Il Continente Asiatico

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ASIA OCCIDENTALE
L’Asia occidentale si estende dal Bosforo fino al confine occidentale della regione indiana ed è stata teatro, nel corso dei secoli, di numerosi incontri e scontri tra la cultura occidentale e quella orientale. La sua particolare posizione geografica ha fatto di questa regione uno sbocco naturale nel Mediterraneo dei mercati d’Oriente. Questa è la ragione principale dell’antico popolamento, che non è stato rallentato nemmeno dalle condizioni climatiche sfavorevoli di questa regione. A nord si trova la penisola anatolica, costituita da un vasto altopiano senza sbocco sul mare e ricoperto da bacini lacustri. L’altopiano è chiuso a nord dai monti del Ponto e a sud da quelli del Tauro; ad est vi sono altre catene montuose che terminano con l’Ararat. Soltanto ad ovest il paesaggio si fa meno aspro ed è caratterizzato da ampi terrazzamenti che scendono verso il mare. A sud il terreno è arido e brullo e va man mano trasformandosi nel deserto siriano. Gli altipiani interni sono racchiusi tra tre grandi catene montuose: i monti Elbruz, i monti Zagros e l’Hindukush. Tra i monti Zagros e la penisola Arabica si trova la pianura mesopotamia solcata dagli unici due fiumi della regione: il Tigri e l’Eufrate, che si uniscono nello Shatt-al-Arab. Il clima è prevalentemente arido e vi sono alcuni importanti deserti: quello siriano, il deserto di Nafud, del Neged e di Rud’al Khali, nella penisola arabica. In tutte le regioni interne il clima è continentale caratterizzato da forti escursioni termiche. Solo le zone dell’Iran e dell’Afghanistan hanno un clima alpino e sono ricoperte di boschi, mentre le coste mediterranee hanno un clima temperato. La presenza di ambienti fisici così diversi ha fatto si che la popolazione sia distribuita in maniera disuguale su tutto il territorio; la densità media è comunque piuttosto bassa: in Arabia Saudita c’è una media di 3 ab/Kmq, in Iran e in Iraq tra i 30 e i 40 ab/Kmq, più alta è invece la media di Israele e del Libano. Accanto ai popoli arabi vivono in una disomogenea minoranza gli ebrei: i Turchi, i Persiani, i Curdi, i Circassi e gli Armeni.
Turchia (Ankara)
La Turchia è formata per lo più dalla vasta penisola anatolica e presenta una diseguale distribuzione della popolazione. La densità più alta si registra sulle coste del Mar di Marmara dove si affaccia la bellissima Istanbul con i suoi 6 milioni e 700.000 abitanti. Sulle coste dell’Egeo si trova la capitale Ankara. La popolazione è ancora maggiormente dedita all’agricoltura. I prodotti sono essenzialmente cereali a cui si accompagnano colture industriali e mediterranee. La Turchia è priva di fonti energetiche e minerarie e cerca di potenziare al massimo, con l’aiuto di finanziamenti stranieri, le proprie riserve idriche. I modesti salari e il basso costo del cotone turco hanno tuttavia permesso lo sviluppo dell’industria tessile, l’unica attiva nel settore secondario. I problemi della Turchia sono tanti, a partire dalla forte disoccupazione ai debiti con gli stati esteri, alla questione Curda.
Siria (Damasco)
Eccetto la breve fascia costiera, ricca di monti e di brevi fiumi, la Siria è caratterizzata da un clima arido e desertico. La popolazione, araba, si concentra sulle coste, vicino l’Eufrate e nella fascia occidentale. Le città più importanti sono Damasco e Aleppo, che superano il milione di abitanti. Si coltivano orzo e frumento, e anche il cotone che viene esportato. L’artigianato è specializzato nella lavorazione di una stoffa di seta detta appunto “damasco”. Notevole importanza ha l’allevamento si caprino che ovino. Il sottosuolo è ricco di petrolio e gas naturale. L’industria si concentra sul settore tessile, chimico e alimentare. Strategicamente importante è la posizione geografica della Siria che viene attraversata dagli oleodotti diretti ai porti del mediterraneo.
Iraq (Baghdad)
Il Paese è circondato dalla catena dei monti Zagros e da una parte del deserto siriano. L’Iraq è largamente occupato, e la popolazione si concentra nella depressione della Mesopotamia. Baghdad e altre grandi città dell’Iraq accolgono il 70 % della popolazione. Le recenti guerre hanno rallentato lo sviluppo sociale del Paese che era partito con l’obbligatorietà dell’istruzione elementare. I problemi maggiori sono dunque l’analfabetismo, l’insufficienza del sistema sanitario e i conflitti bellici con il Kuwait. Il guadagno più consistente per l’economia è rappresentato dall’estrazione del petrolio, soprattutto nella zona del Kirkuk; la produzione petrolifera è affiancata a quella di gas naturale, questo incrementa l’industria non solo della raffinazione, ma anche le fabbriche di materie plastiche e fertilizzanti. Nonostante questa crescita del settore secondario, l’agricoltura è il settore che assorbe la maggior parte della popolazione. I territori, seppur ricchi e fertili abbastanza da permettere il sostentamento della popolazione, non vengono sufficientemente sfruttati a causa delle mancate opere di irrigazione, le colture principali sono quelle di cereali, ortaggi e palme da dattero. A causa della guerra con l’Iran e della guerra del Golfo, il paese presenta poche infrastrutture decadenti e il debito estero risulta di ben 50 miliardi di dollari.
Libano (Beirut)
Il paese è prevalentemente montuoso ed è segnato dalla presenza di due sistemi montuosi: il Libano e l’Antilibano, divisi da una depressione attraversata dai fiumi Oronte e Leonte. L’economia ha subito gravi danni a partire dal 1975, anno in cui è cominciata la guerra civile. A parte le migliaia di persone morte o emigrate all’estero, la guerra ha distrutto le infrastrutture del Paese e ha fatto scomparire il turismo. L’economia del Libano è così incentrata sull’agricoltura, tuttavia insufficiente a sfamare la popolazione, sulle pochissime industrie e sul terziario che si concentra sull’attività commerciale. La popolazione, nonostante la distruzione di molti centri urbani, si mantiene costante anche per la presenza di immigrati palestinesi fuggiti dai territori occupati da Israele.
Israele (Gerusalemme)
Il territorio si divide in due parti: quella desertica, che va dalla Giordania fino al Golfo di Aqaba e quella collinare ed intensamente coltivata formata dalla Galilea, dalla Samaria e dalla Giudea. La popolazione, prevalentemente Ebrea, con un ristretto numero di Arabi, si concentra nelle città come Gerusalemme, Tel Aviv e Haifa. I forti flussi migratori e la crescita demografica hanno portato ad un forte aumenti della popolazione che ha portato una percentuale di 3/5 degli abitanti al di sotto dei 30 anni. La modernizzazione delle tecniche produttive ha permesso lo sviluppo dei settori primario, secondario e terziario. Questo sviluppo è stato favorito anche dalla disponibilità di finanziamenti esteri e dalla presenza di quadri tecnici e operativi qualificati. I settori più sviluppati sono la tecnologia, la biomedica, l’elettronica e il settore delle energie alternative. Non mancano tuttavia i lati negativi come ad esempio la grande eterogeneità della popolazione che avvolte porta non piccoli problemi sociali.
Arabia Saudita (Ryiadh)
La penisola arabica, la più estesa del mondo, è costituita da un ampio tavolato che in certi punti raggiunge anche i 3000 metri d’altezza, il clima è torrido ed è mitigato solo dalle scarse piogge che permettono la crescita di magri pascoli. La parte centrale del Paese, dove si trova Riyadh, è desertica, fatta eccezione per la fascia centrale ricca di oasi, sviluppatesi grazie alla presenza di falde acquifere. La popolazione ha recentemente subito un forte incremento grazie agli Arabi immigrati dai Paesi vicini. Nonostante l’alto reddito pro-capite, l’analfabetismo è molto diffuso e il potere è concentrato nelle mani di poche potenti famiglie. L’economia si basa sugli enormi giacimenti di petrolio ,la risorsa più importante del Paese. Il petrolio viene raffinato solo in parte in Arabia, la maggior parte viene esportata con un oleodotto che giunge fino alle coste del Libano. Nonostante lo sfruttamento dei pozzi di petrolio, l’agricoltura è scarsamente produttiva e insufficiente al fabbisogno interno.
Armenia (Jerevan)
L’Armenia non ha socchi sul mare ed è costituita da grandi gruppi montuosi su uno dei quali è situata Jerevan, la capitale. Negli ultimi anni, con lo sfruttamento del Lago Sevan e con l’individuazione di giacimenti di rame, l’economia si è risollevata e Jerevan è diventato il centro di tutta la produzione armena basata su aziende di trasformazione alimentare, metallurgiche e tessili.
Afghanistan (Kabul)
Il Paese registra una densità di popolazione molto bassa che varia da un massimo a Kabul ad un minimo di 2 ab/kmq sull’altopiano iranico. La popolazione è costituita da molti nomadi e moltissimi analfabeti che vivono nelle campagne e si dedicano all’agricoltura e alla pastorizia. Il reddito pro-capite è bassissimo e le condizioni sanitarie sono pessime. L’agricoltura produce per lo più cereali insufficienti al fabbisogno interno, più sviluppata è invece la frutticoltura, la produzione del cotone e della barbabietola da zucchero. Le risorse del sottosuolo, seppur ricche, non sono adeguatamente sfruttate, mentre è notevole la produzione di gas naturale che viene esportato in Asia Centrale e in Russia. Dopo la vittoria sull’esercito Russo e quattro anni di guerra, sono apparsi sulla scena i “Taliban”, un ordine organico veramente esemplare. Seguaci dell’ala sunnita, sono saliti al potere anche grazie agli U.S.A. e al Pakistan, che intendono così fermare le regioni del Caucaso, seguaci dell’ala sciita.

ASIA CENTRALE
Questa vasta regione misura circa 4 milioni di Kmq , confina a nord con la Siberia , a est con la Cina, a sud con l’Afghanistan e l’Iran e ad ovest è delimitata dalle acque del mar Caspio e del fiume Volga. Abitata da circa 50 milioni di abitanti, questa regione è formata da cinque Stati che fino a poco tempo fa facevano parte dell’unione sovietica.
Il territorio dell’Asia centrale è formato da un ampia depressione, al cui centro è situato il Lago d’Aral, circondata da montagne e colline. A sud-est iniziano le imponenti catene montuose del Pamir e del Tien Shan dove il Picco del comunismo tocca i 7.495 mt., più a nord queste montagne diventano le colline del Kazakhstan. All’interno della conca si estende il Bassopiano Turanico. La caratteristica più evidente di questa regione è il fatto che le acque superficiali, non avendo uno sbocco sul mare, si raccolgono in bacini interni come il Mar Caspio e lo stesso lago d’Aral nel quale sfociano i fiumi Amudarja e Syrdarja.
L’Asia centrale, trovandosi lontano dai mari, difficilmente è attraversata da correnti di aria umida e quindi le piogge sono molto rare. Soltanto sulle montagne sud-orientali le piogge diventano più frequenti. In inverno si arriva anche ad alcuni gradi sotto lo zero, invece d’estate le temperature salgono oltre i 30 °C. il clima dell’Asia centrale è dunque arido, inospitale e con forti escursioni termiche, differente è invece il clima sulle montagne, più umido e temperato. Anche gli ecosistemi sono molti e vanno dalla steppa al deserto ai prati verdeggianti sulle regioni montuose. A causa di questo clima così inospitale, la densità di popolazione è molto bassa. Fra il Lago d’Aral e il Mar Caspio la densità è di 1 ab/Kmq. All’interno di questa regione convivono numerosi gruppi etnici. Alcuni, come i Kazaki, sono presenti da tempo immemorabile nella regione steppica, altri, come i Russi e i Tedeschi, sono giunti nel 4850, quando lo Zar di Russia iniziò la conquista dell’Asia centrale. A questa pluralità etnica corrisponde anche la presenza di due fedi religiose ben distinte, le religione mussulmana e quella cristiano-ortodossa.
Kazakhstan (Alma-Ata)
Il Kazakhstan è costituito dalla steppa asiatica, da bacini d’acqua salata e da piccoli fiumi che si perdono tra le sabbie. La capitale, Alma-Ata, ospita oggi un milione di abitanti, prevalentemente di origine slava. L’industrializzazione è molto recente e la produzione più grande è quella di mele. È coltivato anche il cotone con metodi di irrigazione efficienti. Importante è anche la coltivazione del tabacco e delle barbabietole da zucchero. Il suolo è particolarmente ricco di uranio, petrolio, gas naturali e carbone. Importante è anche l’industria aerospaziale di Bajkonour.
Uzbekistan (Taskent)
Il Paese è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi. La capitale dell’Uzbekistan è Taskent, una delle principali città dell’Asia Centrale: in essa si alternano zone industriali a mercati e bazar. Il territorio circostante è fittamente popolato ed è la zona del Paese più attiva nella coltivazione del cotone. Seconda città per importanza è Samarcanda, bellissimo centro culturale con piazze e moschee decorate in ceramica variopinta. Samarcanda e Buhara (altra città dell’Uzbekistan) hanno conosciuto il loro maggiore splendore nel XIV secolo con Tamerlano; allora queste città erano tappa obbligata per i mercante che si riposavano per poi continuare il loro viaggio. In questa regione c’è un incredibile complessità etnica e culturale, è infatti possibile incontrare Europei, Slavi, Cinesi e Mongoli.
Turkmenistan (Ashabad)
il Paese è occupato dal deserto e da una povera steppa nella quale pascolano greggi di pecore, cavalli e cammelli. Sono proprio questi animali il sostentamento dei Turkmeni che si nutrono delle loro carni e del loro latte e lavorano la lana e le pelli; qui si produce un particolare tipo di lana che si chiama Karakul, ma che noi occidentali chiamiamo astrakan o persiano. L’agricoltura è pressoché inesistente. Solo dove si sono potuti irrigare i campi si coltiva cotone, frutta, cereali e foraggi. È stato infatti costruito un canale, il Karakum, lungo oltre il doppio del canale di Suez, di Panama, di Corinto e di Manchester messi insieme. Grazie a questo canale si sono potuti irrigare i campi e come risultato si è avuta una sempre crescente produzione di cotone di frutta e di cereali. Ashabad è diventata così un’ oasi fiorente al centro di un arido deserto. Ma Ashabad è anche la capitale dei tappeti e ne produce di così belli che possono essere appesi ad una parete come quadri anziché essere calpestati per terra.
Kirgizistan (Biskek)
Il Kirgizistan è situato sulla catena del Tien Shan e questo ha determinato la formazione di tanti piccoli villaggi sparsi. La capitale, Biskek, ospita ben 60.000 abitanti. La città si è sviluppata recentemente grazie alla creazione di zone residenziali moderne, aziende e centri di servizi. La sua economia è legata all’allevamento e all’agricoltura.
Tadzikistan (Dušanbe)
Occupato dal Rami, il Tadzikistan, la cui capitale, Dušanbe, è uno dei principali poli dell’industria tessile nazionale, è caratterizzato da un’altissima percentuale di addetti all’agricoltura. Tuttavia i settore primario non riesce a soddisfare il fabbisogno giornaliero. È molto importante l’allevamento di yak e cammelli e recentemente si sta sviluppando l’industria alimentare. Il settore terziario si sta sviluppando grazie al turismo.

AREA INDIANA
L’area Indiana è circondata da tre lati dal mare ed è chiusa a nord da possenti catene montuose. Quest’area presenta una tale varietà di aspetti che si può considerare un continente a parte. Essa infatti contiene le montagne più alte del nostro pianeta e allo stesso tempo bassopiani vastissimi, zone con una forte piovosità e zone desertiche, zone densamente popolate e zone completamente disabitate. Dal punto di vista geografico la Regione Indiana è costituita da due masse di origine e forma diverse. Gli elementi caratterizzanti della regione Indiana sono quindi il sistema montuoso Himalaiano, la penisola del Decan e al centro il bassopiano indo-gangetico. La sezione più settentrionale comprende montagne relativamente recenti che si sono formate insieme alle Alpi. Il sistema parte dal Pamir e si estende per 2.400 Km con vette che superano gli ottomila metri. A nord dell’Himalaia c’è la zona del Karakorum in cui si trovano i più estesi ghiacciai del pianeta, dopo quelli polari. La pianura del Deccan ha invece circa 1 miliardo di anni e gli agenti atmosferici ne hanno demolito il rilievo e levigato il profilo. Queste due zone sono saldate dal bassopiano indo-gangetico che circa 60 milioni di anni fa era un vastissimo braccio di mare. Con il tempo questa zona divenne un’enorme depressione che col tempo è scomparsa grazie ai detriti del Gange e dell’Indo. Attualmente questa parte della penisola indiana è occupata da una pianura lievemente ondulata. Le coste sono poco frastagliate sia ad est che a ovest. È interessante la conformazione delle coste del Deccan: stretta e acquitrinosa ad occidente e ampia ed arida ad oriente. Il clima è fortemente influenzato dai monsoni, venti stagionali che nel semestre invernale spirano dalle regioni interne portando aridità, mentre nel semestre estivo, spirano da sud e portano quindi pioggia e umidità. Le temperature sono tra i 25 e i 30°C. le temperature diminuiscono di molto nelle zone montuose settentrionali. La vegetazione caratteristica di questa regione è la giungla che cresce soprattutto dove le precipitazioni sono più abbondanti. Nel Deccan le regioni desertiche presentano la steppa e la savana e sulle montagne prevale la foresta di conifere.
Poiché l’80% della popolazione vive di agricoltura, le zone più densamente popolate sono quelle con un terreno fertile e produttivo, in particolare sono molto popolate le zone lungo il Gange e quelle soggette ad un clima monsonico. Poco popolate sono invece le zone montuose nell’area del Deccan, in cui gli abitanti si concentrano nelle valli maggiori. In generale nella regione indiana la popolazione tende a crescere velocemente, infatti si registra un aumento di circa 13 milioni di individui ogni anno. La maggior parte delle persone vive nelle campagne, concentrata in piccoli villaggi autosufficienti, questi piccoli villaggi oggi sono circa 600.000 solo in India.
Pakistan (Islamabad)
Il Pakistan comprende le zone poste ad occidente della penisola indiana. La distribuzione della popolazione non è uniforme, gli abitanti si concentrano infatti nella pianura del Punjab, dove sorge la capitale Islamabad, progettata con criteri urbanistici molto avanzati. Il terreno in quest’area è molto fertile e produttivo e si coltivano frumento, semi oleosi, orzo, sorgo e miglio. Le produzioni più importanti sono però quelle di riso, mais e cotone. Una notevole fonte di guadagno è l’allevamento che è però praticato con metodi antiquati, inoltre il governo tende a sottrarre terreni al pascolo per destinarli al rimboschimento e all’agricoltura. Il settore industriale è ancora agli inizi ma il sottosuolo pakistano è pieno di minerali come l’uranio e la bauxite.
India (Nuova Delhi)
L’India è costituita dalla fascia montuosa himalaiana, dal bassopiano indo-gangetico e dalla penisola del Deccan. Questa presenta una popolazione concentrata soprattutto nelle zone intorno ai fiumi e quelle soggette all’umidità monsonica. La popolazione si divide in due gruppi etnici: il gruppo europide, che rappresenta la maggioranza e vive nel bassopiano indo-gangetico; e il gruppo dravidico, di pelle scura, stanziato soprattutto nella parte meridionale.
Il centro politico dello Stato e Nuova Delhi, sobborgo di Delhi, centro storico di tutta l’India. Altre città molto importanti sono Bombay, centro industriale e tessile, e Calcutta, che insieme a Jamshedpur e Asansol, forma il triangolo industriale dell’India. Molto popolose sono Madras, Hyderebad, Bangalore e Ahmadabad. L’agricoltura è molto varia ma tuttavia insufficiente al sostentamento interno del Paese, la coltura più diffusa è quella del riso che è alla base dell’alimentazione indiana. Si coltivano anche orzo, frumento, miglio, sorgo, mais, banane e noci di cocco. Sviluppata è la produzione di cotone, lino, soia, zucchero e caucciù, inoltre l’India è al primo posto al mondo per la produzione di tè. Una buona risrsa è quella dell’esportazione di lehnami pregiati, come il tek, il bambù, e l’ebano. L’allevamento è un’attività molto antica ma poco produttiva, infatti i bovini non possono essere mangiati a causa della religione musulmana. Il sottosuolo è ricco di risorse minerarie come bauxite, carbone e ferro. Purtroppo l’India presenta un reddito pro-capite bassissimo e il tasso di analfabetismo raggiunge il 57% della popolazione. Tuttavia l’India vanta un livello di sviluppo scientifico sorprendente ed è dotata di armi e centrali nucleari.
Sri-Lanka (Colombo)
Lo Sri-Lanca è situato ad est della penisola indiana ed è praticamente congiunto alla penisola del Deccan da una serie di isolotti chiamati “Ponte di Adamo” la popolazione è composta per il 73% da Singalesi ed è sparsa in piccoli villaggi autosufficienti economicamente. L’unica città importante è Colombo. La produzione e l’esportazione agricola sono incentrate su tre prodotti principali: tè, gomma e noci di cocco, sono destinate al mercato interno il riso, la manioca e le patate dolci. Le foreste che ricoprono il territorio sono una riserva di legnami pregiati. Sono presenti raffinerie, impianti siderurgici, chimici e meccanici. Il turismo rappresenta una risorsa importante.
Maldive (Male)
L’arcipelago delle Maldive è situato nell’Oceano Pacifico e comprende circa un migliaio tra isole e isolette, delle quali sono abitate solo poco più di duecento, vi sono anche diversi atolli.
La pesca e le industrie ad essa collegate sono la fonte di guadagno più importante per le Maldive; tonni, crostacei e molte varietà di pesce fresco o essiccato sono esportate in Giappone e in Sri-Lanka. Molto diffusa è la palma da cocco. Esiste un modesto mercato di oggetti laccati e in fibre naturali gestito dalle donne indigene. Da alcuni anni le Maldive sono diventate una delle mete più rinomate dal punto di vista turistico e infatti gli operatori turistici si stanno impegnando nella creazione di strutture che permettano uno sviluppo del turismo.
ASIA CINESE
L’area cinese misura più di 1 milione di chilometri dei quali 9 sono occupati solo dalla Cina. Da questo immenso territorio si protende una sola penisola, la Corea, nelle coste meridionali c’è poi l’isola di Taiwan, separata dalla terraferma dallo Stretto di Formosa. Dal punto di vista fisico, l’area cinese può essere divisa in due insiemi ben distinti: a nord troviamo le montagne e le zone desertiche; a sud invece sono presenti enormi pianure solcate da grandi fiumi.
All’estremo nord vi è una catena montuosa al cui interno si estende la penisola della Manciuria. Questa è costituita in parte dallo spianamento di antiche montagne, in parte dai detriti alluvionali del fiume Lahoa-Ho. A sud della Manciuria si estende il Bassopiano Cinese, solcato dal Fiume Giallo. Questo fiume, che nel suo corso attraversa la regione del Loess, ha contribuito all’estensione della pianura e ha fatto retrocedere il Mar Giallo di ben 300 Km. In 7000 anni. Una bassa catena montuosa separa il Bassopiano Cinese da un’altra pianura alluvionale composta dallo Yangtze Kiang e dai suoi affluenti, questa regione è disseminata di canali e paludi. Essendo questa pianura estremamente piatta, fa in modo che i fiumi, in mancanza di pendenza, straripino e inondino i territori circostanti; grazie all’intervento dell’uomo però queste inondazioni si sono trasformate in una risorsa non indifferente poiché favoriscono la risicoltura. Ad occidente il paesaggio si fa sempre più montuoso fino ad arrivare alla catena della Transhimalaia e all’altopiano del Tibet. A nord del Tibet troviamo il deserto di Taklimakan che ad oriente diventa il deserto di Ala Shan e quello del Gobi.
Il clima dell’area cinese è fortemente influenzato dalla circolazione monsonica. D’estate infatti soffiano venti umidi e caldi dal mare verso l’entroterra e portano piogge e umidità; d’inverno invece spirano venti freddi e secchi dall’entroterra verso il mare. Tuttavia, anche se i monsoni caratterizzano bene o male tutta la regione cinese, la grande estensione del territorio determina molte differenze climatiche. Nella Cina nord-orientale c’è un clima continentale, nella Cina centrale le temperature scendono d’inverno poco sotto i 10°C e d’estate superano i 35° C; nella Cina meridionale fa generalmente sempre caldo e piove da giugno a settembre. Il paesaggio della regione cinese è caratterizzato dalla presenza di molti fiumi: l’Hwang Ho, o fiume Giallo; lo Yangtze Kiang, che nasce in Tibet e sfocia nel Pacifico; l’Hungshut, che nasce nell’altopiano dello Yunnan. In Cina sono presenti tantissimi canali che rappresentano un’ottima rete di comunicazione; il maggiore tra questi canali è il Gran Canale.
L distribuzione della popolazione nell’area cinese dipende dalle condizioni climatiche, ad esempio in mongola, terra fredda e arida, la densità demografica è bassissima. Eppure l’area cinese ospita circa 1 miliardo e 218 milioni di persone, circa 1/5 della popolazione terrestre. La maggior parte della gente vive in Cina e in numerosissimi piccoli villaggi. Accanto ai villaggi sorgono le città la cui popolazione è salita a 500 milioni.
Cina (Pechino)
La quasi totalità della popolazione cinese si concentra nelle pianure orientali, qui sorge Pechino, la capitale della Cina che occupa circa 17000 Kmq e ospita 11 milioni si abitanti. Altre città milionarie sono Tientsin, Shangai, Nanchino e Canton. L’agricoltura è la principale fonte di guadagno, anche se ultimamente l’industria ha portato benefici più consistenti alla popolazione. Nonostante i piani di riforma degli ultimi 50 anni, i campi coltivati sono insufficienti al sostentamento della popolazione. Anche il livello di vita che si aggira intorno ai 400 dollari pro-capite annui, non è elevato. La produzione interna è di cotone, canna da zucchero, canapa, tè e tabacco, mentre a nord si coltivano mais, orzo, ortaggi e grano. L’allevamento è intenso, soprattutto quello di suini e bovini come i bufali e gli yak. Sviluppate sono anche la lavorazione del baco da seta e la pesca. Il settore industriale ha conosciuto un notevole sviluppo negli ultimi decenni grazie all’abbondanza di risorse energetiche. Sviluppate sono le industrie meccaniche, cantieristiche, tessili e alimentari.
Corea del Nord (Pyenogyang)
La Corea del Nord è formata da una parte continentale e una peninsulare, la regione continentale è coperta da fitti boschi che vengono sfruttati solo in parte, la regione peninsulare è costituita ad est da una fascia montuosa e ad ovest da un’ampia pianura. È nella regione peninsulare che si concentra gran parte della popolazione, distribuita in modo uniforme nelle città tra cui anche Pyeongyang, la capitale. Il settore principale è l’agricoltura incentrata sulla produzione di riso, mais e cereali, si coltivano poi anche cotone, ginseng e tabacco. Vi sono abbondanti risorse minerarie, tra cui anche il ferro che ha favorito lo sviluppo di molti stabilimenti siderurgici.
Corea del Sud (Seoul)
La penisola della Corea del Sud si protende verso il mare con coste frastagliate e il territorio ha gli stessi caratteri della Corea del Nord. Ad oriente troviamo le catene montuose che giungono fino al Mar del Giappone, ad ovest invece, grazie al clima mite e all’abbondanza di piogge, il territorio è ricoperto di una fitta vegetazione. Purtroppo il forte popolamento ha degradato le foreste che sono state sostituite da campi coltivati. Le colture maggiori sono quella del riso, miglio, orzo, frumento, soia e patate. Il paese è ricco di giacimenti minerari e ospita molti stabilimenti tessili e chimici, oltre a quelli elettronici estremamente moderni per far fronte alla concorrenza giapponese.
Taiwan (Taipei)
L’isola di Taiwan è separata dalla terra ferma dallo stretto di Formosa. Il territorio è montuoso con rilievi che raggiungono i 4.000 metri e la vegetazione è tropicale. La fascia occidentale è più popolata rispetto a quella orientale. L’agricoltura è condotta con tecniche all’avanguardia è produce soprattutto canna da zucchero, patate, soia e riso. Negli anni cinquanta l’agricoltura ha subito una forte crisi per via del trasferimento di moltissime persone dalle campagne alle città, soprattutto verso la capitale Taipei. Qui sorgono molte industrie tra cui quelle alimentari, tessili, chimici, metallici, meccanici ed elettronici.
SUD-EST ASIATICO
Il sud-est asiatico comprende la terza grande penisola dell’Asia e i due grandi arcipelagi dell’Indonesia e delle Filippine, che separano l’Oceano Indiano dall’Oceano Pacifico. L’intera area prima faceva parte di un’unica placca che poi si è divisa formando numerosissimi arcipelaghi. La presenza di vulcani e profonde fosse sottomarine testimoniano la nascita relativamente recente di questa regione dell’Asia. Morfologicamente il sud-est asiatico è formato da due grandi zone, la penisola indocinese e l’Insulindia, un insieme di arcipelaghi e di grandi isole sparsi tra l’Asia e l’Australia. La penisola Indocinese presenta un gran numero di rilievi che si protendono a ventaglio verso sud. Vi sono molti fiumi come l’Irrawaddy, il Salween, il Menam e il Mekong. L’Insulindia è composta da migliaia di isole e isolette che possono essere divise in due arcipelaghi: l’arcipelago indonesiano e le Filippine. Il primo comprende alcune delle più grandi isole del mondo come il Borneo, Giava, Sumatra e Sulawesi. Le isole di Sumatra e del Borneo sono per lo più pianeggianti e sono presenti molte paludi. L’arcipelago delle Filippine è costituito da oltre 7.000 isole montuose, le maggiori delle quali sono Luzon e Mindanao. Inoltre appartiene politicamente all’Indonesia (e fisicamente all’Oceania) la Nuova Guinea Occidentale, caratterizzata da una larga catena montuosa che raggiunge i 5.000 metri. Le fitte foreste che la ricoprono sfumano in intricati boschi di mangrovie. Il sud-est asiatico ha temperature elevate durante tutto l’anno e abbondanti piogge favorite anche dai monsoni. Questi venti infatti da giugno a settembre soffiano dall’Oceano Indiano e portano abbondanti piogge, da novembre a marzo invece soffiano da nord-est portando ancora una discreta quantità di pioggia. Data questa uniformità del clima possiamo dividere questa regione in due zone molto simili tra loro: gran parte dell’Indocina e le isole più meridionali dell’Indonesia presentano un clima tropicale con estati piovose e inverni secchi, che favoriscono la diffusione della giungla in cui crescono legni pregiati come il sandalo e il tek. Tutte le altre regioni hanno un clima equatoriale con piogge abbondanti che favoriscono lo sviluppo della foresta pluviale. La popolazione, che presenta un elevato livello di accrescimento, si è stabilita soprattutto nelle zone pianeggianti. La maggior parte degli abitanti vive in capanne e in palafitte ma numerose sono le persone che abitano le città.
Myanmar: Rangoon
Laos: Vientiane
Vietnam: Hanoi
Filippine: Manila
Cambogia: Phnom Penh
Thailandia: Bangkok
Malasya: Kuala Lumpur
Singapore: Singapore
Brunei: Bandar Seri Begawan
Indonesia: Jakarta
GIAPPONE
L’arcipelago giapponese è formato da circa 3.000 isole di cui le quattro più importanti sono Hokkaido, Honshu, Shikoku e Kyushu. Il Giappone si trova a nord-est dell’Asia ed è bagnato ad ovest dal Mar del Giappone, a nord dal Mare di Ohotsk, a sud dal Mar Cinese Orientale e ad est dall’Oceano Pacifico. Le coste sono piene di insenature soprattutto sul versante pacifico, dove sorgono le principali città.; ad ovest la costa si presenta più regolare e sabbiosa. Il Giappone presenta un territorio per ¾ montuoso e il 26% dei suoi rilievi sono di origine vulcanica. I vulcani sono circa 200 e il più alto e più importante è il Fuji che raggiunge i 3.776 metri. Le poche zone pianeggianti sono di origine alluvionale e la più estesa di queste e la pianura del Kanto. Qui sorgono molte importanti città fra cui l’enorme conurbazione Tokyo – Yokohama. A causa della ristrettezza delle valli anche i fiumi hanno un corso per lo più breve e torrentizio e scendono direttamente verso il mare. I più importanti si trovano nell’isola di Honshu e sono lo Shimano e il Tenryn. Il lago più esteso è il Biwa nei pressi del quale sorge la città di Kyoto. Essendo il Giappone molto esteso in latitudine presenta delle notevoli differenze climatiche tra nord e sud, soprattutto nella stagione fredda. Nell’isola di Hokkaido per esempio si hanno temperature di -6 °C, invece nell’isola di Kyushu, nello stesso mese, le temperature non scendono mai sotto i +7 °C. Le temperature sono influenzate anche dalla presenza di correnti marine. Infatti le coste settentrionali sono attraversate dalla corrente fredda dell’Oya Shivo mentre quelle meridionali sono lambite dalla corrente calda del Kuro Shivo. Ovviamente il clima è influenzato soprattutto dai monsoni che d’inverno spirano dalla Siberia portando freddo e piogge e d’estate soffiano da sud portando aria calda e umida. Di conseguenza sono molto frequenti le piogge che d’inverno assumono anche un carattere nevoso. Verso la fine dell’estate il Giappone è soggetto a violenti tifoni e ogni 6 o 7 anni a terremoti o maremoti. Più dei 2/3 della popolazione vive nelle città che sono situate lungo la costa. Fino a 100 anni fa le città che comprendevano più di 100.000 persone erano solo cinque. Oggi due conurbazioni, quella di Kanto e quella di Kinki (Osaka, Kyoto e Kobe) accolgono più di 35 milioni di persone, per una media di 500 ab/kmq. La popolazione è composta per lo più dal gruppo mongolo proveniente dalla Cina settentrionale e dalla Core mentre solo sono pochi gli Ainu, gli abitanti originari del luogo. Tokyo è la capitale del Paese dal 1808, si trova in una baia su cui sorge il suo porto. La città è il centro delle comunicazioni terrestri, aeree e marittime del Giappone e negli ultimi anni si è sviluppata secondo una pianta radiale. Vicino Tokyo si trova Yokohama un grosso centro con più di 3 milioni di persone. La seconda area più importante è quella composta dalle città di Sakai, Kyoto, Kobe e Osaka. Kyoto è l’ex capitale del Giappone ed è stata in parte distrutta da un terremoto nel 1995. Un altro gigantesco agglomerato urbano ha come centro Nagoya. Altre città importanti sono Kitakyushu, Fukuoka e Sapporo.
Il settore primario attrae solo il 10% della popolazione Giapponese e gli addetti a questo settore sono per lo più anziani perché i giovani preferiscono trasferirsi in città e dedicarsi ai settori secondario e terziario. I prodotti principali sono il riso d’estate e l’orzo d’inverno per evitare intervalli di tempo tra una coltura e un’altra così l’attività agricola è sfruttata al massimo. Le piante industriali danno buoni profitti e sono il tè la canna e la barbabietola da zucchero, importanti sono anche la soia, il lino, la canapa e le arachidi. L’allevamento è incentrato sui bovini e sui suini e importante è l’allevamento dei bachi da seta. La pesca costituisce la fonte di sostentamento maggiore per la popolazione Giapponese. La conformazione delle coste, la vocazione marinara del popolo giapponese e la presenza del Mar del Giappone hanno fatto si che questo Paese sia al primo posto per produzione dei pesce. Oltre alla piscicoltura si sta sviluppando la coltivazione di una speciale alga che lavorata ha un alto valore energetico. Sebbene sia privo delle materie prime necessarie alle lavorazioni industriali, il Giappone è uno dei Paesi più industrializzati al mondo. La fonte di energia principale è quella idroelettrica, il rimanente fabbisogno è coperto dal petrolio importato. Il carbone sebbene presente è poco sfruttato. Gli unici minerali sfruttati sono il rame, lo zinco e lo zolfo. L’industria di base è soprattutto siderurgica e produce ingenti quantità di acciaio e di raffinazione petrolifera. Sono molto diffuse fonderie di alluminio, rame e zinco e industrie chimiche. Queste tre industrie di base preparano i prodotti che finiranno nelle industrie di trasformazione. L’industria meccanica produce soprattutto motociclette, automobili e navi; l’industria elettronica è avanzatissima e produce apparecchi ad alta precisione; l’industria petrolchimica è incentrata sui fertilizzanti, materie plastiche e medicinali; l’industria tessile, di origine antichissima, lavora lino e canapa oltre alla lana importata dall’Australia e al cotone importato dagli U.S.A. Sono poco sviluppate invece le industrie alimentari.
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