Brasile

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Testo

IL BRASILE
II Brasile è una Repubblica Federale di tipo presidenziale composta da venti sei Stati, ciascuno dotato di propri Governatore e assemblea elettivi e dal Distretto Federale della capitale. Il potere esecutivo è esercitato dal presidente della Repubblica eletto a suffragio universale per cinque anni e coadiuvato dal Consiglio dei ministri. II potere legislativo spetta al Congresso Nazionale, formato dal Senato e dalla Camera dei deputati. Tale stato occupa un' area di 8.511.996 km. quadrati un'estensione che lo colloca al quinto posto tra i Paesi del mondo. A nord è attraversato dalla linea dell' Equatore e a sud dal Tropico del Capricorno. Ad est è bagnato dall' oceano Atlantico. Confina con quasi tutti i Paesi Sudamericani. Possiede montagne di altezza modesta: il monte più elevato è il Pico de Neblina di 3.014 metri. II clima è prevalentemente tropicale; una vasta rete fluviale gli permette un grande sviluppo idrico.
La popolazione brasiliana, in base all' ultimo censimento de11970, è di 95,5 milioni di abitanti; il Brasile risulta il settimo paese del mondo in quanto a popolazione. Il numero degli abitatIti cresce rapidamente e infatti il Brasile è un paese essenzialmente giovane.
Il Brasile è suddiviso in cinque grandi regioni, che comprendono ventuno Stati e quattro Territori Federali, oltre al Distretto Federale in cui si trova Brasilia, capitale del Paese.
GLI STATI
STATO DEL RIO GRANDE DEL SUD CAPITALE: Porto Alegre
STATO DI SANTA CATARINA CAPITALE: Florianòpolis
STATO DEL PARANA’ CAPITALE: Curitiba
STATO DI SAO PAULO CAPITALE: Sao Paulo
STATO DI RIO DE JANEIRO CAPITALE: Rio de Janeiro
STATO DI MINAS GERAIS CAPITALE: Belo Horizonte

STATO DI ESPIRITO SANTO CAPITALE: Vitòria
STATO DI GOIAS CAPIT ALE: Goiania
BRASILIA
E' stata inaugurata il 21.04.1960 dal presidente Juscelino Kubitscheck ma il progetto risale ai tempi dell'impero, quando si cominciò a sentire la necessità di trasportare la capitale federale in un punto più vicino al centro geografico del Paese.
STATO DI BAHIA
CAPITALE: Salvador
STATO DI SERGIPE CAPITALE: Aracaju
STATO DEL CEARA' CAPITALE: Fortaleza
STATO DEL RIO GRANDE DO NORTE CAPITALE: Natal
ST A TO DEL PERNAMBUCO CAPITALE: Recife

STATO DEL ALAGOAS CAPITALE: Maceio
STATO DEL PARA' CAPITALE: Belem
TERRITORIO FEDERALE DI AMAPA’ CAPITALE: Macapà
STATO DEL MARAHNAO CAPITALE: Sao Luiz
STATO DEL PIAUI CAPITALE: Teresina
STATO DEL MATO GROSSO CAPITALE: Cubiaba
STATO DELL' AMAZONAS CAPITALE: Manaus
TERRITORIO FEDERALE DI RORAIMA CAPIT ALE: Boa Vista
TERRITORIO FEDERALE DI RONDONIA CAPITALE: Porto Velho
STATO DELL' ACRE CAPITALE: Rio Branco

STORIA
Abitato in epoca precolombiana da indios Tupi-Guaranì, il Brasile fu scoperto nell'aprile 1500 e occupato in nome del re del Portogallo dal navigatore Pedro Cabral. Fu quindi vicereame portoghese fino a11822, quando l'imperatore Don Pedro, figlio di Giovanni VI Braganza, proclamò l'indipendenza. La forma monarchica resistette fino alla rivoluzione istituzionale del 1889, originata dall'opposizione dei grandi proprietari terrieri all'abolizione della schiavitù decretata da Pedro II ne11885; il maresciallo Manuel Deodoro de Fonseca assunse la presidenza
provvisoria della nuova Repubblica istituendo un regime oligarchico basato sull'appoggio dei militari. AI tempo della grande crisi economica mondiale, il capo dei liberali brasiliani Getulio Vargas riuscì ad impadronirsi del potere ( 1930-1954), modificando in seguito la Costituzione in senso autoritario. Durante la seconda guerra mondiale fu a fianco delle potenze democratiche. Nel dopo guerra si succedettero i governi democratici di Cafè Filho (1954-1955), Kbuitscek (1955-1960), Quadros ( 1960-1961 ) e Joao Gulart ( 1961-1964 ), rovesciato dal generale Castelo Branco che nell'ottobre 1965 instaurò un rigido regime dittatoriale, proseguito dal generale Arthur da Costa e Silva (1966-1969) e dal generale Emilio Garrastazu Medici (1969-1974). Successivamente il Paese si avviò verso una cauta svolta democratica con Ernesto Geisel, poi con Joao Baptista de Oliveira Figueiredo in carica da1 1979. Tancredi Neves, eletto nel 1985 morì un mese dopo; gli succedette Jose Sarney, rimasto in carica fino al dicembre 1989, quando nelle prime elezioni democratiche dopo 25 anni fu eletto -per la prima volta a suffragio universale - Fernando Collor de Mello, che nel 1992 venne costretto a dimettersi dalle accuse di corruzione. La presidenza è stata assunta da J . Franco. Un referendum dell' aprile 1993 ha confermato il regime presidenziale e le elezioni del 1994 hanno portato alla presidenza F.H.Cordoso, capo di una coalizione comprendente anche l’estrema destra.
RISORSE IMMENSE
In Brasile tutto è colossale e sono forse quelle dimensioni a spingere i suoi abitanti a considerare ogni cosa brasiliana la "maior do mundo" .
Una prima riprova si ha volgendo l'attenzione ai fiumi che, dell'immenso Paese, sono come le arterie vitali.
Il Brasile vanta la più estesa rete idrografica del mondo. Si tratta di 42.740 chilometri di corsi d'acqua navigabili. Per la più parte, anziché defluire direttamente verso il mare, sfociano nel complesso bacino amazzonico a nord e nei bacini del Paranà e del Paraguay a sud: la più importante eccezione è il Sao Francisco.
E' brasiliano anche il più grande (per portata d'acqua) fiume del mondo, il favoloso di Rio delle Amazzoni. Lungo 6.280 Kn1., largo in media cinque e con un'ampiezza alla foce di ben 100, rovescia nell'Oceano Atlantico, entro il quale si addentra per circa 100 Km., una fantastica massa d'acqua di 300 miliardi di litri all'ora. Allo sbocco vi è l'isola Marajò, più grande del Belgio. Il Rio delle Amazzoni rappresenta il 20% di tutta la disponibilità di acqua dolce, e l'intero bacino, cioè il grande fiume insieme ai suoi mille aft1uenti, nientemeno che il 40%. Il bacino amazzonico vasto 7 milioni di Km. quadrati è il maggiore del mondo. Altri due fiumi importanti: il Sao Francisco e il Tocantins sono situati nella parte settentrionale del paese. Il Paranà scorre per 800 chilometri. di cui 550 navigabili, e forma le cascate d'Iguasslì, più alte di quelle del Niagara.Il Brasile non ha grandi laghi ma solo stagni molto estesi e varie lagune costiere navigabili. Lo sviluppo costiero sull'Atlantico è di 7.400 Km. ciò significa che vi sono grandi porti che costituiscono sbocchi per l'esportazione. I porti di Rio Grande, Paranaguà, Santos, Rio de Janeiro e Recife sono i più importanti; ora vi sono i nuovi porti di: Sunape per l'imbarco dello zucchero e quello di Sedila per i minerali; il porto di Rio Grande è stato dotato di un terminale per la carne. Santos, il maggior porto del Brasile e dell' America latina possiede un grosso terminale per i cereali, con silos della capacità di un milione di quintali. Le principali risorse del Paese sono: zucchero, cotone, riso, caffè e gomma; i155% del caffè prodotto nel mondo viene dal Brasile, una delle migliori ricchezze del Paese. Dalla terra si ricavano il grano turco, la manioca, il riso, i fagioli, le patate, i pomodori, gli arachidi, il tabacco e la frutta tropicale ( banane, ananas, mango, avogado, papaie, ecc.). Il Brasile detiene il primato mondiale della produzione di aranci, non è da meno la produzione di cotone. Il Paese possiede oltre 100 milioni di capi bovini ( che vengono utilizzati per la maggior parte per la produzione di carne ), allevati dai "vaqueiros" nelle immense pianure.
Nei secoli passati le nazioni conquistatrici erano interessate all'oro ed alle pietre preziose; Amerigo Vespucci, nella lettera ai Medici diceva che il

paese produceva solo l'oro e possedeva molte pietre preziose. Per il trasporto di questi materiali venne costruita una ferrovia; non è da dimenticare la produzione di rame, alluminio ,zinco, bauxite, potassio e vermiculite .Nel Paese vi sono le rocce più antiche risalenti a due miliardi di anni; il sottosuolo è ricco di petrolio che ha messo in luce l'importanza delle enormi risorse di scisto bituminoso ( occupa il 2° posto mondiale delle riserve ). Altra fonte di ricchezza è il carbone che garantisce il fabbisogno della grande industria siderurgica; la fonte essenziale del Brasile rimane quella idroelettrica per via dei numerosi corsi d'acqua.

L 'INDUSTRIALIZZAZIONE
Il Brasile entro la fine di questo decennio potrà dimostrare che il suo boom economico non è stato un fatto circoscritto e isolato. Il Paese negli anni '80 è stato integrato definitivamente nel blocco delle potenze emergenti. La storia dello sviluppo industriale brasiliano, cominciò con una proibizione: un decreto de11785, promulgato a Lisbona, vietava la creazione di fabbriche oltremare; ne11808, quando il re Giovanni VI e la sua corte si recarono in Brasile, il decreto venne revocato e sì fece il tentativo di sviluppare i settori siderurgico e tessile. Parve che il Brasile fosse destinato ad essere un Paese essenzialmente agricolo, infatti la produzione del caffè e del cotone provocarono la prima esplosione industriale. Dopo una serie di crisi politiche ed economiche, tra il 1894 e i11904, che provocarono la chiusura di diversi opifici e la diminuzione del lavoro, l'industria ricominciò ad espandersi nel 1905.
Il prodotto nazionale non era ben accetto sul mercato, generalmente i prezzi degli articoli importati e di quelli simili prodotti in Brasile erano uguali, il consumatore preferiva l'articolo importato.
I produttori brasiliani cominciarono a chiedere al governo misure di protezione per i loro prodotti, tassando quelli di importazione.
I primi industriali brasiliani erano persone che si occupavano di operazioni di esportazione e importazione, gli importatori e gli esportatori rappresentavano il gruppo economico più importante dell'epoca, i quali cominciarono ad investire nell'area industriale.
Un immigrante italiano che faceva il sensale di cotone, riuscì ad assumere il controllo di alcuni cotonifici e divenne un industriale.
Nel 1881 Francisco Matarazzo arrivò in Brasile per cercare di vendere lo strutto, mise su un negozio poi importò strutto in scatola, farina di grano e riso; nel 1900 si inaugurò in Brasile un mulino. Questi furono gli inizi di uno dei più vasti complessi industriale del Brasile; oggi il gruppo Gruppo Matarazzo possiede miniere, fabbriche di prodotti alimentari, tessili, chimici, una rete di supermercati e una ba11ca.
I fazendeiros, potevano essere considerati l'elite brasiliana dell'epoca, crearono le prime scuole superiori del Paese per i propri figli. Il disprezzo che i fazendeiros nutrivano per i capitalisti della città era aumentato dal fatto che la maggioranza di questi ultimi era formata da stranieri, gli aristocratici del caffè, erano orgogliosi della propria stirpe. Non sono pochi gli esempi della profonda discriminazione sociale voluta dai fazendeiros a scapito degli industriali; proibivano loro l'ingresso a circoli, a feste, a avvenimenti sociali; semplici nuovi ricchi senza cultura ne linguaggio. L'indu51rializzazione provocava un'evasione della manodopera rurale, anch'essa formata in gran parte da immigrati. Le due classi sociali trovarono poi un punto di unione nel comune interesse economico.
I primo operai dell'industria brasiliana era formata da immigranti provenienti principalmente dagli stati del Nordest. Le condizioni di lavoro erano molto precarie, vi era un forte sfruttamento della manodopera femminile e infantile; si è addirittura parlato di casi di operaie di
fabbriche tessili bastonate dai capi filatori insoddisfatti della loro bassa produzione, era comune che la giornata di lavoro arrivasse alle 12,13,14 ore al giorno. Nacquero vari giornali operai, furono organizzati i primi scioperi; dal 1930 il governo brasiliano formulò un complesso di leggi del lavoro; fu con queste leggi che venne fissato e definito l'insieme dei diritti e dei doveri del lavoratore e del datore di lavoro. Fu stabilito un salario minimo, venne regolamentata la giornata di lavoro, furono stabilite le norme per il lavoro della donna e dei minorenni fu creato il riposo settimanale remunerato e vennero istituite le ferie obbligatorie, l'assistenza sociale, l'assicurazione, l'organizzazione sindacale autonoma; fu anche creato un tribunale speciale per giudicare i problemi del lavoro, con la mediazione di un giudice del lavoro.
Questo complesso di leggi è ancor oggi in vigore in Brasile.
Le due guerre mondiali ebbero un' enorme influenza sul suo consolidamento, la Grande Guerra provocò una grande recessione del mercato mondiale del caffè e le esportazioni brasiliane aumentarono. Furono create varie officine meccaniche destinate alla messa appunto dei mezzi agricoli usati nelle coltivazioni brasiliane. Alcune di queste fabbriche chiusero dopo la guerra, ma altre si trasformarono in fabbriche di materiale meccanico di grande importaI1Za. Nel 1933 i nordamericani investirono 45 milioni di dollari; alcuni produttori di automobili, come la Ford e la Genral Motors cominciarono a montare i loro veicoli nel loro Paese usando pezzi importati. Gli investimenti europei erano invece rivolti ai settori dei prodotti farmaceutici e della gomma, mentre i canadesi investivano in fabbriche di cemento. La grande maggioranza delle fabbriche continuava ad appartenere e ad essere gestita da gruppi familiari; sebbene vi fossero molte società per azioni , queste difficilmente vendevano i propri titoli al pubblico. L'immagine pubblica dei capitalisti brasiliani non era proprio delle migliori. Non di rado circolavano fra il pubblico pettegolezzi su scandali e truffe. Le classi industriali non si organizzarono mai come un gruppo politico per sollecitare l'aiuto del governo. Francisco Matarazzo, primo presidente del Centro delle
Industrie, diceva che aumentando in armonia consumo e produzione, si aumenterà la ricchezza. si renderà più grande il Paese e si arrecheranno benessere e tranquillità alla popolazione. n vice-presidente del Centro delle Industrie venne considerato il primo grande portavoce degli interessi degli industriali brasiliani, e fu il primo ad assorbire le teorie europee e nordamericane di economia politica. Gli imprenditori erano interessati a
vi investimenti, grazie ai quali avrebbero potuto ridurre i costi che già sostenevano in certe aree, quali quelle per la produzione e il trasporto di cotone. Durante questo periodo non furono quindi gli imprenditori ma gli ingegneri, i giornalisti e i burocratici che presero posizione per l'immediata creazione di industrie quali quelle dell'acciaio, del petrolio e dei prodotti chimici. Fino alla metà della seconda guerra mondiale, gli imprenditori non avevano capito l'importanza di un programma di addestramento della manodopera per migliorare il livello tecnico e produttivo dei dipendenti. Solo quando i tecnici cominciarono a mancare a causa della guerra, per la prima volta fecero investimenti nell'addestramento di manodopera, creando scuole professionali destinate alla formazione di operai specializzati e semi-specializzati. Fu comunque il declino del commercio brasiliano con l'estero che contribuì a formare in Brasile la coscienza dell'importanza della creazione di un mercato interno. Dal 1937 Getùlio Vargas, subito dopo la creazione dello Stato Nuovo, proclamò un decreto legge che sospendeva tutti i pagamenti dei debiti con l'estero, diminuiva le sopratasse sull'esportazione del caffè e fissava una tassa sulle
operazioni cambiarie. Il Governo creò diversi organismi tra i quali il Consiglio Nazionale di Politica Commerciale e Industriale, in cui, a fianco di tecnici e militari, svolsero un ruolo attivo anche i rappresentanti degli industriali. Le oscillazioni dell'economia mondiale e le crisi esterne si ripercossero all'interno del Brasile e resero necessario una sforzo per raggiungere l'autosufficienza economica; per questo scopo, appunto, furono creati il Consiglio Nazionale del Petrolio e il Consiglio Nazionale della Siderurgia, che erano obiettivi realmente determinanti. Nel 1930 Getùlio Vargas decise la costruzione di un grande complesso siderurgico. La chiave del futuro industriale era un complesso integrato, di grandi proporzioni, che impiegasse il carbone minerale per la produzione del coke; ma il governo preferì optare per la costruzione del complesso siderurgico, invitò la United States Steel, gli ingegneri americani
arrivarono in Brasile, fecero gli opportuni rilievi e arrivarono alla conclusione che il progetto era eseguibile. La direzione della United States Steel decise poi di non effettuare l'investimento; il governo annunciò che se ne sarebbe occupato direttamente. Più tardi, riuscì a convincere la Export-Import Bank-Eximbank nordamericana a prestare valuta per finanziare le attrezzature; prese vita così la Companiha Siderùrgica Nacional. Gli USA necessitavano sempre più delle materie prime brasiliane che scambiavano con prodotti finiti, la cooperazione economica tra USA e Brasile si allargò a tal punto da essere un fattore determinante nell'industrializzazione brasiliana. Gli industriali arrivarono alla conclusione che avrebbero dovuto adattarsi ad un'economia di produzione di serie con ristretti margini di lucro.
Nel 1945 la pressione dell'opposizione democratica e liberale finì con il rovesciare il governo dittatoriale di Vargas e ristabilire il regime liberale- democratico. Ne11947-1955 si ebbe l'elemento principale del progresso dell'economia brasiliana: l'industria.
Gli investimenti stranieri nel Paese aumentarono in modo straordinario; attratti dall'immensa estensione potel1Zia1e del mercato brasiliano, società straniere cominciarono a trasformare le proprie agenzie di vendita in filiali delle proprie fabbriche e cominciarono a produrre in Brasile. L 'investitore straniero, per la maggior parte delle volte, inaugurava nuove fabbriche di prodotti come automobili, farmaceutici, tabacco, macchine da costruzione, pneumatici e articoli elettronici.
La nascita dell'industria automobilistica brasiliana avvenne verso la metà degli anni '50; il presidente del Partito Socialdemocratico, assieme al Partito Brasiliano dei Lavoratori decise di creare GElA (gruppo esecutivo dell'industria automobilistica). Il GElA fu incaricato di creare una politica di incentivi di investimento nel settore automobilistico dipendente dalle importazioni. Tra tutti i progetti di produzione di veicoli presentati al GElA, diciassette furono approvati, ma solo dodici fabbriche li concretizzarono: Fàbrica Nacional de Motores, Mercedes Benz, International Harvester, Scania Vabis, Simca, Toyota, Vema& Volkswagen, Karmann-Ghia e Willys Overland.
Nel 1974 il governo ha evitato di prendere misure severe che potessero influenzare seriamente l'industria automobilistica" ma in un incontro con i rappresentanti dell'industria automobilistica disse che avrebbero dovuto adattarsi alla nuova realtà data dall'alto prezzo del petrolio, scoraggiando la produzione di automobili di grande potenza e dimensioni, automobili di lusso o sportive. Il governo voleva che si incrementasse la produzione di veicoli da trasporto merci e passeggeri e macchine agricole e strada1i.

IL CALCIO IN BRASILE
Quanti siano i sudamericani che giocano a calcio è praticamente impossibile sapere con certezza. Il fenomeno del calcio brasiliano ha una prima insondabile origine di ordine naturale. E' gente che nasce così, con una spiccata predisposizione per questo tipo di gioco, come un certo tipo di danza. E la contaminazione è tale che si tramanda di generazione in generazione. Il calcio brasiliano conta più o meno 15.000.000 praticanti. I giocatori che fanno parte della nazionale" verdeoro " giocano quasi tutti in Europa e sono: Ronaldo, Ze Maria, Ze Elias, Roberto Carlos, Cafù, Rai, Edmundo, Romario, Rivaldo, Aldair. Ciascuno dei ventidue stati brasiliani ospita, salvo eccezioni" tre campionati professionisti: prima, seconda e terza divisione. Un calcio frazionato, diviso da antagonismi, ma praticato sotto la stessa bandiera e al sen1zio della stessa nazione. Migliaia di squadre e centinaia di tornei fanno capo al CBD e al CND, organo di controllo a livello organizzativo e amministrativo.
Nello stato di Minas Gerais è nato cinquantasette anni fa la stella di maggior fulgore del calcio sudamericano e mondiale: Pelè "O' Rei".
Alla base del calcio professionistico che coinvolge decine di migliaia di praticanti, si inserisce l' altrettanto imponente struttura del calcio a livello dilettantistico, il cui numero di giocatori sfugge a qualunque approssimativo calcolo. Anche questo secondo tipo di " Futball " ha una organizzazione a carattere regionale. In ciascuno stato infatti" a seconda dell' età dei calciatori" si svolgono diversi tornei: amatori, giovanili" infantili e per bambini piccolissimi.
Intatti queste ultime competizioni vengono definite con un termine che tradotto in italiano suona più o meno come" denti di latta ".
Si gioca nell' erba, sulla sabbia piuttosto dura e compatta delle spiagge " a piedi nudi, con palloni di ogni tipo, a volte ricavati da stracci. In Brasile dicono che serva molto per migliorare la sensibilità del piede.
Il Brasile è famoso anche per i suoi stadi tra i più grandi del mondo. Fra tutti spicca il leggendario Maracanà di Rio de Janeiro che può contenere la spaventosa cifra di 200 mila spettatori. Nel 1950 il Maracnà ospitò la finale della coppa del Mondo tra i brasiliani e l'Uruguay che vide i padroni di casa clamorosamente sconfitti. Tra gli altri da ricordare vi sono ancora lo stadio di Belo Horizonte e quello di Santos. La lunga interminabile tradizione dei campioni brasiliani prosegue ancora oggi. Già ai mondiali del 1938 vinti dall'Italia, si segnalarono due giocatori destinati a rimanere per sempre nella storia del "Futebol Carioca": il terzino Domingos, considerato allora i1 più forte difensore del mondo e il centravanti Leonidas, una "punta" dì colore che resta con Pele e Ronaldo, uno degli idoli incrollabili. Più avanti, nel tempo, sempre restando alle formazioni che hanno partecipato ai vari campionati del Mondo, nel 1950 si segnalarono il mediano Bauer, Barbosa ed un trio d'attacco composto da Zizinho, Ademir (cannoniere del mondiale con nove reti) e Tair. Nel 1958 il mondiale si svolse in Svezia e ne uscì trionfante la formazione Carioca composta da Gilmar, Djalma Santos, Nilton Santos, Orlando, Bellini ( capitano), Zito, Didì, Garrincha, Vavà, Pele e Zagalo. Quattro anni dopo, in Cile, il Brasile conquistò il suo secondo titolo battendo in finale la Cecoslovacchia con il risultato di 3-1. La formazione campione del Mondo era la seguente: Gilmar ( capitano ), Djalma Santos, Nilton Santos , Zito, Mauro, Zazziono, Garrincha, Didì, Vavà, Pele, Amrildo, Zagalo. Dei sei capocannonieri del Mondiale, due erano brasiliani. II Brasile ritornò campione del mondo nel 1970 nel torneo svolto in Messico. La finale vide l'Italia sconfitta 4-1 dalla seguente formazione: Felix, Carlos Alberto (capitano) ,Everaldo, Clodoaldo, Brito, Piazza, Taizzinho Gerson, Tostao, Pele, Rivelino.
Come si può notare leggendo le formazioni. Pelè partecipò e vinse tre Mondiali, ora questo record è ancora imbattuto. Nel 1974 e nel 1978 il Brasile giunse 4° e nel 1982 non arrivò alle semifinali. In Messico, 1986 venne sconfitto dalla Francia ai quarti di finale. Ne11990, in Italia, la formazione Carioca venne sconfitta dall' Argentina agli ottavi di finale. Nel!' ultimo Mondiale svolto in USA nel 1994 il Brasile si è confermato campione per la quarta volta sconfiggendo in finale ai rigori l'Italia per 3- 2 con la seguente formazione: Taffàrel. Jorginho, Cafù, Branco, Mauro Silva, Aldair, Marcio Santos, Dunga, Mazinho, Romario, Zinho, Viola e Bebeto. Con la vittoria del torneo, il Brasile si è qualificato di diritto al Mondiale di Francia 98.
In sud-america esiste un torneo chiamato "Copa America". Esso si svolge ogni due anni e coinvolge le nazionali di tutti i paesi sud americani. Il Brasile ha vinto questo torneo per cinque volte. L 'ultima edizione si è svolta nel '97 in Bolivia ed i Verdeoro hanno sconfitto la nazionale di casa in finale per 4-1 aggiudicandosi il trofeo.
L 'incontro più recente del Brasile con l'Italia risale al giugno 1997. La partita è finita 3- 3.
L 'ultima partita della nazionale brasiliana risale a giovedì 30 aprile 1998 contro l' Argentina. La formazione Carioca è stata sconfitta per 1-0.

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