America Settentrionale

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AMERICA SETTENTRIONALE
Risorse minerarie
L’America del Nord possiede grandi giacimenti di ferro, rame, nichel e uranio. Importanti i giacimenti di carbone in Canada e negli Stati Uniti orientali e occidentali, e i giacimenti di petrolio e gas naturale in Messico.
Industria
I prodotti delle industrie sono estremamente diversificati, ma particolare rilievo hanno quelli metallurgici, i macchinari, gli apparecchi elettronici e aerospaziali, i veicoli a motore, i prodotti chimici e quelli tessili, l'abbigliamento, la carta e la stampa e i prodotti alimentari dell'industria conserviera. In Canada, dove è importante il settore estrattivo, non mancano le industrie manifatturiere, concentrate prevalentemente tra il lago Ontario e il San Lorenzo.
Superato verso sud il confine messicano il fenomeno industriale si attenua, non tanto per mancanza di risorse di base, quanto piuttosto per carenza di spirito imprenditoriale. Tuttavia, oggi, anche per influsso dell'economia statunitense, neppure in Messico mancano le industrie. Esse producono un'ampia gamma di beni, fra i quali spiccano prodotti chimici, abbigliamento, alimentari, veicoli a motore e componenti, materiali da costruzione, apparecchiature elettriche ed elettroniche. La Città del Messico è il maggior centro industriale messicano.
Energia
L'America settentrionale consuma immense quantità di energia. Importazioni di grandi quantità di petrolio e gas naturale a causa dell’enorme consumo di energia. Produzione interna di carbone, petrolio, gas naturale ed energia idroelettrica e nucleare.
Trasporti
La rete dei trasporti nell'America settentrionale è estremamente sviluppata in special modo negli Stati Uniti e nella fascia canadese con essi confinante. Imp. la rete ferroviaria, la rete di autostrade interstatali, la rete delle vie d'acqua interne e i collegamenti.
Commercio
Gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale sia del Canada sia del Messico, che a loro volta lo sono degli USA, in modo significativo seppur non dominante. L'Accordo nordamericano di libero scambio (NAFTA), che è entrato in vigore il 1° gennaio 1994, definiva l'eliminazione delle barriere commerciali fra le tre nazioni nei successivi quindici anni. costituisce una delle due maggiori aree commerciali del pianeta. L'organizzazione prevede l'aggregazione di altri paesi della regione.
Storia
Popolamento
I primi abitatori del continente americano erano di origine asiatica e vi giunsero attorno al 50000 a.C. circa attraverso lo stretto di Bering. Nell’America Settentrionale le popolazioni si stanziarono in prevalenza lungo le coste centro-orientali, nelle grandi praterie e nei bacini interni delle Montagne Rocciose. Altre popolazioni si spinsero verso sud dove il clima era più favorevole e si distribuirono nell’America Centrale e Meridionale. Mentre le popolazioni dell’America Latina formarono grandi organizzazioni statali, quelle dell’America settentrionale erano divise in circa 600 tribù, senza organizzazione statale comune e spesso in lotta fra loro, che vivevano di agricoltura, caccia e pesca. Gli agricoltori, stanziati prevalentemente nella parte orientale degli Stati uniti, coltivavano fagioli, zucche e mais, base della loro alimentazione. I nomadi, invece, vivevano nelle pianure centrali e praticavano la caccia e la raccolta dei frutti selvatici. Nel nord-ovest erano stanziate popolazioni di pescatori, grazie all’abbondanza di pesce nei fiumi e nel mare.
L'epoca delle esplorazioni
XI sec. Arrivo dei primi europei provenienti dai paesi scandinavi.
1492 scoperta dell’America da parte di C. Colombo e inizio degli insediamenti stabili degli Europei.
Le prime zone occupate dagli Europei furono aree dell’America Meridionale dove giunsero, per primi, Spagnoli e Portoghesi.
1521 gli Spagnoli si stanziarono nel Messico e nella California.
Quasi contemporaneamente i Francesi penetravano da Nord. I Francesi raggiunsero il Golfo del Messico, dove fondarono la città di New Orleans e conquistarono anche zone del Canada.
1620 arrivo dei primi Inglesi, i Padri-Pellegrini che fuggivano dalle persecuzioni religiose in madrepatria e che, a bordo della Mayflower, arrivarono in Virginia e fondarono, così, la prima colonia statunitense. I “profughi” inglesi cercavano nuove terre in cui insediarsi e condizioni di vita migliori. La maggior parte erano agricoltori, commercianti, artigiani, e i loro rapporti con le popolazioni locali furono subito di antagonismo, ma gli Indiani, pochi e male organizzati, non si opposero.
Conquiste spagnole
La conquista spagnola della parte meridionale del subcontinente venne facilitata, oltre che dalla superiorità in fatto di armi degli invasori, dalla discordia prevalente fra i popoli nativi della regione. Particolarmente violenti erano i disordini all'interno del potente impero azteco e all’interno del popolo messicano dei Maya, l'altro grande popolo messicano che vivevano soprattutto nella penisola dello Yucatán. Benché decine di migliaia di nativi del Messico e dell'America centrale fossero stati sterminati durante la conquista e il dominio spagnoli, gli aztechi, i maya e altri popoli sopravvissero e si moltiplicarono. I loro discendenti costituiscono la maggioranza della popolazione attuale di queste regioni.
La politica coloniale spagnola nell'America settentrionale fu identica sotto tutti gli aspetti a quella adottata nell'America meridionale: fu, cioè, una politica di spietato sfruttamento economico. Considerando le colonie fonti di ricchezza, i dominatori imposero tasse opprimenti e mantennero il monopolio del commercio coloniale, impedendo anche gli scambi fra le colonie.
Alla fine del XVII secolo la maggior parte del continente era occupata dall'Inghilterra e dalla Francia. I principali insediamenti francesi si concentravano in Canada e vicino alla foce del Mississippi, e una serie di stazioni commerciali e militari lungo i fiumi Ohio e Mississippi collegava le due aree. I possedimenti inglesi consistevano di dodici colonie che si estendevano lungo la costa atlantica. Una tredicesima colonia, la Georgia, fu istituita nel 1733.
Guerra e rivoluzione
L'evento che dominò i due decenni dal 1763 al 1783 fu il conflitto economico, politico e militare che oppose la Gran Bretagna e le sue tredici colonie situate lungo la costa atlantica a sud del Canada: la guerra d'Indipendenza americana (1776-1783), che portò alla costituzione degli Stati Uniti d'America. Il Messico insorse contro la Spagna quello stesso anno, ma non riuscì a ottenere l'indipendenza fino al 1821. Negli ultimi anni del XIX secolo, anche il Canada riuscì a ottenere dalla Gran Bretagna un completo autogoverno.
Espansione degli Stati Uniti
Nell'Ottocento si assistette a una crescita d'importanza degli Stati Uniti, cui si accompagnarono un rapidissimo aumento della popolazione e della ricchezza nazionale e un ulteriore ampliamento territoriale. Le ex colonie trovarono poi la soluzione di molti dei loro problemi economici e politici interni, in particolare quelli della schiavitù e dell'unità nazionale; si verificò, infine, il loro emergere quale potenza mondiale.
L'espansione territoriale statunitense fu contraddistinta dall'aspra guerra contro i nativi che resistevano all'invasione dei "bianchi" nei loro territori. Le guerre indiane ebbero termine con il massacro di uomini disarmati, donne e bambini vennero massacrati nel 1890. Sia negli Stati Uniti sia in Canada la maggior parte dei nativi americani continua a vivere nelle riserve. In molte di queste aree, che rappresentano una fusione scarsamente riuscita della civiltà nativa americana con quella dei bianchi, le condizioni economiche e sociali dei popoli nativi sono gravi.
L'epoca dello sviluppo
Nel corso del XX secolo la tendenza all'amicizia reciproca fra le nazioni americane portò, nel 1910, all'istituzione dell'Unione panamericana. Quasi tutte le nazioni americane dichiararono guerra o ruppero le relazioni diplomatiche con gli imperi centrali nella prima guerra mondiale e con le potenze dell'Asse nella seconda guerra mondiale.
Le relazioni fra Stati Uniti, Canada e Messico sono amichevoli: lo dimostra l’accordo commerciale NAFTA che hanno firmato e che ha creato un’area di libero scambio nel nord-america.

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