader sindacali e ufficiali dell'esercito nelle isole di Capo Verde. Il maresciallo Carmona, rieletto alla presidenza senza opposizione nel 1949, morì nel febbraio del 1951 e gli succedette il generale Cravero Lopes.
Nel 1958 Salazar permise a Umberto Delgado, rappresentante dell'opposizione, di candidarsi alla presidenza; tuttavia le elezioni vennero vinte dal candidato governativo Américo Deus Tomás, che fu in seguito rieletto nel 1965 e nel 1971.
La ribellione delle colonie
Negli anni Sessanta il Portogallo dovette affrontare la ribellione delle colonie d'oltremare. Nel 1961 l'India annetté Goa e in Africa la ribellione coinvolse l'Angola (1961), la Guinea Portoghese (1962) e il Mozambico (1964). Il governo reagì da un lato attraverso violente offensive militari, cercando di contenere la ribellione. Nel 1961 venne estesa la cittadinanza portoghese agli africani nelle colonie, ma incidenti e scontri continuarono fino all'inizio degli anni Settanta.
Alla metà degli anni Sessanta prestiti stranieri aiutarono a finanziare progetti per potenziare l'irrigazione e l'edilizia, e gradualmente si ebbe una discreta crescita economica. Sebbene le tensioni interne continuassero ad animare il paese, l'opposizione contro il regime di Salazar rimase sostanzialmente priva di coordinamento.
Il crollo della dittatura
Il 29 settembre 1968 Marcello Caetano sostituì Salazar, colpito da infarto, nel ruolo di primo ministro e continuò la politica repressiva del predecessore, specialmente in Africa. Ma i movimenti indipendentisti nelle colonie avevano ormai minato la stabilità politica ed economica del Portogallo. Caetano fu deposto da un movimento di ufficiali progressisti dell'esercito (MFA) che il 25 aprile 1974 abbatté in modo pressoché incruento la dittatura. Il movimento rivoluzionario, che portò alla conquista delle libertà civili e politiche, prese anche il nome di "rivoluzione dei garofani".
Venne dunque insediata una giunta militare, presieduta da António de Spinola, con il compito di introdurre la democrazia in Portogallo e dare l'indipendenza alle colonie. Tra il 1974 e il 1975 le colonie portoghesi divennero indipendenti.
Contrasti tra moderati e radicali
Il ritorno in Portogallo di soldati e di coloni provenienti dagli ex possedimenti aggravò l'instabilità politica ed economica. Il 30 settembre 1974 il governo di Spinola fu costretto a dimettersi, il generale Francisco da Costa Gomes divenne presidente e Vasco Gonçalves, nominato primo ministro in luglio, continuò a ricoprire la sua carica.
Nei primi mesi del 1975 l'MFA (movimento di ufficiali progressisti dell’esercito ) assunse un ruolo formale all'interno della compagine governativa. Il governo provvisorio approvò una legge che autorizzava la formazione di sindacati e varò riforme economiche e sociali, tra cui la nazionalizzazione di alcune industrie e delle attività bancarie, nonché l'espropriazione e la ridistribuzione di ampi patrimoni fondiari. In marzo fu sventato un colpo di stato organizzato dalla destra e le elezioni dell'aprile per un'Assemblea costituente videro l'affermazione del Partito socialista. Gonçalves formò un nuovo governo che si dimostrò tuttavia instabile, infatti dopo una serie di scontri fra socialisti e comunisti, l'MFA istituì un triumvirato formato da Costa Gomes, Gonçalves e dal generale Otelo de Carvalho. In settembre, Gonçalves venne sostituito nel ruolo di primo ministro dal viceammiraglio José de Azevedo.
Il Consiglio della rivoluzione
Nelle elezioni parlamentari dell'aprile 1976 i socialisti ebbero la maggioranza; il loro leader, Mário Soares, divenne primo ministro e, nel giugno, il generale António Ramalho Eanes fu eletto presidente. Nello stesso anno il paese si diede una nuova costituzione, che affidava il ruolo di garanzia delle conquiste sociali e politiche a un Consiglio della rivoluzione.
Nei due anni successivi il paese si trovò a fronteggiare gravi problemi economici e, a metà del 1978, Soares si dimise. Le elezioni del 1979 furono vinte dai conservatori di Alleanza democratica, guidata da Francisco Manuel de Sá Carneiro, che assunse la carica di premier nel gennaio 1980, ma perse la vita in un incidente aereo nel dicembre dello stesso anno; gli succedette, nel gennaio 1981, Francisco Pinto Balsemão. Nel 1982 fu abolito il Consiglio della rivoluzione.
La vittoria dei socialisti
Le elezioni parlamentari dell'aprile 1983 riportarono al potere Soares, che avviò, oltre a un programma di austerità, negoziati tendenti a favorire l'ingresso del Portogallo nell'Unione Europea. Le elezioni del 1985 portarono alla formazione di un governo di minoranza retto da un socialdemocratico mentre le presidenziali del 1986 videro l'elezione di Soares; nello stesso anno il Portogallo entrò a far parte della Comunità europea.
Nelle elezioni parlamentari del 1987 e in quelle del 1991 i socialdemocratici mantennero la maggioranza parlamentare, mentre nel 1991 Soares fu nuovamente eletto alla presidenza del paese. Nel 1992 si assistette a una serie di disordini sociali dovuti al diffuso malcontento popolare che condusse, nel 1995, alla vittoria del partito socialista e alla costituzione di un governo guidato dal suo leader António Guterres. I socialisti si aggiudicarono anche le elezioni presidenziali del 1996, con il loro candidato Jorge Sampaio.
Relazioni internazionali e sviluppi recenti
Per quanto riguarda la politica estera i negoziati con la Repubblica popolare cinese del 1987 stabilirono un accordo per il trasferimento di Macao sotto controllo cinese dal dicembre 1999; inoltre, all'inizio del 1988, il paese assunse un ruolo significativo nel processo di ripristino della pace in Angola e in Mozambico.
Nel 1997 il Parlamento portoghese, per contrastare l'ondata di xenofobia spesso strumentalizzata dall'opposizione, ha approvato una legge che concede il voto ai cittadini dell'Unione Europea e a quelli dei paesi che hanno sottoscritto un rapporto di reciprocità con il Portogallo (Brasile, Capo Verde, Israele, Norvegia, Perù, Uruguay).
L’ambiente di vita
Il 35% circa del Portogallo è coltivato in modo intensivo e ciò ha causato un progressivo impoverimento del suolo. Le acque e l'aria, in particolare nelle zone costiere, sono inquinate a causa dell'alta concentrazione del traffico e delle industrie. I rifiuti pericolosi vengono spesso sotterrati benché il Governo si stia attivando per favorirne un adeguato smaltimento.
ASPETTO DEMOGRAFICO
La popolazione
Il paese, incluse le isole Azzorre e Madeira, ha una popolazione di 9.868.000 abitanti (1994), con una densità media di circa 113 unità per km2. Lisbona, con 681.060 abitanti, circa, è la capitale e il principale centro portuale; altri centri di rilievo sono Porto, Coimbra e Faro. La maggior parte della popolazione risiede nelle aree rurali.
Lingua e religione
Il portoghese, idioma romanzo di origine indoeuropea, è la lingua ufficiale del paese. La costituzione garantisce libertà di culto e più del 94% degli abitanti è di religione cattolica; sono tuttavia presenti alcune minoranze protestanti.
Cultura ed istruzione
L'istruzione è gratuita e obbligatoria per i ragazzi tra i 6 e i 15 anni d'età, mentre facoltativi sono i corsi di studio superiore; le università principali, di origine antica, hanno sede a Coimbra e a Lisbona. La capitale è anche sede di molte importanti biblioteche. Nel paese si trovano inoltre molti musei di archeologia, d'arte e di etnografia, situati sia nelle città principali sia nei piccoli centri. Sempre nella capitale si citano il Museo nazionale d'arte moderna, il Museo nazionale di storia naturale, il Museo etnografico e quello archeologico.
Molti dei più significativi monumenti portoghesi furono eretti durante l'occupazione romana della penisola iberica. Il cosiddetto Tempio di Diana nella zona sudorientale, i ruderi della città di Conimbriga sulla costa occidentale, il ponte di Chaves nel Trás-os-Montes e Alto Douro nel nord-est sono interessanti esempi di architettura romana classica. Le tracce più significative delle dominazioni visigote (V secolo) e musulmane (VIII secolo) si possono trovare nello stile di molte chiese e palazzi. L'attività scultorea vanta antiche tradizioni e fiorì in particolar modo nel XIV secolo, mentre gli scultori del Rinascimento e quelli del periodo barocco crearono le opere migliori nell'ambito dell'arte religiosa commissionata dalle istituzioni ecclesiastiche. La cultura popolare si tramanda anche attraverso la tradizione musicale, che comprende sia arie molto vivaci sia lamentazioni cupe e appassionate, tra cui assai noto è il Fado.
ASPETTO ECONOMICO
Lo sviluppo dell'economia portoghese è stato ostacolato dal rapido succedersi alla guida del paese di diversi regimi e, di conseguenza, dal clima di instabilità politica e sociale. Nonostante l'economia portoghese fosse cresciuta del 5,3% all'anno nel periodo tra il 1965 e 1980, nel corso degli anni Ottanta il tasso di crescita andò rallentando fino a raggiungere un valore inferiore all'1% annuo. L'unità monetaria del Portogallo è lo scudo, suddiviso in 100 centavos.
Agricoltura
Il settore agricolo occupa circa il 20% della popolazione attiva e contribuisce per circa l'8% alla formazione del prodotto interno lordo (PIL). Si coltivano principalmente patate, pomodori, cereali e frumento; grazie agli abbondanti raccolti di uva e olive, il Portogallo è uno dei maggiori produttori mondiali di vino e olio di oliva. Rilevante è anche l'allevamento di bovini, ovini, suini e animali da cortile.
Silvicoltura e pesca
La presenza di estesi boschi, che coprono circa il 40% della superficie del paese, rappresenta una risorsa economica molto importante, basata soprattutto sulla produzione di sughero di cui il Portogallo è uno dei maggiori produttori del mondo. Risorsa di rilievo è anche la pesca: il paese esporta ingenti quantità di sardine, merluzzi, tonno e acciughe che alimentano inoltre una fiorente industria conserviera.
Industria
L'industria, in rapida espansione, occupa circa il 23% della forza lavoro; tra le principali attività si segnalano quelle alimentari, tessili, meccaniche, chimiche, petrolifere, oltre al settore della lavorazione del legname, del vetro, delle ceramiche e dei materiali da costruzione. Si estraggono inoltre consistenti quantità di carbone, pirite ferrosa con tracce di rame, caolino, tungsteno, uranio e, in misura minore, rame, oro, argento e stagno.
Commercio e trasporti
Il Portogallo importa soprattutto combustibili minerali, macchinari e componenti per l'industria dei trasporti, prodotti alimentari e bestiame, mentre esporta in gran parte manufatti tessili, prodotti in legno e carta. I principali partner commerciali sono Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Spagna e Italia. Le entrate in valuta estera provenienti dal turismo consentono, almeno in parte, di compensare il cronico deficit commerciale del paese.
Sul territorio si estendono circa 61.600 km di strade asfaltate, oltre a una rete ferroviaria di 3610 km; anche i trasporti via mare raggiungono dimensioni piuttosto consistenti e i porti più importanti hanno sede a Lisbona, Porto, Leixões, Setúbal e Funchal (Madeira). La compagnia aerea nazionale, Trasporti aerei portoghesi (TAP), assicura voli interni e internazionali.

ASPETTO POLITICO
Ordinamento dello stato
Il Portogallo è una repubblica presidenziale fondata sulla Costituzione promulgata nel 1976, in seguito al definitivo ripristino della democrazia, e sottoposta a revisione nel 1982. Il presidente, eletto a suffragio popolare con un mandato di cinque anni, svolge le funzioni di capo dello stato e nomina il primo ministro che presiede a sua volta un gabinetto composto da 15 membri. Il potere legislativo pertiene a un Parlamento unicamerale: l'Assemblea della repubblica è composta da membri eletti attraverso un sistema di rappresentanza proporzionale che rimangono in carica 4 anni. Il sistema giudiziario prevede: una Corte suprema, formata da un presidente e 29 giudici, varie Corti d'appello, Corti ordinarie e Corti speciali per ogni distretto del paese. Per quanto riguarda le autonomie amministrative, l'autorità locale è assegnata ai governatori e alle assemblee legislative distrettuali; ogni distretto è ulteriormente suddiviso in zone, ciascuna delle quali dotata di un'assemblea e di un consiglio. I principali partiti politici sono il Partito socialista (PS), la Coalizione democratica unita (CDU), il Partito socialdemocratico (PSD) e il Partito popolare (PP).
Suddivisioni amministrative
Il Portogallo continentale è altresì diviso in 18 distretti amministrativi: Aveiro, Beja, Braga, Bragança, Castelo Branco, Coimbra, Évora, Faro, Guarda, Leiria, Lisbona, Porto, Portalegre, Santarém, Setúbal, Viana do Castelo, Vila Real e Viseu; le Azzorre e Madeira costituiscono regioni autonome.

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